Che differenza c’è tra queste due monete ?

comedonChisciotte.org 24.7.18

DI FABIO CONDITI

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La domanda che mi fanno tutti è sempre la stessa : che differenza c’è tra una “MONETA A DEBITO” ed una “MONETA POSITIVA” ?

Una domanda apparentemente banale, è in realtà la più importante di tutte.

Se le persone fossero consapevoli della diverse conseguenze che ha, nell’attuale sistema economico e più in generale nella nostra vita, la scelta di usare una moneta rispetto all’altra, non sarebbero così rassegnate e disponibili ad accettare sacrifici, ma farebbero la rivoluzione per pretendere l’adozione di una “moneta positiva”.

Abbiamo invece scelto di privilegiare la “moneta a debito”, che è la causa principale dell’aumento delle disuguaglianze e della disoccupazione, ma soprattutto il vero motivo del peggioramento della crisi economica e dell’instabilità del sistema finanziario e bancario.

La cosa che mi ha sempre lasciato perplesso, nello studiare i libri di economia universitari, è la totale assenza di una qualche spiegazione sulle differenze fondamentali tra questi due tipi di monete, ma soprattutto una analisi seria e scientifica delle diverse conseguenze che esse producono nel funzionamento e nello sviluppo dell’economia e della politica.

Un pò come voler studiare il funzionamento del corpo umano senza preoccuparsi se il sangue viene prodotto dall’organismo oppure viene “prestato” dall’esterno, dovendo essere restituito con gli interessi.

Nel primo caso il corpo vive, mentre nell’altro muore.

Questa verità pura e semplice è completamente ignorata dalla maggior parte delle persone. Soprattutto dai cosiddetti esperti economici, anche quelli che sono comunque critici nei confronti del sistema attuale.

“Moneta a Debito” contro “Moneta Positiva“

In realtà, chi conosce la storia dell’evoluzione della moneta nel corso dei secoli, riesce a leggere sotto la traccia degli avvenimenti politici, una lunga lotta per la prevalenza di uno di questi due “sistemi monetari”, che producono nell’economia e nella società, conseguenze e comportamenti completamente diversi:

la prima è una moneta prestata da qualcuno con interessi, che genera debito e provoca automaticamente competizione tra gli individui;

la seconda è una moneta di proprietà di chi la usa, che ha solo un costo iniziale per la sua creazione (più o meno alto a secondo del “materiale” usato) e produce collaborazione tra gli individui.

Visto che viviamo in una economia basata sulla competizione, vi lascio solo immaginare quali delle due ha preso il sopravvento !

Per capirlo basta fornire due percentuali :

la “moneta a debito” costituisce il 99,7% di tutta la moneta che usiamo;

la “moneta positiva” è ormai ridotta al rimanente 0,3% della moneta che usiamo.

Chi gestisce la “moneta a debito” ha un potere enorme perchè crea dal nulla una moneta con la quale è in grado di ricattare non solo aziende e cittadini, ma anche interi Stati.

Fino al 1993 la percentuale di “moneta a debito” era notevolmente più bassa rispetto alla “moneta positiva” creata dallo Stato, per effetto di una riserva obbligatoria variabile da un minimo del 17,5% ad un massimo del 22,5%, ma soprattutto per il fatto che buona parte della “moneta a debito” era generata dallo Stato con le sue banche pubbliche.

Dopo il 1993 lo Stato ha deciso di svendere ai privati il suo complesso sistema di banche pubbliche, per decisione di molti politici tra cui Giuliano Amato e Beniamino Andreatta, Mario Draghi come Direttore Generale del Ministero del Tesoro e Romano Prodi come Presidente dell’IRI, che era proprietaria delle banche pubbliche, determinando di fatto anche la privatizzazione delle loro quote di partecipazione in Banca d’Italia.

Conseguenze della “Moneta a Debito“

Vediamo ora quali sono le conseguenze principali dell’adozione di una moneta che viene “prestata” al sistema economico dalle banche :

il prestito genera un debito pubblico per lo Stato e un debito privato per aziende e cittadini;

il debito è matematicamente inestinguibile, perchè sempre più grande della moneta prestata;

il debito cresce in modo esponenziale, per effetto degli interessi composti;

l’uso di questa moneta genera un costo per la collettività a causa del pagamento continuo di interessi.

Per quanto riguarda le dimensioni del debito pubblico e privato in Italia, questi sono i numeri e non siamo neanche il paese peggiore, come risulta da questo articolo del Sole 24 ore >>>QUI :

in Italia il debito pubblico è pari a circa 2.300 mld di euro, quello privato a 3.900 mld di euro, per un debito totale che raggiunge la cifra straordinaria di circa 6.200 mld di euro;

tutta la moneta in circolazione, costituita da moneta metalliche, banconote e credito, compresi i conti correnti vincolati più di 2 anni e titoli bancari, arriva al massimo a circa 2.300 mld di euro.

Houston abbiamo un problema !

