Fitch modifica l’Outlook dell’Italia in negativo; Afferma a “BBB

Fitch Ratings-Londra-31 agosto 2018: Fitch Ratings ha rivisto l’Outlook sul rating di default dell’emittente in valuta estera (IDR) dell’Italia a Negativo da Stabile e ha confermato l’IDR a “BBB”.

Un elenco completo di azioni di valutazione si trova alla fine di questo commento sull’azione di rating.

CHIAVI DI GUIDA

La revisione della Prospettiva sugli IDR in Italia riflette i seguenti fattori chiave di valutazione e le relative ponderazioni:

medio

In seguito alla formazione del nuovo governo di coalizione, Fitch prevede un grado di allentamento fiscale che lascerebbe l’alto livello di debito pubblico italiano più esposto a potenziali shock e riteniamo che i rischi al ribasso per le nostre previsioni fiscali siano aumentati dall’ultima revisione di marzo . Quest’ultimo è in parte una funzione della natura nuova e non testata del governo, le notevoli differenze politiche tra i suoi partner di coalizione e le incoerenze tra l’alto costo di attuare nuovi impegni come stabilito nella sua politica “Contratto” e il suo obiettivo dichiarato di ridurre debito pubblico. Non è chiaro in che modo queste tensioni politiche saranno risolte.

l disavanzo delle amministrazioni pubbliche del 2018 non sarà sostanzialmente influenzato da nuove misure e prevediamo una riduzione ciclica dell’1,8% del PIL dal 2,3% nel 2017. Questo è di 0,2 punti al di fuori dell’obiettivo del governo, principalmente dovuto ai maggiori rendimenti obbligazionari che aggiungono 0,1 punti al debito interessi passivi e una crescita del PIL attesa inferiore all’1,5% previsto nel bilancio. Fitch prevede un aumento del deficit del 2019 al 2,2% del PIL, che mancherebbe l’obiettivo strutturale nell’ambito del braccio preventivo dell’UE (con un miglioramento di 0,6 punti percentuali) di oltre 1 punto. Prendiamo in considerazione la disattivazione degli aumenti della clausola di salvaguardia dell’IVA (che costano lo 0,7% del PIL), l’esecuzione di investimenti pubblici più elevati, modifiche piuttosto modeste alla riforma delle pensioni di Fornero e alcuni compensi di spesa ricorrenti. Sembra probabile che il governo pianifichi un’implementazione parziale e molto graduale della più duplice “tassa fissa” e del reddito universale, in gran parte oltre il 2019.

Fitch prevede un ulteriore aumento del disavanzo delle amministrazioni pubbliche, portandolo al 2,6% del PIL nel 2020, poiché la pressione politica di fornire una maggiore quantità di misure centrali del Contratto si costruisce. Riteniamo che il rischio di instabilità dei mercati finanziari costituisca il principale ostacolo al grado di espansione fiscale, in base al quale la soglia del disavanzo del 3% del PIL nell’ambito della procedura per i disavanzi eccessivi dell’UE dovrebbe costituire un punto di ancoraggio fiscale, in parte data la sua maggiore visibilità con il pubblico. Più in generale, ci sono segnali che il governo potrebbe pianificare di introdurre nuove misure come parte di una revisione più completa del sistema fiscale e previdenziale, con il potenziale di risparmio attraverso la razionalizzazione delle agevolazioni fiscali e delle indennità. Vi è un grado relativamente elevato di incertezza in merito alle previsioni fiscali, in parte a causa del potenziale di elezioni anticipate.

Prevediamo un andamento leggermente più elevato del debito pubblico rispetto alla nostra ultima revisione, con il debito delle amministrazioni pubbliche che scende solo leggermente dal 131,8% del PIL nel 2017 al 130,4% nel 2020. Ciò lascerebbe l’Italia uno dei più sovranamente indebitati nominati da Fitch , e si confronta con l’attuale media pari a “BBB” del 37,8%. L’ulteriore allargamento del deficit di bilancio strutturale e l’aumento del costo dell’emissione di nuovo debito indeboliscono la dinamica del debito, lasciando l’Italia esposta a rischi al ribasso e riducendo le possibilità di una politica fiscale anticiclica. Nell’ambito della nostra analisi della sensibilità del debito a più lungo termine, che prevede un avanzo primario medio dell’1,5% del PIL nel 2018-2027 e una crescita del PIL costantemente moderata allo 0,6% nel 2024, il debito pubblico scende al 128,9% del PIL nel 2023 prima di salire a 130,1 % nel 2027 (rispetto al 123,4% che abbiamo proiettato nella nostra recensione precedente).

A nostro avviso, il rischio di un’inversione delle riforme strutturali che ha un impatto negativo sui fondamentali di credito dell’Italia è leggermente aumentato. Il recente “Decreto sulla dignità” avrà probabilmente un effetto limitato sulle dinamiche del mercato del lavoro, ma una più ampia liquidazione delle precedenti riforme strutturali del mercato del lavoro e del sistema pensionistico potrebbe avere un impatto moderatamente negativo sulla crescita a medio termine dell’Italia e finanze pubbliche. L’antipatia di parti del governo nei confronti dell’UE e dell’euro presenta un ulteriore rischio di ribasso, anche se consideriamo la probabilità che le politiche di avanzamento del governo minaccino l’uscita diretta o la creazione di una valuta parallela tanto bassa. Questo rischio potrebbe contribuire a un sentimento degli investitori più debole, a spread sovrani persistentemente più elevati ea una maggiore volatilità del mercato dei capitali anche in assenza di nuovi sviluppi strategici della politica in tale direzione.

I rischi fiscali e di altra natura sono aggravati dal grado relativamente elevato di incertezza politica. Le marcate differenze ideologiche e politiche tra il Movimento a cinque stelle e la Lega rischiano di porre crescenti tensioni alla coesione della coalizione, la loro stretta maggioranza di 12 seggi al Senato potrebbe complicare il processo legislativo e la Lega potrebbe prendere in considerazione la possibilità di riportare in vita le sue precedenti elezioni nazionali accordo a destra con Forza Italia e Fratelli d’Italia. Non ci aspettiamo che questo governo possa vedere un intero mandato e vedremo una crescente possibilità di elezioni anticipate dal 2019. Il rischio o la strategia delle elezioni anticipate renderà più difficile per entrambe le parti scendere a compromessi che allontanano le loro basi politiche, mentre le le realtà renderanno difficile mantenere le promesse elettorali.

