Una modesta proposta per stimolare i consumi (a costo zero)

 scenarieconomici.it 12.8.18

Ben pochi affrontano il tema della ridicola potenza elettrica installata dei nostri contatori domestici. La stragrande maggioranza delle abitazioni italiane ha infatti ancora un contratto da 3 kW, largamente insufficiente rispetto alla quantità di elettrodomestici delle case moderne e alla loro potenza assorbita.

A causa della fallita riforma del 01/01/2017, solo una delle tante fregature del governo Renzi, con l’abolizione delle agevolazioni per il contratto da 3 kW e il mancato azzeramento dei costi per l’aumento di potenza installata, ancora molti hanno contratti da 3 kW, visto che l’aumento di potenza non è affatto gratuito e comporta ancora un aggravio dei costi annuali, seppure ridotto rispetto al passato.

Tradendo le promesse iniziali di costo zero, che avrebbero dovuto allineare l’Italia a tutti gli altri paesi europei, un contratto da 6 kW costa circa 90 euro in più all’anno rispetto al 3 kW (mercato di maggior tutela) e il passaggio da 3 a 6 kW costa sempre intorno ai 200 euro.

I governi PD cedettero alle pressioni delle lobby col solito entusiasmo.

Molti di noi sono quindi ancora alle prese col problema dei distacchi automatici del contatore se usiamo il ferro da stiro insieme alla lavatrice o all’asciugacapelli. Per non parlare delle piastre di cottura a induzione, praticamente inutilizzabili.

Un aumento della potenza massima del contratto elettrico permetterebbe di:

  • utilizzare più elettrodomestici e di maggior potenza e qualità, stimolando i consumi emigliorando la qualità della vita degli italiani,
  • rendere più sicure, meno inquinanti e più efficienti le cucine con la diffusione della cottura a induzione,
  • ridurre inquinamento e spesa con riscaldamento elettrico (a pompa di calore) sostituendo le caldaie a combustibili fossili,
  • stimolare l’uso di energia elettrica da fonti rinnovabili riducendo la dipendenza da gas e petrolio.

Quale sarebbe il costo per i gestori dell’aumento della potenza installata? Nullo nella maggior parte dei casi. L’aumento della potenza si effettua in remoto via software per i nuovi contatori già installati nell’85% delle case. E le eventuali nuove centrali elettriche sarebbero di nuova generazione, quindi meno inquinanti.

A confronto con i paesi europei siamo all’età dei lumi a petrolio. In Francia la potenza più diffusa nelle case è 6 kVA (circa 5.5 kW) Ecco i consigli di un fornitore di elettricità francese per la potenza contrattuale da prevedere:

La taglia da 3kVA (circa 2.8-3 kW), quella più diffusa nelle case italiane, è raccomandata solo per monolocali o piccoli appartamenti (25 m2) non riscaldati elettricamente, abitati da una persona sola, con elettrodomestici di base (niente lavatrice e lavastoviglie) e senza scaldabagno elettrico … pensate che differenza con l’Italia!

In Germania, Spagna, Belgio etc la situazione è simile, con potenze base contrattuali normalmente di 8-10 kW.

Ecco la nostra proposta:

“sappiamo che la situazione italiana della potenza al contatore è figlia di epoche passate: non sarebbe ora, nel 2018, di porvi la mano del legislatore e modernizzare il paese portandolo al livello di Francia e Germania, azzerando i costi di passaggio una tantum e i costi fissi in bolletta del contratto da 6 kW, rendendolo il NUOVO CONTRATTO ELETTRICO STANDARD?”

I consumi, l’ambiente e la qualità della vita ne gioverebbero immediatamente.

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