MASSONERIA / BASTA AFFARI, INTRIGHI & OPACITA’. LO CHIEDONO I 5 STELLE

13 luglio 2018

 di: Andrea Cinquegrani lavocedellevoci.it

Dopo anni di ombre e opacità, finalmente, arriva un disegno di legge per fare una buona volta chiarezza su un tema – quello della Massoneria – che ha contrassegnato e marchiato la storia d’Italia negli ultimi quartant’anni, compreso il periodo degli anni di piombo.

Grazie ai 5 Stelle e soprattutto al senatore Elio Lannutti per aver avuto il coraggio e la forza politica di portare avanti il progetto, che di seguito potete leggere nella sua interezza.

E grazie di averlo dedicato a Ferdinando Imposimato, il simbolo della magistratura che lotta e dona tutta la sua vita alla giustizia con la G maiuscola: in tutta la carriera di toga di frontiera prima e di politico poi, infatti, Imposimato ha profuso ogni sua energia nello scoprire e denunciare le connection tra poteri occulti, politica e mafie, spesso e volentieri in combutta con i colletti bianchi della pubblica amministrazione e anche con certi livelli della magistratura.

IMPOSIMATO, UNA VITA CONTRO MAFIOSI & MASSONI

La copertina della Voce di ottobre 1993. In apertura le tre cover degli elenchi pubblicati dalla Voce nel 2007

E’ della metà degli anni ’90 la sua mitica relazione di minoranza in seno alla Commissione Antimafia (all’epoca presieduta, dal ’94 al ’96, dalla forzista Tiziana Parenti).

Praticamente abbandonato dalla sinistra consociativa dell’allora Pds-Ds, in perfetta solitudine, Imposimato ebbe il coraggio di denunciare i più sporchi affari che potevano garantire palate da miliardi di lire prima e da milioni di euro poi lungo tutto il fronte delle opere pubbliche: partendo dal lavoro che avevano appena cominciato a svolgere, nel ’90, Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, i quali per primi radiografarono l’inizio delle grandi manovre per l’Alta Velocità (con ogni probabilità il movente delle loro esecuzioni, almeno la strage di via Capaci).

Logica conseguenza, un paio d’ani dopo, la pubblicazione del libro “Corruzione ad Alta Velocità”, scritto a quattro mani con un altro grande giornalista investigativo, Sandro Provvisionato. Balzavano alla luce, in modo documentale, sia il ruolo che la classe politica (a capo dell’esecutivo allora c’era Romano Prodi) aveva avuto in quel business partito da appena 27 mila miliardi di vecchie lire e già allora, nel 1999, capace di oltrepassare quota 150 mila; sia il ruolo delle mafie scese in campo sul fronte di appalti e subappalti; che sul fronte dei “maxi faccendieri”, in pole position Pierfrancesco Pacini Battaglia, l’uomo di tutti i segreti sul fronte delle maxi tangenti Enimont e di tutti i misteri sull’Alta Velocità: “l’uomo a un passo da Dio”, così lo etichettò il pm Antonio Di Pietro. Miracolato, Chicci Pacini Battaglia, perchè sulla sua strada trovò un vero Salvatore, alias Giuseppe Lucibello, avvocato arrivato a Milano per patrocinare la causa di un solo cliente eccellente, Pacini Battaglia: era un grande amico di Di Pietro, Lucibello e questo fu il vero miracolo di San Gennaro. Ma “Pacini Battaglia – come ricostruirono mai smentiti Imposimato a Provvisionato – “venne sbancato” da quel Pm, non “sbiancato”, come una rozza e ridicola ‘traduzione’ voleva far credere.

Incappucciato e coperto al punto giusto, Pacini Battaglia era uno dei grandi registi occulti per portare avanti, in nome degli “ideali dei perfetti muratori”, gli affari che contano. In un servizio della Voce d’inizio anni ’90 documentammo i rapporti societari tra lo stesso Super Chicci e Ettore Incalza, altro gran brasseur d’affari, finito nell’inchiesta sui grandi appalti (anche Tav) portata avanti dalla procura romana tre anni fa. Il solito flop.