A causa di questo debito strutturale del sistema economico, in Italia paghiamo circa 70 mld di euro di interessi sul debito pubblico e probabilmente più di 130 mld di euro di interessi sul debito privato, per un totale di circa 200 mld di euro all’anno di interessi, pari a circa il 12% del nostro PIL.

Questa enorme cifra la paghiamo tutti noi, anche se sotto diverse forme :

in modo diretto come interessi sul debito privato che abbiamo contratto (mutui, prestiti e finanziamenti);

in modo indiretto come tasse richieste dallo Stato per pagare gli interessi sul debito pubblico;

in modo occulto come “onere finanziario” inserito all’interno del costo di tutti i prodotti e servizi che acquistiamo (interessi pagati dall’azienda per finanziare il ciclo produttivo).

Vediamo quant’è il costo dell’uso di una “moneta a debito”, applicato al totale delle banconote che usiamo della BCE come quella da 5 euro.

Visto che i 150 mld di euro possono uscire nel sistema economico solo attraverso un “prestito”, supponendo un interesse medio del 3%, alla fine dell’anno il sistema economico dovrebbe restituire 155 mld di euro, ma non ci sono e soprattutto la moneta non può scomparire, altrimenti l’economia si ferma.

Quindi l’iniziale debito di 150 mld di euro, aumenta di anno in anno con una progressione esponenziale a causa dell’interesse composto :

dopo 10 anni il debito diventa 202 mld di euro;

dopo 50 anni il debito diventa 658 mld di euro;

dopo 100 anni il debito diventa 2.883 mld di euro.

Inutile fare il calcolo per una durata superiore a 100 anni, perchè le cifre diventano astronomiche e assurde, “fortunatamente” in genere arriva una guerra a interrompere la crescita esponenziale.

Conseguenze della “Moneta Positiva” 

Vediamo ora quali sono le conseguenze principali dell’adozione di una “moneta positiva” che fosse creata dallo Stato e semplicemente “spesa” nel sistema economico :

lo Stato disporrebbe delle risorse economiche per ridurre le disuguaglianze, creare infrastrutture, fare investimenti, ecc…;

avrebbe gli strumenti per mantenere nel sistema economico la giusta quantità di moneta in circolazione;

il debito pubblico e privato sarebbe sempre inferiore alla quantità di moneta in circolazione;

l’uso di questa moneta non genererebbe costi per la collettività.

Il debito pubblico può ancora esistere, ma solo legato all’eventuale emissione di Titoli di Stato a tutela del risparmio dei cittadini e per ridurre temporaneamente la moneta in circolazione, se necessario, in alternativa all’aumento della tassazione.

In questo modo lo Stato avrebbe a disposizione diversi strumenti per “regolare” la giusta quantità di moneta in circolazione per far funzionare correttamente l’economia :

aumento con la spesa pubblica e/o con emissione di nuova “moneta positiva”;

riduzione con la tassazione e/o con l’emissione di Titoli di Stato.

Se oggi noi usassimo anzichè le banconote come quella da 5 euro della BCE, monete come quella da 5 euro dello Stato, il sistema economico avrebbe ricevuto quelle monete attraverso la spesa pubblica e non dovremmo pagare alcun interesse per seguitare ad usarla.

Così non ci sarebbe bisogno di guerre per nascondere il problema.

Le monete nazionali superiori a 2 euro

Nel 2015 scopriamo che la Finlandia emette dal 2002 moneta metalliche da 5 euro, chiediamo informazione alla loro Banca Centrale e ci dicono che la moneta è a corso legale solo nel loro paese, a dimostrazione che l’euro non è una moneta unica, ma la somma di tante monete nazionali aventi la stessa unità di misura e lo stesso rapporto di cambio 1:1. >>>QUI

Sulla base di questa scoperta, abbiamo cerchiamo di capire come mai uno Stato può emettere una moneta valida solo sul suo territorio, nonostante abbia aderito all’Euro ed ai Trattati Europei.

Scopriamo che in realtà la proprietà dell’euro è ancora degli Stati, come ha ammesso Ollie Rehn nel 2011 quando Borghezio gli ha chiesto con una interrogazione di chi è la proprietà dell’euro. >>>QUI

Nel 2016, dopo il terremoto nelle Marche, facciamo la proposta di realizzare anche in Italia due monete

da 5 euro con la Cattedrale di Amatrice e da 10 euro con la Cattedrale di Norcia, con tirature tali da ricostruire tutte le zone terremotate senza gravare sul Bilancio dello Stato, senza emettere Titoli di Stato e senza pagare interessi. >>>QUI

La nostra proposta è stata poi scritta come proposta di legge ed inviata ai Sindaci di Amatrice, Accumuli ed Arquata del Tronto, oltre a diversi deputati e senatori del M5S, ultimamente è arrivata sul tavolo anche di Giuseppe Conte, e speriamo che la realizzino in modo integrale, perchè sarebbe un segnale forte e chiaro da parte del Governo italiano nei confronti dell’Unione Europea. Se volete scaricare il file >>>QUI.

