Delrio, Renzi, Gentiloni, Benetton e i 43 morti di Genova

Clairemont Ferrand

Silenziefalsita.it 28.8.18

Vi ricordate quando Delrio si mise a urlare alla Camera dei Deputati durante la discussione per la fiducia al Governo Conte?

Si mise a urlare contro il Presidente Conte: ‘Piersanti si chiamava’, rimproverandolo perché, secondo lui, aveva mancato di rispetto sia al fratello defunto che al Presidente della Repubblica perché lo aveva chiamato ‘congiunto’ anziché col nome proprio.

C’è da vergognarsi a ricordarglielo, perché non si è fatto scrupolo di utilizzare un ricordo doloroso per il Presidente Mattarella e per il nostro Paese a fini di sterile e rabbiosa polemica politica.

Ma, per puri fini educativi, affinché apprenda bene la lezione ed eviti errori pacchiani del genere in futuro, potremo ricordargli i nomi delle 43 persone morte nel crollo del ponte di Genova, che per lui sì che sono anonimi senza volto.

Ieri Delrio, nella dichiarazione rilasciata a margine dell’audizione del Ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli alle Commissioni VIII di Aula e Senato, non ha avuto il tempo di ricordarli, di dedicare loro almeno una citazione di 30 secondi.

E né per le loro famiglie, colpite da quel terribile lutto.

Ha trovato solo il tempo per sterili e pretestuose polemiche politiche.

Ma il Governo Conte, come specifico dopo, non mancherà di richiamarlo alle sue responsabilità.

Forse che non si merita questo appunto, sicuramente molto severo, l’ex Ministro Delrio che durante la sua reggenza al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti non è stato capace di vigilare affinché Autostrade, cioè i Benetton, facessero la manutenzione della rete autostradale italiana in maniera adeguata – prima di tutto laddove era più urgente – in rispetto della stessa convenzione pur, sembrerebbe illegittimamente, secretata agli italiani ma sicuramente da lui conosciuta?

L’ex ministro Delrio ha ricoperto questo ruolo nei Governi Renzi e Gentiloni. Pertanto gli stessi ex Premier come minimo hanno una oggettiva responsabilità politica oltreché una culpa in vigilando.

Renzi giorni fa, contrariamente a quanto dichiarava ieri Delrio, non solo ha confermato la proroga di quattro anni della concessione ma è stato per lui anche motivo di vanto.

Intanto bisognerebbe accertare se è legittimo dal punto di vista del diritto amministrativo italiano, concedere una proroga senza gara.

Perché sia Delrio, che Renzi, Gentiloni e i Benetton sono soggetti alla legge italiana.

Ora il Ministro Toninelli e il Vice Presidente Di Maio li chiameranno a rendere conto del loro operato ai rispettivi giudici competenti.

GAVIO / DOPO IL DISASTRO DI GENOVA, LO SHOPPING NEGLI STATI UNITI

 di: PAOLO SPIGA lavocedellevoci.it

Snobba il mercato italiano e si tuffa in quello sudamericano e statunitense, il colosso delle infrastrutture autostradali Itinera della famiglia Gavio, secondo azionista pesante di Autostrade per l’Italia, il gioiello di Atlantia che ha sulla coscienza i 43 morti del ponte Morando a Genova e un disastro da conflitto nucleare. 

Se ne fottono i Benetton, che organizzano mega festeggiamenti ferragostani a Cortina, non partecipano ai funerali (e meglio hanno fatto, perchè se ne sarebbero poi dovuti celebrare altri), non esprimono neanche lo straccio di un cordoglio e pensano solo se sia meglio o no ‘desecretare’ la concessione tutto a loro favore, una vergogna di Stato.

Dal canto loro i rivali-amici (e comunque partner in Autostrade per l’Italia) i Gavio stanno sbancando negli States. Effetto Trump o cosa? 