Ho coscosciuto Ferdinando Imposimato almeno 40 anni fa, e non ho mai notato in un inquirente una tale tempra investigativa, una tale intelligenza nell’intuire le connection, e soprattutto anticipare gli scenari che di lì a poi (anche molti anni) si sarebbero verificati. Il suo impegno lo pagò con una delle prime, tragiche vendette trasversali, perchè gli ammazzarono il fratello Franco, sindacalista in prima linea alla Face Standard, azienda trent’anni fa leader nel casertano. Gli fecero pagare le inchieste che stava conducendo sulla Banda della Magliana (e i rapporti con l’emergente entourage berlusconiano), in attività non solo a Roma ma capace di allargarsi anche in altre aree d’Italia e prendere parte a giganteschi intrighi internazionali, come il caso del rapimento di Emanuela Orlandi (e l’attentato al Papa Giovanni Paolo II).

Ferdinando Imposimato

Negli ultimi anni l’impegno di Ferdinando si era allargato ad altri agghiaccianti scenari internazionali, come la tragedia delle Torri Gemelle: e per il Tribunale Internazionale dell’Aja aveva redatto una ponderosa relazione in cui documentava tutti gli interessi a stelle e strisce nell’innescare quella miccia che avrebbe poi portato alla guerra d’aggressione in Iraq, con l’obiettivo dei pozzi petroliferi e del controllo di quei territori strategici.

LANNUTTI & I MISTERI BANCARI INCAPUCCIATI

Negli ultimi due anni, poi, la strenua battaglia in lungo e in largo per l’Italia in vista del referendum in difesa della Costituzione, per la quale si è battuto come un leone: e sempre affiancato da Elio Lannutti, lo storico fondatore dell‘Abusbef, la sigla che da sempre tutela gli interessi dei risparmiatori.

E a proposito di massoneria, Lannutti è fresco autore di un best seller scritto con Franco Fracassi, “Morte dei Paschi”, dedicato al giallo del ‘suicidio’ (ricordate il caso Pinelli negli anni di piombo?) di David Rossi, il responsabile delle comunicazioni del Monte dei Paschi di Siena volato giù dal quarto piano di palazzo Salimbeni.

E anche stavolta, cosa ha mai fatto la magistratura? Se Di Pietro a suo tempo insabbiò a Milano le prime inchieste sui business della TAV – come inchiodano Imposimato e Provvisionato nel loro j’accuse – stavolta è stata la procura di Siena, per ben due volte a chiedere l’archiviazione del caso. Sul quale si spera possa far luce la procura di Genova, ora titolare del fascicolo.

La Voce, dal canto, suo, fin dai suoi esordi, nel 1984, ha realizzato inchieste su inchieste non solo sulla Massoneria (anche deviata) ma su una serie di Ordini spesso e volentieri border line, o comunque sui quali sarebbe necessario puntare più spesso i riflettori. Come l’Ordine di Malta (e soprattutto quel livello segreto della cosiddetta “Malta Rossa”), l’Ordine del Santo Sepolcro, i Templari, l’Ordine di Carinzia e chi ne ha più ne metta nel fittissimo sottobosco di congreghe e conventicole che spesso partono con ottimi ideali esoterici, ma poi si perdono per strada e percorrono altri itinerari.

Abbiamo seguito passo passo, sin dalla fine degli anni ’80, gli intrecci affaristici tra massoneria e camorra (l’allora emergente clan Zagaria) sul fronte dei rifiuti, quelli super tossici of course: e documentammo le frequenti visite rese dagli uomini di Francesco Bidognetti, alias Cicciotto ‘e Mezzanotte, in quel di Villa Wanda, la maison del Venerabile, Licio Gelli. Storie, evidentemente, venute alla luce solo anni più tardi. Come del resto il memoriale di Franceso Schiavone del 1996, che forniva addirittura la mappa di tutte le location degli sversamenti tossici & illeciti: si è fatto qualcosa in vent’anni e passa?

Così come s’è mai fatto qualcosa per frenare i sempre più massicci riciclaggi di camorra e massoneria in svariati settori, come quello turistico, dei servizi o del tempo libero: una per tutte – tanto per riferirsi a un quarto di secolo fa – l’assalto al Kursaal di Montecatini?

