L’eclissi lunare totale più lunga del secolo

Il post.it 24.7.18

Sarà il prossimo 27 luglio e potremo osservarla da tutta Italia, nuvole permettendo: le cose da sapere

Venerdì 27 luglio potremo assistere in Italia a un’eclissi totale di Luna, nuvole permettendo. Il fenomeno inizierà intorno alle 19 di sera, quando ci sarà ancora il Sole a illuminare il cielo, ma raggiungerà comunque il suo picco dopo le 22, quando sarà buio a sufficienza per osservarlo al meglio. Anche se sono spesso riprese dai media con grande enfasi, le eclissi lunari sono un fenomeno piuttosto frequente: se ne registrano in media tre ogni due anni, ma non mancano i periodi in cui ne avvengono tre in un solo anno, considerando sia quelle parziali sia quelle totali. Questo non deve comunque intaccare il vostro improvviso entusiasmo per la Luna: negli ultimi anni le eclissi visibili dall’Italia sono state poco frequenti e inoltre quella di venerdì sarà la più lunga di tutto il Ventunesimo secolo.

In astronomia con la parola “eclissi” si definisce l’occultamento di un corpo celeste, totale o parziale, dovuto a un altro corpo celeste. Nel caso dell’eclissi lunare, il corpo celeste a occultare la Luna è la Terra. Semplificando: la Luna attraversa il cono d’ombra prodotto dalla Terra, quando si trova tra il nostro satellite naturale e il Sole, dal quale proviene la luce che di solito illumina la Luna. Il fenomeno dell’eclissi si verifica solamente quando la Luna è in opposizione rispetto al Sole (plenilunio, la “Luna piena”).

(INAF)

Quando la Luna passa interamente attraverso il cono d’ombra creato dalla Terra si ha un’eclissi totale; se invece la Luna ne intercetta solo un pezzo, allora si parla di eclissi parziale. L’orbita della Luna ha un’inclinazione di circa 5 gradi rispetto all’orbita seguita dalla Terra, quindi non tutti i pleniluni portano a un’eclissi. Succede soltanto quando la Luna piena è nelle vicinanze di uno dei due “nodi”, i punti in cui l’orbita lunare interseca il piano orbitale della Terra. Eh?!

Il disegno qui sotto può darci una mano. L’ellissi intorno al Sole indica l’orbita della Terra che giace all’interno di un piano, il suo piano orbitale: immaginatelo come un foglio su cui disegnate sempre la stessa ellisse e la punta della matita è il pianeta. L’altra ellissi più piccola indica il percorso seguito dalla Luna intorno alla Terra. Anche questa orbita giace su un suo piano orbitale, che è inclinato di 5 gradi rispetto a quello della Terra. Sul foglio di prima, immaginate di fare un taglio tra A e B e di infilarci dentro un foglietto, che sarà inclinato di 5 gradi. I punti A e B sono i nodi, cioè i punti dove si intersecano i piani dell’orbita terrestre e di quella lunare. Quando la Luna è prossima a B si verifica l’eclissi.

(INAF)

Una GIF per rendere meglio l’idea. Il trucco è pensare tridimensionalmente e ai due piani inclinati diversamente.

Il fenomeno di venerdì sarà graduale: la Luna inizierà a entrare nella penombra intorno alle 19:15 di venerdì, poi nell’ombra vera e propria circa un’ora dopo. L’inizio della totalità sarà alle 21:30 con il massimo dell’eclisse alle 22:21. La totalità finirà intorno alle 23:13 e la Luna uscirà dall’ombra dopo mezzanotte e dalla penombra intorno all’1:30 di sabato, quando l’eclissi sarà quindi conclusa.

La Luna non scomparirà completamente dal cielo, ma apparirà di un intenso rosso scuro: anche se si troverà nell’ombra del nostro pianeta, sarà comunque illuminata dai raggi solari rifratti dalla nostra atmosfera. La parte rossa della luce che arriva dal Sole viene infatti rifratta dall’atmosfera, finendo poi proiettata sulla Luna. Avviene solo con parte della lunghezza d’onda dei raggi solari: la componente blu, per esempio, si disperde nell’atmosfera terrestre.

Compatibilmente con il meteo, la più lunga eclissi totale di Luna potrà essere osservata facilmente a occhio nudo. Per vederla meglio si può ricorrere a un telescopio, ma se non ne avete uno a portata di mano un binocolo può essere sufficiente. Se avete la possibilità, allontanatevi dai centri abitati, in modo da vedere il cielo con meno inquinamento luminoso. Potete anche consultare osservatori, planetari e associazioni astronomiche nella vostra zona, di solito organizzano eventi divulgativi in queste occasioni.

La proposta di Savona non è un esproprio socialista ma un nuovo Piano Marshall di F. Dragoni e A.M. Rinaldi

Antonio Maria Rinaldi scenari economici.it 24.7.18

Nei primi due mesi da ministro degli affari europei Paolo Savona ha svelato i punti su cui concentrerà le prossime trattative a Bruxelles: trasformare la BCE in prestatore e garante dei debiti pubblici dell’eurozona e realizzare una sorta di nuovo piano Marshall da 50 miliardi l’anno. Due misure radicali che farebbero evolvere l’eurozona e la stessa UE in un qualcosa di più sostenibile ed equo.

