Soldi bambini Africa, Di Battista: ‘Renzi vuole essere sentito dai pm su Mattarella, potrebbe fare lo stesso su questa inchiesta’

silenziefalsita.it 12.8.18

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Renzi ha detto di voler essere ascoltato in Procura sul presunto attacco online al Capo dello Stato. Benissimo, magari potrebbe fare la stessa cosa anche su questa inchiesta”.

Lo ha scritto su Facebook Alessandro Di Battista con riferimento all’indagine della procura di Firenze sui 10 milioni di euro per i bambini africani che non sono mai arrivati a destinazione ma sono finiti nelle casse di alcune società tra le quali quella della madre di Matteo Renzi.

“Non era lui” ha commentato Di Batista “che disse ‘aiutiamoli a casa loro?’. Speriamo che si faccia luce su quale ‘casa’ però…”.

L’inchiesta era stata rivelata nel 2016 dal quotidiano La Nazione e vede coinvolti il cognato di Renzi, Andrea Conticini, sposato con sua sorella Matilde, e i fratelli Alessandro e Luca, indagati da due anni con l’accusa di riciclaggio e – solo Alessandro e Luca – anche di appropriazione indebita aggravata.

Il Fatto Quotidiano riporta che questi “ricevevano generose donazioni da Unicef, Fondazione Pulitzer e altre onlus americane ed australiane per finanziare attività benefiche nei confronti dei bambini africani. Ma invece di spedire quei soldi in Eritrea, Burundi o Sierra Leone attraverso la Play Therapy Africa, sostiene la procura di Firenze, li giravano sui loro conti bancari. Lo avrebbero fatto con circa 6,6 dei 10 milioni di dollari ricevuti”.

L’indagine potrebbe però bloccarsi in quanto, come affermato dai pm fiorentini, “in Italia la legge è cambiata”. E infatti hanno scritto alle organizzazioni umanitarie spiegando che se non presenteranno una denuncia non potranno “proseguire l’inchiesta per appropriazione indebita. E dunque non avrete alcuna possibilità di reclamare i soldi elargiti”.

Maurizio Belpietro nel suo editoriale di oggi ha raccontato che il governo Gentiloni lo scorso 10 aprile, ovvero dopo la sconfitta alle elezioni, ha “approvato un provvedimento che di fatto rende perseguibile soltanto la querela di parte all’appropriazione indebita, quindi frappone un ostacolo sostanzialmente all’azione del pm”.