Fece grande scalpore, a metà anni ’90, la pubblicazione di una cover story, titolo “Massoni su il cappuccio”: un pamphlet con tutti gli iscritti campani non solo al Grande Oriente d’Italia, ma anche ad altre logge che andavano per la maggiore, come la Gran Loggia d’Italia. Fu un botto, oltre 10 mila copie vendute. Si trattava di un diritto-dovere alla ‘conoscenza’ – come spiegavamo ai lettori – per far trasparenza su elenchi di affiliati spesso e volentieri per scopi sociali, civili, etici: quale bisogno, quindi, di segretezze, velo, cappucci se si tratta di rapporti alla luce del sole?

GLI ELENCHI DELLA VOCE 

Dieci anni dopo, nel 2007, quando la Voce è uscita a diffusione nazionale, abbiamo pubblicato l’elenco integrale – 27 mila nomi e passa – di tutti gli iscritti a livello nazionale. Un lavoro titanico. Un lavoro che risulta utile ancor oggi: quando ad esempio si scopre che tra gli affiliati al Grande Oriente d’Italia (e ha l’ardire di smentire!) c’è il professor Roberto Burioni, il Mago No Vax che va per la maggiore, con tanto di data di nascita e luogo di nascita: ha un gemello – forse a sua insaputa  – in circolazione? Sarebbe da Nobel!

Due, in genere, sono i paraventi dietro ai quali si nascondono gli incapucciati: la solita “privacy” e “l’assonnamento”. Nel secondo caso si tratta, in sostanza, per chi è iscritto, ad un certo punto di prendersi una pausa di riflessione, in gergo di “assonnarsi”. Dopo di che si può rientrare tranquillamente nei ranghi o continuare a dormire. Ma su questo punto la legge massonica è chiara: la massoneria non è un giochetto, non si tratta di porte girevoli, chi entra e chi esce a suo piacimerto: se ti iscrivi lo sei per la vita, una sorta di patto di sangue. Un sonnellino, se vuoi, te lo puoi concedere… Non di più.

Siamo tornati sull’argomento anche negli ultimi mesi, in occasione di alcune prestigiose convention di volta in volta organizzate dal Grande Oriente o dalla Gran Loggia. Tra i frequentatori più assidui (ha partecipato alle ultime due kermesse, di novembre 2017 e d’inizio 2018) lo storico e giornalista Paolo Mieli.

Tra le toghe più presenti David Monti, il magistratato che una ventina d’anni fa avviò alla procura di Aosta l’indagine Phoney Money, su una connection internazionale che coinvolgeva superfaccendieri internazionali, massoni, alti prelati, politici e chi più ne ha più ne metta. Che fine avrà mai fatto quell’inchiesta? Il pm potrebbe spiegarlo ad una prossima convention.

 

Di seguito pubbichiamo il testo del disegno di legge, primo firmatario Elio Lannutti, in tema appunto di massoneria.

Atto n. 4-00361

Pubblicato il 12 luglio 2018, nella seduta n. 21

LANNUTTI , DI NICOLA , SILERI , AUDDINO , GIANNUZZI – Al Ministro dell’interno. –

Premesso che:

in data 24 aprile 2018, il primo firmatario del presente atto di sindacato ispettivo ha presentato un disegno di legge (AS 364, ancora da assegnare), firmato anche dai senatori Barbara Lezzi, Primo Di Nicola, Nicola Morra, Maria Domenica Castellone, Elena Fattori e Pierpaolo Sileri, recante “Disposizioni in materia di incompatibilità con la partecipazione ad associazioni che comportano vincolo di obbedienza come richiesto da logge massoniche o associazioni similari fondate su giuramenti o vincoli di appartenenza”;

in data 16 maggio, nella bozza di contratto di governo M5S-Lega, si leggeva il «codice etico per i membri del consiglio dei ministri: via se hanno condanne, se sono massoni o sono in conflitto di interessi con la materia oggetto di delega»;

in data 18 maggio, su “Affari Italiani” un articolo dal titolo “Governo, la Massoneria contro Lega-M5S: Il Contratto è incostituzionale”, si legge: «La Giunta del Grande Oriente d’Italia ritiene incostituzionali le disposizioni sulla Massoneria contenute nel Contratto stipulato tra le parti del futuro esecutivo. E chiede l’intervento del Presidente della Repubblica»;