Gli IDR dell’Italia “BBB” riflettono anche i seguenti fattori chiave di valutazione:

Il rating è supportato dall’economia diversificata e ad alto valore aggiunto dell’Italia, con indicatori dell’RNL pro capite, governance e sviluppo umano molto più forti rispetto alle mediane del gruppo di pari livello. L’Italia ha un avanzo delle partite correnti, moderato indebitamento del settore privato, un sistema pensionistico pubblico sostenibile, rendimento medio ancora basso all’emissione dello 0,86% nel 2018, scadenza media relativamente lunga del debito a 6,9 anni e una quota trascurabile del debito in valuta estera. Rispetto a questi fattori vi sono il livello estremamente elevato di debito pubblico, debito estero netto relativamente elevato, crescita del PIL a bassa tendenza, ancora debole qualità delle attività del settore bancario, rischio politico e incertezza derivanti dall’attuale dinamica politica.

Si prevede che la crescita economica italiana al di sopra della tendenza si riduca progressivamente, in linea con la domanda esterna più debole e man mano che viene assorbito l’allentamento economico. Il PIL è cresciuto dello 0,5% nel 1H18, con fattori temporanei che hanno contribuito a una particolare debolezza delle esportazioni. Fitch prevede una crescita annuale dell’1,2%, rispetto all’1,5% del 2017, con il commercio netto che si riduce di 0,2 punti percentuali e la crescita degli investimenti in rallentamento al 2,7%, in parte a causa dell’incertezza della politica interna. Nel 2019 la crescita del PIL si mantiene all’1,2%, con i consumi privati sostenuti da una creazione di posti di lavoro moderata e condizioni di credito favorevoli, per poi scendere allo 0,9% nel 2020 verso un tasso tendenziale attorno allo 0,6%. La crescita del PIL dell’Italia è stata in media pari allo 0,3% nel 2013-2017, rispetto alla media di “BBB” del 3,0% e il PIL reale rimane inferiore del 4% rispetto al 2008.

I volumi delle esportazioni sono diminuiti del 2,1% nel 1 ° trimestre18 a causa della debolezza della domanda esterna e degli effetti ritardati dell’incremento del tasso di cambio effettivo reale del 3% dalla metà del 2017. Tuttavia, la competitività di fondo dell’Italia rimane solida, sostenuta da costi unitari unitari del lavoro, precedenti riforme strutturali e alcune ridistribuzioni di risorse verso imprese più produttive. Fitch prevede una riduzione di 0,3 punti percentuali nel surplus delle partite correnti nel 2018 al 2,6% del PIL, principalmente a causa dei prezzi più elevati delle materie prime e del 2,8% medio nel 2019-2020, che si confronta positivamente con l’attuale media “BBB” di un deficit di 1,0%. Prevediamo maggiori deflussi di portafoglio a seguito di un sentimento di mercato più debole che ha registrato deflussi per 75,7 miliardi di euro (4,4% del PIL) a giugno e luglio e prevediamo una riduzione più graduale del debito estero netto al 52,9% del PIL nel 2020, da 56,3% nel 2017, che è alta rispetto alla mediana del gruppo di pari al 6,9%.

I fondamentali creditizi del settore bancario italiano sono migliorati nel primo semestre 18 ma permangono punti deboli. Sono proseguite le cartolarizzazioni di NPL e le vendite di portafoglio che, insieme al rallentamento dell’afflusso di nuovi NPL all’1,7%, hanno determinato un calo del 35% delle “sofferenze” lorde, la peggiore categoria di crediti deteriorati, dal picco di aprile 2017. Fitch proietta un rapporto NPL complessivo vicino al 10% a fine 2018 dal 16% di fine 2016, ma ancora elevato rispetto ai pari di pari livello. Nonostante il miglioramento nel 1Q18, sostenuto da minori oneri per riduzione di valore, la redditività è anche una relativa debolezza per il settore bancario italiano, con l’impatto negativo dei bassi tassi di interesse e una modesta crescita del credito solo in parte compensati da un aumento delle commissioni e un certo miglioramento dell’efficienza dei costi. La redditività potrebbe subire ulteriori pressioni se i costi di finanziamento delle banche aumentassero a causa di un indebolimento della propensione degli investitori.

MODELLO DI VALUTAZIONE SOVRANO (SRM) e SOVRAPPOSIZIONE QUALITATIVA (QO)

L’SRM proprietario di Fitch assegna all’Italia un punteggio equivalente a un rating di “A” sulla scala IDR a valuta estera a lungo termine.

Conformemente ai suoi criteri di rating, il comitato di rating sovrano di Fitch ha deciso di non adottare il punteggio indicato dall’SRM come punto di partenza per la sua analisi poiché l’output SRM è migrato da “A +” a “A”, ma a nostro avviso questo è potenzialmente temporaneo peggioramento.

Assumendo un output SRM di ‘A +’, in conformità con i suoi criteri di rating, il comitato di rating sovrani di Fitch ha deciso di adeguare il rating indicato dall’SRM di oltre il solito range massimo di +/- 3 tacche perché a nostro avviso i fondamentali giustificano un 4 – aggiustamento della rete per riflettere quanto segue: –

– Politica macroeconomica e performance: -1 notch, per riflettere il bassissimo potenziale di crescita del PIL dell’Italia.

– Finanze pubbliche: -1 notch, per riflettere livelli di debito governativi molto elevati. L’SRM è stimato sulla base di un approccio lineare al debito pubblico / PIL e non coglie completamente il rischio a livelli elevati di debito.

– Finanze esterne: -1 notch, per riflettere un debito estero netto relativamente elevato, che non viene rilevato nell’SRM;

– Caratteristiche strutturali: -1 notch, per riflettere: a) rischi politici al ribasso che potrebbero influenzare negativamente la coerenza e la credibilità delle politiche economiche, dei risultati economici, delle finanze pubbliche o della flessibilità finanziaria; eb) debolezza nel settore bancario italiano, incluso un alto livello di NPL, che rappresenta un rischio potenziale di passività verso il sovrano.

L’SRM di Fitch è il modello di rating di regressione multipla proprietario dell’agenzia che impiega 18 variabili basate su medie centrate su tre anni, incluso un anno di previsioni, per produrre un punteggio equivalente a un IDR a valuta estera a lungo termine. Il QO di Fitch è una struttura qualitativa lungimirante progettata per consentire l’adeguamento all’output SRM per assegnare il rating finale, fattori che riflettono all’interno dei nostri criteri che non sono pienamente quantificabili e / o non pienamente riflessi nell’SRM.

RATING SENSITIVITIES

I seguenti fattori possono, individualmente o collettivamente, comportare un’azione di rating negativa:

– Debole dinamica del debito pubblico, ad esempio a causa di ulteriori allentamenti della politica fiscale e / o di prospettive di crescita del PIL più deboli;

– sviluppi politici che incidono negativamente sulle politiche economiche e fiscali e / o sui risultati; e

– Sviluppi avversi nel settore bancario che aumentano i rischi per l’economia reale o le finanze pubbliche.

