Borsa: boom di Tod’s e caduta di Banco Bpm. Spread migliora

2018MARIA TERESA SCORZONI tfefirstonline.info 6.8.18

I conti fanno volare Tod’s (+17%) ma colpiscono Banco Bpm (-5,95%) in Borsa – Bene anche Saipem, Ubi, Azimut e Campari – Vendite su Mediobanca, Telecom Italia e Ferrari – Spread Btp-Bund a quota 251.

Seduta incerta per i listini europei, che girano in negativo con l’entrata in scena di Wall Street e poi recuperano parzialmente nel finale. La chiusura è in calo per Francoforte -0,15% e Madrid -0,26%. Si fermano poco lontane dalla parità Parigi -0,03% e Londra +0,07%. Stesso andamento per Piazza Affari, -0,03%, 21.580 punti, mentre si raffredda lo spread fra decennale italiano e tedesco, -2,6%, 250.80 punti base, dopo la fiammata della scorsa settimana. Il rendimento del benchmark tricolore chiude al 2,9%, sotto la soglia psicologica del 3%. L’Italia resta però un  “osservato speciale” per gli squilibri macroeconomici eccessivi, secondo quanto scrive la Bce in un’anticipazione sul Bollettino economico che sarà pubblicato giovedì.

La guerra dei dazi al momento non sembra pesare troppo su Wall Street che, dopo un’apertura in leggero calo, procede positiva. Pepsi si apprezza del 2% circa e promuove l’annunciato cambio al vertice: la ceo Indra Nooyi lascia dopo 12 anni la guida del colosso americano dell’industria delle bevande. A prendere il suo posto, dal 3 ottobre, sarà Ramon Laguarta, attualmente presidente del gruppo, mentre Nooyi rimarrà in azienda fino agli inizi del 2019.

Il dollaro si mantiene forte contro le altre valute, mentre crolla la lira turca, che tocca nuovi minimi storici. L’euro resta in area 1,156. Fa peggio la sterlina, che tocca un minimo di 1,292 (al momento è 1,294) fiaccata dal rischio che la Brexit possa  avvenire in assenza di un accordo quadro condiviso con l’Unione Europea.

Fra le materie prime continua a soffrire l’oro, che viaggia a 1210,82 dollari l’oncia (-0,24%). Bene invece il petrolio, tipo Brent, 74,09 dollari al barile, +1,2%. Lo sprint dell’oro nero incoraggia i titoli petroliferi. Fra questi Saipem, +2,99%. L’ad Stefano Cao, secondo quanto dichiarato in un’intervista, punta a ridurre ulteriormente il debito e guarda al futuro con ottimismo.

In Piazza Affari svettano i titoli della moda: Ferragamo +1,89% e Moncler +1,41%, mentre Tod’s addirittura vola +17,39%, dopo i risultati semestrali e la promozione da parte di vari broker. Bene Campari +2,06%.

Le banche chiudono in ordine sparso, condizionate dalle diverse trimestrali. In rialzo Ubi +1,73% e Carige +9,2%, in pesante calo invece Banco Bpm, -5,95%, che delude le attese e subisce alcune retrocessioni. Arretra anche Mediobanca, -1,65%. Tra i finanziari Azimut +1,8%; Banca Mediolanum -1,04%; Unipol -0,82%.

Sul lato negativo del listino Mediaset -0,99%. Sullo Star svetta Interpump +4,23%, con i conti semestrali, chiusi con vendite nette pari a 643,4 milioni di euro, superiori del 15,2% rispetto all’analogo periodo del 2017.

Banco BPM affondato dai sell e sospeso anche per eccesso di ribasso. La nota di Equita dopo bilancio

Laura Naka Antonelli finanzaonline.com 6.8.18

Titolo Banco BPM tramortito dalle vendite, arriva a perdere durante la mattinata fino a -9,8%, e viene anche sospeso per alcuni minuti da Piazza Affari per eccesso di ribasso. I …

Titolo Banco BPM tramortito dalle vendite, arriva a perdere durante la mattinata fino a -9,8%, e viene anche sospeso per alcuni minuti da Piazza Affari per eccesso di ribasso. I risultati di bilancio che sono stati diffusi a mercati chiusi venerdì scorso non convincono i mercati e anche qualche analista.