La moneta da 5 euro su Amatrice

Oggi finalmente scopriamo che con Decreto del 5 dicembre 2017 è stato deciso di creare una moneta da 5 euro per commemorare proprio una Cattedrale di Amatrice http://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2017/12/09/287/sg/pdf  (a pag.7).

Nell’articolo 4 del Decreto, a pag.8, è espressamente scritto che “La moneta bimetallica da euro 5 celebrativa dei «Tesori artistici di Amatrice», in versione fior di conio, millesimo 2018, avente le caratteristiche di cui al presente decreto, ha corso legale dal 25 gennaio 2018“.

Quindi la moneta da 5 euro ha sicuramente corso legale e solo in Italia, ma purtroppo ha ancora due caratteristiche limitative :

la tiratura è di soli 20.000 pezzi;

viene emessa solo nella versione in appositi contenitori per collezionisti, al costo di 15 euro, superiore al suo valore nominale.

La Germania già da anni sta coniando anche lei monete da 5 euro, ed è già passata nelle ultime serie a tirature di 3.400.000 pezzi, dove la maggior parte delle monete viene emessa nella versione standard per essere venduta “alla pari”, cioè ad un costo pari al valore nominale di 5 euro. >>>QUI

Proposta al Governo

Quindi la piccola proposta che facciamo al Governo M5S e Lega è la seguente :

coniare altre monete sul patrimonio artistico italiano, in modo regolare tutti gli anni, anche come la nostra da 10 euro con la Cattedrale di Norcia;

aumentare le tirature chiedendo alla BCE l’approvazione del volume di conio come fa la Germania, che ha avuto approvati volume ben superiori ai nostri;

vendere la maggior parte delle monete “alla pari”, cioè al valore nominale in modo che molte più persone siano interessate al loro acquisto ed utilizzo, anche i turisti come souvenir;

utilizzare i soldi generati da questa attività di conio solo per ricostruire o ristrutturare il nostro patrimonio artistico.

Mi piacerebbe vedere il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, tagliare il nastro della prima chiesa ricostruita dopo il terremoto, non con i soldi prelevati con le tasse da cittadini ed aziende, ma creati dal nulla dallo Stato.

Riepilogo

La differenza tra una “moneta a debito” emessa dal sistema bancario ed una “moneta positiva” come quella da 5 euro emessa dallo Stato è evidente, indipendentemente dal materiale di cui sono costituite.

Una “moneta a debito” viene creata dal sistema bancario e viene solo “prestata“ al sistema economico, quindi genera automaticamente debito e comporta per la collettività il pagamento continuo di interessi. Sono moneta a debito sia le banconote della BCE, che la moneta elettronica creata con il Quantitative Easing o con i prestiti alle banche LTRO/TLTRO, ma anche e soprattutto la moneta elettronica creata dal nulla dalle banche con i prestiti e gli interessi (il cosiddetto credito bancario). Oggi tutte queste monete costituiscono il 99,7% di tutta la moneta che usiamo.

Una “moneta positiva” viene creata dallo Stato e viene solo “spesa“ nel sistema economico, quindi non genera debito e non comporta il pagamento di interessi. Sono “moneta positiva” sia le monete metalliche che i biglietti di stato emessi nel passato dalla Repubblica Italiana, e che sono ancora di sua esclusiva competenza e non sono vietati dai Trattati Europei. Ma è “moneta positiva” qualunque moneta a valenza fiscale emessa comunque dallo Stato. Oggi lo Stato emette solo le monete metalliche, che costituiscono solo lo 0,3% di tutta la moneta che usiamo.

Quando sentite qualcuno ripetere che lo Stato non ha soldi e che il debito deve essere ripagato, o è ignorante, nel senso che ignora,  o è in malafede.

Cosa fare

La nostra campagna per una moneta di proprietà dei cittadini e libera dal debito è ad un punto di svolta.

Ma se vogliamo davvero cambiare le cose, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti, bastano anche solo piccole cose per dare un contributo:

divulgate le nostre proposte a tutti i livelli, tra aziende e cittadini, ma anche tra i nostri rappresentanti politici nelle istituzioni, sia di Governo che di opposizione;

iscrivetevi e invitate amici a farlo, nel nostro Canale YouTube potete vedere e condividere tutti i video che pubblichiamo >>>QUI;

mettere “Mi piace” alle pagine Facebook “Moneta Positiva” e “Fabio Conditi”, per leggere e condividere i post che facciamo tutti i giorni;

leggete e condividere anche gli articoli su Comedonchisciotte, ma soprattutto l’ultimo “In TV la pura e semplice verità è rivoluzionaria” >>>QUI

Quando abbiamo cominciato eravamo solo un piccolo gruppo di cittadini consapevoli e risoluti che voleva cambiare il mondo. Poi siamo cresciuti, ieri eravamo centinaia, oggi siamo migliaia, domani saremo milioni, perchè la progressione delle idee è come quella dell’interesse composto, esponenziale. Ma il cambiamento finale dipende anche da te.

Fabio Conditi

Presidente dell’associazione Moneta Positiva

http://monetapositiva.blogspot.it/

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org

24.07.2018