Poiché Outlook è negativo, Fitch al momento non prevede sviluppi con un’alta probabilità di attivare un aggiornamento. Tuttavia, i seguenti fattori potrebbero, individualmente o collettivamente, determinare una stabilizzazione di Outlook:

– Un track record di politica fiscale che supporta un miglioramento delle dinamiche del debito pubblico in Italia;

– una maggiore ripresa economica e una maggiore fiducia nelle prospettive di crescita a medio termine, in particolare se sostenute dall’attuazione di riforme strutturali efficaci; e

– Riduzione dei rischi del settore bancario

PRINCIPALI ASSUNZIONI

– Le nostre previsioni sul debito delle amministrazioni pubbliche incorporano aggiustamenti positivi delle fluttuazioni in media dello 0,35% del PIL nel 2018-2020 (circa la metà del livello ipotizzato nel programma di stabilità dell’Italia), e non ulteriori aggiustamenti stock-flussi oltre il 2020.

– I calcoli di sostenibilità del debito a lungo termine di Fitch si basano su un avanzo primario medio dell’1,5% del PIL dal 2018-2027 (lo stesso dell’avanzo del 2017), una crescita del PIL moderata allo 0,6% nel 2024, l’inflazione del deflatore del PIL è salita all’1,7%, e un costante aumento dei tassi di interesse marginali.

– L’Italia rimane un membro dell’UE e dell’eurozona.

L’elenco completo delle azioni di valutazione è il seguente:

IDR valuta estera a lungo termine confermato a “BBB”; Outlook rivisto in negativo da stabile

L’ID-valuta locale a lungo termine è stato confermato a “BBB”; Outlook rivisto in negativo da stabile

IDR valuta estera a breve termine affermato in “F2”

IDR valuta locale a breve termine affermato in “F2”

Soffitto nazionale affermato in “AA”

Emissioni di rating su obbligazioni a lungo termine non garantite in valuta estera confermate a “BBB”

Emissione di rating su obbligazioni a lungo termine senior non garantite in valuta locale confermate a “BBB”

Emissione di rating su obbligazioni a breve termine non garantite in valuta locale a breve termine affermate a “F2”

Contatto:

Analista primario

Douglas Winslow

Direttore

+44 20 3530 1721

Rating Fitch limitato

30 North Colonnade

London E14 5GN

Analista secondario

Michele Napolitano

Direttore anziano

+44 20 3530 1822

Presidente di commissione

Tony Stringer

Consigliere delegato

+44 20 3530 1219

Relazioni con i media: Peter Fitzpatrick, Londra, Tel: +44 20 3530 1103, Email: peter.fitzpatrick@fitchratings.com

Ulteriori informazioni sono disponibili su http://www.fitchratings.com

Criteri applicabili

Fitch conferma rating sull’Italia, ma prospettive negative

Ilmessaggero.it 31.8.18

L’agenzia di valutazione dell’affidabilità di credito americana Fitch ha confermato il rating “BBB” dell’Italia ma ha rivisto al ribasso le prospettive da “stabili” a “negative”.

LEGGI LA NOTA DI FITCH

All’origine della decisione la formazione del nuovo governo gialloverde, che secondo l’agenzia potrebbe portare a un livello di allentamento di bilancio che lascerebbe il debito pubblico più esposto a shock potenziali. Il rapporto deficit/pil è stimato all’1,8% nel 2018, più alto di 0,2 punti rispetto alle previsioni del Governo, per effetto dei maggiori interessi sui titoli di Stato, spiega Fitch in una nota.

Il debito pubblico dell’Italia rimarrà «molto elevato», lasciando il paese «più esposto a potenziali shock», afferma ancora l’agenzia di rating, in una nota in cui sottolinea fra le criticità la «natura nuova e non collaudata del governo, le considerevoli differenze politiche fra i partner della coalizione e le contraddizioni fra gli elevati costi dell’attuazione degli impegni presi nel Contratto e l’obiettivo di ridurre il debito pubblico. Non è chiaro come queste tensioni politiche saranno risolte».

«L’avversione di alcune parti del governo» dell’Italia «nei confronti dell’Ue e dell’euro rappresentano un ulteriore rischio» per l’Italia. Nonostante questo «riteniamo bassa la probabilità che il governo avanzi politiche che minaccino un’uscita» dall’Europa o la «creazione di una moneta parallela», sottolinea ancora Fitch.

«Non ci aspettiamo che il governo» dell’Italia «duri l’intero mandato, e vediamo un aumento della possibilità di elezioni anticipate dal 2019», è ancora l’opinione dell’agenzia. Che sottolinea come «il rischio di elezioni anticipate renderà più difficile per i partiti fare compromessi che alienino le loro basi politiche».

Il manuale del perfetto colpo di stato Made in USA

comedonChisciotte.org 31.8.18

LEE CAMP

truthdig.com

Il Nicaragua ha appena respinto un tentativo di colpo di stato violento sponsorizzato dagli Stati Uniti, e non gliene frega niente a nessuno.

Beh, non proprio: a qualcuno in fondo importa. Forse interesserà agli insegnanti di inglese, perché potrebbero trovare degno di nota il fatto che la frase “colpo di stato violento” sia spesso seguita dalla locuzione “sponsorizzato dagli Stati Uniti.”

Ma, e di questo potete esserne sicuri, i media mainstream non vogliono che a voi importi qualcosa. Non vogliono neanche che voi sappiate che è avvenuto. E certamente non vogliono che voi sappiate che è stato fatto secondo la semplice ricetta di tutti gli altri golpe finanziati dagli Stati Uniti nelle nazioni anti-imperialiste e di sinistra di tutta l’America Latina, uno schema che i nostri apparati di intelligence militare hanno incessantemente messo in pratica in numerosi paesi, come una tattica di gioco ormai fin troppo sfruttata.

Nei programmi dei media mainstream non sentirete mai dire che gli Stati Uniti hanno sponsorizzato qualcosa. Se l’esercito degli Stati Uniti sponsorizzasse un camion, la CNN non ne parlerebbe, la NPR (National Public Radio) vi direbbe che il camion riguardava un “movimento organico di protesta interna” e Fox News darebbe la colpa di tutto ad un nero.

Per esempio, in questo momento è in corso nello Yemen un genocidio sostenuto dagli Stati Uniti. Come è emerso da un recente studio di Fairness and Accuracy in Reporting, negli ultimi 12 mesi, fino al 3 luglio, la MSNBC aveva trasmesso esattamente zero servizi sullo Yemen, mentre ne aveva partoriti 455 sulla pornoattrice che si faceva trombare dal nostro presidente. (Che sono circa 455 di troppo, anche se siete veramente interessati alle fan-fiction erotiche presidenziali).