Bene, in men che non si dica si sono beccati due appalti da 600 milioni di dollari, tanto per fare un po’ di shopping estivo. Il primo se lo sono aggiudicato grazie ai buoni uffici della controllata a stelle e strisce “Halmar Iternational”, con il 50 per cento nelle mani di Itinera, lo scrigno di casa Gavio: sigla molto attiva non solo nella progettazione ma anche nella realizzazione di opere stradali e ferroviarie, in partnership con società straniere. I lavori si svolgeranno proprio nel cuore di New York: si tratta di ristrutturare la tratta stradale nel quartiere strategico di Queens. 

Il secondo appalto, invece, concerne la realizzazione di una stazione metrò in una zona di Washington, che avrà due linee, una Blue e una Yellow line che potranno mettere in contatto il Campidoglio con alcune aree della Virginia. Due bocconi davvero ghiotti. 

Ed esattamente nell’estate 2017 la società acchiappatutto dei Gavio eseguì i lavori lungo la ferrovia di Long Island, nello stato di New York, da quasi 2 miliardi di dollari; non basta, anche quelli di risistemazione e ampliamento di sei stazioni del servizio suburbano della capitale a stelle e strisce.  In quest’ultimo caso i lavori sono iniziati da pochi mesi, inizio anno, ma in cassa sono già entrati, come gradito anticipo, 90 milioni di dollari. 

E poche settimane fa avevamo segnalato lo shopping carioca. Stavolta, a svolgere il lavoro sul campo è stata incaricata l’ennesima controllata di Itinera, ‘Ecorodias Infrastructura e Logistica’. Che ha portato a segno un ottimo colpo: la bellezza di 137 chilometri della Tangenziale Nord di San Paolo: e poi altri 800 chilometri di autostrada nello stato di Minias Gerais. 

Serviranno queste montagne di dollaroni e far dimenticare, anche per un secondo, i volti delle 43 vittime a Genova e la distruzione di mezza città ai ras di autostrade & cemento? 

P.S. Oltre 10 anni fa, nel numero di dicembre 2007, scrivemmo un’inchiesta titolata “Gavio come vola…”. Il volo è andato ben lontano. Nel sommario di quell’articolo aggiungevamo: “Per la prima volta ecco alcuni ‘segreti’ del gruppo che fa il pieno dei lavori pubblici, compreso il feeling con amici nelle istituzioni, che diventano ‘soci’, come Marta Vincenzi’” (l’allora sindaco di Genova). 

E pensare che di ‘desecretazione’ dei documenti se ne parla (anzi si comincia ad attuare in concreto) per la prima volta oggi, 28 agosto, grazie alla pressione dei 5 Stelle….

 

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articolo Voce dicembre 2007

GROSS PIETRO / AUTOSTRADE & BANCHE, DANARI A PALATE E CONFLITTI D’INTERESSE

 di: Andrea Cinquegrani lavocedellevoci.it

La notizia, pressocchè oscurata dai media di regime, filtra solo via web. Ma immaginiamo se un marziano riuscisse mai a leggerla: sverrebbe di botto. 

Rappresenta lo spaccato emblematico del motivo per il quale questo Stato sta andando dritto – consapevolente, anzi scientificamente – in bancarotta; perchè le privatizzazioni sono state uno più dei colossali bluff dalla nostra classe politica e dirigente; perchè i servizi e le infrastrutture pubbliche fanno schifo e ci ritroviamo ogni settimana con morti sotto il cemento, ad esempio, di viadotti & ponti. 

Uno dei protagonosti maximi – emblematico di questo ‘costume’ politico-affaristico – si chiama Gian Maria Gross Pietro, un ‘luminare’ dell’economia, un super poltronista: Università LuissIspi (Istituto Scienze Politiche Internazonali)ABI (Associazione Bancaria Italiana), solo alcuni tra gli scranni. 