Una nuova Banca Centrale Europea. Il Giappone ha un debito pubblico superiore al 250% del PIL ma paga interessi sui titoli a 10 anni pari a zero. Il Regno Unito dal canto suo si è permesso il lusso di un referendum sulla sua permanenza in UE cui sono seguiti contestatissimi negoziati per un divorzio consensuale con Bruxelles e, ciò nonostante, paga a 10 anni un interesse pari a meno della metà rispetto ai nostri BTP. Entità del debito e tensioni politiche sono i due incubi che -a detta del pensiero unico dominante- possono far esplodere la stabilità delle nostre finanze. Ma questo teorema non sembra valere né a Tokyo né a Londra dove nessun analista osa mettere timidamente in discussione la solvibilità del loro debito. Giappone e Regno Unito possiedono infatti (direttamente o meno) unaBanca Centrale che emette e quindi controlla la loromoneta e che più o meno di concerto con i rispettivi esecutivi decide quanta parte del debito acquistare ed a quale tasso. L’emissione di titoli di stato non serve esclusivamente a reperire le risorse necessarie a finanziare la spesa o rifinanziare il debito in scadenza, ma a determinare anche il livello dei tassi di interesse cui si adatteranno gli altri segmenti del mercato dei capitali. Un’operazione di politica monetaria più che fiscale diversamente da quanto invece accade nei Paesi dell’eurozona interdetti dal controllo della propria moneta e quindi costretti a racimolare sui mercati dei capitali ogni singolo centesimo loro necessario al pari ed anzi in concorrenza con imprese, banche e famiglie.

La proposta di Savona è tanto elementare quanto radicale: basterebbe che la BCE dichiarasse (notate bene “dichiarasse”) che, per un efficace funzionamento dei canali di trasmissione della politica monetaria, non è più disposta a tollerare differenziali di rendimento superiori ad esempio ai 100 bp fra i vari decennali dell’eurozona che immediatamente gli investitori -consci che Francoforte avrebbe mezzi illimitati- si tranquillizzerebbero restituendo ai mercati quella serenità tale da impedire ogni possibile futura tensione sui rendimenti dei titoli sovrani. Per intendersi un “whatever it takes” atto secondo. Ovviamente convincere i nostri partner sarà tutt’altro che una passeggiata.

Un nuovo piano Marshall. Savona propone anche di rilanciare la domanda interna con un piano straordinario di investimenti pubblici in un Paese con infrastrutture fatiscenti e bisognoso di mettere in sicurezza il suo territorio. Il confronto dei numeri con il resto dell’eurozona lascia del resto impalliditi. Dal 2001 al 2017 i nostri investimenti pubblici sono stati mediamente pari al 2,7% rispetto all’oltre 3% dell’eurozona. Una differenza apparentemente infinitesimale ma che nell’arco di 17 anni si materializza in oltre 95 miliardi di mancati investimenti. Quanto sarebbe cioè stato sufficiente a costruire poco meno di 1.600 km di ferrovia ad alta velocità (in aggiunta agli attuali 950 circa) o -se preferite- 900 ospedali di ultima generazione in più.

Ebbene Savona quantifica il suo piano Marshall in un iniziale importo 50 miliardi. Ad oggi infatti il nostro Paese, nonostante una moneta artificialmente sopravvalutata nei confronti della Germania, vanta ancora un considerevole surplus commerciale a riprova della vitalità del nostro tessuto produttivo che riesce ad esportare più di quanto importa proprio per circa 50 miliardi. Savona sa che l’attuazione di un siffatto piano determinerebbe tre importanti conseguenze sulla nostra economia: (a) aumenterebbe la domanda interna in misura pari a quasi il 3% visto che ogni novella matricola in economia sa che una delle componenti del PIL sono proprio gli investimenti pubblici che a loro volta (b) alimenterebbero ulteriormente la crescita attraverso maggiori consumi privati. In questi verrebbero infatti spesi i salari pagati dalle imprese ingaggiate nell’opera di sistematico ammodernamento di strade, scuole e ferrovie e quant’altro. E’ il cosiddetto moltiplicatore keynesiano che il solito studente di economia sarebbe in grado di spiegarvi; (c) tuttavia ripartirebbero anche le importazioni a motivo dei maggiori consumi e di una moneta artificialmente forte che renderebbe conveniente importare prodotti soprattutto dalla Germania. E questo però mitigherebbe i predetti fattori di crescita come infatti si è puntualmente verificatonella ripresa immediatamente successiva alla crisi del 2008. Di qui la determinazione di un plafond annuo pari all’importo del nostro attuale surplus commerciale e quindi tale da non mettere prudenzialmente in pericolo la nostra bilancia dei pagamenti che potrebbe tutt’al più chiudere in pareggio. Pertanto l’idea è quella di “controbilanciare” il surplus estero con la richiesta alla UE di poter spendere il medesimo importo, per l’appunto 50 miliardi, in investimenti pubblici produttivi ad utilità pluriennale scorporandoli dal computo del deficit.