Ritorniamo all’America Latina. Gli Stati Uniti seguono da lunghissimo tempo la politica di infiltrare, sovvertire, ed abbattere tutti i governi latino-americani che non si allinenano con la nostra visione di un capitalismo neoliberale e senza limiti. Se un qualsiasi leader dovesse dire: “Ehi, cerchiamo di vivere in un modo diverso, dove ci si prenda cura di tutti e dove si possano aiutare i nostri fratelli e le nostre sorelle,” allora gli Stati Uniti farebbero in modo che la suddetta persona si ritrovi sul fondo di qualche lago con delle scarpe di cemento ai piedi. (E le suddette scarpe di cemento non verrebbero neanche fabbricate da regolari operai sindacalizzati perché le organizzazioni sindacali sarebbero già state distrutte. E allora, a fare quelle scarpe metterebbero dei bambini, liberi professionisti sottopagati, che probabilmente farebbero parte della “gig economy” [sostanzialmente una forma di precariato NdT] e utilizzerebbero, per far indurire i vari strati di cemento qualche ‘app per scarpe di cemento’, lavorando in cambio di pochi centesimi, perché non si rendono conto che quell’algoritmo li sta fregando alla grande!).

In ogni caso, il Nicaragua è stato l’ultimo tentativo di colpo di stato sponsorizzato dagli Stati Uniti. Perciò questo mi sembra il momento giusto per presentare “Come creare un colpo di stato sostenuto dagli Stati Uniti!”

Potete provarci a casa vostra, sopratutto se abitate in Nicaragua o in Venezuela.

Passo n° 1: create una forte “quinta colonna” appoggiata dagli Stati Uniti.

Non ditemi che non sapete cos’è una “quinta colonna.” Come si può essere così ingenui! (Questa è la parte dove vi prendo in giro perché non sapete quello che io stesso ho imparato la settimana scorsa).

Una persona intelligente come Peter Koenig spiega che “una Quinta Colonna è un gruppo di persone che sovverte il governo di una nazione a tutto vantaggio del nemico. Possono operare al coperto o anche alla luce del sole.

Ci sono diversi modi per creare Quinte Colonne. Qui, negli Stati Uniti, ci piace crearle in modo che sembrino opere di carità: le organizzazioni no-profit. Le nostre due favorite sono la USAID e la National Endowment for Democracy (NED). Che cos’è la NED? Beh, ecco cosa ne pensa Robert Parry dell’Editor of Cosortium News.

Nel 1983, la NED prese praticamente il posto della CIA nell’influenzare i risultati elettorali e destabilizzare i governi che intralciavano gli interessi degli Stati Uniti, l’unica differenza è che la NED lo fa in modo abbastanza scoperto, mentra la CIA lo faceva di nascosto. La NED è anche una sorta di fondo nero per i neoconservatori…

(Quando mi immagino i fondi neri dei neoconservatori, mi vedo Dick Cheney, Mitch McConnell e Bill Kristol tutti nudi in una piccola vasca da bagno piena del vomito di tutte le loro vittime. Lo so, fa schifo. Ma fa meno schifo di quello che veramente sono i fondi neri dei neoconservatori).

Così noi usiamo il NED e l’USAID per destabilizzare le nazioni. Tenete a mente, anche se non sembrerebbe una gran cosa, che destabilizzare le nazioni comporta delle conseguenze. Così facendo, uccidiamo indirettamente un sacco di persone, o almeno roviniamo loro la vita, lasciandoli poveri e bisognosi. Ma, per creare un colpo di stato che abbia successo, è importante che non teniate assolutamente conto di tutto ciò. Lasciatelo fare ai nerds, con le loro matite e le loro statistiche. Se i bambini muoiono perché non riescono più ad ottenere le medicine di cui hanno bisogno, non è un vostro problema. Voi avete altre cose da fare, come pulire dalla cacca degli uccelli i vostri mocassini da 1200 dollari.

Passo n° 2: minare l’economia della nazione.

Questo può essere ottenuto con le sanzioni, come attualmente stiamo facendo in Venezuela e in Iran. Nello stesso tempo usate la Quinta Colonna e tutti gli obbedienti scribacchini americani (CNN, Fox News, MSNBC) per convincere la popolazione del suddetto paese che la colpa dei loro problemi economici è solo del loro presidente.

“E’ colpa del presidente venezuelano se non avete la carta igienica! Sta facendo incetta di tutta la carta igienica. Sta seduto su un trono fatto di Angel Soft triplo strato! Il suo ano sta cantando ‘Joy to the World,’ proprio in questo momento!”

Ma i nostri media corporativi in realtà non vogliono che voi sappiate la verità. Peter Koenig, che è stato anche osservatore internazionale per la Presidential Economic Advisory Commission ha dichiarato che

… è assolutamente chiaro chi sta dietro al boicottaggio del cibo e dei medicinali (gli scaffali vuoti dei supermercati) e alle provocazioni che portano alla violenza interna (in Venezuela). E’ la copia carbone di quello che la CIA, per ordine di Kissinger, aveva fatto in Cile nel 1973, con l’assassinio del legittimo e democraticamente eletto presidente Allende e il colpo di stato militare di Pinochet….

Perciò, create problemi economici, che fanno arrabbiare e affamano la gente, e tutto questo porta al…

Passo N° 3: aspettate le proteste interne e/o createle.

Sostanzialmente, in Nicaragua ci sono state delle proteste legittime, del resto, quale nazione non ha delle proteste ogni tanto? Ma gli Stati Uniti e le nostre organizzazioni di facciata hanno gettato benzina sul fuoco. Una delle pubblicazioni sponsorizzate dalla NED, la Global Americans, si è anche vantata della benzina che aveva gettato. In un articolo intitolato “Laying the groundwork for insurrection: A closer look at the U.S. role in Nicaragua’s social unrest” (Come preparare il terreno per un’insurrezione: uno sguardo più da vicino al ruolo degli Stati Uniti nei disordini sociali del Nicaragua), si asseriva che “…la NED ha finanziato 54 progetti in Nicaragua fra il 2014 e il 2017.”

Così, diverse organizzazioni sostenute dagli Stati Uniti hanno reindirizzato le proteste contro il governo di Daniel Ortega. Alcuni dimostranti, scelti fra gli studenti, sono anche stati mandati negli Stati Uniti per ricevere istruzioni dalla Freedom House, che ha stretti legami con la CIA. Qui, gli studenti hanno posato per delle foto con nientemeno che Marco Rubio, Senatore Americano Repubblicano della Florida.

Se c’è una cosa di cui mi fido è della gente che è orgogliosa di aver incontrato Marco Rubio. Voglio dire, anche i figli di Marco Rubio dicono alla gente che il loro padre è Joe Biden.

Così come in Siria, dopo che in Nicaragua erano nate delle proteste spontanee, gli Stati Uniti hanno usato la loro Quinta Colonna per esacerbare le tensioni e incanalare le proteste verso un confronto violento.

Passo N° 4: diventate violenti mentre accusate il governo di essere violento.

Abbiamo visto questa tattica in Nicaragua e in Venezuela. C’è stata violenza da entrambe le parti, ma molta di più dalla parte che aveva il sostegno degli Stati Uniti, talvolta con l’aiuto della CIA o degli alunni delle nostre scuole di addestramento militare, come la School of the Americas. Però, a causa della propaganda dei media, molti credono che l’origine della violenza sia da addebitare alla fazione governativa, mentre invece è vero tutto il contrario.