si legge ancora: «I Massoni del Grande Oriente d’Italia giurano solennemente fedeltà alla Repubblica Italiana. Lo fanno sulla Carta Costituzionale e s’impegnano a rispettarne le norme e le leggi. L’idea di inserire una clausola antimassonica nel contratto stretto tra Lega e M5S è contraria ai principi costituzionali. Ricorda le leggi fasciste che i Massoni hanno sempre denunciato e che sono la conseguenza di una pericolosa deriva liberticida. Gli articoli 2, 3,18 e 21 della Costituzione sono molto chiari e non ammettono patti negoziali che impediscano a categorie di cittadini di esercitare la libertà di partecipazione, d’espressione e d’associazione in tutte le sue forme. Chi pensa per fini politici di sfruttare una campagna contro i Massoni e di impedire l’esercizio dei diritti primari commette un abuso e deve assumersene ogni responsabilità. Questa odiosa discriminazione non solo reca offesa alla storia d’Italia, al cui farsi come Nazione e al cui progresso civile i Massoni da Garibaldi a Carducci, da Mameli a Crispi, da Fermi a Ruini, a Quasimodo, hanno dato un contributo fondamentale; ma procura anche inquietudine nell’opinione pubblica di tutte le grandi Democrazie Occidentali, dagli Stati Uniti all’Inghilterra, alla Francia, nelle quali l’appartenenza alla Massoneria è sinonimo di attaccamento patriottico e lealismo costituzionale. Ricordiamo a tutti i Deputati e Senatori neoeletti e in modo particolare ai leader ed ai Parlamentari delle due formazioni che si candidano a reggere le sorti della nostra Nazione che essi devono rappresentare tutti i cittadini e li invitiamo a ri-leggere qualche utile pagina di storia partendo dal Risorgimento e finendo all’Istituzione della Repubblica Italiana. I Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia chiedono al Capo dello Stato, garante di tutti gli italiani, che vigili perché la Costituzione sia applicata nella sua interezza e senza discriminazioni»;

Stefano Bisi

risulta che un video pubblicato online da Stefano Bisi stigmatizzi la proposta di legge citata;

prima ancora che fosse depositato il disegno di legge AS 364, in data 29 marzo, Michel Emi Maritato, “uno dei massimi tributaristi, appartenente alle logiche massoniche”, ha pubblicato su “Agorà” una nota: «Sono fermamente contrario alla proposta di legge, annunciata in questi giorni dal senatore grillino Elio Lannutti, sul divieto di svolgere incarichi pubblici a chi è iscritto alla massoneria. Si tratta di una proposta antidemocratica, dittatoriale, evidentemente messa in giro sic et simpliciter per avere un po’ di pubblicità e un po’ di attenzione mediatica. Una proposta, quella di Elio Lannutti, peraltro discriminatoria, visto e considerato che punta a creare – di fatto – cittadini di Serie A e cittadini di Serie B. Infatti, sono dell’opinione che nella propria sfera privata ognuno sia libero di comportarsi come meglio crede, ovviamente nel rispetto delle leggi. E non mi pare proprio che la legge consideri la massoneria un reato. Dunque, consiglio al senatore pentastellato di pensare prima di dare fiato alle trombe, considerata soprattutto l’origine alquanto massonica del Movimento a cui appartiene e che lo ha eletto in Parlamento»;

