Autostrade, Conte: ‘Inoltrata la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione’

silenziefalsita.it 17.8.18

Oggi il Governo, tramite la competente Direzione del Ministero delle Infrastrutture, ha formalmente inoltrato a “Autostrade per l’Italia” la lettera di contestazione che avvia la procedura di caducazione della concessione”.

Lo ha annunciato Giuseppe Conte su Facebook.

Il presidente del Consiglio ha spiegato che “il Governo contesta al concessionario che aveva l’obbligo di curare la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’autostrada A10, la grave sciagura che è conseguita al crollo del ponte”.

“Il concessionario” ha fatto sapere Conte “avrà facoltà di far pervenire le proprie controdeduzioni entro 15 giorni, fermo restando che il disastro è un fatto oggettivo e inoppugnabile e che l’onere di prevenirlo era in capo al concessionario su cui gravavano gli obblighi di manutenzione e di custodia”.

Quanto alla notizia che Autostrade per l’Italia sarebbe disponibile a ricostruire il ponte a sue spese, il premier ha affermato:

“Se questa proposta verrà formalizzata il Governo la valuterà, ma non come contropartita della rinuncia a far valere la voce di tutte le vittime di questa immane tragedia”.

Inoltre, ha aggiunto, “se questa iniziativa di ricostruzione del ponte verrà addebitata a ‘Autostrade per l’Italia’ sarà solo a titolo di provvisorio risarcimento del danno, fermo restando che la ferita inferta alle vittime, ai loro familiari e al Paese è incommensurabile e non potrà certo essere rimarginata in questo modo”.

Conte ha anche fatto sapere che l’esecutivo adotterà “nuove iniziative, ben più rigorose di quelle pensate dai Governi precedenti” e “farà di tutto per rivedere integralmente il sistema delle concessioni e man mano che esse scadono ne approfitterà per impostare queste operazioni sulla base di nuovi princìpi e di più soddisfacenti equilibri giuridico-economici”.

“Questo Governo” ha concluso il premier “intende dare un segnale di svolta ben preciso: d’ora in avanti tutti i concessionari saranno vincolati a reinvestire buona parte degli utili nell’ammodernamento delle infrastrutture che hanno ricevuto in concessione, dovranno rispettare in modo più stringente gli obblighi di manutenzione a loro carico e, più in generale, dovranno comprendere che l’infrastruttura non è una rendita finanziaria, ma un bene pubblico che il Paese e, quindi, i cittadini sono disposti ad affidare alle loro cure solo a patto che il lucro che ne viene ricavato sia ampiamente compensato dalle garanzie di una “assoluta tutela e sicurezza” delle vite degli utenti e di una ‘gestione realmente efficiente’ del servizio”.