Passo n° 5: se i passi dell’1 al 4 non funzionano, rapite o assassinate.

Può arrivare il momento in cui avete terminato tutte le altre opzioni e dovete semplicemente far fuori qualcuno. Non abbiatevene a male. Capita ai migliori di noi.

O, se vi sentite generosi, potete caricare il suddetto bersaglio su un aereo militare degli Stati Uniti e portarlo in Africa contro la sua volontà, com’era successo nel 2004 al presidente di Haiti, Jean-Bertrand Aristide. Era stato arrestato dai nostri militari e si era dovuto sorbire le peggiori 14 ore di volo che ci si potrebbe immaginare.

C’è un numero infinito di esempi. Ne volete ancora? Che cosa ne dite della deposizione e dell’uccisione da parte della CIA nel 1973 del presidente socialista Salvador Allende, in Cile? Ma, non temete, era stato rimpiazzato dal dittatore omicida Augusto Pinochet, che agli Stati Uniti piaceva MOLTO di più. (Per quanto riguarda le squadre della morte, avevamo gli stessi gusti).

Il presidente dell’Ecuador, Jaime Roldos Aguilera, era morto nel 1981 in un “incidente” aereo, dopo aver approvato un progetto per la riorganizzazione dell’industria ecuadoriana dei combustibili fossili, progetto a cui gli Stati Uniti erano molto contrari. Il suo aereoplano era precipitato, probabilmente per aver contratto una grave malattia dalla CIA.

Anche la NBC ha parlato dei bizzarri tentativi della CIA di assassinare Fidel Castro a Cuba, alcuni dei quali con sigari esplosivi. Per essere onesti, una cosa del genere non me la sento di condannarla, perché è il modo più divertente di uccidere qualcuno. Finchè c’è da ridere, io approvo.

Alcune settimane fa, abbiamo assistito ad un tentativo di uccidere il presidente del Venezuela Nicolàs Maduro con un piccolo drone esplosivo. Non ci sono indicazioni che i militari americani siano direttamente coinvolti, non è questo, veramente, il modo in operano. L’esercito preferisce finanziare le organizzazioni di facciata, in modo che sembri che gli Stati Uniti ne siano completamente fuori. E ricordatevi che, nel 2002, c’era stato un golpe sostenuto dagli Stati Uniti contro Hugo Chavez, il predecessore di Maduro. Sbarazzarsi del governo Chavez-Maduro è sempre stato un obbiettivo a lungo termine del Deep State americano.

Eccoci qua, grazie per aver giocato a “Come creare un colpo di stato appoggiato dagli Stati Uniti!

Rimanete con noi la settimana prossima per “Come creare un’epidemia di colera appoggiata dagli Stati Uniti!… con la partecipazione dell’Arabia Saudita!”….. E sopratutto NON con la partecipazione di MSNBC. Non ha la più pallida idea di cosa state parlando.

Lee Camp

Fonte: truthdig.com

Link: https://www.truthdig.com/articles/how-to-create-a-u-s-backed-government-coup-for-fun-and-profit/

27.08.2018

Tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

Fitch conferma rating Italia ‘BBB’ ma outlook negativo

Adnkronos 31.8.18

Pubblicato il: 31/08/2018 22:15

L’agenzia di rating Fitch conferma il rating ‘BBB’ dell’Italia ma abbassa l’outlook portandolo da stabile a negativo. Lo rende noto la stessa agenzia di rating. All’origine della decisione la formazione del nuovo governo, che secondo l’agenzia potrebbe portare ad un livello di allentamento di bilancio che lascerebbe il debito pubblico più esposto a shock potenziali. Il rapporto deficit/pil è stimato all’1,8% nel 2018, più alto di 0,2 punti rispetto alle stime del Governo, per effetto dei maggiori interessi sui titoli di Stato, spiega Fitch.

IL PD TOGLIE IL BACCALÀ DAL CONGELATORE: RIECCO UOLTER VELTRONI!

Maurizio Gustinicchi scenarieconomici.it 31.8.18

Festa Nazionale del PD a Ravenna. Super attesa per la conferenza del nuovo che avanza: Uolter Veltroni.

In un mondo diviso in Barbari (i Populisti) e Servi del sistema (i Repubblicani – alla Macròn – dello stivale), il PD, a corto di idee, SCONGELA IL BACCALÀ!

Ed ecco quanto afferma lo stoccafisso:

“siamo smarriti e viviamo un disagio…. dobbiamo trovare le ragioni e lo spirito per invertire la tendenza ….. cammino per strada è quando mi fermano mi chiedono CHE COSA POSSIAMO FARE?”

Cosa potete FARE?….Te lo dico io cosa  potete fare ……Annateaff (censura)!

Caro Baccalà, la politica è REDISTRIBUZIONE DEI REDDITI, il PD è eurista, GLOBALISTA, immigrazionista (ossia schiavista) e tassassino!

Cosa diamine vuoi ricostruire? Ma datti agli SPAZIOPORTI no? È moooolto più semplice costruire questi.

Dopo l’intervento dello stoccafisso, anche Sallusti fa notare l’anomalia eafferma:

“se il PD riparte da Veltroni non vedo dove possa andare….tanto tanto se sceglie di ripartire da Calenda ….allora fai un rassemblement antipopulista”

Il messaggio è chiaro:

1) L’ANTISISTEMA ORAMAI È OCCUPATO DAI BARBARI (i GIALLOVERDI)

2) RIMANE DISPONIBILE IL PARTITO DEL SISTEMA.

Se il PD vuol continuare a esistere, dovrà necessariamente continuare a  restare nel posto dove è oggi. E chi meglio del Salsicciaio puo regnare sovrano su un tale partito (ovviamente, assieme al PATONZA)?

Ad maiora e …mutande di solido acciaio quando vi passa vicino un piddino.

