Vicenza, una analisi sui danni dei crack bancari

vicenzareport.it 26.7.18

Da sinistra: Isabella Dotto, Francesco Rucco e Silvia Maino
Da sinistra: Isabella Dotto, Francesco Rucco e Silvia Maino

Vicenza – E’ pronta la relazione fatta dal Comune di Vicenza sulla crisi delle banche venete, in particolare sull’impatto socio economico che la situazione ha avuto sul territorio. Orà sarà trasmessa alla Regione, ma intanto è stata presentata, questa mattina, dal sindaco Francesco Rucco, accompagnato dall’assessore alla famiglia e alla comunità Silvia Maino e da quello alla trasparenza Isabella Dotto. Una analisi compiuta sul territorio vicentino che, entro l’inizio della prossima settimana, arriverà alla Commissione d’inchiesta istituita dal consiglio regionale del Veneto per indagare sui fatti che hanno coinvolto il sistema bancario regionale, e andrà ad integrare la relazione predisposta dalla Regione sugli effetti della crisi in Veneto in vista di un confronto con il governo.

“Si tratta di un tema – ha spiegato il sindaco – che ci sta particolarmente a cuore, in quanto ci siamo impegnati fin da subito nel dare sostegno e risposte a tutti i cittadini, privati e imprese, che hanno dovuto affrontare momenti di disagio dopo la crisi delle banche. Qualche settimana fa abbiamo incontrato la commissione d’inchiesta regionale e abbiamo chiesto come avremmo potuto dare una mano. Tra gli impegni assunti, abbiamo deciso di compiere un’azione di monitoraggio sul territorio per capire quante persone si sono rivolte ai servizi sociali a seguito della perdita del proprio patrimonio, raccogliendo i dati in una relazione che andrà ad integrare quella regionale. Intendiamo fare sistema, sia con la Regione che con i parlamentari veneti che ci rappresentano in governo,per dare un contributo reale e fattivo”.

“Inoltre, stiamo cercando di mettere in atto – ha proseguito Rucco – una serie di azioni, tra le quali quella condivisa due giorni fa in consiglio comunale con un ordine del giorno votato all’unanimità che prevede, oltre al sostegno di famiglie e imprese in difficoltà, la costituzione come parte civile nel processo penale alla Banca Popolare di Vicenza. Il giudizio è attualmente sospeso in attesa della pronuncia della Cassazione sull’incompatibilità ambientale e c’è il rischio di un trasferimento del processo a Trento: come vicentini auspichiamo che ciò non accada in quanto si tratterebbe di un’ulteriore beffa a carico di chi già ha subìto pesanti danni”.

Per quanto riguarda i contenuti dell’analisi fatta dal Comune di Vicenza, con riferimento al territorio provinciale, la crisi del sistema bancario ha coinvolto 39.424 soci, di cui 34.089 famiglie (considerando Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca), con una perdita media per famiglia di 45 mila euro. La crisi bancaria ha avuto una doppia ricaduta sul sistema del welfare: sulle spese delle famiglie per l’assistenza di persone in condizioni di non autosufficienza, ad esempio gli anziani, e in termini di perdite di posti di lavoro a casa della chiusura delle imprese, soprattutto quelle con fatturati inferiori a un milione di euro.

“Abbiamo fatto molta fatica a reperire i dati dell’effetto della crisi bancaria sul territorio – ha spiegato l’assessore alla famiglia e alla comunità Silvia Maino – perché il popolo veneto, per tradizione, ha una forma di dignità elevata e fa fatica a rivolgersi ai servizi sociali. È quindi difficile tracciare queste persone e aiutarle: stiamo cercando di fare rete con tutte le agenzie sociali del territorio per invitare le persone a rivolgersi agli assistenti sociali di zona, evidenziando il problema in modo da rafforzare, nella prossima programmazione, i capitoli di bilancio che prevedono contributi a persone in difficoltà”.

L’assessore ha spiegato, con riferimento al welfare cittadino, che per quanto riguarda le famiglie, queste si trovano ad assistere gli anziani senza il supporto economico che prima avevano; inoltre, accanto al sostegno dei servizi pubblici, negli anni è cresciuto il ricorso a forme di aiuto sociale di tipo privatistico (badanti). Per quanto riguarda, invece, le ricadute sulle piccole imprese, artigiani e commercianti, il primo degli effetti attesi è stato la chiusura di attività economiche con il conseguente aumento di disoccupati; a seguire, si è verificata la perdita della casa in seguito all’impossibilità di far fronte ai mutui immobiliari e, quindi, la perdita dei risparmi delle famiglie.

Quanto alla crisi per le imprese e per i consumi delle famiglie, la perdita complessiva dello stock di attività finanziarie è stata di almeno 5 miliardi di euro, pari a circa il 3,4% del Pil Veneto. Il 44% di questa perdita riguarda la provincia di Vicenza. La perdita media per socio è stimata in circa 45 mila euro per le famiglie e 57 mila euro per le imprese. Le imprese più coinvolte si concentrano nella classe di fatturato fino ad un milione di euro. La perdita subìta dalle famiglie è compresa tra i 4 e i 5,3 miliardi di euro.

“La legge finanziaria 2018 – ha spiegato l’assessore alla trasparenza Isabella Dotto – ha approvato un fondo di ristoro di 100 milioni di euro ripartiti in quattro anni, dal 2018 al 2021, finanziato dal fondo interbancario di garanzia e dal fondo dei conti dormienti. E’ insufficiente però, in quanto dovrebbe ristorare, oltre agli azionisti di Veneto Banca e Popolare di Vicenza, anche quelli delle quattro banche poste in liquidazione (Banca Etruria, Carichieti, Banca Marche e CariFerrara). Chiediamo quindi al governo di stanziare maggiori risorse e di semplificare l’iter per accedervi, o con un decreto attuativo della finanziaria 2018, o con la definizione di una procedura che consenta una risposta in tempi ragionevoli ai tanti risparmiatori e imprese vittime di questa devastante crisi”.