Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Ubi ecc. Perché le banche italiane gongolano per la svolta Bce sugli Npl

http://www.startmag.it/author/francesco_ninfole 12.7.18

L’articolo di Francesco Ninfole, giornalista di Mf/Milano finanza, sulla ultima mossa della Vigilanza Bce sugli Npl che è vista con apprezzamento dalle banche italiane come Intesa Sanpaolo, Mps, Banco Bpm, Ubi e non solo…

La Vigilanza Bce ha annunciato ieri l’approccio che seguirà sullo stock di crediti deteriorati delle banche, ma stavolta l’orientamento è diverso e più cauto rispetto a quello deciso sui nuovi flussi con l’addendum sugli npl. È stata così respinta la linea caldeggiata da Danièle Nouy, presidente della Vigilanza, che avrebbe voluto definire un calendario di svalutazioni come per i nuovi deteriorati.

CHE COSA HA SCRITTO LA BCE SUGLI NPL

Nel breve testo diffuso ieri non ci sono cifre né soglie di riduzione degli stock (come quelle che Francia e Germania hanno suggerito nella dichiarazione di Meseberg, senza però trovare sostegno a livello Ue). Al contrario c’è innanzitutto la precisazione che le attese della Vigilanza saranno «per singola banca». Nessuna indicazione di livelli uguali per tutti gli istituti, neanche come semplice attesa del supervisore. Fonti della Banca d’Italia hanno definito «ragionevole» l’approccio indicato ieri dal Single Supervisory Mechanism.

IL COMMENTO DI GUALTIERI (PD)

Roberto Gualtieri, presidente della commissione economica del Parlamento Ue, commenta con MF-Milano Finanza: «È positivo che l’ipotesi di un’estensione del calendar provisioning allo stock di npl sia stata finalmente e definitivamente archiviata, confermando un approccio caso per caso che consentirà di definire le aspettative attraverso un dialogo con le singole banche e di tenere conto della specifica natura dei loro portafogli». Per Gualtieri «si tratta, come il Parlamento europeo ha da tempo sottolineato, dell’unico approccio compatibile con le competenze attribuite al supervisore dalla legislazione europea, e del più adatto a conciliare il necessario sforzo di riduzione degli npl con la stabilità finanziaria. Siamo soddisfatti di aver contribuito a questo esito». Secondo il presidente della commissione parlamentare «è bene che dopo mesi di incertezza la discussione si sia finalmente chiusa. Auspichiamo ora che la Bce adotti metta in pratica questo approccio in modo equilibrato».

TUTTE LE NOVITA’ DELLA VIGILANZA BCE

Le aspettative, ha precisato Bce, saranno basate su «una valutazione comparata (benchmarking) di banche raffrontabili», che considererà «l’attuale incidenza degli npl della banca» e «le principali caratteristiche della sua situazione finanziaria». In sostanza si confronterà la situazione di banche simili, ma senza cluster o categorie predefinite: un potere che di fatto la Bce ha già oggi. L’obiettivo secondo Francoforte è «assicurare costanti progressi nella riduzione dei rischi» e «conseguire lo stesso livello di copertura per le consistenze e i flussi di npl in un orizzonte di medio termine». Nel tempo i nuovi npl saranno regolati con le normative in corso di definizione, in particolare quelle che si stanno definendo in ambito europeo dopo le prime proposte della Commissione Ue.

COME E’ CAMBIATA LA POSIZIONE DELLA BCE

Il linguaggio vago del testo Bce appare un compromesso necessario, considerando anche l’impegno profuso da Nouy negli scorsi mesi per una linea più dura. Nel giorno della pubblicazione della prima bozza di addendum (4 ottobre) la Bce aveva parlato di possibili misure sugli stock nel primo trimestre 2018: il messaggio ha preoccupato a lungo il mercato, ma poi non ha avuto seguito, anche perché c’è stata una forte reazione del mondo bancario e parlamentare. Anche un’analisi del braccio monetario della Bce avrebbe messo in guardia sui rischi di misure eccessivamente severe per il credito e il sistema finanziario. Alla fine Nouy, il cui mandato scade a fine anno, ha dovuto fare retromarcia.

CHE COSA SI DICE IN BANCA D’ITALIA

In Banca d’Italia si è osservato ieri che l’approccio banca per banca del Ssm rappresenta «un ragionevole punto di incontro tra la necessità di mantenere il dovuto rigore su un tema di primaria importanza per la complessiva riduzione dei rischi nel sistema bancario europeo e quella di tenere conto delle specificità delle singole banche per individuare un percorso graduale e sostenibile per l’adeguamento dei livelli di accantonamento sui crediti».

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza

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