in data 4 luglio in un articolo su “La Notizia” dal titolo “Stretta sui grembiulini. I 5 Stelle fanno sul serio contro la massoneria. Regole ferree sulle incompatibilità” si legge: «Non solo magistrati e militari di carriera. Le logge massoniche diventano incompatibili pure per prefetti, personale diplomatico e dirigenti di Polizia. Per loro, aderire ad associazioni che richiedano “la prestazione di un giuramento o di una promessa con contenuto contrastante con i doveri di ufficio” potrebbe costare molto caro. E non finisce qui. Se la proposta di legge del Movimento 5 Stelle presentata al Senato – primo firmatario Elio Lannutti – dovesse vedere la luce, chi “promuove, dirige o svolge attività di proselitismo di un’associazione segreta”, e come tale vietata dalla Costituzione, rischia addirittura una condanna da 3 a 7 anni di carcere. (…) Insomma, un vero e proprio giro di vite quello previsto dal testo cofirmato dai parlamentari Barbara Lezzi, Primo Di Nicola, Nicola Morra, Maria Domenica Castellone e Pierpaolo Sileri. Ancor più necessario, secondo i proponenti, alla luce dei tanti oscuri avvenimenti che hanno segnato la storia recente del nostro Paese. “L’Italia ha vissuto anni di piombo e terrorismo, stragi impunite e misteri irrisolti, sui quali in alcuni casi aleggia l’ombra della massoneria e della P2”, sottolinea la relazione introduttiva della proposta di legge che cita, in più di un passaggio, il giudice Ferdinando Imposimato, scomparso lo scorso 2 gennaio. E che, dopo la morte di David Rossi, il capo della comunicazione del Monte dei Paschi volato da una finestra della storica sede dell’istituto di credito di Rocca Salimbeni, tornò “a ribadire la necessità e l’urgenza di una legge per impedire a chi esercita pubbliche funzioni di essere affiliato ad associazioni segrete che contrastano con la Costituzione e i pubblici interessi”. Ma anche, si legge ancora nel testo, “di una legge che sancisca l’incompatibilità tra lo svolgimento di una funzione pubblica e l’appartenenza ad associazioni segrete che occultano la loro esistenza, le loro finalità e attività sociali, e che potrebbero svolgere attività diretta o indiretta per interferire sull’esercizio delle funzioni di amministrazioni pubbliche, di enti pubblici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale”. (…) Ma cosa prevede nel dettaglio la proposta di Lannutti ispirata proprio agli avvertimenti di Imposimato? Definite associazioni segrete quelle che “anche all’interno di associazioni palesi, occultano la loro esistenza” o tengono segrete “finalità e attività sociali” o “rendono sconosciuti” i soci, il testo prevede la pena da 3 a 7 anni per chi le promuove, le dirige o svolge opera di proselitismo. Viene poi introdotta una rigida disciplina delle incompatibilità. In base alla quale “la partecipazione ad associazioni che comportino il vincolo di obbedienza”, ossia le logge massoniche, è incompatibile con le funzioni di magistrato ordinario e speciale, di giudice onorario di pace, di componente delle commissioni tributarie e di giudice popolare delle corti d’assise e di assise d’appello. Stessa incompatibilità con la partecipazione o affiliazione ad associazioni di stampo massonico segrete o coperte è posta a carico dei dirigenti delle PA, degli ufficiali delle Forze armate, del personale militare e delle Forze di Polizia, degli avvocati dello Stato, del personale della carriera diplomatica e prefettizia, del personale dei vigili del fuoco e di tutti i dipendenti del ministero dell’Interno. Ma anche di amministratori e sindaci di società pubbliche»;

