Bloomberg – Trump non riuscirà a eliminare il surplus commerciale tedesco

Di Henry Tougha – Agosto 9, 2018 vocidallestero.it

Un articolo di Bloomberg aggiorna la descrizione dello scontro, solo apparentemente sospeso, tra Stati Uniti e Germania. Quest’ultima sta continuando ad accumulare surplus commerciali e surplus di bilancio da record, senza dare nessun ascolto alle lamentele. Lo squilibrio è destinato ad aggravarsi, da un lato con l’ottima ripresa economica degli Stati Uniti, dall’altro con le divergenti politiche monetarie della Fed vs BCE (la Fed aumenta i tassi, facendo rivalutare il dollaro, mentre la BCE continua con il programma di acquisto titoli che mantiene l’euro svalutato). Lo squilibrio del tasso di cambio viene finalmente e giustamente esplicitato come un nodo cruciale della disputa.

 

 

di Piotr Skolimowski e Catherine Bosley, 09 agosto 2018

 

Il surplus commerciale tedesco sembra destinato a restare elevato, per quanto Donald Trump faccia ogni sforzo per cercare di azzerarlo.

 

Il presidente americano ha accusato la sua “patria ancestrale” – suo nonno era un immigrato tedesco – di adottare pratiche commerciali sleali e ha minacciato la Germania di imporre dazi sulle importazioni di automobili. Se intende realizzare questa minaccia entro i quattro anni del suo mandato, il tempo sta per scadere.

 

Ad ogni modo i fondamentali economici che forniscono alle produzioni tedesche un vantaggio sull’export sembrano lì per restare, e in misura non secondaria questo è dovuto anche ai tagli alle tasse e al boom economico negli Stati Uniti, di cui Trump continua a vantarsi.

 

Se l’economia va bene, la gente compra automobili e altri prodotti esteri, e questo ovviamente aiuta le esportazioni tedesche”, ha detto Carsten Hesse, economista per Berenberg, a Londra.

 

Cosa significa un deficit  “gigantesco”?

 

In maggio Trump twittava che gli Stati Uniti avevano un “gigantesco deficit commerciale con la Germania”. Nel 2017 questo squilibrio era di 50 miliardi di euro, ovvero una parte cospicua del surplus globale dei paesi europei verso il resto del mondo, pari a 244 miliardi di euro.

 

In realtà la Germania non registra un deficit annuale con il resto del mondo dal 1951 (per gran parte di questo periodo, si intendeva la Germania Ovest), né un deficit mensile dal 1991. I dati di questa settimana mostrano che il surplus per quest’anno, fino a ora, è in linea con quello del 2017, e solo di poco inferiore a quello record del 2016.

 

In aumento

 

La Germania esporta più di quello che importa – da anni.

 

 

Acquistare tedesco

 

Nel secondo trimestre l’economia statunitense è cresciuta ad un tasso su base annua del 4,1%, superando di gran lunga la Germania, con un’espansione economica guidata dlla bassa disoccupazione e dai tagli fiscali di Trump.

 

Questo ha spinto verso l’alto la spesa per i consumi, e per i consumatori che vogliono spendere per automobili di lusso la Germania è un buon fornitore. I veicoli di case automobilistiche come Mercedes-Benz, BMW e Porsche hanno rappresentato il maggior valore di esportazione l’anno scorso. La BMW ha registrato un aumento del 2,8% delle unità vendute negli Stati Uniti nel corso della prima metà del 2018. La Germania è anche un importante fornitore di macchinari, prodotti chimici e apparecchi elettrici per gli Stati Uniti.

 

Un sacco di automobili

 

Nel 2017 le automobili hanno rappresentato la prima voce tra le categorie di export della Germania verso gli Stati Uniti.

 

 

Come è stato notato dal Fondo monetario internazionale in una dichiarazione di luglio, “nel breve termine il rimbalzo della domanda globale, parzialmente guidata dallo stimolo fiscale statunitense, sosterrà le esportazioni tedesche e l’elevato surplus commerciale della Germania”.

