Che cosa sta succedendo fra Di Maio, Salvini e Tria sulle nomine in Cdp

i Michele Arnese startmag.it 18.7.18

Fatti, nomi e indiscrezioni sulle nomine ai vertici della Cassa depositi e prestiti (Cdp)

Alle 18 di oggi era in programma l’assemblea dei soci della Cassa depositi e prestiti (Cdp) per la presentazione della lista dell’azionista Tesoro per il rinnovo del consiglio di amministrazione.

Ma l’assemblea è stata di nuovo aggiornata per i dissidi all’interno del governo. Da giorni c’era un accordo di massima – con l’assenso del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, e del premier Giuseppe Conte – su Dario Scannapieco (vicepresidente della Bei) come amministratore delegato e su Fabrizio Palermo (direttore finanziario di Cdp) come direttore generale. Mentre le fondazioni bancarie, azioniste di minoranza della Cassa controllata dal ministero dell’Economia e delle Finanze), hanno designato da tempo Massimo Tononi per la presidenza (posto che spetta per statuto agli enti di natura creditizia).

Ma l’intesa di massima oggi si è definitivamente frantumata per diversi motivi.

Il Movimento 5 Stelle capeggiato da Luigi Di Maio ha detto no a Scannapieco (troppo vicino alle fondazioni, al Quirinale e a Draghi?) mentre da tempo i Pentastellati sostengono il nome di Palermo anche, nel caso, per il ruolo di amministratore delegato che Palermo di certo non disdegnerebbe visto che ora è il cfo della Cassa.

La Lega, che tramite “l’uomo delle nomine” Giancarlo Giorgetti aveva dato l’assenso al duo Scannapieco-Palermo, si sarebbe ritratta sul nome di Scannapieco, secondo l’indiscrezione odierna dell’Ansa. Ma in ambienti parlamentari c’è chi assicura che il leader della Lega, Matteo Salvini, non ha posto veti su Scannapieco. Anche se il Carroccio preferiva, e preferisce, Marcello Sala.

A far accantonare l’idea dello schema a due Scannapieco-Palermo sarebbero state le voci – giunte anche a Palazzo Chigi e al ministero dell’Economia – che i due non hanno un particolare feeling. Una questione, non secondaria, di cui presidente del Consiglio e ministro dell’Economia hanno accennato anche con altri interlocutori politici e istituzionali.