Gli analisti di Equita hanno tagliato il target price da 3,9 a 3,5 euro, motivando la decisione con l’outlook della banca italiana,  in particolare con la previsione di un calo del Cet1. “L’utile – ha precisato la SIM – è sotto le attese per un maggior tax rate” e la sensazione è che l’istituto “sia disposto ad accettare una riduzione fino all’11% del Cet1 per sostenere l’accelerazione del derisking”. Equita ha comunque confermato il rating buy.

Per quanto riguarda i risultati di bilancio, Banco BPM ha comunicato di aver chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto che è balzato al valore di 353 milioni di euro, quasi tre volte tanto rispetto ai 94 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. La crescita degli utili è stata dunque notevole, superiore a +274% su base annua. Nello stesso arco temporale, i proventi operativi sono saliti del 6,1% a 2,447 miliardi da 2,306 miliardi del primo semestre del 2017, e il margine d’interesse si è attestato a 1,18 miliardi.

Gli impieghi a clientela sono stati di 106,7 miliardi di euro, con un calo del 27,1% rispetto alla fine dello scorso anno di quelli deteriorati netti a 9,5 miliardi.

Sostanzialmente stabile la raccolta diretta da clientela, che si è attestata a 107,7 miliardi, dai 107,3 miliardi a dicembre 2017.

Riguardo alla questione degli NPL e delle coperture, nel caso di BPM i crediti deteriorati dispongono di un coverage del 51,2%, in crescita rispetto al 48,8% del 2017 . Il coverage delle sofferenze è anch’esso salito al 66,2% rispetto al 58,9 dello scorso anno. Riguardo alla posizione patrimoniale, il Cet 1 Ifrs 9 phased in pro-forma è stato pari al 13,5% e il fully phased all’11,4%.

Il risultato di bilancio non è stato l’unico annuncio della banca, con il cda che ha anche reso noto di aver individuato la short list per la cessione di ulteriori 3,5 miliardi di sofferenze e che ha aggiunto, stando a quanto si legge nel comunicato, che  valuterà nell’ambito dell’operazione una “potenziale ulteriore accelerazione del piano di cessioni“.

Praticamente, tenendo in considerazione le offerte non vincolanti ricevute l’11 luglio scorso, Banco BPM ha selezionato tre consorzi di investitori con cui intende proseguire le interlocuzioni volte a individuare la controparte per tale operazione di cessione. Si tratta della cordata costituita da DoBank, Fortress e Spaxs, quella costituita da Credito Fondiario ed Elliott e quella costituita da Christofferson Robb & Company Davidson Kempner e Prelios.

Nel comunicato traspare tutta l’intenzione della banca di puntare su una potenziale ulteriore accelerazione del piano di derisking.

L’istituto “si riserva di valutare la possibilità di cedere un ammontare maggiore di crediti ed eventualmente, anche in funzione dell’ammontare dei crediti ceduti, la piattaforma di servicing”.

I tempi di perfezionamento dell’operazione saranno definiti a valle dell’attivita’ di due diligence, che avrà “una durata indicativa di 2-3 mesi”.

Banco Bpm ha segnalato anche di avere una “eccellente posizione di liquidità, con attività stanziabili libere per circa 20 miliardi”, in base al dato aggiornato al primo agosto 2018.

Nella conference call indetta per commentare i risultati di bilancio, il numero uno della banca, Giuseppe Castagna ha così sottolineato:

“Coglieremo tutte le opportunità per incrementare le dimensioni delle cessioni”, senza indicare tuttavia nessuna cifra. L’AD, stando a quanto riportato dall’agenzia di stampa Askanews, si è limitato a considerare che se l’operazione dovesse salire intorno ai 5,5 miliardi, l’Npl ratio lordo potrebbe scendere sotto la soglia del 10%.

