Intervista con la radio IRIB in lingua italiana (audio): Le sanzioni USA contro l’Iran porteranno all’isolamento globale degli USA

controinformazione.info 11.8.18

Testo intervista di Luciano Lago con Radio IRIB in Italiano (Audio)

IRIB-L’Amministrazione Trump ha riemesso nuove sanzioni contro la Repubblica Islamica dell’iran, secondo alcuni esperti la mossa rischia di isolare ulteriormente Washington, non Teheran, agli occhi del mondo. Un suo commento al riguardo?

L.Lago: Bisogna innanzi tutto comprendere quale sia la spiegazione di questo atteggiamento ostile di Washington contro l’Iran che è iniziato con il ritiro unilaterale dal Patto nucleare ed è poi continuato, fra minacce e diktat (di condizioni) con la riemissione delle sanzioni. Trump prende le sue decisioni fortemente influenzato dalla lobby sionista (Netanyau e il genere Jared Kushner) oltre all’AIPAC. Trump sta operando dietro canali di informazione provenienti da fonti israeliane o da quei consiglieri che hanno doppia cittadinanza israeliana (la maggior parte del governo di Trump) quindi si muove sulla base di informazioni distorte.


L’Amministrazione Trump vuole utilizzare l’arma delle sanzioni per piegare l’Iran ed ottenere un cambio di regime ma in realtà questa delle sanzioni è un’arma spuntata. Lo dimostrano i fatti.
L’Iran non è la Corea del Nord e non è Cuba. L’Iran è un grande paese con 80 milioni di abitanti ed ha rapporti di cooperazione con i più importanti paesi emergenti dalla Cina, all’India, alla Russia alla Turchia, al Pakistan, ecc.. Se gli USA non sono riusciti a piegare la piccola Cuba o la Corea del nord, non si capisce perchè dovrebbero riuscire a piegare l’Iran. Gli altri paesi non intendono seguire gli Washington nella sua politica di sanzioni e di bullismo, neppure la UE intende seguire questa linea, così come gli altri paesi firmatari dell’accordo. Gli USA stanno utilizzando un’arma spuntata che rischia di diventare per loro un boomerang. Gli USA rischiano essi stessi di ritrovarsi isolati nella loro politica di aggressività e di ripudio di ogni accordo multilaterale. Non solo quello sul nucleare ma anche altri.

IRIB- Trump ha inoltre minacciato che chiunque intrattiene rapporti commerciali con l’Iran non farà affari con gli Stati Uniti. Che percorso intraprenderà in pratica l’Ue? Seguire gli USA o no?

L.Lago – Al momento le dichiarazioni ufficiali (Mogherini) sono quelle di continuare e rafforzare la cooperazione ma è indubbio che la minaccia fatta da Trump contro le aziende che cooperino con l’Iran avrà ripercussioni. (Vedi es. Total.) Prevedibile che saranno le grandi aziende a ritirarsi ma non le piccole e medie aziende meno ricattabili. In ogni caso le decisioni di Trump hanno aperto una frattura con i paesi della UE e ci sono forti interessi in sospeso. Non è detto che Trump riesca a convincere (o ricattare) i governi dei maggiori paesi europei e, in ogni caso, per ogni paese o società europea che si andrà ritirando, subentrerà la Cina.

IRIB- La Russia, la Cina e l’India taglieranno i legami commerciali con l’Iran?

L.Lago- No. Assolutamente no. Si può facilmente prevedere che, al contrario incrementeranno la cooperazione con l’Iran, visto che la Russia subisce a sua volta le sanzioni, la Cina subisce i dazi, e l’Iran sarà presto ammesso, fra l’altro, nello SCO (Accordo di Shangai). La Cina ha già sbattuto la porta in faccia agli USA su questa questione e anche l’India ha promesso di incrementare la cooperazione con l’Iran. La Cina può fornire anche un circuito finanziario alternativo.
Il mondo è cambiato, gli equilibri geopolitici e geoeconomici stanno cambiando e l’Amministrazione Trump opera come se il mondo fosse ancora quello degli anni ’90 con il dominio unilaterale Anglo/USA. L’Iran è poi un importante produttore di petrolio e gas, il terzo come petrolio. La Cina è il primo importatore del greggio iraniano ed ha fame di energia.. La minaccia di bloccare l’export del petrolio iraniano è irrealistica e comunque sarebbe un atto di guerra a cui l’Iran potrebbe legittimamente rispondere con il blocco dello stretto di Hormutz. Le conseguenze sarebbero imprevedibili.

IRIB- Se malgrado le sanzioni Usa, altre nazioni stringono legami commerciali con l’Iran, aggireranno le restrizioni americane usando necessariamente accordi bilaterali di cambio con euro, rupie o rubli… Ciò non significherebbe che il dominio un tempo possente del dollaro USA che governa il commercio internazionale sta calando.?

L.Lago. Questo è l’altro aspetto interessante come sviluppo che già oggi si sta manifestando. Gli sforzi degli Stati Uniti per isolare l’Iran, economicamente, probabilmente si riveleranno controproducenti.
Le pressioni USA e la continua minaccia di sanzioni stanno rafforzando l’orientamento in corso da parte della Russia, della Cina e altri paesi per spostare i loro rapporti commerciali internazionali dall’affidarsi al dollaro USA come valuta di riserva. Il dollaro USA potrebbe perdere gradualmente questo status privilegiato di essere la principale valuta di riserva, si sovraesporrebbe, e di riflesso anche l’intera economia americana, basata com’è sulla stampa infinita e inesplicabile di biglietti verdi con l’enorme debito conseguente.

Le sanzioni riemesse contro l’Iran mirano a ridurre la capacità dell’Iran di gestire il suo commercio internazionale bloccando l’accesso ai pagamenti in dollari USA. Tuttavia se altre nazioni stringono legami commerciali con l’Iran, queste aggireranno le restrizioni americane usando necessariamente accordi bilaterali di cambio con euro, con renminbi, rupie o rubli. Il processo è già in atto con la Cina che sta utilizzando la sua moneta per il pagamento degli acquisti di greggio e con la crescente importanza dell’intescambio Russia-Cina che utilizza un circuito di pagamenti differenziato dal dollaro. Lo stesso avverrà con l’Iran e con altri paesi.
L’aggressività di Trump nei confronti dell’Iran, e verso gli altri paesi per mezzo dell’uso unilaterale di sanzioni, sta solo accelerando la direzione globale di far decadere il dollaro americano come unica valuta di riserva mondiale.

Ultima elemento fondamentale- La vera causa dell’aggressività degli USA contro Teheran si deve ricercare nel ruolo che l’Iran ha svolto di guida dell’Asse della Resistenza contro l’Imperialismo degli USA e contro il potere sionista. Un asse che collega l’Iran con la Siria, con Hezbollah del Libano e con la resistenza yemenita. Questo ruolo è intollerabile per Washington e per la dirigenza israeliana. Quest’ultima preme su Trump per distruggere l’Iran o ridimensionarne il potere a qualsiasi costo.

Fonte: Pars Today

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