Il Piano Savona è quindi rivoluzionario. Gli investimenti devono essere correlati al surplus delle partite correnti anziché ai saldi di finanza pubblica nella ragionevole certezza che questo attiverà un moltiplicatore tale da produrre un ulteriore aumento del PIL, nonché una più equa distribuzione del reddito così da incentivare i tanto sperati consumi interni e di conseguenza un abbassamento del rapporto con il debito, un aumento del gettito fiscale e per ultimo, non meno importante, l’innalzamento del tasso di occupazione. Resta solo da capire come e perché tanti blasonati professori abbiano frettolosamente liquidato il Piano Savona definendolo “esproprio socialista” e facendo quindi intendere che quei 50 Mld sarebbero stati reperiti “saccheggiando” i conti correnti (non si sa bene poi come!) di quelle aziende esportatrici!  Un po’ più di onestà intellettuale e di conoscenza di macroeconomia non guasterebbe!

Fabio Dragoni e Antonio M. Rinaldi

Milano Finanza, 24.7.18

Creval: accordo con C.Agricole per partnership nel Vita

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il Credito Valtellinese ha sottoscritto col Gruppo Credit Agricole un accordo per l’avvio di una partnership esclusiva a lungo termine nel business assicurativo vita.

La partnership, anticipata da MF-Milano Finanza trova conferma in una nota. L’alleanza garantirà a Credit Agricole Assurances (Caa), attraverso la sua controllata italiana Credit Agricole Vita, l’accesso alla rete di CreVal per la distribuzione di tutti i prodotti assicurativi di risparmio e investimento nonché di alcuni prodotti del segmento protezione per una durata sino a 15 anni.

Nell’ambito della transazione, Caa acquisterà il 100% del capitale sociale di Global Assicurazioni.

Il corrispettivo complessivo pagato da Caa per l’acquisizione di Global Assicurazioni sarà pari a 80 milioni di euro, di cui 70 milioni corrisposti da Caa al closing e 10 milioni di euro differiti, pagabili al termine del quinto anno condizionatamente al raggiungimento di obiettivi pre-concordati.

Al fine di rafforzare la partnership strategica di lungo periodo, Caa acquisterà una quota di minoranza del capitale di CreVal del 5%. In aggiunta, la parti hanno concordato che valuteranno, nel medio termine, la possibilità di estendere la partnership tra il gruppo Casa e CreVal ad altre aree di business. In tale situazione, il gruppo Casa potrebbe considerare la possibilità di incrementare la sua quota in CreVal fino al 9,9%. Ad oggi, Caa e Gruppo Casa non intendono incrementare la partecipazione oltre tale soglia.

L’operazione consentirà a Caa e CreVal di consolidare ulteriormente il proprio posizionamento competitivo nel business bancassicurativo vita, facendo leva sulle competenze industriali di Caa nello sviluppare una piattaforma commerciale leader nel mercato e sfruttando tutto il potenziale e le capacità distributive della rete CreVal.

La riorganizzazione e valorizzazione dell’attività bancassicurativa rappresenta uno dei pilastri del Piano Strategico 2018-2020 del Gruppo Creval, per conseguire un incremento strutturale della redditività complessiva, da realizzarsi con iniziative mirate allo sviluppo di specifiche aree di business “fee based” a basso assorbimento di capitale.

L’inizio della partnership con CAA fa parte di un più ampio progetto di riassetto del modello operativo bancassicurativo di CreVal.

Il closing dell’operazione è previsto entro la fine del 2018 ed è soggetto alle autorizzazioni delle competenti Autorità di Vigilanza (Ivass e Autorità antitrust). L’operazione avrà un impatto negativo sul Cet1 ratio del Gruppo Casa inferiore ai 2 punti base e comporterà una riduzione del Solvency 2 ratio di Caa inferiore a 1 punto percentuale.

L’intera operazione di riorganizzazione del business bancassicurativo, considerando anche gli effetti dell’accordo stipulato con il gruppo Assicurativo Ri-Fin, annunciato oggi, comporterà un miglioramento del CET1 ratio fully loaded del Gruppo Creval di circa 35 punti base.

com/cce

(END) Dow Jones Newswires

July 24, 2018 12:50 ET (16:50 GMT)

Marchionne colpito da embolia

Paolo Madron lettera43.it 24.7.18

uando Sergio Marchionne, due giorni dopo quella che sarebbe stata la sua ultima uscita pubblica a Roma alla cerimonia della donazione di una Jeep ai carabinieri avvenuta il 26 giugno, è entrato all’Universitätsspital di Zurigo, sapeva benissimo che le sue condizioni di salute erano al limite. Gli era stato diagnosticato tempo addietro un sarcoma alla spalla, piuttosto invasivo, e nell’occasione gli erano stati addirittura manifestati alcuni dubbi sull’efficacia dell’operazione, ritenuta ad alto rischio. Da tempo il manager soffriva di forti dolori alla spalla che ne rendevano difficili i movimenti del braccio, e assumeva del cortisone nel tentativo di lenirli. Questo in un quadro clinicogià debilitato da un cronico problema alla tiroide per cui prendeva quotidianamente dei farmaci.

