Come devono districarsi le banche nel Fintech. I consigli di Bankitalia e Abi

http://www.startmag.it Sebastiano Torrisi 14.7.18

La rotta tracciata dal presidente dell’Abi Antonio Patuelli e dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco nel corso della recente assemblea dell’Abi

L’innovazione non deve mai andare a scapito della legalità mentre efficienza e garantismo, Fintech e diritto debbono procedere assieme. Allo stesso tempo le banche tradizionali devono sfruttare appieno le potenzialità della “Finanza tecnologica” senza sottovalutarla. Pena la perdita di terreno nei confronti dei nuovi operatori, spesso soggetti a minori oneri regolamentari, e dei giganti della tecnologia che si sono già affacciati sul mondo del credito e della finanza. I richiami per il mondo bancario italiano arrivano dal gotha istituzionale italiano e cioè dal Presidente dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli e dal governatore di Bankitalia Ignazio Visco, entrambi nel corso della recente assemblea dell’Abi.

PATUELLI (ABI): L’INNOVAZIONE NON DEVE MAI ANDARE A SCAPITO DELLA LEGALITÀ

“Le tecnologie offrono nuovi spazi di libertà e nuovi rischi: occorre cogliere positività e potenzialità delle innovazioni e non arrendersi mai di fronte ai rischi verso la sicurezza e le libertà. Efficienza e garantismo, fintech e diritto debbono procedere assieme”, ha detto Patuelli nel corso della recente Assemblea dell’Abi. “La concorrenza fra le banche è anche in qualità, sicurezza e libertà di scelta nei servizi, in completezza e chiarezza delle informazioni. Le regole dello Stato costituzionale di diritto debbono applicarsi ugualmente al mondo reale e a quello virtuale – ha aggiunto il presidente di Abi –. L’innovazione non deve mai andare a scapito della legalità. Le banche sono all’avanguardia per la legalità contro tutte le forme di riciclaggio, connessione di tanti reati. La nuova frontiera dei diritti civili è anche l’impegno per la tutela dei dati personali contro intrusioni illecite e rischiose per le libertà, affinché la globalizzazione non sia anarchia planetaria a scapito dei diritti umani e civili. Fintech, investimenti e nuovi soggetti, mercato e certezza del diritto, concorrenza leale e garantita da norme e Vigilanza, sono interconnessi e rappresentano sfide innanzitutto culturali e di metodo”.

VISCO (BANKITALIA): SFIDA PER LE BANCHE PASSA DAL FINTECH, SERVONO PIÙ INVESTIMENTI

“Con la diffusione dell’innovazione tecnologica in campo finanziario, il ‘fintech’, il contesto di riferimento sta mutando rapidamente. Nuovi soggetti creano modelli di attività diversi e più efficienti, spesso spiazzando alcune funzioni storicamente svolte dalle banche, come l’offerta di servizi di pagamento, di gestione del risparmio, di intermediazione mobiliare. Secondo analisi di mercato, gli intermediari tradizionali ritengono a rischio una parte della propria attività che riguarda circa un quarto dei ricavi su un orizzonte di cinque anni – ha osservato il governatore di Bankitalia –. Rispetto ai nuovi entranti, le banche godono dei vantaggi derivanti da stabili relazioni con la clientela e dal patrimonio informativo raccolto negli anni. Sfruttarli meglio ricorrendo alle nuove tecnologie può consentire di ampliare l’offerta di servizi, accrescere la qualità della relazione con il cliente, gestire più efficacemente i rischi. Gli investimenti in questo campo restano contenuti e sono per lo più effettuati dagli intermediari maggiori. Pesano le difficoltà che si incontrano nell’adeguamento degli assetti organizzativi e dei processi operativi, nel reperimento delle necessarie competenze, nell’integrazione con le infrastrutture informatiche preesistenti”.

Secondo Visco “se non si sfruttano appieno le potenzialità del ‘fintech’ si corre il rischio di perdere rapidamente terreno nei confronti dei nuovi operatori, spesso soggetti a  minori oneri regolamentari, e dei giganti della tecnologia che si sono già affacciati sul mondo del credito e della finanza. In questo contesto gli intermediari sono oggi chiamati a recuperare margini di efficienza e a sostenere la redditività attraverso la diversificazione dei ricavi e il contenimento dei costi amministrativi e del lavoro, in particolare di quelli derivanti dall’estesa presenza sul territorio con la rete delle dipendenze. In un mercato bancario ormai maturo, da noi come negli altri paesi europei, lo sfruttamento delle economie di scala e l’assorbimento dell’eccesso di capacità potranno beneficiare di una nuova fase di concentrazione”, ha concluso il governatore di Bankitalia.