Ecco perché Banco Bpm ruzzola in Borsa

Fernando Soto startmag.it 7.8.18

Fatti, numeri e commenti sul titolo Banco Bpm dopo i conti del semestre

Inizio settimana difficile per Banco Bpm. Ieri il titolo è stato il peggiore a Piazza Affari, chiudendo in calo del 5,95% a 2,355 euro.

I MOTIVI DEL RUZZOLONE IN BORSA DEL TITOLO BANCO BPM

I conti semestrali di venerdì 4 agosto non hanno convinto gli analisti, delusi in particolare dai risultati del secondo trimestre. La conseguente riduzione dei prezzi obiettivo fissati dagli esperti ha fatto scivolare il titolo, sospeso tre volte per eccesso di ribasso durante la seduta.

ECCO I NUMERI DI BANCO BPM

Ecco i numeri della discordia secondo gli analisti, i quali non li hanno per nulla apprezzati. Eppure i segni più non mancavano. Banco Bpm, infatti,  ha chiuso il primo semestre dell’anno con un utile netto di 353 milioni di euro, quasi quattro volte i 94,2 milioni registrati nei primi sei mesi del 2017 (importo al netto del badwill pari a 3,07 miliardi accreditato al conto economico). Il Cet1 ratio è pari al 12,9%.

COME VANNO I CREDITI DETERIORATI

Lo stock di crediti deteriorati netti è pari a 9,5 miliardi, con una contrazione di 3,5 miliardi rispetto a fine 2017 (-27,1%). In aumento le coperture dei crediti deteriorati lordi, che passano dal 48,8% del 31 dicembre scorsi al 51,2%. Le sofferenze nette ammontano a 3,6 miliardi, in calo di 2,9 miliardi rispetto a fine 2017, con un’incidenza sul totale degli impieghi che scende al 3,4%. E’ stata individuata la short list per la cessione di ulteriori 3,5 miliardi di sofferenze. Banco Bpm valuterà nell’ambito dell’operazione una potenziale ulteriore accelerazione del piano di cessioni.

PERCHE’ EQUITA HA PICCHIATO SUL TITOLO

Gli analisti di Equita hanno tagliato il target price da 3,9 a 3,5 euro, motivando la decisione con l’outlook della banca italiana, in particolare con la previsione di un calo del Cet1. “L’utile – ha precisato la sim – è sotto le attese per un maggior tax rate” e la sensazione è che l’istituto “sia disposto ad accettare una riduzione fino all’11% del Cet1 per sostenere l’accelerazione del derisking”. Equita ha comunque confermato il rating buy.

IL REPORT DI BANCA IMI

“I risultati del secondo trimestre sono stati più deboli del previsto a livello di ricavi core, di accantonamenti per perdite su crediti e di capitale, mentre l’evoluzione dei costi è l’unico risultato positivo”, ha spiegato Banca Imi, sottolineando che il fatturato da commissioni è sceso del 10,4% anno su anno e del 5,4% su base trimestrale.

IL COMMENTO DI MILANO FINANZA

L’unico dato positivo per Banca Imi – ha sottolineato Mf/Milano Finanza – è stato il calo dei costi operativi (-1,8% su base trimestrale e -4,4% anno su anno nel primo semestre). Tanto che il management della banca ha migliorato la guidance sui suoi costi operativi per l’anno fiscale 2019 da 3 miliardi di euro a 2,8 miliardi di euro, “ma abbiamo capito che potrebbe migliorare, data la significativa riduzione dei dipendenti, -2.282 dal 2015, e la chiusura delle filiali, già in anticipo rispetto al piano industriale”, osservano ancora alla banca d’affari.

CHE COSA DICONO KEPLER E MEDIOBANCA

Kepler Chevreux ha diminuito il prezzo obiettivo da 2,45 a 2,3 euro, predicando cautela sul titolo “dopo un brutto trimestre e in attesa di più cessioni di npl”. Anche Mediobanca Securities ha abbassato il target price da 3 a 2,8 euro, notando che “la polvere sul de-risking non si è ancora posata”.

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