IL RICOVERO DI MARCHIONNE DOVEVA DURARE POCHI GIORNI

Secondo quanto risulta a Lettera43.it anche John Elkann sarebbe stato all’oscuro delle reali condizioni del manager, nonostante gli fosse evidente lo stato di prostrazione in cui l’amministratore delegato di Fca versava negli ultimi tempi. Lo aveva attribuito a uno stato di particolare affaticamento, dopo una difficile stagione che di lì a poco sarebbe culminata con la presentazione, il 25 luglio, dei risultati del semestre. Tant’è che, per non destare sospetti Marchionne, prima del ricovero, aveva confermato una serie di appuntamenti in programma agli inizi di luglio. E al suo presidente aveva motivato la breva assenza con la scusa di un check up di routine. Tutto sembrava sotto controllo, e l’annunciato ricovero solo un piccolo fastidio da risolvere prima di presentarsi davanti agli analisti per spiegare i brillanti risultati del gruppo. Insomma, il suo ricovero a Zurigo doveva durare giusto il tempo di un ordinario intervento di ortopedia, e poi il manager sarebbe prontamente rientrato al Lingotto. Nessun sospetto che si trattasse di una patologia tumorale.

DURANTE L’INTERVENTO A ZURIGO L’EMBOLIA CEREBRALE

L’operazione invece, secondo la ricostruzione di fonti che ovviamente pretendono l’anonimato, già complicata di suo, è degenerata nel dramma. Marchionne infatti, nel pieno dell’intervento, sarebbe stato colpito da embolia cerebrale precipitando in coma. E a nulla sono valsi i disperati interventi dell’équipe medica per rianimarlo. I danni cerebrali avrebbero reso la situazione irreversibile, e da quel momento il manager è tenuto in vita artificialmente dalle macchine. A Elkann, precipitatosi a Zurigo nello sconcerto più totale, non è stato permesso vederlo. I medici hanno fatto presente come non vi fossero più speranze di ripresa. Di qui l’inopinata decisione di nominare un nuovo amministratore delegato, e non più l’assegnazione provvisoria delle sue deleghe. Quindi il comunicato del Lingotto e la successiva lettera di Elkann ai dipendenti, che nei toni di incredulità e dolore, e il reiterato uso del tempo passato, aveva i toni di un necrologio.

Soci BPVi e Veneto banca: report a caldo di Franco Conte (Codacons Veneto) sull’incontro delle associazioni col governo sul Fondo di ristoro: le istanze a Bitonci e Villarosa

Di Note ufficiali  vicenzapiu.com 24.7.18

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Presenti circa trenta sigle, 22 interventi in totale:

A) critici verso il Fondo e disponblie ad una nuova legge che allarghi la platea dei risarciti e semplifichi la procedura, ecco i punti di le critica: 1. esclusione di azionisti antecedenti 2012 … 2007, 2. l’indicazione di risparmiatori è riduttiva di altri azionisti e danneggiate, 3. la procedura è troppo complesa e va semplificata al massimo, senza onere della prova dell’inganno subito, 4. criterio cronologico di evasione delle domanda sarebbe anticostituzinale e negativo, 5. assolutamente indaguato lo stanziamento di 25 milioni pr 4 anni!, 6.andrebbero esclusi quelli che hanno aderito alla OPT transazione el 15 % circa della primera scorsa.

B) a favore dell’immediata pubblicazione del Decretoe ampia disponibilità a prendere innconsiderazione un tavolo tecnico per esaminare eventuali criticità per una revisione in occasione della prossima legge di bilancio

Così non perde tempo, si spendono i primi 25 milioni e si predipsongono le risorse – promesse e ribadite – da far affluire al Fondo le garanire il risarcimento del danno subito nella misura del 100%, come garantito dalla norma isttutiva grazie proprio a cntestato criterio cronologico.

Infatti una volta liquidato con 100 milionimi primi risparmiatori, senza paletti di reddito e di quantità del danno, diventa inevitbile per il Governo e pr il Parlamento onorare l’impegno preso in campagna elettorale e negli o.d.g. votati all’unanimità in occasione dell’aprovazione sia del dl n.99 del 25 giungo 2017 che della legge. 205.

In particolare si è evidenziato la infondatezza e talvolta la malafede di affermazione dei sabotatori del Fondo in termini ogggettivi:

1. esclusione di azionisti antecedenti 2012..al 2007…una bufala…la norma non prevede nessuna data…solo che il rispariatore sia stato vittima di inadeguata informazione…!

2. l’indicazione di risparmiatoriè perfetta per superare le critiche dell’Europa e per indicare la figura protetta dall’art. 47 della Costituzione.Allargare la platea è certo auspicabile ma nonè necessario cancallare, ignorando, quanto già in legge!

3: a procedura non è per niete complessa. L’autorita anticorruzione ha svolto con efficacia e tempi accettabili l’azione di risarcimento deglio bbligazionisti delle 4 banche (Carife Carifac Etruria..).