IL GRAN REGISTA ROMANO PRODI

Gli anni base per capire il meccanismo della “bancarotta fraudelonta di Stato” – sarebbe proprio giusto chiamarla così, una modesta proposta agli inquirenti – sono quelli del boom-privatizzazioni, quando sinistra, centro e destra, in modo che più consociativo non si può (anche se una sorta di timone può essere virtualmente attribuito alle indubbie capacità di Romano Prodi) cercavano di ossigenare le loro casse. 

Attenzione alle date, che distano di qualche anno dal famoso incontro tra Big (e Pig) al Britannia di queen Elizabeth nella rada di Napoli per spartirsi a morsi i pezzi pregiati del nostro patrimonio industriale (e non solo): una vera suddivisione della torta tra politici, banchieri, faccendieri e imprenditori taroccati. 

La ‘mission’ di Prodi come ultimo presidente IRI che già aveva ben concimato il terreno per le svendite di Stato, giunge così al suo capitolo finale. Ed ecco che gli subentra, come esecutore testamentario, in qualità di liquidatore, Gian Maria Gross Pietro, il suo uomo ombra, uno dei più attivi per far crescere la creatura tanto cara a Prodi, Nomisma, del quale oggi Gross Pietro è presidente onorario. 

E’ uno che impara subito, Gross Pietro, solo poco più di due anni per liquidare il colosso Iri. Neanche un attimo di tregua e passa, con le stesse funzioni di becchino-liquidatore all’Eni, dove rimane fino al 2002. L’appetito viene mangiando ed ecco il tris, che si chiama Atlantia, la quale ha in pancia la perla Autostrade per l’Italia.

Stavolta la permanenza sarà ben più lunga, addirittura dal 2002 al 2010: si vede che i nodi da sciogliere, gli affari da gestire, gli accordi da prendere, sono tanti e di gran peso politico ed economico.

Sono gli anni bollenti per Atlantia-Autostrade, sia sul fronte interno che internazionale: c’è da giocare, in casa, la partita strategica del rinnovo delle concessioni, che finirà, come sappiamo, a tarallucci e vino, con un vero e proprio trionfo per i concessionari, che se le vedranno rinnovare – udite udite – niente meno che fino al 2038, cosa che nessun paese al mondo crederebbe mai e che incredibilmente non ha destato scalpore a livello Ue, in questi casi rigidissima. Mah: si mostra ancora una volta il Moloch dei Potenti a scapito dei cittadini.

L’altra partita è quella estera, dove cominciano le trattative con Abertis, il colosso spagnolo delle reti autostradali: una partita arrivata ai supplementari, visto che dopo un accordo che sembrava ormai raggiunto, il crollo di ponte Morandi a Genova ha rimesso sul tavolo la questione con gli spagnoli. 

 

IL GRANDE ESECUTORE GROSS PIETRO, 1 MILIONE MESE

Da perfetto “privatizzatore” Gross Pietro porta a termine il suo compito. Autostrade per l’Italia viene divisa in tre belle fette: la più grande va ad Atlantia della dinasty dei Benetton, l’altra grossa fetta ai Gavio che già hanno un bel po’ di autostrade in giro per la penisola; la parte più piccola ad un gruppo in ascesa, Toto. 

Continua a lavorare ancora per “lo Stato” (sic), Gross Pietro, ma durante le trattative deve evidentemente essere sbocciato un amore, un forte feeling con qualcuno dei Benetton: 3 fratelli e una sorella, quella che ha organizzato la maxi festa ferragostana a Cortina d’Ampezzo degna della Contessa Serbelloni Mazzanti Vien dal Mare. 

Ed è così che dopo qualche tempo Gross Pietro fa armi e bagagli e passa alla corte dei Benetton. Per “amore amore”? Per via del ricco cachet mensile che gli viene passato, 900 mila euro e rotti (altri 90 mila)? Per i programmi di sviluppo in cantiere che intende sviluppare e non vuole lasciare a metà? Boh. Forse un po’ di tutto. 