 

Una moneta debole

 

Il Ministero del Tesoro americano ha inserito la Germania – assieme alla Cina, alla Corea del Sud, al Giappone e alla Svizzera – nella sua lista di monitoraggio dei paesi che hanno un elevato surplus commerciale, un elevato surplus di partite correnti, oppure che intervengono sul mercato valutario. Il consigliere di Trump per il commercio, Peter Navarro, aveva già accusato la Germania di beneficiare di un euro “ampiamente sottovalutato”.

 

La moneta unica si è svalutata di circa il 13% rispetto al dollaro nel corso degli ultimi cinque anni. Questo dato però riflette l’economia dei 19 paesi dell’eurozona. Il FMI stima che il tasso di cambio reale effettivo sia di circa il 10-20 percento più debole rispetto a quello che la Germania avrebbe con una propria moneta sovrana.

 

Non ci sono prospettive che questo vantaggio venga eroso nel breve termine, a causa del fatto che una economia statunitense più forte  implica una divergenza di politica monetaria tra Federal Reserve e Banca centrale europea, che andrebbe nella direzione di una rivalutazione del dollaro.

 

Le aspettative sono che la Federal Reserve aumenti i tassi di interesse per la terza volta in un anno, a seguito della riunione di settembre, con una ulteriore manovra anche a dicembre. La BCE non interromperà invece il suo programma di acquisto titoli prima della fine dell’anno, e si è impegnata a mantenere i tassi di interesse al livello minimo record almeno fino a tutta l’estate 2019.

 

Un ampio divario

 

I tassi di interesse USA sono destinati a rimanere più alti di quelli dell’eurozona.

 

 

Solo discorsi

 

Le minacce di Trump di imporre dazi all’Europa sono più retorica che realtà, per il momento. Lui e il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker hanno concordato, lo scorso mese, di evitare di imporre alcun dazio finché le trattative sono ancora in corso.

 

La scorsa settimana la BMW ha affermato di non voler calcolare alcun potenziale impatto dei dazi sulle proprie previsioni di bilancio fino a che la situazione non avrà avuto uno sviluppo più chiaro. La Siemens, il maggiore gruppo tecnologico europeo, ha avuto una lieve flessione negli ordinativi dagli Stati Uniti nel corso dell’ultimo trimestre, ma per ora non c’è stato nessun “terremoto”.

 

Juncker si è detto d’accordo a mantenere l’impegno dell’Europa di acquistare una maggiore quantità di gas naturale dagli Stati Uniti, ma ha anche detto che questo carburante è più costoso, per la Germania, rispetto alle forniture che vengono dalla Russia.

 

Gli altri surplus

 

La Germania sostiene da tempo di non poter imporre alle proprie aziende di ridurre le esportazioni o ai propri consumatori di aumentare le importazioni, come mezzo per ridurre il surplus commerciale. Questo però non vuol dire che non ci sia soluzione. Il FMI ha raccomandato al governo tedesco di usare “l’intero spazio di manovra fiscale” a disposizione per aumentare la produttività, aumentare l’offerta di posti di lavoro e incoraggiare gli investimenti, poiché questo avrebbe aiutato a riequilibrare l’economia.

 

Il governo sembra però concentrato più che altro sulla riduzione del debito. È preoccupato del finanziamento delle pensioni e dei servizi di cui la sua popolazione sempre più anziana avrà bisogno, e per quattro anni ha accumulato surplus del bilancio pubblico.

 

Costruirsi una riserva

 

La Germania accumula surplus di bilancio [pubblico] da quattro anni.

 

 

Molte delle scelte politiche da parte tedesca sono in qualche modo comprensibili, se si guarda la situazione interna”, ha detto Oliver Rakau, capo economista tedesco alla Oxford Economics di Francoforte. “A mio parere dovrebbero essere intraprese delle misure per ridurre il surplus delle partite correnti, anche semplicemente perché avrebbe senso spendere i soldi in più dell’avanzo di bilancio, o darli alla gente”.

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