“Porcherie” sull’accoglienza. A Padova un prefetto alla Buzzi. Si indaga sulla gestione dei migranti: la dirigente avrebbe truccato i dati dei centri

Redazione la notiziagiornale.it 31.8.18

L’unico vero inimitabile Salvatore Buzzi ha fatto affari sui migranti a Roma. Ma a quanto pare il “sistema Buzzi” non ha copyright capitolino e così a Padova, almeno stando alle intercettazioni pubblicate da Il Mattino di Padova, un prefetto e il suo vice si muovevano nella stessa direzione. “È vero che ne abbiamo fatte di porcherie, però quando le potevamo fare“. Utilizzava questo linguaggio l’ex prefetto, Patrizia Impresa, parlando con il suo vice, Pasquale Aversa. Il dialogo risale al 14 aprile del 2017 ed è stato intercettato dei carabinieri che indagavano sulla gestione dell’accoglienza dei migranti in Veneto da parte della cooperativa Edeco. L’intercettazione è finita nel rapporto conclusivo dell’inchiesta condotta dai militari. Ma non è tutto. “Anche se andiamo a metterli da qualche parte dove non possiamo, qualche cosa la dobbiamo pur fare”, dice l’ex prefetto nell’ottobre 2016 riferendosi in particolare al sovraffollamento del centro di Bagnoli. Che ospitava 900 persone ma Aversa avrebbe ridimensionato quel dato, in vista della visita alla struttura dell’ex ministro dell’Interno Angelino Alfano. “Il dato di 900 persone di oggi non possiamo darglielo assolutamente”, è un’altra conversazione riportata nell’informativa dei carabinieri al pm Federica Baccaglini. Gli investigatori scrivono che Aversa sottolinea “di voler dire al ministro 850 persone. Aversa dice di sì che ci sta come dato e nemmeno il sindaco di Bagnoli Milan lo sa. Impresa dice al suo vice di ricordarsi che riferirà 850 persone”. I due sarebbero tornati sull’argomento il 27 novembre. “A Bagnoli sono 912”, dice raccomandandosi nuovamente di riferire che il numero è inferiore. C’è da dire, particolare fondamentale, che ad oggi l’ex prefetto Impresa non è indagata. Anzi: poche settimane fa il Viminale l’ha promossa al vertice della prefettura di Bologna. Aversa, che era delegato ad occuparsi dell’accoglienza dei migranti, è invece coinvolto nell’inchiesta: è sospettato di aver fornito informazioni riservate alla Edeco, la cooperativa al centro dell’inchiesta. Dopo essere stato rimosso dalla prefettura padovana è stato nominato commissario di Gioia Tauro, comune sciolto per infilitrazioni mafiose. Nomina dalla quale il Quirinale si è dissociato con una nota, scaricando praticamente la scelta su Matteo Salvini.

Pigliatutto – L’inchiesta della procura di Padova sull’accoglienza in Veneto riguarda soprattutto la cooperativa Edeco. È una di quelle cooperative che hanno lucrato sull’accoglienza dei migranti. Soprannominata la “coop pigliatutto dell’accoglienza”, gestisce, tra gli altri, i Cpt di Bagnoli e Cona. Tra gli indagati ci sono la funzionaria della Prefettura Tiziana Quintario, e i capi della Edeco, Simone Borile, Sara Felpatti e Gaetano Battocchio. Il primo è un ex consigliere provinciale del Pdl, che si è poi avvicinato al Ncd. Salvini per ora ha scaricato le colpe sulla cattiva gestione dei migranti ad opera del precedente Governo, ma le opposizioni, da sinistra a destra, chiedono che venga rimosso il prefetto. Vedremo cosa accadrà.

Berti (M5S): ‘Se vi hanno fatto schifo i guadagni esorbitanti di Autostrade non avete ancora visto nulla’

silenziefalsita.it 31.8.18

Se vi hanno fatto schifo i guadagni esorbitanti di Autostrade non avete ancora visto nulla”.

Lo scrive su Facebook il capogruppo del M5S in Veneto Jacopo Berti, che spiega:

“Superstrada Pedemontana Veneta, autostrada in costruzione, è il più grande regalo ai costruttori che l’Italia abbia mai visto! Il regalo del PD ai Benetton con Autostrade spa è roba da dilettanti al confronto: il guadagno garantito da Zaia ai costruttori di SPV è IL DOPPIO, siamo di fronte ad un danno DUE VOLTE PEGGIORE rispetto a quello fatto dal PD”.

E riporta alcuni dati:

– Costo realizzazione opera: 2,58 Miliardi

– Costo per il costruttore: 1,58 Miliardi (1 Miliardo pagato dal pubblico)

– Costo per il pubblico: 12,1 Miliardi (garantito da contratto) + 1 Miliardo già dato = 13 MILIARDI (paghiamo con le nostre tasse TREDICI MILIARDI TREDICI per un’opera che ne costa 2,5)

E ancora:

– Margine operativo lordo: circa €9,5 Miliardi (80%)

– Margine operativo: circa €8 Miliardi (66%)

– UTILE NETTO €5,7 MILIARDI!!! (47%!!!!!) —> il doppio della concessione scandalo di Autostrade!!

Il risultato, denuncia Berti, è il seguente:

“€146 Milioni ALL’ANNO GARANTITI DALLA REGIONE spalmati in 39 ANNI!”

Si beccano €146 Milioni all’anno, tasse pagate puliti puliti in tasca. Zero rischio imprenditoriale, zero pensieri. Garantiamo noi con le nostre tasse,” commenta il pentastellato “Rischio d’impresa: tutto in capo ai cittadini, l’(im)prenditore prende i soldi senza nessun rischio”.

“Vi chiedo una mano, vi chiedo di condividere questo scempio, tutta Italia deve sapere che vergognoso regalo stanno facendo!! E’ a rischio il nostro futuro,” conclude.

Guarda il video:

Facebook

Guarda video (3:09)

Pubblicato da Jacopo Berti

In un post pubblicato lo scorso 18 agosto Berti aveva denunciato i guadagni stellati di Autostrade per l’Italia, la concessionaria della famiglia Benetton che gestisce circa la metà della rete autostradale italiana e il Ponte Morandi di Genova:

“Tutti devono sapere che scandalosi regali ha fatto la vecchia politica ai suoi finanziatori!”

Autostrade Spa nel 2017 ha ottenuto ricavi per €3,9 Miliardi, di cui €3,5 Miliardi da Pedaggi (Ogni anno si fanno 5% di aumento!!)

Il margine operativo lordo è stato €2,4 Miliardi (60%)

Il argine operativo è stato €1,9 Miliardi (48%)

L’utile netto per la società della famiglia Benetton, ha sottolineato Berti, lo scorso anno è stato di 1 miliardo, che è andato “dritto pulito in tasca”.

Facebook fa propaganda anti Trump?

comedonchisciotte.org 31.8.18

Facebook CEO Mark Zuckerberg is seen on stage during a town hall at Facebook’s headquarters in Menlo Park, California September 27, 2015. Picture taken February 27, 2015. REUTERS/Stephen Lam/File P

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Tyler Durden scrive su zerohedge che il presidente Trump si è scagliato contro Google, utilizzando le social sirene di Twitter e Facebook, accusandolo di inquinare gli indici di indicizzazione, per dare visibilità solo alle informazioni riportate dai media nazionali di sinistra, in questo modo “Google e gli altri social stanno sopprimendo le voci dei conservatori e nascondendo informazioni e notizie che potrebbero essere interessanti per tutti e che garantiscono la pluralità dell’informazione”.

Per queste aziende “meglio stare attenti perché non si può fare questo alle persone”, ha detto Trump più tardi nello Studio Ovale. “Penso che Google, Twitter e Facebook, stiano davvero calpestando un terreno molto, molto sensibile e debbano stare attenti, non è giusto per una buona parte della popolazione”.