Ma i Benetton puntano sempre più in alto, e visto il rischio che i lavori comportano – vedi il tragico caso di Genova – pensano di attrezzarsi bene e di raccogliere sul mercato il fior fiore dei professionisti. E’ in questo modo che si spiega l’arruolamento dell’ex ministro dei Lavori pubblici nel biennio 1998-1999, Pietro Costa, che si occuperà soprattutto della SPEA Engineering, un’altra controllata strategica di Autostrade, perchè s’interessa in prevalenza di manutenzioni. Nel piano di ampia diversificazione dei sempre più massicci utili passando dai pullover alle autostrade e non solo, i Benetton decollano presto con l’aeroporto di Nizza, dopo aver vinto la gara per la privatizzazione, e si accaparrano anche altri due aeroporti regionali francesi. Sarà Costa a sbrigare le pratiche. 

Senza dimenticare la chicca franco-inglese del tunnel che passa sotto la Manica: l’anno scorso i sempre più dinamici Benettonhanno gustato davvero un bel boccone, la maggioranza delle azioni della società che controlla l’Eurotunnel. 

Tra i fiori all’occhiello del nuovo staff delle Autostrade griffate Benetton, ecco il nome di un altro ex ministro, Paola Severino, titolare di un avviatissimo studio legale milanese e Guardasigilli

nell’esecutivo Renzi. 

Cambia anche il fronte della comunicazione, che viene affidata a “Barabini & partners”, cui si è poi aggiunta “Comin & Partners”. La prima fondata dal genovese Luca Barabini, la seconda da Gianluca Comin, docente di comunicazioni e tecniche pubblicitarie alla Luiss ed ex portavoce al ministero dei Lavori pubblici nel primo ministero Prodi.

E LA SUPERPRESIDENZA INTESA SAN PAOLO 

Ma eccoci ad un’altra tappa fondamentale nell’interminabile, fastoso percorso professionale di Gross Pietro: la poltrona di presidente del consiglio d’amministrazione della prima banca di casa nostra, il gruppo Intesa-San Paolo, dove il 1 febbrao 2018 va ad occupare la poltrona appannaggio del più longevo (forse solo secondo a Enrico Cuccia) banchiere italiano, Pietro Bazoli, finito nelle maglie di una non simpatica inchiesta giudiziaria. 

Succinto e compendioso il primo commento di Gross Pietro alle agenzie: “Nei prossimi tre anni le aggregazioni tra le banche saranno del giorno in Europa”. Boh. Poi si spiega un po’ meglio: “gli investitori hanno apprezzato il nostro piano per la grande solidità del business. Puntiamo a diventare un campione europeo”. Di poche parole.

Certo, con un top come Gross Pietro nel motore, il traguardo non è impossibile, e soprattutto per la tante manovre e operazioni che l’istituto di credito ha in campo. 

C’è ancora un amacord. Gli analisti economici ricordano che  fu proprio Banca Intesa a prestare al gruppo Benetton gli 8 miliardi di euro per acquistare la catena GS. Un investimento più che un acquisto, in realtà: tanto che a breve i Benettonhanno rivenduto GS ad un valore nettamente superiore, realizzando una maxi plusvalenza. 

E guarda i casi della vita: oggi Gross Pietro si trova sulla poltrona più alta di quella sempre cara Banca Intesa. 

Non è finita qui. A quanto pare,  negli ambienti finanziari circola una voce. Fra i Benetton e Gross Pietro quell’idillio è finito, anche in modo un pò burrascoso. Temporali d’estate? Sembra che dopo alterni litigi – anche sulla questione Abertis – sia stata decisa una separazione consensuale. Peccato che in quella separazione non fosse prevista una clausola come lorsignori sanno ben fare anche nelle più semplici concessioni: il divieto di andare a lavorare per la concorrenza. 

Invece, sempre stando ai rumors, Gross Pietro non ci ha messo più di tanto per andare ad occupare una poltrona a tavola della famiglia Gavio, l’eterna rivale dei Benetton nel settore. Come fanno anche i calciatori di lusso, ci sarebbe stato anche un forte taglio delle stipendiuccio: dimezzato. 

