QUALCOSA SI MUOVE

geopolitica.ru Costantino Ceoldo 28.7.18

Фото: PxHere
Фото: PxHere
28.07.2018

L’agire del governo uscito dalle urne del marzo 2018 sta prendendo lentamente forma regalando non poche sorprese a tutti i suoi cittadini.

Il Decreto Dignità, voluto fortemente dai 5Stelle, è stato un primo passo per cercare di mettere ordine nel mondo del lavoro italiano, dopo le decisioni inique dei governi precedenti che avevano consegnato i lavoratori italiani ad un futuro oscuro, fatto di precarietà e sfruttamento.

Contemporaneamente, il governo in carica ha tagliato quella pensione extra che i parlamentari italiani maturano dopo soli 3 anni in parlamento e che ricevono da subito, appena terminata la legislatura. Una stortura tipicamente italiana, vecchia oramai di decenni, che meglio sarebbe stato abolire del tutto ma questo lo riserviamo al futuro.

Quasi concomitante è stata anche la disdetta del contratto dell’AirRenzi, come è stato soprannominato con disprezzo l’aereo presidenziale voluto dall’ex-primo ministro Matteo Renzi alla modica cifra, si fa per dire, di 150 milioni di Euro e poi mai usato. Adesso gli italiani risparmieranno 100 milioni di euro e al suo posto saranno usati gli altri aerei in dotazione allo Stato italiano per i voli di rappresentanza.

Ma è la notizia di oggi, venerdì 27 luglio, quella a darmi il maggior piacere: la carica del nuovo presidente della RAI, la televisione di Stato italiana, è toccata a Marcello Foa, giornalista italiano allievo di quei due compianti giganti che sono stati Montanelli e Cervi.

Foa lascia l’incarico di amministratore delegato presso “L’Eco del Ticino”, un giornale in lingua italiana pubblicato nella Svizzera italiana. È stato anche docente universitario, corrispondente per gli esteri presso “il Giornale” ed è anche uno scrittore di talento.

Esperto conoscitore delle tecniche di spin, le tecniche per manipolare ed orientare l’opinione pubblica secondo i desideri di uomini politici e gruppi di potere, Foa vi ha dedicato un libro che ha avuto un grande successo da dieci anni a questa parte, al punto di meritare una recentissima riscrittura aggiornata. Nel suo “Gli stregoni della notizia”, spiega in dettaglio i trucchi e le astuzie degli spin doctor così che il lettore attento possa ottenere gli strumenti per combattere almeno le bugie più grossolane, che un certo modo di fare politica cerca di propinare all’opinione pubblica appena possibile.

Personalmente, ho conosciuto Foa per caso, avvicinandolo in un modo perfino ingenuo, ignorando chi fosse realmente. Tradussi in inglese un suo articolo sull’America di Obama e lo girai a Paul Craig Roberts, con cui ero già in contatto e poi gli scrissi per informarlo. Ne nacque una amicizia, che è cresciuta nel tempo, in maniera semplice: ho intervistato Foa varie volte per conto di Pravda, con la speranza di riuscire a spiegare almeno un po’ l’Italia a chi italiano non è.

Per quanto mi riguarda, la Televisione di Stato Italiana si trova ad avere al suo vertice un uomo dotato di una profonda cultura e competenza.

I problemi da affrontare non saranno pochi e gli attacchi politici sono già iniziati, da quella parte che non ha ancora digerito l’aver perso le ultime elezioni, ma Foa ha la tempra e il sapere per riuscire nel suo nuovo incarico.

E l’uomo Marcello? Per come l’ho conosciuto io, un gentiluomo d’altri tempi.

Sembra incredibile, ma avremo come presidente della TV di Stato italiana un concentrato di buona qualità. Che cosa può andar storto? Forse tutto, forse nulla.

La nomina deve essere confermata dal Consiglio di Amministrazione della RAI ma credo che la strada sia tutta in discesa visto che la scelta arriva proprio dal governo in carica. A Marcello Foa, che considero un Maestro oltre che un amico, faccio i miei migliori auguri di buon lavoro: la RAI è in buone mani. Qualcosa in Italia sta, lentamente, cambiando. Per il meglio.