M5S: ‘Ci avete beccato, vogliamo abolire l’ordine dei giornalisti’

silenziefalsita.it 11.8.18

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“Non l’avevo detto a nessuno, ma avete scoperto il nostro grande segreto. Dunque confesso: il MoVimento 5 Stelle vuole abolire l’Ordine dei Giornalisti“.

Così il pentastellato Vito Crimi, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’editoria, in un post sul Blog delle Stelle.

“Ero certo – ha scritto Crimi – che le 300.000 persone scese il piazza nel 2008 per invocare l’abolizione dell’Ordine fossero passate inosservate… e pensavo che nessuno si fosse accorto, l’anno seguente, della nascita di un Movimento sancita proprio su questo tema così complesso e delicato… speravo poi che nessuno ricordasse i miei primi disegni di legge presentati nel 2013, che prevedevano proprio l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti, e che il dibattito in Aula nel 2014 durante la legge di riforma delle modalità di sostegno all’editoria fosse caduto nel dimenticatoio”.

“Ma ieri (7 agosto, ndr), finalmente, – ha proseguito – il mistero è stato svelato. E dopo 10 anni alcuni ‘giornalisti’ (le virgolette non sono casuali) hanno scoperto che sì, forse potrei avere questa idea in testa”.

Il sottosegretario ha spiegato che avrebbe potuto presentare subito proposta di abolizione dell’Ordine dei Giornalisti ma ha preferito incontrare i vertici dell’Ordine per sentire le loro ragioni ed, eventualmente, accogliere un “loro percorso di autoriforma”.

Questa autoriforma, ha continuato Crimi, dovrà però essere “in grado di rispondere alle tante criticità sollevate sulla necessità che esista un albo dei giornalisti, un organo che possa decidere chi può scrivere notizie e chi no”.

L’esponente 5Stelle ha scritto poi che qualcuno ha parlato di “minacce” da parte sua. In realtà – ha spiegato – lui “è sempre al fianco della libertà di stampa per avviare quelle riforme che non sono mai state realizzate” e “si batte per riconoscere loro compensi degni e dignità alla professione, per la tutela delle fonti, per la difesa dalle diffamazioni temerarie e tanto altro”.