Google ha immediatamente risposto, respingendo l’accusa di Trump e sostenendo che “la ricerca non è utilizzata per definire un’agenda politica e non distorciamo i nostri risultati verso nessuna ideologia politica”.

Ma pacatamente serenamente la scorsa settimana era apparso un post sulla bacheca interna di Facebook, intitolato “Abbiamo un problema con la diversità politica“, che poi è rapidamente decollato all’interno del social network.  “Siamo una monocultura politica intollerante verso i punti di vista discordanti “, ha scritto Brian Amerige, un ingegnere senior di Facebook, parole riprese  immediatamente dal New York Times… “Rivendichiamo di accogliere tutte le prospettive, ma siamo pronti ad attaccare, spesso perseguitare o condannare, chiunque presenti un punto di vista che appaia in contrasto con l’ideologia di sinistra”.

Dopo la pubblicazione del documento, oltre 100 dipendenti di Facebook si sono uniti a Mr. Amerige per formare un gruppo online chiamato “FB’ers for Political Diversity”, con lo scopo di creare uno spazio per la diversità ideologica all’interno dell’azienda.

Il nuovo gruppo ha coinvolto poi altri dipendenti di Facebook, che hanno dichiarato che la nuova politica di FB è assolutamente offensiva per le minoranze. Un ingegnere in particolare, che ha rifiutato di essere identificato per timore di ritorsioni, ha detto che diverse persone hanno presentato denunce verso i loro dirigenti su “FB’ers for Political Diversity”, sostenendo che avevano subito mobbing aziendale nonostante non avessero infranto alcuna regola.

L’attività del gruppo è un segno raro di dissenso organizzato all’interno di Facebook, rispetto alla cultura del lavoro ampiamente liberale dell’azienda, però il nuovo gruppo è solo una scheggia della forza lavoro di Facebook, che è composta di oltre 25.000 lavoratori, i quali in passato sono apparsi meno inclini dei colleghi di altre aziende tecnologiche a sfidare la leadership, e la maggior parte sono stati fedelissimi al suo amministratore delegato, Mark Zuckerberg.

Del resto negli ultimi due anni Facebook ha subito una serie di crisi, tra cui la profilazione di Cambridge Analytica, o la diffusione dell’informazione alternativa da parte dei russi sulla sua piattaforma. Facebook è stato ora  accusato di soffocare il pensiero conservatore del presidente Trump e del senatore Ted Cruz, repubblicano del Texas, tra gli altri.

Inoltre proprio questo mese, il social network ha escluso il teorico della cospirazione di estrema destra Alex Jones, una mossa che i critici hanno colto come ulteriore prova del fatto che la compagnia abbia un pregiudizio anti-conservatore.

La disputa sull’ideologia politica dei dipendenti è sorta una settimana prima che Sheryl Sandberg, direttore operativo di Facebook, fosse in procinto di testimoniare in un’audizione al Senato sulla manipolazione dei social media alle elezioni. Una squadra che sta aiutando la signora Sandberg a prepararsi per l’audizione l’ha avvertita che alcuni parlamentari repubblicani potrebbero sollevare domande pregiudiziali su Facebook.

Facebook è stata a lungo considerata una società prevalentemente liberale. Mark Zuckerberg e la signora Sandberg hanno finanziato politici democratici, ad esempio, e hanno sostenuto le loro politiche, come la riforma dell’immigrazione.

Il social network poi spesso ha faticato ad integrare i conservatori tra i vertici. Palmer Luckey, il fondatore di Oculus, il produttore di dispositivi per la realtà virtuale che Facebook ha acquisito, è stato costretto a lasciare la compagnia l’anno scorso, mesi dopo la diffusione della notizia che aveva segretamente finanziato un’organizzazione dedicata alla diffusione di meme internet anti-Hillary Clinton. E Peter Thiel, un sincero sostenitore del presidente Trump, ha accolto la richiesta di dimissioni da parte del consiglio di amministrazione di Facebook.

Quest’anno, prima del Congresso, Mark Zucchino aveva risposto a una domanda sul pregiudizio anticonservatore dicendo che voleva che Facebook fosse “una piattaforma per tutte le idee”.

A maggio però Facebook aveva accusato l’ex senatore Jon Kyl, un repubblicano dell’Arizona, di aver condotto un’inchiesta sulle accuse di pregiudizi anti Trump sul social network.

Continuano insomma le feroci accuse di “monocoltura” liberale di Facebook: “I dipendenti hanno costantemente paura di dire qualcosa quando sono in disaccordo con il politically correct dell’azienda.  Sanno che tutti i discorsi di “apertura a prospettive diverse” non si applicano alle cause di giustizia sociale, immigrazione, diversità e uguaglianza.

Brian Amerige, che ha iniziato a lavorare su Facebook nel 2012, il 20 agosto ha pubblicato un documento di 527 parole sulla diversità politica su Facebook, e su questioni come la diversità e l’immigrazione, ha scritto, “devi scegliere se  tacere o sacrificare la tua reputazione e carriera”.

“Abbiamo cacciato Palmer Luckey dopo una vergognosa caccia alle streghe, perché ha pagato per gli annunci anti-Hillary”… “Siamo ciechi e sprezzanti su ciò che le persone oltre le nostre mura (e tanto meno anche dentro le nostre mura) pensano su questioni complesse che contano: sono qui da quasi 6 anni e questo è peggiorato in modo esponenziale negli ultimi due.”

Forse da quando Trump è diventato presidente.

Brian Amerige

Il documento completo di Brian Amerige è qui sotto (link pdf)

Del resto ribellarsi al sistema neoliberista è come ribellarsi ad una dittatura, perché il libero mercato produce inevitabilmente dittatura. È la dittatura più potente ed efficace che sia mai esistita, impercettibile, invisibile, inafferrabile.

Il neoliberismo, dice Eric Zuesse, è anche una sorta d’imperialismo finanziario, oltre che economico, dato che privilegia la formazione di cartelli e monopoli, si esprime attraverso la conquista di nuovi mercati, favorisce il privato contro il pubblico, inducendo alla privatizzazione dei beni dello Stato. È insomma una guerra tra pubblico e privato, dove il pubblico viene costantemente rapinato,  truffato, defraudato e impoverito. Di conseguenza se lo Stato s’impoverisce, si depauperano anche i suoi cittadini.

Il neoliberismo è l’esatto contrario della democrazia, perché mentre il senso profondo della democrazia è rappresentato dal suffragio universale, quindi dalla sovranità di tutto il popolo che governa il territorio su cui abita, il neoliberismo invece concentra la ricchezza in poche mani, che diventano le forze plutocratiche della nazione, e governano in nome di tutti, ma prestando fede soprattutto ai propri interessi. Dunque l’imperialismo è incompatibile con la democrazia, dato che qualsiasi impero è dittatoriale per sua stessa natura e implica autoritarismo sugli abitanti del proprio territorio e delle sue colonie, e sulla loro condizione economica e giuridica. Vedi tutte le colonie dell’imperialismo USA in giro per il mondo.

