L’intervista, Alessio Mannino: “Vicenza non impara la lezione

http://www.vicenzatoday.it/author/profile/giulia-guidi 11.7.18

L’intervista, Alessio Mannino: “Vicenza non impara la lezione”

La politica è uno degli argomenti di punta su VVox, il giornale che dirigi da quasi 4 anni. Come vedi questo nuovo governo cittadino e il consiglio comunale che si è insediato da un mese? 

E’ troppo presto anche per tracciare un primissimo bilancio, ma, come prima impressione, mi sembra che sia stata una partenza in chiaroscuro. Nella colonna delle cose positive metto innanzitutto la messa in discussione del progetto Tav, cioè senza il fanatismo del sì a tutti i costi. Mi piace molto la scelta anche di Luca Milani come Capo di Gabinetto. La giunta è nè più nè meno di quello che ci si poteva aspettare, con molti volti nuovi, che è una cosa che valuto come positiva.

Francesco Rucco è una persona equilibrata, non certo estramista tantomeno fascista, ma, fino ad adesso, ha mostrato una certa lentezza nel prendere le decisioni. Il che non è necessariamente un male se non fosse per l’estremo attivismo di Claudio Cicero, che approfitta di queste “pause di riflessione” per imperversare. E questo non è un bene, non tanto per le cose che fa l’assessore, anche se non condivido la sua concezione automobilecentrica della mobilità, ma perchè il “fare tanto per fare” non serve. Sono molto curioso sulla scelta del portavoce, un ruolo chiave, che Rucco dovrebbe compiere in totale autonomia. 

Guardando invece i banchi dell’opposizione, ci sono alcuni elementi molto di prestigio, come Giovanni Rolando e Ciro Asproso, forti della gavetta fatta nel decennio Hullweck, il resto mi lascia eufimisticamente perplesso,  non mi aspetto granchè. 

Peserà l’assenza dei Cinque Stelle?

Per quanto io guardi favorevolmente al movimento, perchè secondo me contiene molta energia, credo a Vicenza non abbiano mai veramente inciso. Quello che è successo, inoltre, è l’ennesima dimostrazione di quanto manchi la trsparenza. E’ un peccato, credo che il M5S, negli anni e in tutta Italia, abbia sprecato molto le sue potenzialità

Altro argomento su cui tu e i giornalisti che lavorano con te avete lavorato molto e bene è stato il crack della Banca Popolare di Vicenza. Ci fai un quadro della situazione in questo momento?

Sono molto orgoglioso di aver seguito questa vicenda sempre con un occhio di riguardo rispetto a chi ci ha rimesso di più. Secondo me la situazione è senza speranza, o meglio, quasi senza speranza, perchè un fondo di ristoro c’è e c’è anche un governo “amico”, ma 100 milioni, e per tutte le banche disastrate, non possono risolvere i disastri provocati da 13 miliardi che, in Veneto, sono andati bruciati, miliardi che erano la piccola ricchezza di famiglie e imprese. La soluzione non sarà nelle aule del tribunale, non solo prchè l’iter ha subito delle lungaggini – tenedo comunque presente che si tratta di un maxi processo –  ma veramente qualcuno crede che si possa avere una giustizia efficace? Io no. Quello che mi interessa è l’aspetto umano, penso a quegli anziani che, letteralmente, avevano investito una vita di sacrifici, soldi che erano destinati anche ad aiutare i figli e i nipoti, e da un giorno all’altro si sono ritrovati praticamente nulla tenenti. 

Di chi è la colpa, al di là degli imputati, quindi?

Chi addita solo i vertici aziendali, come De Bortoli sul Corsera, o solo la Banca d’Italia, come il consigliere regionale indipendentista Guadagnini, dà una visione parziale della verità, che è complessa e include tutti gli attori in scena, ex soci inclusi, perchè quando vedi che a capo di una Banca così importante per anni anni c’è un uomo solo qualche domanda te la dovevi fare. Anche la nostra categoria non è certo innocente: le pagine economiche vengono concepite come servizio a questa o a quell’altra categoria o questo o quell’altro grande imprenditore. In questa terra la critica non c’è, ci si affida ingenuamente al potente. E’ una questione culturale che, mi pare, nemmeno il terremoto BPV ha potuto cambiare. Carmelo Bene diceva: “Siccome non possiamo cambiare patria, cambiamo argomento”; questa città mi sta facendo sempre più spesso venir voglia di cambiare argomento.  Passeranno molti anni prima di poter capire i reali effetti devastanti del crack. 

Travolte piccole imprese e famiglie in primis, ma anche istituzioni pubbliche, come la Fondazione Roi, che tu conosci bene…

La Fondazione Roi è una onlus culturale fondata nel 1988 grazie al lascito del marchese Giuseppe “Boso” Roi con lo scopo di finanziare il sistema museale pubblico vicentino. Nello statuto il marchese aveva voluto che fosse la Popolare di Vicenza a nominare il consiglio di amministrazione. Nel 2009, la banca decide di nominare presidente il presidente della banca stessa, cioè  Gianni Zonin, e, nei vari aumenti di capitale negli anni successivi, decine di milioni finiscono in azioni della BPV, con il risultato che, dopo il crack, il patrimonio passa da 96 a 70 milioni. Zonin nel 2016 si dimette, consegnando una lettera al suo vice Breganze (sia nell’isituto di credito che nella Fondazione) in sui sarebbe scritto “Tu sai perchè ho preso questa decisione”: ad oggi, al di là dei fatti oggettivi, questa frase resta ancora un mistero.

Il nuovo presidente della Popolare, Gianni Mion, nomina quindi un nuovo cda, con a capo una personalità specchiata e prestigiosa come Ilvo Diamanti,  e Andrea Valmarana (che poi si è scoperto essere stato il Sindaco in divrese aziende facenti capo alla Zonin e alla BPV) e Giovanna Grossato. In questo anno e mezzo la Roi non ha fatto molto se non tre convegni, finanziare l’ultima mostra di Goldin in Basilica, il nuovo Statuto, non ancora in vigore perchè manca l’ok della Regione e affidare a un noto studio legale milanese il compito di intentare una causa contro Zonin per risarcimento danni, di cui non si sa più nulla. Se ne occuperà il prossimo Cda? Diciamo che sulla trasparenza della Fondazione Roi, c’è ancora molto da lavorare, si pensi che non hanno nemmeno un sito web…

In compenso, uno degli ultimi atti dell’ex presidente, tramite l’avvocato Ambrosetti, che è lo stesso che lo assiste nel processo BPV, è stato quello di denunciare civilmente per danno di immagine te, il direttore di Vicenza Più, Giovanni Coviello, e la nipote dello stesso marchese Roi, Barbara Ceschi, per un milione di euro. La tua è l’unica che non è stata ritirata

Attendo con fiducia il processo e ringrazio il mio editore che mi ha sempre sostenuto. Una cosa che mi ha… non scandalizzato … direi “fatto inca**are” è stato il totale disinteresse dell’ex maggioranza, tranne un intervento di Bulgarini d’Elci, giustamente rintuzzato da Diamanti, la stessa che come primo atto in consiglio comunale, dai banchi dell’opposizione ha espresso la solidarietà a Saviano. Forse, se guardassero un po’ più accanto… 

 

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