Quanto emerso dagli ati giudiziari di rinvio a giudizio degli imputati e dalla Commissione d’inchiesta Parlamentare ad hoc rende oggettivolo stto di danneggiato da comportamento penale in vilazione delle norme a tutela del risparmiatore. La richiesta avanzata dalla Regione veneto di aprire due sportelli a Vicenza e Treviso renderebbe ancorapiù rapidii tempi per il rsarcimento;

4. il criterio cronologico di evasione delle domanda non è anticostituzionale, mentre è strategico per ribadire il principio sancito dalla norma di procedere al ristoro dell’intero danno subito.

5) Il modestissimo stanziamento di 25 milioni è da tutti ovvimente giudicato solo l’inizio…non il tutto! Se cade il principio cronologico rischia di essere distributio (anche se implentato) tra le decine di migliaia di risparmiatori, sarebbe una beffa.

6.Circa l’esclusione dal ricorso al Fondo di chi ha aderito alla tranzazione del 15%verbbe consumata una infamia.Le adesioni sono state solecitate inun contesto che ne implica la nullità! punire chi per necessità ha quantificato una minima parte dei rispari sarebbe un secondo tradimento.

Va denunciato forte e charo il rischio di nonn pubblicare il decreto per andare verso una nuova norma che priverebbe i risparmiatori del diritto all’intero ristoro del danno subito ed , proprio mentre tra SGA e Banca Intesa sono patitegli aggirnamenti degliinteressi fuori fido (anche oltre il 20%) e le fasi prelimnari degli atti esecutori.

Senza contare che i risparmiatori per due terzi sono ultra65enni

I risparmiatori chiedono dignità e non sostegno caritatevole.

Se dovesse essere confermato il mancato avvio del fondo le assciazioni si rincontreranno con i gruppi parlamentari e apriranno un forte confronto sul territorio.

Dall’incontro siamo usciti molto preoccupati, grazie alla sciagurata sponda di alcune associazioni filogoverative e capitanate da mancati eletti  al parlamento).

In una intervista dei giorni scorsi il precedente sottosegretario on.le Baretta è stato esplicito: il Decreto di attuazione è pronto, non prevede paletti, ha una procedura semplice e collaudata.

Ora tocca al Governo,al Ministro Tria, pubblicare dare esecuzione procedere all’incremento delle risorse necessarie, che ripetiamo attinte ai fondi dormienti non danno problemi con L’Europa e sono capienti.

Siamo fiduciosi che il Primo Ministro Conte manterrà l’impegno assunto e che il sottosegretario on.le Bitonci difenderà il Veneto e quanto votato unanimemente  dal Consiglio regionale.

In sintesi noi oggi abbiamo ribaditoi punti oggettivi:

  1. migliaia di vittime, per oltre i due/terzi ultra 65enni, sono in attesa di risarcimento, è urgente pubblicare il Decreto attuativo che giace sul tavolo del Ministrodel MEF, il cui termine è scaduto da oltre 3 mesi;
  2. la legge vigente assicura il ristoro al 100% del danno subito,senza paletti di reddito, di consistenza patrimoniale, di quantidel danno; il Fondo non è intervento di carattere sociale ma di tutela del risparmiatore tradito;
  3. predisporre come è stato assicurato da tutte le forze politiche la norma che incrementi il “simbolico” stanziamento di 100 milioni, che sono già disponibili attingendoli dai Fondi dormienti, ancora di recente dichiarati autorevolmente capienti;
  4. sono state presentate interrogazioni da Forza Italia, Fratelli d’Italia, il sen. De Poli, il gruppo PD al Senato che evidenziano l’urgenza di dare immediato ristoro ai risparmiatori;
  5. M5S e dalla Lega hanno uno specifico impegno di priorità nel Contratto di Governo: fine pag.14,”…..Per far fronte al risarcimento dei risparmiatori “espropriati” si prevede anche l’utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti….”

Venezia 24 luglio 2016

Franco Conte (Codacons Veneto per associazioni Unite per il fondo)

Banche venete: la Prefettura istituisce un tavolo di lavoro permanente anti-crisi

trevisotoday.it 24.7.18
Foto d’archivio“

 

Banche venete: la Prefettura istituisce un tavolo di lavoro permanente anti-crisi
„Importante provvedimento preso dalla Prefettura trevigiana per fronteggiare la crisi finanziaria che negli scorsi mesi ha colpito i risparmiatori delle ex popolari venete“
Banche venete: la Prefettura istituisce un tavolo di lavoro permanente anti-crisi

TREVISO Il Prefetto Laura Lega ha presieduto nei giorni scorsi il secondo Tavolo di confronto sugli effetti della crisi delle banche venete nella Marca, con la partecipazione dei rappresentanti dei clienti risparmiatori, oltre che con Intesa San Paolo e Sga, la Camera di Commercio, la Banca d’Italia e la Commissione regionale Abi. All’incontro era presente anche la diocesi di Treviso.

