Gianfranco Fini a processo per riciclaggio: al centro dell’inchiesta la vendita della casa di Montecarlo

Charlotte Matteini fanpage.it 16.7.18

L’ex presidente della Camera Gianfranco Fini andrà a processo per riciclaggio. Tra le operazioni al centro dell’inchiesta figura la vendita della casa di Montecarlo lasciata in eredità ad Alleanza Nazionale e acquistata dal cognato Giancarlo Tulliani attraverso società offshore grazie ai soldi dell’imprenditore delle slot Francesco Corallo.

L’ex presidente della Camera Gianfranco Fini andrà a processo per riciclaggio insieme alla compagna Elisabetta Tulliani, al cognato Giancarlo Tulliani, attualmente a Dubai, al padre Sergio, al ‘re delle slot’ Francesco Corallo e all’ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Laboccetta. Il processo è stato fissato per il 30 novembre davanti alla quarta sezione penale e tra le operazioni al centro dell’indagine figura anche la vendita della casa di Montecarlo, lasciata in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale e che secondo l’accusa sarebbe stata acquistata da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore con i soldi dell’imprenditore Francesco Corallo, accusato di associazione a delinquere finalizzata al peculato, riciclaggio ed evasione fiscale.
L’operazione risale all’anno 2008 e il suo valore sarebbe di poco superiore ai 300mila euro, mentre attraverso la successiva cessione dell’immobile nel 2015 fruttò un milione e 360mila dollari. Questa compravendita sarebbe avvenuta, secondo quanto dichiarato da Fini, senza sapere che dietro ci fosse il cognato nonostante la sua autorizzazione. In tutto i magistrati hanno chiesto il rinvio a giudizio di dieci persone. Richiedendo il rinvio a giudizio, pochi mesi fa i pm hanno spiegato che gli indagati avrebbero “trasferito tra il 2004 e il 2007 la liquidità illecitamente accumulata (oltre 50 milioni di euro) dai conti correnti della concessionaria (stabile organizzazione in Italia di Atlantis/BPlus) verso conti correnti esteri olandesi, ed inglesi di altre società del Gruppo Corallo, e successivamente, verso un conto corrente di società offshore acceso a Saint Maarten (Antille Olandesi), sempre riconducibile al promotore e capo dell’associazione, Francesco Corallo, in modo da ostacolarne l’identificazione della provenienza delittuosa e di poterla definitivamente impiegare in acquisizioni immobiliari ed attività economiche e finanziarie”.

“Siamo convinti che riusciremo a dimostrare l’estraneità di Gianfranco Fini all’esito dell’istruttoria dibattimentale. Il gup ha rinviato tutti a giudizio ritenendo che la vicenda, così complessa e articolata, anche alla luce di quanto argomentato da noi difensori, sia meritevole di essere sottoposta al vaglio del tribunale”, ha dichiarato il legale difensore di Gianfranco Fini, l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi.