Cdp, ecco auspici e staffilate del Movimento 5 Stelle a Sace

Michele Arnese startmag.it 13.7.18

Tutto rinviato per le nomine alla Cassa depositi e prestiti (Cdp).

Oggi la Cdp ha comunicato che l’assemblea degli azionisti ha rinviato la nomina del nuovo consiglio di amministrazione al 18 luglio 2018.

Solo un caso la data del 18? Nei giorni scorsi la conferenza dei capigruppo del Senato ha deciso all’unanimità di rinviare al 18 luglio la costituzione delle commissioni bicamerali. Così si affronterà prima la questione Copasir e Vigilanza e solo dopo si voterà sul ca Rai.

La decisione di rinviare l’assemblea di Cdp al 18 è il frutto del mancato accordo fra M5S, Lega e ministero dell’Economia (azionista di controllo della Cassa) sui vertici di Cdp da affiancare al presidente Massimo Tononi, espressione delle fondazioni bancarie.

Nel frattempo c’è chi ha notato un video che Stefano Buffagni, sottosegretario al ministero dello Sviluppo economico capitanato da Luigi Di Maio ed esponente di spicco dei Pentastellati sulla questione delle nomine pubbliche, ha postato su Facebook.

L’11 luglio, nel corso dell’assemblea di Confindustria Emilia Romagna, Buffagni ha parlato esplicitamente del ruolo che la Cdp deve avere secondo il Movimento 5 Stelle, con sottolineature critiche ad esempio su Sace, controllata del gruppo Cdp.

Per Buffagni la Cdp sarà di fatto la banca pubblica per gli investimenti, l’idea esplicitata nel programma di M5S e Lega, e il perno della politica industriale dell’Italia, ha detto esplicitamente il sottosegretario.

Una politica industriale a favore di “investimenti utili”, ha aggiunto Buffagni, per incrementare la dotazione di “infrastrutture strategiche”.

Buffagni ha indicato tra gli “investimenti utili” secondo i Cinque Stelle quelli per “la banda larga” (il sottosegretario ha evocato la gara per le frequenze 5G) e per “l’acqua”: occorre diminuire la dispersione dell’acqua che è superiore al 40%, ha detto.

Quanto alle “infrastrutture strategiche”, Buffagni ha ricordato che occorrono analisi costi-benefici per le opere pubbliche, criticando per questo la Pedemontana, i cui costi sono lievitati dagli iniziali 1,5 miliardi ai 3,2 miliardi, “ma i ritorni economici sono minimi”.

La Cassa depositi e prestiti, per Buffagni, deve seguire l’esempio delle omologhe casse che operano in Francia e Germania. Anche, e soprattutto, per sostenere l’export delle aziende italiane. In questo senso, ha detto l’esponente pentastellato, occorre far conoscere più e meglio i prodotti della Sace (società del gruppo Cdp) per garantire le esportazioni delle aziende italiane. “Serve una presenza della Sace più capillare sul territorio”, ha sibilato Buffagni.

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