Bana 2.0: come i terroristi in Siria sfruttano i bambini per la propaganda bellica

comedonchisciotte.org 12.8.18

southfront.org

I gruppi terroristici che operano in Siria e nella provincia di Idlib sono attivamente impegnati nella messa a punto delle infrastrutture mediatiche per una [nuova] campagna propagandistica contro il governo di Damasco, con notizie che diano nuovo vigore alla narrativa dei media mainstream sul “sanguinoso regime di Assad.”

Anche se in questi sforzi non sembra esserci molto di nuovo, la cosa interessante è che i guerriglieri di Idlib sembrano determinati a ripetere la storia della “bambina blogger” che era già stata usata nel 2016, nelle fasi finali della battaglia per la conquista di Aleppo, una parte della quale era occupata dalle formazioni terroriste.

Bana

All’epoca, la propaganda filo-terrorista aveva usato l’account @AlabedBana (creato il 24 settembre 2016) come strumento per la propria campagna mediatica contro il governo siriano e a sostegno di Jabhat Fatah al-Sham (ora Hayat Tahir al-Sham, ex Jabhat al-Nusra, la ‘filiale’ siriana di al-Qaeda), Nour al-Din al-Zinki (la formazione diventata celebre per aver postato in rete il video della decapitazione di un bambino) ed altri gruppi della cosiddetta ”opposizione moderata.”

L’account, che in teoria sarebbe dovuto appartenere ad una bambina di 7 anni, Bana al-Abed, usava gli hashtags #HolocaustAleppo, #MassacreInAleppo, #StopAleppoMassacre e chiedeva alla comunità internazionale di fermare l’uccisione dei pacifici cittadini (i membri dei suddetti gruppi terroristici) da parte del “regime di Assad.”

My name is Bana, I’m 7 years old. I am talking to the world now live from East #Aleppo. This is my last moment to either live or die. – Bana
— Bana Alabed (@AlabedBana) December 13, 2016

Alcuni esempi dei contenuti postati da “Bana”:



All’inizio si era voluto far credere che tutti i tweet dell’account fossero stati scritti da Bana al-Abed in persona. In seguito, quando era ormai chiaro che la bambina parlava a stento l’inglese e che i suoi video di quel periodo erano tutto meno che spontanei, la versione ufficiale era diventata quella che il suo account veniva “gestito” dalla “madre.”

Per tutta la durata della battaglia di Aleppo, ed anche dopo, I media mainstream avevano continuato a sfruttare la storia della “della piccola blogger sotto le bombe” per attaccare la campagna antiterrorista degli alleati russo-siriani. Secondo il parere degli esperti e i dati esistenti, la “storia di Bana” faceva parte di una campagna propagandistica di ampia portata, coordinata dai servizi speciali del blocco occidentale, volta ad impedire la liberazione della città di Aleppo da parte dell’Esercito Arabo Siriano (SAA).

Attualmente, Bana, insieme alla sua famigia, risiede in Turchia, il paese che ha pubblicamente sostenuto (e che tutt’ora sostiene) i gruppi terroristici che operano in Siria. Un altro fatto interessante è che, vivendo in Turchia, Bana e i suoi genitori continuano a partecipare a svariati eventi di propaganda, con la piena collaborazione sia dei media turchi che di quelli internazionali.

Le sue “memorie”, dove si guarda agli avvenimenti di Aleppo con lo sguardo del militante duro e puro, sono state pubblicate nel 2017, in un volume dal titolo Dear World [Caro mondo].

My book Dear World will be published on 3rd October. ❤❤❤ to everybody.#dearworldbook . pic.twitter.com/K38YXNkxHI
— Bana Alabed (@AlabedBana) September 14, 2017

 

Hala

Nel 2017, la storia sembra buovamente ripetersi nella provincia di Idlib, parte della quale è ancora nelle mani di Hayat Tahir al-Sham e dei suoi alleati. Nel mese di luglio (il primo post è del 28 luglio), è comparso su Twitter un account di un’altra bambina-blogger. Questa volta, l’account apparterrebbe ad “Hala”, sei anni, dalla città di Idlib (controllata da Hayat Tahir al-Sham).


L’account ha già postato alcuni tweet usando l’hashtag #EyesOnIdlib. E’ interessante notare che questo account è stato creato subito dopo la notizia dei preparativi dell’Esercito Siriano e dei suoi alleati che permetteranno di assestare il colpo definitivo ai gruppi di terroristi che operano nelle zone da loro controllate di Idlib e di Latakia.

L’account è stato creato prima degli sviluppi militari che potrebbero avvenire fra breve, proprio per far finta che tutto questo non sia una mossa propagandistica, ma una semplice “iniziativa locale.

My name is Hala 6 years from the city of Idlib ?? pic.twitter.com/6vxyF4Z2El
— حلا_hala (@hala_syri) 28 July 2018

Kids Idlib needs safety#EyesOnIdlib pic.twitter.com/dpY3LVwmxJ
— حلا_hala (@hala_syri) 5 August 2018

Alcuni giornalisti dei media mainstream, come BBC, Middle East Eye e The Huffington Post hanno sottoscritto l’account (che, attualmente, è seguito solo da 243 persone).




Quando (se) l’Esercito Arabo Siriano inizierà le operazioni militari per battere Hayat Tahir al-Sham e le altre formazioni ribelli di Idlib, questo account diventerà un altro strumento nelle mani dei propagandisti pro-terroristi nella loro guerra mediatica contro gli alleati russo-siriani.

I casi di Bana e di Hala mostrano come i media occidentali siano pronti a sfruttare i bambini per la loro propaganda e per aumentare gli indici di gradimento. Nello stesso tempo, questi bambini sono unicamente vittime dei genitori e dei giornalisti, che li sfruttano per arricchirsi e perseguire propri obbiettivi.

Fonte: southfront.org
Link: https://southfront.org/bana-2-0-how-militants-exploit-children-in-syria-to-create-war-propaganda/
09.08.2018
Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org.