L’Olocausto in soffitta (segnali dal Mondo Nuovo)

alcesteblog.blogspot.com 26.7.18


Roma, 26 luglio 2018

 

Mark Zuckerberg: “Sono ebreo, e c’è un gruppo di persone che nega sia avvenuto l’Olocausto … lo trovo profondamente offensivo. Non penso, però, che la nostra piattaforma debba eliminarle. Penso ci siano cose su cui molte persone hanno opinioni non corrette, non credo che sbaglino intenzionalmente”.

Tali parole non giungono inaspettate.
L’umanità sta lentamente, un po’ dolorosamente, mutando le prospettive morali più profonde: dall’Antico Ordine al Nuovo. Non si tratta di togliere o censurare, però, ma di osservare diversamente. Mutano gli sguardi, non le cose. Lo stesso oggetto di prima, ma visto con altre gradazioni, colori, prospettive. Anamorfosi. Un guazzabuglio di forme incomprensibili, tramite un medium (una superficie riflettente, di solito), assume un senso completamente nuovo. E viceversa: ciò che costituiva un senso ultimo, definitivo, antico, perde il proprio status di comprensione per perdersi nell’indifferenziato.

L’informe si definisce, ciò che è sempre stato definito diviene indifferenziatTale evoluzione non è, tuttavia, naturale, bensì voluta dal Potere tramite un progressivo slittamento dello sguardo interiore. Talvolta ho parlato di precessione morale. Il nostro panorama etico cambia impercettibilmente, un giorno dopo l’altro, una disfatta dopo l’altra, sino a situarci, senza che ce se ne renda conto, in un mondo assolutamente alieno. Guardate cosa è accaduto in soli trent’anni …

I diritti civili hanno invaso protervamente la scena sino a sostituirsi a quelli materiali; le piccinerie dell’edonismo da formicaio hanno risucchiato ogni speranza o anelito; legioni di giovani senz’arte né parte popolano le nazioni; la filantropia e il socialismo sono stati mutati in un’empatia superficiale da hippie digitali. Un fenomeno più evidente nei Paesi sviluppati poiché la trasformazione mai è disgiunta dalla tecnologia e dall’usura più raffinate.

Per inverare tale gigantesco processo storico, assolutamente incredibile per velocità e audacia, il Potere è costretto (o vuole) lasciare sul campo alcune vittime. L’Olocausto sarà una di queste. La funzione della “più terribile tragedia del mondo” è esaurita. E con essa l’esercito di servitori a lei devota, dalla letteratura al cinema alla storiografia al piagnisteo generale. I “six millions dead” non tirano più, insomma. La nuova umanità delle storie sui cacciatori di nazisti, delle vittime, dei numeri stampigliati sui polsi non sa che farsene. E neanche il potere sa più che farsene poiché, ormai, possiede nuove armi di seduzione e di coercizione per concretare l’Utopia Maxima: la conquista della Terra, dalla Patagonia all’Alaska, dal Portogallo alla Siberia per mezzo di whatsapp universali d’amore, di bontà, di pace. I “sei milioni” son troppo divisivi, logori; e poi, parliamoci chiaro, perché un indiano, un indonesiano o un cinese (che rappresentano la metà della platea da imbonire in futuro) dovrebbe subire il ricatto del cappottino rosso di Spielberg? Gliene frega assai a Singh o a Liao della sofferenza nelle famiglie Coen e Spizzichino! Democrazia, pace, libertà e McDonalds’, queste le nuove parole d’ordine espettorate dalle buccine della propaganda: il Nuovo Mondo, la Gerusalemme Terrestre deve apparire sgargiante, multicolore, un bell’inganno, rassicurante, libertaria: un luogo di vacanze, insomma, una stanza senza più pareti morali (sono oscurantiste!), un chiassoso paese dei balocchi sessuali (incesto, poligamia, pedofilia: cum grano salis, ovviamente; e nuovi nomi: poliamore, a esempio), ridanciano, sempre sotto euforia indotta, buono per i click continuati che sostituiranno sapere, università e scuole.

Il Mondo Nuovo sarà rutilante: basta con la depressione da Tom Segev e Anna Frank! A meno che pure la vecchia Anna non decida a mettersi al passo coi tempi: provvidenziale, in tal senso, la scoperta di nuove paginette del diario (sembrerà strano, ma in settant’anni di smaneggiamenti nessuno aveva fatto caso a quella carta marroncina che ricopriva gli inediti: quando si dice la disattenzione) … brevi e inaspettate rivelazioni cartacee ove l’adolescente olandese si dimostra assai porcellina … in linea coi tempi nuovi … rapidi a venire … Anna Frank che intitola un capitolo Materie sessuali … terno sulla ruota di Amsterdam! Anna che parla di mignotte e dello zio frou frou! … Anna che parla del delizioso su e giù! … Tombola! … Anna che racconta barzellette! Nientemeno! E su chi? Sulla Wehrmacht! Giusto per far sembrare simpatici pure i crucchi che, da invasori sanguinari, per queste vie accorte, trascolorano, con naturalezza, in uno sbarazzino tono caciarone da Sturmtruppen …