in data 5 luglio è uscito un comunicato del GOD, Grande Oriente Democratico, dal seguente tenore: «Primo avviso da parte del Movimento Roosevelt (MR (…) e di Grande Oriente Democratico (GOD) (…) ad Elio Lannutti (…) e a tutti quei parlamentari di qualsiasi gruppo che volessero perseverare nei propri atti fascio-comunisti, incostituzionali, illiberali e antidemocratici contro la libertà di associazione dei cittadini italiani in generale e contro le associazioni massoniche (niente affatto segrete) in particolare. Se è vera la notizia riportata nell’articolo sottostante, la questione porrebbe oltre tutto la necessità di denunciare erga omnes la titanica ipocrisia di tutti coloro che, nel M5S, per un verso vietano (da contratto politico privatistico) la partecipazione di massoni al Governo Conte e per altro verso sostengono un esecutivo ad alta densità massonica (progressista), come quello che vede vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Inoltre, le proibizioni anti-massoniche ipotizzate nell’incostituzionale disegno di legge preconizzato nell’articolo sottostante andrebbero come sempre a colpire massoni “manifesti” e alla luce del sole, e non quelli “coperti e segreti”. Forse è proprio questo quello che vogliono Elio Lannutti (…) ed altri parlamentari M5S o di altri gruppi? Al riguardo, consigliamo loro la lettura del seguente intervento di Enzo Di Frenna, giornalista e intellettuale da tempo vicino proprio al Movimento 5 Stelle (…) Infine, aggiungiamo queste considerazioni, a diretta firma di Gioele Magaldi, Presidente MR e Gran Maestro di GOD: Caro Livio Varriale, Marisa Franca Costelli, Gatto Mavuone e cari tutti, usciranno presto comunicati puntuali in cui Elio Lannutti e gli altri verranno avvisati di fare un immediato passo indietro su queste iniziative massonofobiche liberticide, antidemocratiche e incostituzionali. Il rischio, lo dico con chiarezza e senza possibilità di fraintendimenti, è che mettano a repentaglio la stessa sopravvivenza del Governo Conte (il che sarebbe un vero peccato, perché questo esecutivo giallo-verde può fare molto di buono in Italia e in Europa) e che (…) come boomerang» mettano in luce negativamente la «titanica ipocrisia del M5S sul tema “massoneria”. Quanto a Ferdinando Imposimato, conservo ancora le sue parole e i suoi messaggi di stima e congratulazioni per l’opera massonica (progressista e democratica) del sottoscritto. E questo è un argomento su cui non intendo/intendiamo più scherzare. Soprattutto Lannutti si dia una regolata e sappia che siamo a conoscenza del fatto che ci sono molte questioni riguardanti inchieste giornalistiche sul malaffare ad alto livello, da lui di fatto misteriosamente “stoppate di fatto” a un millimetro dalla loro concretizzazione. Lo invitiamo a riprendere in mano tali inchieste e ad occuparsi di esse (invece che di proposte di legge illiberali e incostituzionali) di concerto con i giornalisti che aveva coinvolto, lasciandoli poi col cerino in mano. Tanti saluti a tutti. Gioele Magaldi»,

Gioele Magaldi

si chiede di sapere:

se il controllo sulla costituzionalità di una legge, il cui disegno di legge è ancora da calendarizzare ed approvare, che ha l’obiettivo di sancire l’incompatibilità tra lo svolgimento di una funzione pubblica e l’appartenenza ad associazioni segrete che occultano la loro esistenza, le loro finalità e attività sociali, e che potrebbero svolgere attività diretta o indiretta per interferire sull’esercizio delle funzioni di amministrazioni pubbliche, di enti pubblici, nonché di servizi pubblici essenziali di interesse nazionale, venga preventivamente svolto dalla massoneria e dai maestri Bisi, Maritato e Magaldi, anziché dalla Corte costituzionale;

se il Ministro in indirizzo ritenga che le “diffide” da parte di Gioele Magaldi, Stefano Bisi ed altri appartenenti alla massoneria, verso il Governo legittimamente eletto da 17 milioni di cittadini alle elezioni del 4 marzo, ed addirittura contro rappresentanti del Senato della Repubblica che esercitano il loro mandato sancito dalla Costituzione, concretizzino reati penali, minacce ed intimidazioni, che devono essere perseguiti con vigore, per stroncare una vera e propria lesione dei diritti costituzionali e verso il Parlamento;

se non vi sia il dovere di intervenire per rendere trasparenti associazioni segrete le quali anche all’interno di associazioni palesi occultano la loro esistenza o tengono segrete finalità e attività sociali o rendono sconosciuti i soci, con pene da 3 a 7 anni per chi le promuove, le dirige o svolge opera di proselitismo, con una rigida disciplina delle incompatibilità, in base alla quale “la partecipazione ad associazioni che comportino il vincolo di obbedienza”, ossia le logge massoniche, sia incompatibile con incarichi pubblici o di rilievo pubblico;

quali misure urgenti di competenza intenda attivare per impedire una gravissima lesione della sovranità parlamentare da parte di massoni ed affiliati a logge segrete dove vige il vincolo di obbedienza, che tramano nell’ombra contro l’ordinamento costituzionale, spesso con trame oscure contro gli interessi generali, contro i singoli cittadini che vengono stritolati qualora in conflitto con gli affiliati, contro il bene comune e la stessa sicurezza dello Stato, ritenendo di essere gli unici tenutari della verità e dell’ordine costituito.