Il tavolo di lavoro, il cui bilancio è stato senz’altro positivo, è stato propizio per proseguire l’azione di approfondimento volta a delineare un quadro conoscitivo degli effetti della crisi bancaria (Veneto Banca e Popolare di Vicenza) che ha interessato la provincia di Treviso oltre che a favorire la corretta diffusione di elementi di conoscenza nell’ambito delle categorie interessate, ed in questo caso dei risparmiatori, nonché per ogni utile iniziativa di sostegno di queste. Già precedentemente, invero, si erano tenuti altri incontri sul tema tra i quali, da ultimo, quello del 25 maggio scorso nel corso del quale erano state approfondite le posizioni di cui sono portatrici le associazioni di rappresentanza delle categorie produttive.
 
Il tavolo di lavoro ha preso le mosse dalla constatazione del grave danno sociale inferto al territorio provinciale dagli eventi di cui si discute, che hanno determinato situazioni di particolare delicatezza capaci di incidere oltre che su posizioni personali, familiari e di impresa, anche con gravi ripercussioni di ordine psicologico oltre che economico, anche sulle condizioni complessive della coesione sociale. Nel corso dell’incontro le associazioni di rappresentanza dei risparmiatori hanno inteso porre l’accento sull’esigenza di poter gestire la partita dei ristori con la massima celerità atteso che molta parte dei risparmiatori hanno un’età media avanzata e non sono nella condizione di poter attendere prolungatamente l’azione preordinata ai rimborsi ipotizzati dalle norme in atto vigenti. In relazione a tanto è stato chiesto al Prefetto di intervenire presso i competenti organi governativi al fine di velocizzare l’adozione del decreto attuativo del D.L. 99 del 25 giugno 2017, convertito con la legge 31 luglio 2017, n. 121, che a suo tempo ha disposto la messa in liquidazione degli istituti bancari in questione. Secondo altra posizione, pure emersa al tavolo, sarebbe piuttosto necessario non tanto una velocizzazione degli istituti di ristoro di cui alle norme già esistenti quanto piuttosto una riscrittura delle stesse intesa a garantire una vera e propria forma di risarcimento del danno per i risparmiatori entro misure predefinite. Il Prefetto ha in tal senso assicurato il proprio interessamento richiedendo la produzione di specifiche proposte formali da parte delle associazioni intervenute che verranno conseguentemente prospettate ai competenti Ministeri.
 
L’iniziativa ha quindi inteso favorire la realizzazione di un Tavolo di confronto e di soluzione delle situazioni problematiche, nel perseguimento dell’obiettivo di garantire la massima coesione sociale. Da parte propria sia Intesa San Paolo che S.G.A. hanno assicurato la massima disponibilità ad una gestione dei crediti attenta e rispettosa sia delle posizioni individuali che dell’economia del territorio, peraltro in un momento di ripresa confermata dai più recenti indici in materia, ed hanno offerto una qualificata collaborazione affinché le decisioni siano prese sulla base di un’approfondita conoscenza dei singoli casi ed in tempi rapidi. Hanno inoltre assicurato che sia la gestione degli sconfinamenti che dei cosiddetti crediti deteriorati avverrà con la massima responsabilità continuando ad incontrare i clienti interessati in modo da ricercare con essi le soluzioni più consone ai singoli casi. Anche Banca d’Italia ed A.B.I. hanno avuto modo di evidenziare l’importanza di questi momenti di confronto che fanno emergere da parte di tutti la volontà di non fomentare scontri sociali quanto piuttosto di stimolare al massimo le possibilità di dialogo costruttivo che certamente trarrà ottimo slancio dalla consolidata rete interistituzionale esistente in provincia di Treviso. In questo senso anche la Camera di Commercio ha assicurato la massima attenzione ai temi in disamina, informando peraltro di aver promosso un cospicuo finanziamento in favore dei consorzi fidi in modo da poter intervenire a supporto della ripresa in atto e delle esigenze di finanziamento del sistema imprenditoriale locale. A conclusione dell’incontro, alla luce delle convergenze riscontrate e della sicura utilità del confronto, svoltosi in un clima di reciproco rispetto e di viva partecipazione, il Prefetto ha disposto la trasformazione del consesso in un Tavolo permanente che tornerà a riunirsi già alla fine del periodo estivo e comunque rimarrà sempre aperto a momenti di confronto per possibili esigenze anche di carattere estemporaneo che possano utilmente essere vagliate in tale contesto. 

 

Fondo risparmiatori, Unione Nazionale Consumatori del Veneto: “governo valuta se riscrivere nuova legge”

i Note ufficiali Vicenzapiu.com 24.7.18

Il Mef ha comunicato ai risparmiatori vittime dei default bancari che il Governo sta valutando se continuare sulla strada del cosiddetto decreto Baretta oppure riscrivere una legge ex novo. “L’importante è che si faccia il prima possibile” afferma – in questa nota stampa Antonio Tognoni, responsabile dell’Unione Nazionale Consumatori del Veneto, presente all’incontro anche in rappresentanza di Adoc Veneto.

“Quanto ai profili di illegittimità del decreto Baretta in materia di aiuti di Stato, se si stabilisce il principio che gli azionisti sono stati truffati e si prevede una forma di arbitrato, come fatto in precedenza con l’Anac, si possono superare gli ostacoli” prosegue Tognoni.