Terra bruciata

comedonchisciotte.org 6.8.18

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

Dalla Grecia arrivano terribili notizie sugli incendi e quello che ne è conseguito. Panagiotis Grigoriou, a qualche giorno dalla tragedia, fornisce alcune chiavi di lettura degli eventi: lo scarso coordinamento dei soccorsi, che hanno aggravato i danni, l’iniziale negazione da parte del governo di quanto stava accadendo e il successivo tentativo di scaricare tutta la responsabilità sugli abitanti. Senza dimenticare la “fortunata” coincidenza di questi eventi (derivati da 14 diversi focolai accesisi in contemporanea) con alcuni momenti di crescente difficoltà da parte della classe dirigente greca, alle prese con la questione macedone ed un crescente ritorno di proteste popolari. E senza nemmeno dimenticare che otto anni fa, lo stesso tipo di problemi fu causato da un’azione dei servizi segreti turchi (per ammissione dell’allora premier). In fondo alla traduzione sono riportati alcuni estremi per mandare aiuti in mani sicure e sicuramente bisognose.

Umano del tempo passato. Museo di Micene, Luglio 2018

 

Terra bruciata. Lasciamo dietro di noi un mese di luglio, in realtà nauseante. Il vostro Blog, specializzandosi suo malgrado nella cronaca del cinismo in voga, non poteva che registrare un certo silenzio di fronte all’insopportabile. Il paese reale brucia sotto gli effetti multipli e moltiplicati della scomposizione programmata… mentre i suoi 30 milioni visitatori annuali ammirano le sue bellezze credute immutabili. Visione Dantesca.

 

 

Incendi mortali. Stampa greca del 25 luglio

Negli ultimi giorni, nelle vecchie Cittadelle del Peloponneso, la bandiera nazionale è stata a mezz’asta, poiché non serve che essere osservata sullo sfondo delle nuvole. Nuvole piuttosto insolite per essere la fine di luglio. “Meglio essere cauti per ciò che può accadere quest’anno in mare; non abbiamo ancora visto il meltémi “, (vento estivo tipico del Mar Egeo)” e le burrasche senza preavviso sono sempre più numerose. Sì, il tempo non è più quello di una volta… “spiega uno dei nostri amici, skipper professionista da oltre trent’anni. Infatti.

 

Nella successione di eventi tra shock e lutti, entrambi mai conclusi del tutto, questi incendi mortali sono scoppiati molto stranamente  al culmine di un periodo in cui la protesta ed il disgusto sono di nuovo stati manifestati dai greci, e questo, a causa della politica del “governo” verso la questione macedone. Allo stesso tempo, il burattino Tsípras sta per cedere all’interventismo diretto e indiretto della Turchia di Erdogan nella Tracia occidentale, per quanto riguarda la nomina dei Mufti. Tracia occidentale, una regione greca popolata in parte da musulmani turchi, ben sapendo che la compagine parlamentare del Tsiprosauri conta solo due o tre deputati della minoranza musulmana in Tracia, e che Ankara sarebbe quindi in grado di manipolarli.

 

È anche un intenso momento geopolitico, in cui per esempio gli Stati Uniti e Geoffrey Pyatt, il loro ambasciatore ad Atene… (dopo esserlo stato a Kiev), avrebbe fatto sapere ai burattini della politica locale, che il penoso accordo macedone deve essere ratificato a tutti i costi e questo, anche se l’80% dei greci vi si oppongono, al fine di portare la Macedonia slava, chiamata “Macedonia settentrionale”, nella Nato.

Ma si tratta soprattutto di bloccare l’influenza dei russi nei Balcani. Un gioco molto vecchio… costantemente rinnovato.

