Esplode caso bonus Renzi, Salvini: ‘governo non pensa di togliere 80 euro e non vuole aumentare Iva’

 

Esplode il caso bonus 80 euro che diventa oggi anche uno degli hashtag più popolari su Twitter. Le indiscrezioni de Il Corriere della Sera e di La Repubblica sulla presunta decisione del governo M5S-Lega di rottamare il bonus di Renzi, e le smentite che arrivano da Palazzo Chigi e direttamente dal vicepremier Matteo Salvini, confondono di più i mercati sui contenuti della manovra 2019.

Il bonus del rottamato ex premer Matteo Renzi sarà rottamato anch’esso o no?

I due quotidiani Corriere e Repubblica hanno aperto le loro edizioni cartacee proprio con titoli che anticipano la fine della misura.

La Repubblica ha aperto con “Balzo dell’Iva, governo diviso. Via gli 80 euro per gli sgravi fiscali”. Mentre il titolo de Il Corriere è stato: “Via gli 80 euro per la flat tax”.

Dopo che fonti di Palazzo Chigi hanno definito le indiscrezioni fake news, Salvini ha precisato che “il governo non pensa di togliere gli 80 euro e non vuole aumentare l’Iva”.

In una nota il ministro dell’Interno ha scritto: “Lavoriamo per attuare il programma. Spiace dover rincorrere alcune indiscrezioni dei giornali, palesemente false e che servono solo per riempire le pagine dei quotidiani in agosto”.

Così il Corriere, nello specifico, ha scritto:

“Lega e Movimento 5 Stelle hanno deciso di «rottamare» il bonus Renzi degli 80 euro. Introdotto nel 2016 dall’allora presidente del Consiglio, che ne fece una battaglia quasi personale con Angelino Alfano e Pier Carlo Padoan, il «premio» da 80 euro lordi mensili per i lavoratori dipendenti sotto i 26 mila euro di reddito costa la bellezza di 9 miliardi euro l’anno e finisce nelle tasche di 11 milioni di contribuenti. Nel vertice di ieri sera a Palazzo Chigi tra il premier Giuseppe Conte ed i ministri economici sembra sia stata pronunciata la sentenza definitiva. Sarà azzerato, ed utilizzato per finanziare il primo modulo della flat tax per le persone fisiche, che debutterà con la Legge di Bilancio del 2019, insieme all’estensione della tassa forfettaria del 15% per le imprese”.

Ancora, il Corriere ha scritto che:

“con la flat tax, l’avvio del reddito di cittadinanza e probabilmente un primo allentamento della legge Fornero sulle pensioni, la manovra del 2019 costerebbe sulla carta circa 25 miliardi di euro, di cui metà per sterilizzare gli aumenti dell’Iva. Sul fronte delle coperture, per ora, ci sono il bonus Renzi, un paio di miliardi di altre detrazioni per le imprese che potrebbero sparire, e il gettito della «pace fiscale»”.

Tria si era espresso sul bonus Renzi nell’intervista a Il Sole, sul tema coperture. Queste, aveva detto, arriveranno con un “riordino profondo delle tax expenditures, che finora non si è fatto perchè è realizzabile solo se accompagnato da una riduzione delle aliquote generali. In questo senso bisogna applicare una versione adattata all’ottimo paretiano, in cui nessuno perde e qualcuno guadagna in un’ottica pluriennale”.

Rispondendo se in discussione entrasse anche il bonus Renzi da 80 euro, Tria aveva risposto: “Non c’è dubbio, anche per ragioni di riordino tecnico. Per com’è stato costruito, il bonus da 80 euro crea complicazioni infinite, a partire da molti contribuenti che l’anno dopo scoprono di aver perso o acquisito il diritto per cambi anche modesti di reddito”.

Oltre che da Salvini rassicurazioni sulla permanenza dei bonus sono arrivate anche dal vicepremier e ministro del Lavoro e Sviluppo economico, Luigi Di Maio, che ha parlato ai microfoni di Rtl 102,5.

“I cittadini hanno un vantaggio: per saperlo basta leggere il contratto. C’è scritto che l’Iva non deve aumentare nonostante il rischio a causa dei debiti fatti da Gentiloni e Renzi col ‘buco’, cioè senza copertura. L’Iva non aumentera’: non vogliamo togliere soldi ma tagliare sprechi e favori. I cittadini devono stare tranquilli perchè le mani in tasca non gliele mettiamo”.

Oggi Il Sole 24 Ore parla di un bonus in bilico, ma non ne sancisce la fine.