“Oltre ad un potenziamento del fondo a disposizione, abbiamo chiesto che si tenga conto della priorità di chi non ha reddito e ha perso tutto” prosegue Tognoni.

“Ringraziamo il Governo per aver deciso di incontrare chi rappresenta i truffati” conclude Tognoni.

Blockchain, Carrefour avvia operazione trasparenza con la filiera del pollo

Michele Pilia

POSTED ON LUGLIO 24, 2018 silenziefalsita.it

Carrefour Italia sarà la prima GDO (Grande Distribuzione Organizzata) a monitorare e certificare la filiera alimentare mediante l’utilizzo della tecnologia blockchain.

L’utilizzo di tale tecnologia permetterà di compiere notevoli passi avanti nella trasparenza dei prodotti presenti negli scaffali dei principali supermercati italiani, fornendo al cliente, in tempo reale, informazioni di fondamentale importanza come ingredienti, luogo di origine e data di scadenza, attraverso una tecnologia che rende tali informazioni sicure, protette e libere dal rischio di contraffazione.

I clienti, durante l’acquisto dei prodotti certificati, potranno consultare le informazioni relative all’intero percorso effettuato dal prodotto, fornite da circa trenta stabilimenti del settore, attraverso la scansione di un codice QR.

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Stéphane Coum, manager di Carrefour Italia, commenta così la novità introdotta: “L’evoluzione delle richieste del consumatore e la rinnovata attenzione alla provenienza dei prodotti che la GDO offre, impone agli operatori del settore un impegno sempre maggiore verso la trasparenza delle informazioni. La tecnologia blockchain è uno strumento fondamentale in questa direzione, poiché rappresenta un patto di fiducia tra Carrefour Italia e il cliente finale, che potrà verificare direttamente e in tempo reale le informazioni legate alla filiera del prodotto, dall’origine sino all’arrivo al punto vendita.”

L’azienda francese negli ultimi anni ha dimostrato più volte il proprio impegno profuso nella ricerca della trasparenza in relazione ai processi produttivi, nei confronti dei clienti: nel 1992 è stato avviato in Francia il progetto “Filiera Qualità” (giunto in Italia parecchi anni dopo).

Attualmente, i controlli effettuati tramite la blockchain riguardano il processo produttivo dei polli e dei pomodori.

Con questo procedimento l’etichetta dei prodotti diventa digitale, il cliente avrà modo di verificare tutte le informazioni in tempo reale, consultando in tempo reale dati certificati e non falsificabili attraverso un’interfaccia sviluppata dalla stessa azienda francese: in questo modo tra la catena di supermercati e i propri clienti si instaura un rapporto di fiducia che apporterà vantaggi a entrambi.

Codacons: Emerge dagli atti che Ricciardi aveva svolto consulenze per case farmaceutiche produttrici di vaccini

politicamentescorretto.info 24.7.18

VACCINI: PER IL TRIBUNALE DI ROMA FONDATE LE ACCUSE CODACONS CONTRO WALTER RICCIARDI (ISS)

ECCO LE MOTIVAZIONI CON CUI IL GUP PROSCIOGLIE IL CODACONS E IL SUO PRESIDENTE CARLO RIENZI DALL’ACCUSA DI DIFFAMAZIONE

INTANTO DOMANI IL TAR DEL LAZIO DECIDE SUL RICORSO CODACONS CONTRO ANAC SU VACCINI E CONFLITTI DI INTERESSE

Il Presidente Iss Walter Ricciardi dovrà rispondere del reato di calunnia. Il Tribunale di Roma, infatti, ha ritenuto fondate le accuse del Codacons nei confronti di Ricciardi e, con sentenza pubblicata in data 10 luglio 2018, ha prosciolto il Presidente dell’associazione, Carlo Rienzi, dalle assurde accuse di diffamazione mosse dall’attuale Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ritenendo e motivando che “il fatto non sussiste”. Proprio a seguito delle motivazioni della sentenza che non lasciano spazio ad interpretazioni, Walter Ricciardi sarà ora chiamato a rispondere del grave reato di calunnia ai danni di Carlo Rienzi

I fatti risalgono al novembre 2016 quando, in occasione di un convegno sui vaccini, il Codacons diffuse un volantino riportante i presunti conflitti di interesse in capo al Presidente dell’ISS. Tra le situazioni sospette, il fatto che le iniziative in cui il prof. Ricciardi avrebbe preso parte a vario titolo sarebbero state sponsorizzate da varie case farmaceutiche produttrici di vaccini mentre era a capo dell’ISS come Commissario straordinario.

Il Gup di Roma Giulia Proto ha ritenuto fondate le affermazioni del Codacons; nelle motivazioni della sentenza si legge infatti: “emerge dagli atti che, almeno alla data del 28.5.2013, il Ricciardi aveva effettivamente svolto consulenze per diverse case farmaceutiche anche produttrici di vaccini”; “che le varie iniziative siano state sponsorizzate dalle case farmaceutiche produttrici di vaccini, vi è prova in atti: vi sono i contratti con i quali le case farmaceutiche hanno sponsorizzato i Progetti di cui si parla nel volantino, stipulati con l’Università Cattolica del Sacro Cuore o le dichiarazioni dei legali rappresentanti delle case farmaceutiche che confermano il dato”.