Bandiera a mezz’asta. Peloponneso, 2018 luglio

 

Distopia evidente e figurata. Atene, luglio 2018

Va notato che solo tre settimane fa, più precisamente l’11 luglio scorso, per pura coincidenza alla vigilia del vertice della Nato, il “governo” di Tsípras aveva espulso due diplomatici russi sulla base del loro presunto intervento negli affari interni Greci in favore degli oppositori dell’accordo macedone. È una prima volta  storica per la Grecia, perché Atene non aveva mai messo in atto tali misure verso la diplomazia russa, dati i legami storici, religiosi e culturali tra i due popoli che risalgono a Bisanzio. Mai successo nemmeno al tempo dei colonnelli (1967-1974), o anche della guerra civile (1944-1949) tra i comunisti e la destra. Anche tra gli analisti vicini ai circoli della Nato ad Atene, questa misura è stata criticata per la sua avventatezza… con la schiena tutt’altro che dritta, come per esempio quella di Athanássios Droúgos il 13 luglio scorso.

 

I greci sanno che dietro… l’arrivo di Tsípras e della sua cricca al potere, c’è un ordine del giorno geopolitico imposto che scopriamo improvvisamente passo dopo passo, [ma sempre] dopo il fatto. Il burattino Tsípras molto probabilmente andrà fino alla fine di questo programma appena celato dall’arrivo della troika in Grecia e dalla sua cosiddetta politica di austerità. Un ordine del giorno che porterebbe in caso di successo, né più né meno, alla sparizione culturale, nazionale, sociale, sociale, demografica e anche in parte territoriale della Grecia contemporanea, tale è … ciò che è in preparazione [da parte] di Tsípras e dei Mitsotakis che seguiranno.

 

Tranne che c’è fretta, perché i greci si svegliano, pur se … paralizzati, quindi ecco questa urgenza, [che forza] la meccanica sociale, l’aggiunta di uno shock per il lutto al lutto [già esistente] con un nuovo shock che dura da quasi otto anni ormai. E ora questi incendi nell’Attica occidentale e orientale, visibilmente provocati, supponiamo da semplici incendiari (?) con quasi quattordici focolai iniziati simultaneamente nel momento in cui la meteo prevedeva venti fino a 90 km/h, così sono “accaduti”… a puntino in Grecia.

Come scrive il mio amico Olivier Delorme sul suo Blog, il paese è: “solo, di fronte agli speculatori che hanno messo in ginocchio la Grecia nel 2010, solo di fronte alla provocazione e alle violazioni della sua sovranità da parte della Turchia, di cui oggi sappiamo, dalla testimonianza dell’ex Primo ministro Yilmaz, i cui servizi speciali furono all’origine delle ondate di incendi avvenuti nelle isole durante gli anni 1990… ”

Il giorno dei fuochi, oltre alle cause strutturali del dramma umano, perché non si tratta di un disastro naturale – essendo riferito a costruzioni abusive, fuori dal Piano Regolatore e dal catasto, ma successivamente legalizzato, in una zona agricola, boscosa dagli anni 1950 nei comuni più colpiti – i soccorsi dello stato greco dei Mémoranda hanno completamente fallito la gestione della crisi, e questo è il minimo che si possa dire. Questa impreparazione greca è legata alle politiche imposte dalla troika, ed è stata giustamente denunciata dal senatore di maggioranza Alberto Bagnai in Italia, nel suo intervento che ha fustigato la supposta “solidarietà europea di un branco di lupi” ed è stata riportata in Grecia da analisti come Dimitris Konstantakópoulos sul suo blog.

 

Sul terreno in un primo momento, nessun segnale di allarme è stato lanciato e nessun piano di evacuazione della popolazione è stata messo in esecuzione, [come riporta] il quotidiano “Kathimeriní” del 1 ° agosto. Allo stesso tempo, il traffico sul viale di Maratona era stato deviato in modo criminale verso le zone abitane vicino al litorale, invece che interrotto. [In questo modo] Gli automobilisti di passaggio sono stati inviati direttamente nel cuore dell’incendio da parte delle autorità, mentre gli abitanti sotto l’effetto del panico, sono stati intrappolati e, talvolta, bruciati vivi. “I Poliziotti che erano sul viale di Maratona, hanno eseguito ordini a puntino. Se avessero ricevuto l’ordine di fermare il traffico e mandare indietro le auto, invece che deviarle direttamente nel cuore del disastro, lo avrebbero fatto. L’errore fatale è chiaramente dovuto a una totale mancanza di coordinamento. I vigili del fuoco, la polizia, i comuni e la regione dell’Attica sono corresponsabili di questa catastrofe. La responsabilità del coordinamento (…) si trova tuttavia nella protezione civile, che non ha fatto il proprio lavoro “, quotidiano” Kathimeriní “del 1 agosto.

