Giorgetti avvisa il Governo: “Attacco mercati a fine agosto”/ Spread, incubo 2011: “Europa e elite ci temono”

Giorgetti avvisa il Governo: “Attacco dei mercati a fine agosto”. Sottosegretario, messaggio chiaro all’esecutivo Lega-M5s: “Europa e elite ci temono”

Giorgetti avvisa il Governo (La Presse)Giorgetti avvisa il Governo (La Presse)

Giancarlo Giorgetti avvisa il Governo: “A fine agosto attacco dei mercati”, chiaro il messaggio del Sottosegretario dell’esecutivo Lega-Movimento 5 Stelle. Esponente di spicco del Carroccio, numero due del segretario federale Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti ha rilasciato una lunga intervista ai microfoni di Libero ed ha lanciato un messaggio ben preciso al Governo guidato da Giuseppe Conte: all’orizzonte l’incubo estate 2011 con lo Spread e con i mercati pronti ad intaccare l’operato dell’esecutivo come accaduto sette anni fa a Silvio Berlusconi. “L’Europa e le elite temono questo Governo”, le parole del leghista, che ha sottolineato: “Sono preoccupato il giusto, ma l’attacco io me lo aspetto: i mercati sono popolati da affamati fondi speculativi che scelgono le loro prede e agiscono. Abbiamo visto cos’è accaduto a fine agosto nel ’92 e sette anni fa con Berlusconi. Il governo populista non è tollerato. La Ue teme che, se funziona in Italia, altri Paesi possano imitarci”.

“ATTACCO DEI MERCATI A FINE AGOSTO

Non ha dubbi il Sottosegretario, tra le personalità della Lega più stimate anche tra i partiti di opposizione. Giancarlo Giorgetti ha poi evidenziato che il vero pericolo potrebbe arrivare alla fine del mese: “In estate ci sono pochi movimenti nelle Borse, è un periodo propedeutico a iniziative aggressive nei confronti degli Stati, guardi la Turchia”. Ma il Governo non ha intenzione di mollare di un centimetro: “Se arriva il temporale, apriremo l’ombrello”, sottolineando che “l’Italia è un grande Paese e ha le risorse per reggere, anche grazie al suo grande risparmio privato. Quello che mi preoccupa è che, nel silenzio generale, gran parte del risparmio italiano è stato portato all’estero e quindi la gestione dei nostri titoli non è domestica”. E l’esecutivo durerà, anche per la solidità mostrata dalle due forze di opposizione: “L’accordo è saldo e ne abbiamo dato prova: M5S ci è venuto dietro sull’immigrazione e noi abbiamo tenuto duro sul decreto dignità. È una situazione incredibilmente nuova. Basti pensare che all’inizio tutti erano convinti che la debolezza del governo sarebbe stata la politica estera, che invece si è rivelata il nostro punto di forza”.

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