Carige, Bce a gamba tesa

SN finanzareport.it 23.7.18

Francoforte accusa: la banca non rispetta il requisito patrimoniale complessivo, piano di conservazione del capitale da rifare con obiettivo fusione. I toni allarmistici abbattono il titolo in Borsa

Carige è sempre più osservata speciale da parte della Bce. Che nei giorni scorsi ha notificato alla banca ligure una dura lettera nel pieno della diatriba scatenata dalle dimissioni di presidente, vice presidente e due consiglieri del board in una sorta di dichiarazione di “guerra” all’ad Paolo Fiorentino.

La vigilanza di Francoforte, nel suo articolato “progetto di decisione”, respinge il piano di conservazione del capitale presentato dalla banca il 22 giugno, lamentando che Carige non rispetta il requisito patrimoniale complessivo e che nessuna delle misure di riduzione del rischi è stata eseguita entro giugno, come invece era previsto, fra cui la famosa emissione di un bond subordinato, sospesa in extremis a marzo, ma anche la cessione di asset come la quota detenuta in Autofiori e quella in Bankitalia (due misure queste ultime avversate in particolare dai consiglieri dimissionari).

La lettera è stata notificata venerdì e la banca ne ha dato notizia domenica pomeriggio. L’iniziativa segue la decisione del principale azionista Vittorio Malacalza di valutare un’azione legale contro l’ad Fiorentino, esacerbando così lo scontro nell’azionariato.

La Bce, oltre a chiedere la convocazione di un’assemblea da svolgersi entro il 30 settembre “allo scopo di procedere alla nomina di un nuovo presidente del consiglio di amministrazione”, chiede a Carige un nuovo piano entro il 30 novembre “per ripristinare e assicurare in modo sostenibile l’osservanza dei requisiti patrimoniali al più tardi entro il 31 dicembre.

Tale piano, precisa l’Eurotower, dovrebbe valutare tutte le opzioni, “inclusa un’aggregazione aziendale”. Quel matrimonio che l’ad Fiorentino spera di mandare in porto quando la banca avrà superato il guado del suo piano di rafforzamento ma che potrà appunto avvenire solo “indossando l’abito buono”, come spiegato a suo tempo dal manager napoletano.

Per quanto riguarda il piano di conservazione del capitale, in una prima risposta alla Bce, la banca spiega di “avere, nel corso dei primi sei mesi del 2018, dato inizio al percorso volto, da un lato, all’emissione di strumenti di capitale di classe 2 (bond subordinato) e dall’altro, alla cessione di asset non strategici quali la partecipazione in Banca d’Italia e quella in Autofiori”. Sull’emissione del bond Carige “non può che confermare e condividere la necessità nonché l’intenzione di procedere a dette emissioni pur ritenendo che le stesse debbano essere effettuate tenendo in dovuta considerazione le condizioni del mercato in generale ed in particolare di quello italiano che nel corso degli ultimi mesi ha fortemente penalizzato non solo Banca Carige ma anche numerosi altri emittenti sia finanziari che industriali che intendevano affacciarsi al mercato per reperire nuove risorse finanziarie”. Sulla cessione di partecipazioni, “la banca conferma che i processi volti alla migliore valorizzazione di tali asset sono in corso e che la Banca intende portare a termine tali processi entro la fine del 2018, purchè ovviamente ne sussistano le condizioni”.

La richiesta di convocare l’assemblea sarà invece esaudita nel cda in programma il prossimo 3 agosto, come previsto. Sul tavolo, c’è anche la richiesta di Raffaele Mincione, titolare di circa il 5% del capitale ma intenzionato a salire, di rinnovare il board per intero. Se la dovrà vedere però con Malacalza, che punta a coagulare consensi su una propria lista e che si è spinto a minacciare un’azione legale contro l’amministratore delegato.

A tale proposito, la Bce lancia messaggi agli azionisti. “Il governo societario del Soggetto vigilato non è pienamente funzionante e rappresenta una concreta fonte di rischio reputazionale e operativo. Il funzionamento del consiglio di amministrazione ha risentito nel tempo di un elevato tasso di avvicendamento; dal 2014 la gestione esecutiva del Soggetto vigilato è stata affidata a tre diversi amministratori delegati”, scrivono da Francoforte.

“Dei quindici membri che erano originariamente parte dell’attuale consiglio di amministrazione, nominato a marzo 2016, dieci hanno rassegnato le proprie dimissioni, principalmente a causa di divergenze interne tra gli amministratori del Soggetto vigilato e i rappresentanti degli azionisti principali”, si legge ancora nella missiva, che non risparmia toni allarmistici. “In base alla valutazione della Bce, nell’attuale contesto una leadership forte è particolarmente importante per superare le divergenze esistenti e far sì che il consiglio di amministrazione si allinei alle decisioni strategiche necessarie. Ciò è altresì fondamentale per facilitare la rapida approvazione di misure di mitigazione nel caso dovessero concretizzarsi rischi di esecuzione”.

Pesante la reazione delle azioni carige a Piazza Affari, con un calo alle ore 9,47 del 5,8% a 0,0081 euro.