A maggior riprova il comunicato stampa, depositato in atti, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore del 19 giugno 2015, che apertamente parla di “sostegno incondizionato” avente ad oggetto, afferma il Giudice Proto, “la sponsorizzazione di cui si parla – a ragione – nel volantino”.

Questo significa che effettivamente le accuse del Codacons erano fondate, e che il prof. Ricciardi dovrà risarcire l’associazione per il danno prodotto e non debba più operare nel settore della sanità pubblica – afferma l’organizzazione dei consumatori – Proprio le dimissioni del presidente Iss sono state oggetto di una formale richiesta avanzata oggi dal Codacons nel corso di un incontro con il Ministro della salute, Giulia Grillo.

Intanto domani il Tar del Lazio dovrà decidere sul ricorso promosso dall’associazione contro l’archiviazione disposta dall’Anac della denuncia Codacons relativa alle incompatibilità di Ricciardi.

 

Fonte Codacons

A noi l’austerità, a loro le spese pazze. Ecco come il Parlamento europeo butta via i nostri soldi

Carmine Gazzanni la notiziagiornale.it 24.7.18

L’unica spiegazione è che a Bruxelles e a Strasburgo si abbiano tempi così contingentanti che non si ha nemmeno modo di farsi fare la piega o aggiustarsi il pizzetto. Solo così troverebbe ragione la spesa di 210mila euro per avere nell’edificio dedicato a Winston Churcill di Strasburgo un “parrucchiere misto”. Poi, col capello impeccabile, si potrà fare una bella camminata nei parchi, mirando la “decorazione floreale”, per la cui manutenzione se ne vanno altri 571mila euro, e rinfrescandosi con le fontane d’acqua, noleggiate per la modica cifra di 142mila euro. Sono, questi, solo alcuni dei singolari contratti siglati dal Parlamento europeo nel corso del 2017 e resi noti in questi giorni. All’interno della lista, fittissima, c’è di tutto. Per dire: solo per la “fornitura di piccole attrezzature per la ristorazione e articoli da tavola” sono stati bruciati, tramite due contratti distinti, quasi 5 milioni di euro. Nulla in confronto al mega appalto per la fornitura di mobili da arredamento: 39 milioni di euro. E poi, ovviamente, ci sono le “apparecchiature informatiche”, dagli smartphone ai tablet, che il “palazzo” garantisce a staff ed eurodeputati: nel 2017 la spesa è stata di 7 milioni di euro, che fa il paio con quella di 24 milioni per i computer.

Spot su spot – Ma non siamo che all’inizio. A quanto pare al Parlamento europeo credono molto nel valore della pubblicità. E così, tanto per dire, abbiamo speso 16mila euro per la realizzazione di uno spot di 45 secondi che è stato trasmesso “nei due cinema più importanti” del Lussemburgo. E tanto basta. Anche per la Polonia è stata messa su “una campagna cinematografica”. Costo dell’operazione, in questo caso: 64mila euro. Certo, nulla in confronto ai 36 milioni di euro spesi per la “pianificazione e acquisto di spazi pubblicitari”. La parola d’ordine, però, è stare al passo coi tempi. E così per la sola progettazione grafica delle pubblicazioni dell’Ufficio d’informazione del Parlamento europeo a Berlino sono stati bruciati altri 30mila euro. Ma che ci sia un occhio di riguardo al mondo teutonico è fuor di dubbio. Qualche esempio? Nel 2017 altri 56mila euro sono stati spesi, testuale, per la “distribuzione di volantini negli hotel a Berlino e nel Brandeburgo”, mentre altri 600mila euro sono stati messi a disposizione “per la realizzazione di eventi per l’ufficio informazioni in Germania”. Il top della campagna Ue, però, è stato raggiunto con l’acquisto di braccialetti promozionali. Costo dell’operazione: quasi 60mila euro. La pubblicità, poi, va di pari passo col controllo dei media: pochi lo sanno, ma in ogni Paese membro viene commissionato il monitoraggio della stampa, dai 650mila euro in Germania ai 360mila in Danimarca.

Contenitori per giacche – C’è, poi, tutta la serie di eventi e mostre che si realizzano in loco. Una su tutte: l’esibizione temporanea sui 70 anni di crescita in Europa, che è costata 1,2 milioni. Infiniti, ancora, gli studi commissionati. Da quello sulla “formazione dei pescatori” (56mila euro) a quello relativo all’impatto della Brexit sul sistema energetico (44mila), fino allo studio sul commercio tra Europa e Singapore (90mila euro). Lavoro indefesso, dunque. E per chi teme il sonno, niente paura: per le macchinette del caffè sono stati spesi l’anno scorso 1,5 milioni di euro. Chiudiamo con la spesa in assoluto più curiosa: nella lunghissima lista di contratti, spunta pure quello per la “fornitura di contenitori vuoti per giacche”. Una fornitura che ci è costata altri 35mila euro.