Animale adespota. Peloponneso, 2018 luglio

 

Greci in spiaggia. Peloponneso, 2018 luglio

 

Bere acqua nelle antiche rovine. Epidauro, 2018 luglio

Allo stesso tempo, nessuno dei sistemi di allerta ha potuto stabilire un contatto tra le varie stazioni di polizia, vigili del fuoco ed anche il famoso numero 112 non ha funzionato, grazie ai tagli sobri nei bilanci dal 2010 e anche, al nepotismo ed all’irresponsabilità criminale dei governanti di SÝRIZA. È noto che molti vigili del fuoco sono stati ringraziati e messi fuori servizio, in modo che loro colleghi, certamente molto meno preparati, ma comunque vicini a Syriza, potessero essere nominati alla loro testa, senza alcuna esperienza nel campo degli incendi in Attica, la regione della capitale, dove tra l’altro vive quasi il 40% della popolazione del paese. Povero paese storico… e infiammabile. I nostri turisti avranno finalmente notato che questo insolito grigiore nel cielo dell’Acropoli, e anche del sito del teatro di Epidauro. Grecia dagli eterni cliché andati in fumo!

 

Siamo già a un più di una settimana da questo giorno buio, lunedì, 23 luglio. La sera di quel lunedì stesso, e mentre le informazioni sulle prime vittime era già note, Aléxis Tsípras davanti alle telecamere della televisione pubblica, non ha menzionato nessuno di loro. Il governo stava cercando di minimizzare l’entità del dramma. Uno show televisivo volto a comunicare e gestire il tempo politico. Martedì, il giorno dopo, Aléxis Tsípras in un discorso televisivo, ha detto che “nulla e nessuno sarà dimenticato”. Mercoledì scorso, il portavoce del governo ha annunciato misure di aiuto delle vittime, vale a dire, il… rinvio degli obblighi fiscali di sei mesi e €5.000 per ripristinare le case… completamente devastata.

 

Aléxis Tsípras la notte del grande incendio. Stampa greca

Giovedì, di fronte alle reazioni della gente e poi all’ira immensa dei greci, il ministro della difesa Pános Kamménos è andato alla località colpita di Mati, per ribaltare la responsabilità della tragedia sui residenti locali. La sera, si è tenuta una conferenza stampa che resterà negli annali e che nessuno si dimenticherà per diversi anni. Tóskas, ministro degli interni e della protezione civile (sic), e Tzanakópoulos, portavoce del governo, nella loro scandalosa conferenza stampa hanno sostenuto che, secondo le proprie indagini, non vi era stato alcun errore nella Gestione dell’incendio e hanno anche aggiunto che l’evacuazione della popolazione era impossibile. Tre giorni dopo, lo stesso Tóskas ha ammesso di aver presentato le sue dimissioni fin dal primo giorno, tranne che Tsípras non le aveva accettate.

 

Epidauro, 2018 luglio

 

Il fuoco del 1917. Salonicco, 2018 luglio

 

Il fuoco del 1917. Salonicco, 2018 luglio

Il Boomerang della propaganda si volta contro il governo. Così, venerdì scorso, Tsípras è stato costretto a convocare un Consiglio dei ministeri di emergenza… per dichiarare che egli si assume tutta la “responsabilità politica” in questo dramma, senza fare le scuse, in sostanza negando ogni responsabilità del Governo, evocando la forza del vento, l’abusivismo, e poi quei “centri oscuri che vogliono destabilizzare il governo”.

 

Le rivelazioni durante il fine settimana sono state scioccanti però. Alcuni agenti di polizia e vigili del fuoco che erano nell’occhio del ciclone durante la catastrofe, hanno dimostrato che un certo numero di morti erano già noti nella notte di Lunedi, nel momento preciso in cui Tsípras organizzò il suo… show televisivo.