Al contrario il mercato libero è perfettamente consono all’impero, nessun impero potrà essere democratico. Ecco perché la propaganda per il libero mercato è finanziata in maniera molto consistente da miliardari come i fratelli Koch e George Soros, così il controllo sui Paesi si tramuta naturalmente nel controllo sulla ricchezza di quei Paesi.

Questa realtà ha importanti conseguenze politiche, la prima è che la concentrazione della ricchezza non può essere compatibile con una democrazia, ma solo con una dittatura, cioè una plutocrazia, una dittatura della ricchezza, dove ciò che determina il potere non sono gli elettori ma i dollari.

Un importante filosofo campione del libero mercato è il filosofo libertario Hans-Hermann Hoppe. Nel 2001, Hoppe ha pubblicato il suo best seller “Democracy:The God that Failed”, in cui sosteneva senza riserve che il liberismo e il conservatorismo sono la stessa cosa,  riconoscendo la reciproca incoerenza tra liberismo e democrazia.

Infatti, continua Hoppe, la questione fondamentale nella scienza politica non è “libertà” contro “schiavitù”, se mai “democrazia” contro “dittatura”. Il potere precede l’economia, dirige l’economia, quindi la democrazia si afferma naturalmente dove la ricchezza è distribuita in modo quasi uniforme, mentre la dittatura è naturale laddove la ricchezza è distribuita in modo estremamente disuguale.

L’affermazione è perfettamente verificabile, perché nessuna nazione può mantenere una democrazia se la distribuzione della ricchezza è altamente iniqua al suo interno. Tutte le persone estremamente facoltose dovrebbero essere altrettanto oneste per poter tollerare il dominio di una  maggioranza composta di semplici cittadini, diversamente userebbero semplicemente tutti i  media in loro possesso per ingannare invece che informare il pubblico: coprire i problemi reali e fabbricare una “realtà” alternativa per manipolare l’opinione pubblica.

Questo dimostra che la maggior parte del mondo è governata da dittature più o meno evidenti. E dato che gli studi empirici dimostrano che maggiore è la ricchezza e maggiori sono le occasioni di corruzione e perversione, i vertici politici di uno stato sono necessariamente sottoposti a maggiore malcostume e disonestà, di conseguenza sembra proprio che siamo tutti governati da pessimi soggetti.

È naturale che ai vertici della politica tendano ad esserci le persone peggiori, perché il buon governo non è naturale, è solo un’eccezione, mentre il cattivo governo è naturale.

 

Rosanna Spadini

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org

31.08.2018

Genova: Procura, sequestrate decine migliaia di pagine

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il pool della Procura di Genova è al lavoro senza sosta – e non sospenderà il proprio lavoro neppure nel corso del fine settimana – per cercare di digitalizzare “nel minor tempo possibile” l’ingente materiale acquisito nei giorni scorsi durante alcune perquisizioni negli uffici di Atlantia, delle sue controllate e del Ministero dei Trasporti, nell’ambito dell’indagine avviata a seguito del crollo del viadotto Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto scorso.

“Non si parla di un fascicolo di 50 o 100 pagine, bensì di decine di migliaia di pagine sequestrate”, ha dichiarato il procuratore Francesco Cozzi nel corso di un incontro con la stampa per fare il punto della situazione sulle indagini, quantificando la mole dei documenti raccolti. “Dovranno essere tutti esaminati e controllati. Non sarà un’attività breve, né facile”, ha ammesso. A ciò si aggiungerà inoltre il lavoro di catalogazione delle corrispondenze, ossia in prevalenza le numerose mail e i messaggi sui telefoni cellulari, spediti e ricevuti dai dirigenti che sono stati interessati dai sequestri dei giorni scorsi.

Nel frattempo, ha aggiunto Cozzi, in Procura non è ancora pervenuta alcuna richiesta da parte di Autostrade per l’Italia o dalla Regione Liguria, per eseguire ulteriori sopralluoghi lungo i due tronconi del ponte crollato, ritenuti necessari dai tecnici delle parti prima di procedere alla loro demolizione. I tronconi sono al momento sotto sequestro, ma dal Palazzo di Giustizia non sembrano arrivare particolari impedimenti che rischierebbero di far slittare le operazioni.

La fase di demolizione dovrà partire “immediatamente dopo la concessione del dissequestro dell’area, per evitare che non si cada in un limbo, in uno stallo, che produrrebbe incertezza”, ha aggiunto il Procuratore. Inoltre, la demolizione potrebbe inizialmente non essere concessa per l’intera struttura sopravvissuta al crollo. “Potremmo chiedere di salvaguardare il più possibile alcune parti che – pensiamo – possano servire come elemento probatorio”, nelle indagini, ha infatti chiarito il magistrato.

La priorità in questa fase, ha aggiunto il Capo della Procura ligure, è di “accelerare il più possibile il ripristino della viabilità terrestre e ferroviaria”. Su quest’ultimo fronte, in particolare, Cozzi si è auspicato che le macerie del viadotto “vengano rimosse il più presto possibile a partire dalla linea ferroviaria, per evitare l’impatto del traffico pesante”, negli ultimi giorni costretto dagli eventi a riversarsi lungo le dorsali stradali che conducono al capoluogo ligure. Un movimento di autoarticolati e camion che “crea anche un problema di sicurezza pubblica, oltre che di traffico”.

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(END) Dow Jones Newswires

August 31, 2018 11:40 ET (15:40 GMT)

Ferrero: “Operazione con investitore internazionale per cinema romani”

AdnKronos 31.8.18

Pubblicato il: 31/08/2018 15:31

Il Gruppo Ferrero annuncia, nella persona del suo presidente Massimo Ferrero, in una nota, di avere “concluso con un primario investitore internazionale un’operazione finalizzata all’acquisizione del credito di Romeo spv e doBank spa. Tale operazione è stata conclusa nella prospettiva di un piano di ristrutturazione che interessa le sale del circuito romano, tra cui l’Adriano.L’operazione, oltre a porre termine ad una annosa vicenda giudiziaria con doBank, consentirà al Gruppo Ferrero – prosegue il testo – di riposizionare il circuito cinematografico in un settore di mercato caratterizzato da una forte competizione. I profili finanziari dell’operazione – si legge ancora nella nota – sono stati curati dallo Studio Signori e per esso direttamente dal prof. Saverio Signori, mentre advisor legali sono stati Rcc per l’investitore, nelle persone degli avvocati Guido Masini, Nicola Caielli e Chiara Provvedi, e lo studio Bdl per il Gruppo Ferrero nelle persone degli avvocati Antonio Romei e Deanna Richardson”.