Diamanti da investimento, Confconsumatori: da BPM proposta insufficiente

nel-consumatori.it 23.7.18

L’incontro con Banco BPM c’è stato. Ma le proposte dell’Istituto sulla crisi dei diamanti da investimentonon soddisfano Confconsumatori, che continua a chiedere un rimborso integrare per i risparmiatori coinvolti nella vicenda. Dopo aver denunciato un “comportamento discriminatorio”, e aver chiesto un confronto diretto, l’associazione fa il punto sulla vicenda e ribadisce che la proposta di BPM – dare un rimborso base del 30% del capitale investito e valutare una percentuale in più su singoli casi – non viene ritenuta sufficiente.

L’incontro fra Confconsumatori e Banco BPM si è svolto il 18 luglio scorso nella sede milanese dell’Istituto di credito. Il caso, come si ricorderà, è quello dei diamanti da investimento proposti ai risparmiatori con modalità di offerta che sono state giudicate “ingannevoli e omissive” da parte dell’Antitrust. L’Autorità, nell’ottobre 2017, ha dunque sanzionato le due società e le banche di cui si avvalevano come intermediarie per complessivi 15 milioni di euro.

Spiega Confconsumatori: “Banco BPM, nell’esprimere la propria posizione in merito alle numerose richieste di rimborso avanzate da Confconsumatori fin dal novembre 2017, ha manifestato la propria intenzione di lasciare la proprietà delle pietre in capo ai rispettivi proprietari-risparmiatori, offrendo a ciascuno di essi un rimborso-base del 30% del capitale investito, a cui si potrà aggiungere una successiva percentuale da valutarsi singolarmente, per ogni specifico caso. Confconsumatori ha evidenziato innanzitutto la mancanza di trasparenza nell’operato di Banco BPM Spa, che avrebbe dovuto convocare tutte le associazioni di consumatori in contemporanea, comunicare i propri intendimenti e i criteri di rimborso, anche per non alimentare il sospetto che trattative separate possano dare luogo a trattamenti differenziati dei cittadini”.

L’associazione ha ribadito la richiesta di “rimborso integrale del capitale investito, così come avviene per i clienti di Unicredit e di Intesa Sanpaolo, pur rappresentando la propria disponibilità a valutare le singole proposte in contraddittorio con Banco B.P.M. Spa, qualora i risparmiatori vogliano tentare la conciliazione proposta, liberi di proseguire nelle azioni legali già intraprese nel caso che la proposta di BPM risulti per loro insoddisfacente”.

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