 

Sono passati alcuni giorni. Aléxis Tsípras avuto il tempo di visitare i luoghi del martirio. Solo che non voleva essere esposto alla rabbia popolare. Secondo i suoi calcoli, inerenti le modalità di comunicazione, avrebbe superato la crisi. Infine, Tsípras ha visitato la scena della tragedia in Mati, una settimana dopo l’incendio, vale a dire il 30 luglio. Una visita alle 6 del mattino, non annunciata e tenuta segreta, infine seguita da una singola telecamera… “predestinata”. Questa visita ha provocato tanto le forti reazioni della stampa per il suo carattere sapientemente improvvisato, cioè senza giornalisti né telecamere. Aléxis Tsípras era arrivato a Mati, in un momento in cui molti giornalisti e media erano vicino porto di Rafína per coprire l’incidente del traghetto rapido FlyingCat 4, che ha colpito il molo portuale.

 

Epidauro, 2018 luglio

Preghiere. Meteore, Tessaglia, 2018 luglio

Questa visita di Tsípras era durata poco più di un’ora, senza naturalmente incontrare la popolazione e ancor meno la sua rabbia, secondo la stampa greca del 30 luglio.

Da allora, il contro-attacco del governo è stato riassunto nella sua volontà di demolire molti degli edifici abusivi in Attica, per rinforzare la tesi della sola responsabilità degli abitanti, come dice il quotidiano “Kathimeriní” del 1 agosto. È allo stesso tempo e, ancora una volta, un modo per colpire questa classe media, che non è più la sua presunta clientela politica. È facile e soprattutto, è il fine vero e politico, prima di qualsiasi altra considerazione.

 

Matrimonio. Salonicco, 2018 luglio

Inoltre, non è più un divorzio che si consuma tra i presunti cittadini e la classe politica, la sinistra Syrizíste in testa, ma un rapporto pieno di odio. e l’odio… non è mai un ottimo consigliere come sappiamo.

Questa è “l’estate che è diventata la morte”, secondo il quotidiano “Kathimeriní”, di primo acchito, l’apprezzamento è abbastanza giusto. Per il resto del paese supposto normale, i nostri turisti sorridenti camminano fra le nostre rovine antiche senza distinguerle più di tanto dalle nostre rovine contemporanee, mentre i greci come dal canto loro, frequentano le spiagge vicine con il frigo portatile sotto mano. Come nei primi tempi della classe media.

Scherzi del calendario, Salonicco, la seconda città del paese e capitale orgogliosa della Macedonia greca, commemora a suo modo con una mostra molto bella e commovente, il grande incendio che ha devastato gran parte della città storica nel 1917.

 

Nel paese presentato come benedetto, preghiamo sempre di essere ascoltato dalle divinità, mentre i nostri animali adespoti bevono acqua nei resti antichi. La distopia latente e metaforica è certamente superata dalla distopia galoppante dei tempi presenti, i greci sono sopraffatti, perdendo così il loro paese e, talvolta, anche la loro vita e il suo significato. Eppure si svegliano…

Preghiere. Salonicco, 2018 luglio

Il vostro Blog, anche rattristato non poteva nè voleva reagire a caldo, né pubblicare per l’ennesima volta, le terribili immagini già conosciute tramite la stampa greca e internazionale.

Sulla nostra piccola spiaggia preferita, quasi trenta persone sono morte e stanno ancora recuperando i loro corpi carbonizzati secondo le onde e le correnti marine. Non ci torneremo, e ora il nostro universo si sta riducendo ancora di più, perché attraverso questo bellissimo paese che dovrebbe essere nostro, viaggiamo quasi solo per lavorare.

Dopo tutto, il nostro amico skipper, ha ragione, fate attenzione a ciò che può succedere a noi quest’anno in mare… come sulla terra. Il tempo non è veramente più quello di una volta. Eccetto per i nostri terribili animali adespoti.