Basta con l’Olocausto, i forni, le docce, le gite scolastiche in Polonia, i vagoni piombati, gli scheletri ammassati, Simon Wiesenthal, Il maratoneta, le tiritere sui paralumi in pelle umana, non se ne può più! Sono poco cool, depressivi, diciamo; Zuckerberg, che ha messo su un’aziendina niente male, lo sa: tali cupezze nuoccion agli affari; anche gli antisemiti, i negazionisti, potranno ciarlare la loro …

Intanto nella tenuta di Kauai, Zucko riceve Carlo Mattogno …

Dican quel che gli pare, suvvia … qui si è liberi e libertari … non si ha più bisogno di antagonisti o censori … Lei, a esempio, caro Mattogno, non ha dimostrato, con un bel cumulo di dati e sottili acribie filologiche, che ad Auschwitz c’erano piscine ricreative? Che la – presunta! – tomba di quattro milioni d’ebrei non serviva a sterminare, ma solo alla detenzione? E questo ben venga, professore! Una piscina? E perché non due, tre, dieci! Gliele concedo! Un luna park, magari! … può chiamarmi Mark, certo … gradisce un drink? Certo, le piscine sono un bel problema … noi siamo libertari, che diamine! … se Lei la pensa così ne ha tutto il diritto … i Sonderkommando? Benissimo, ci vanno benissimo .. scriva scriva … no, questo no, non possiamo finanziarla ora … ci vuole ancora una certa cautela … in seguito si vedrà … mai dire mai! … qualche ferita residua è ancora aperta … in via di cicatrizzazione, però … lasci andare gli ultimi sopravvissuti … questione di pochi anni … Lei non sa quanto possa essere rompiscatole un sopravvissuto alla Shoah … strepita come diecimila trombette dell’indignazione! … sicuro che non voglia un cicchetto? È così rinfrescante … si accomodi sulla sdraio, prego … Rachel, ci prepari due mojito … questa storia delle piscine … mi ha sempre messo in sospetto … pure a me che sono circonciso da quel dì … non che me ne intenda di queste storie, eh … noiose, noiose … roba da chiodi … da chiodi europei … io sono nato a White Plains, New York! A che pro? Morti ne son morti tanti di ebrei, lo riconosce anche Lei … accapigliarci su tali questioncelle … nel 2018! Si rende conto che Blade runner è ambientato nel 2019? … e io devo ancora combattere tali battaglie? … a un anno da Blade runner! … non ne vale la pena, dai … prego, si serva da sé … bello il posto, vero? Grazie, Rachel, non ci serve altro per ora … dicevo: la vita è bella, noi non ce l’abbiamo con nessuno, poi … anzi, vogliamo che ognuno partecipi alla festa della vita … Faurisson? Certo anche lui … un suo amico? Queste storie di forni, avvelenamenti, impiccagioni … me lo lasci dire, hanno perso un po’ di smalto hollywoodiano … Steven è bravissimo, ma i dinosauri danno meno guai e ci si fa sopra una cresta di miliardi … Obersturmführer … Untersturmführer … Hauptsturmführer … che noia, ragazzi … per carità, solo a pronunciarli mi viene un cerchio alla testa che non Le dico … lasciamo le spiacevolezze agli storici della storia passata … qui di storia non ne vogliamo più! Abbiamo tutto, sole, cibo, divertimento … donnine … o ragazzetti, in casi particolari … ah ah ah … lei mi capisce, non che i finocchi mi diano fastidio … lo dico da ebreo … anzi sono un moltiplicatore degli affari, come le Femen … basta non averle tra i piedi in casa … ah ah ah … godiamoci questa, di piscina … le malinconie, le malinconie, il livore, l’odio … ah, professore, Lei non sa quanto io abbia in uggia tali scontri da dolore alla cistifellea … l’armonia ci vuole, il tenersi per mano … la condivisione … l’esistenza ha già troppi crucci … ottimo il mojito … pace, pace … ci vuole … altro che steccati … Lei ha tutti i diritti di scrivere ciò che scrive, avrà il suo pubblico, non lo nego … quanti? mille, duemila utenti …? Io un paio di miliardi … ah ah ah … spaventevole, vero? Di cosa avrei paura? Di un amico come Lei? Ma quale antisemitismo! Vediamo, anzi, i suoi sforzi come un arricchimento al dibattito … si sorprende del libro che sto leggendo? Ma allora Lei non capisce ancora l’essenza della nostra spiritualità … il libro: Memorie di un fascista di Philippe Rebatet … edizioni Settimo Sigillo … me l’ha spedito Alceste … sottolineato e tradotto … mi piace il pezzo in cui Céline va a trovare i collaborazionisti francesi fuggiti in Germania con il gatto Bébert che fa capolino da un tascapane … un gatto parigino immune da ogni sorpresa … che sagome! Non si deve stupire, nessuno si abbia più a stupire … si digerisce tutto, prima o poi, nell’ecumenismo … e come faccio a non essere ecumenico con due miliardi di utenti? … Cèline, Rebatet, Drumont, Brasillach, La Rochelle … acqua passata … altro che primo emendamento! amici, ormai … amici, le