 

Preghiere. Salonicco, 2018 luglio

Preghiere. Salonicco, 2018 luglio

 

Articolo originale QUI

pèubblicatoil 3 agosto 2018

Traduzione per http://www.comedonchisciotte,org a cura di Franz-CVM

 

 

PER AIUTI E INVII DI SOMME PANAGIOTIS SUGGERISCE I SEGUENTI RIFERIMENTI

1) La mairie de Rafina-Pikermi :

TRAPEZA PIREOS – Banque du Pirée

ΙΒΑΝ: GR20 0172 1860 0051 8609 2291 418

2) Médecins du monde :

ETHNIKI TRAPEZA TIS ELLADOS – BANQUE NATIONALE DE GRECE

IBAN: GR27 0110 1410 0000 1412 9611 217

ALPHA BANK

IBAN: GR06 0140 1990 1990 0200 2002 401

ΤΡΑΠΕΖΑ ΠΕΙΡΑΙΩΣ – Banque du Pirée

IBAN: GR03 0172 0180 0050 1800 5706 640

3) Croix Rouge Grecque :

ΤΡΑΠΕΖΑ EUROBANK ΕΡΓΑΣΙΑΣ A.E. – TRAPEZA EUROBANK ERGASIAS A.E.

IBAN : GR640260240000031020118138874

Grecia, M5S: ‘Finto salvataggio, il 95 per cento degli aiuti sono finiti alle banche francesi e tedesche’

silenziefalsita.it 6.8.18

Dopo 8 anni si è chiuso l’assurdo programma di austerità imposto alla Grecia. È raccapricciante vedere i leader europei compiacersi ed esultare per la presunta ‘fine della crisi greca’ e il successo della Troika”.

Lo ha scritto l’eurodeputato pentastellato Marco Valli sul sito del M5S Europa in un post del luglio scorso.

L’articolo è stato rilanciato ieri dal vicepresidente del Parlamento Europeo Fabio Massimo Cataldo del M5S, che ha commentato:

“Dopo 8 anni si è chiuso il programma di #austerità imposto alla #Grecia.

Quali risultati ha portato?

Il 95% dei 216 miliardi erogati fino al 2016 sono finiti nelle banche private, secondo uno studio tedesco del 2016, non nelle casse dello Stato a sostegno dei cittadini e dell’economia del Paese”.

Nell’articolo di Valli linkato da Cataldo si legge:

“Al di là delle stime che poi si rivelano sistematicamente errate e sovrastimate, la Troika lascia a tutti gli effetti un Paese a pezzi, devastato, spolpato e umiliato dopo un durissimo programma di austerità, di privatizzazioni selvagge e di svalutazione dei salari che ha imposto ai cittadini greci enormi sacrifici e deprivazioni”.

E i risultati della “cura” della Troika sono sotto gli occhi di tutti:

“A fronte di conti in apparenza perfettamente in ordine, con un folle surplus di bilancio dello 0.7%, considerato però principale indicatore di riconquistata stabilità fiscale e finanziaria, ci ritroviamo cifre da ‘terzo mondo’ per tutti i principali rilevanti indicatori economici e sociali del Paese,” ha continuato Valli, il quale ricorda che i 270 miliardi di euro concessi in prestito alla Grecia non sono stati usati per risanare l’economia greca.

Uno studio tedesco del 2016 infatti ha rilevato che il 95% dei 216 miliardi erogati fino al 2016 sono finiti nelle banche private e “non nelle casse della Grecia a beneficio dei cittadini”.

“Quello che loro chiamano programma di salvataggio della Grecia – ha proseguito – è stato in realtà un gigantesco bail-out mascherato delle banche private tedesche e francesi fortemente esposte per centinaia di miliardi di euro in titoli greci, a carico dei contribuenti dei Paesi dell’Eurozona”.

“In altre parole, – ha aggiunto l’eurodeputato – Francia e Germania hanno usato il bail-out greco per spalmare sugli altri governi dell’Eurozona gli enormi rischi assunti in modo speculativo dalle proprie banche private”.