dico! … e poi, lo confesso, non sopporto più i filosionisti convinti … che barba, quale monocromia intellettuale … riconosco che molti di loro, poi, hanno esagerato … gli dai il dito e si prendono il braccio … e che braccio! … mai lasciare troppo guinzaglio ai cani da abbaiamento … troppo invasivi, gonfi di sicumera … adesso dovremo ridimensionarli … li si riunisca e li si indottrini per bene! L’ho sempre detto! Ogni limite ha una pazienza, e che diavolo! Ogni spetezzo sull’Olocausto un premio! Era troppo, era troppo, mi creda … scordiamoci il passato … il passato deve passare o ci resta sullo stomaco … mi creda, lo stomaco è l’unico organo in grado di decidere per il meglio … ah ah ah … dimentichiamo … nel rispetto di ogni posizione, nevvero? Tutti hanno diritto a dire tutto … Freedom and Peace, questa la parola d’ordine del Mondo Nuovo … Schlagwort, come Lei m’insegna … una carta di debito, i pop corn, le vacanze, l’olotelevisione … ecco la realizzazione piena … dodici miliardi di esserini in pace con sé stessi e gli altri … svago e patatine, ce n’è per tutti … ci pensiamo noi … economia, democrazia, tecnologia, devono essere gestite da personale accorto, professionale e ben remunerato … aristocratico, in un certo senso … un senso che provvederemo a definire … altrimenti si rischia di nuovo la sciagura … nazionalismi, irredentismi, religioni, arte, monumenti … facciamola finita con tale pericoloso ciarpame foriero di trincee e sparatorie ideologiche! E poi, guardi, basta con il sapere! Rende infelici, non vedo perché lo si debba spalmare su tutti … ci vuole un controllo oculatissimo della conoscenza … indirizzata al bene dell’umanità … e concentrata in poche mani fedeli … se c’è una cosa che mi dà fastidio è sapere troppo … a che serve, mi dico … non conoscere, questa la via! Lasciamo il fardello a un gruppo selezionato … che se la vedano loro coi mal di testa … sempre a spaccare il capello in centoquarantaquattromila … l’umanità liberata, professore, mi capisce? Liberata dalle preoccupazioni, in poltrona, finalmente, dopo i massacri di centomila anni … pane e svago, per ognuno … come si diceva al college: titties and beer! ah ah ah … e l’amore, professore … ci ha mai pensato? … l’amore per l’umanità, per i diversi, per le bestiole … non crede che l’amore e la pace siano i motori del mondo? Del resto, delle cose difficili, se ne occupino gli altri … guerre, sangue, spoliazioni … e tutto perché ci si incaponiva a restare fedeli a una morale folle, impossibile da soddisfare … ma ora il Mondo Nuovo è alle porte … senza limiti … come un orizzonte privo d’alberi … nemmeno un arbusto, un sassetto! … sì, la vita è breve … e non c’è un dio dall’altra parte … accontentiamoci del nostro orticello … non pensiamo più! E finiamola con tali plumbee riflessioni … aria, aria! … via verso gli spazi inesplorati del futuro nell’Enterprise del Brave New World … a volte mi sento Kirk, altre Spock … ebrei pure quelli, certo, ma di conio universale … sceriffi della democrazia intergalattica! giusta! … l’Enterprise non colonizza tanto per colonizzare, ma in nome del Bene! … i sionisti e i rabbini, invece, quanto sono pesanti … grevi … sono la nostra spina nel fianco … sempre lì, la giustizia, il sangue, l’Ebreo Eterna Vittima … i Maccabei, Abramo, Ester … con quelle barbe pendule … haken a tsheinik! A volte me le puntano addosso, le barbe … la sinagoga del ghetto di Varsavia, le persecuzioni, le origini, le stradine di Praga … tutto bene, tutto bene … li finanzio, anche … grande Israele, Theodor Herzl … ora basta, però … anche loro si acconcino … pure Netanyahu … troppo old style … urtanti, isterici, ostici … troppo petulanti e adunchi per l’umanità che andiamo costituendo … sa chi vedrei bene come Presidente d’Israele? Natalie Portman … ma sì, carina, fresca, ancor giovane, ma non fatua, di concezione immacolata … una graziosa ebrea dei tempi nuovi, popolare e determinata … senza ingombri, senza Auschwitz … e donna … libera, quindi … in quanto donna … non trova che le donne siano il ricettacolo della libertà della pace e della serenità? Sì, Natalie sarebbe la svolta perfetta … con lei ogni muro cadrebbe … Palestina e Persia rifluirebbero nella nuova Gerusalemme terrestre … assieme all’Europa alle Americhe all’Africa alla Russia (non ha visto il McDonalds’ di Mosca su Trip Advisor?) … presto alla Cina … questa la speranza, la vita è così breve, così breve … il Mondo Nuovo … vedo che ha gustato il mojito … un altro! basta divisioni … il sol dell’avvenire … a portata di mano, di qualunque mano … il Mondo Nuovo … spero Lei voglia farne parte, professore …