Ma si sa: si tratta sempre “finta concorrenza”, quest’appalto a te questo a me, ‘sta concessione a me la prossima a te. Le regole, semplici e ‘trasparenti’ del poker taroccato. 

Che va bene a tutti i Big del settore. Meno alle piccole e medie imprse sempre escluse, meno allo Stato (complice) Pantalone che sgancia sempre, meno ancora per i cittadini che pagano pedaggi spesso illegittimi: come capita per la Tangenziale di Napoli, controllata daAutostrade e presieduta dall’inossidabile ‘O Ministro Paolo Cirino Pomicino. 

Sorge a questo punto una domanda alta come un grattacielo: ma non c’è qualche piccolo conflitto d’interessi tra il presidente della più grossa banca italiana e la sua presenza ai vertici delle sigle  delle Autostrade: o almeno una delle due, se il nuovo fidanzamento con Gavio funziona?

E’ possibile che l’Antitrust, l’Anac, altri enti di controllo e soprattutto la magistratura, non aprano bocca e muovano un dito? 

E’ possibile non dire una sillaba se le cose stanno realmente così?

Oppure – ammettiamolo – viviamo ormai in una giungla che più tropicale non si può.

C’è un problema all’o.d.g.: chi comanda in Italia?

Francesco Lamendola – 28/08/2018 ariannaeditrice.it

C’è un problema all’o.d.g.: chi comanda in Italia?

Fonte: Accademia nuova Italia

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nega ai clandestini della nave Diciotti di sbarcare dal porto di Catania, dopo aver dato il permesso di scendere a terra ai bambini non accompagnati e alle persone con problemi di salute, e la procura di Agrigento apre un fascicolo su di lui; ipotesi di reato: sequestro di persona, abuso d’ufficio, incitamento all’odio razziale.

Ci si chiede, intanto, perché la nave Diciotti abbia preso a bordo quei clandestini, che si trovavano in acque territoriali maltesi; perché abbia replicato lo stesso copione dei primi di luglio, quando ebbe luogo una vicenda pressoché identica. Errare humanum, perseverare diabolicum. Identico anche l’atteggiamento dell’Unione europea: tante belle parole e nessuna disponibilità concreta; anzi, la seconda volta meno della prima. I tre interlocutori che alla fine si sono fatto avanti sono stati l’Irlanda e l’Albania, e quest’ultima non è neanche membro dell’Unione, più la Chiesa cattolica: come se non si sapesse che domani, o dopodomani, gran parte di quei clandestini saranno a spasso per l’Italia, ad ingrossare il già pauroso esercito che scorrazza dalle Alpi alle Sicilia, libero di rubare, spacciare, rapinare, sfruttare il racket della prostituzione, stuprare e ammazzare: seicentocinquantamila anime, cifre ufficiali del ministero. Quello precedente al governo giallo-verde, sia ben chiaro; perché  se fossero state fornite da questo governo, chi ci avrebbe creduto? E il bello è che sono cifre immensamente inferiori alla realtà. Gli italiani sono tenuti al buio, da anni vengono sistematicamente ingannati; non hanno il diritto di sapere. Si fa loro credere che quanto sta avvenendo è qualcosa di naturale, e, comunque, d’inevitabile; che si può, sì, “governare i flussi” (ma è mai stato fatto?), non però arrestarli, perché così vuole la Storia, e così vogliono anche l’Umanità, la Solidarietà, la Civiltà, il Cristianesimo e la Chiesa cattolica: quella di Bergoglio, però, cioè quella taroccata e apostatica, non quella vera. Già: però il signor Soros è venuto in Italia ed è stato ricevuto a Roma, dal premier Gentiloni, come se fosse un Capo di Stato. Si sono parlati a porte chiuse e non è chiaro cosa si siano detti. Soros, per chi non lo sapesse, oltre a essere il grande sponsor delle o.n.g. che ci scodellano i migranti dalla sponda africana alla nostra, è anche quel signore che, con le sue speculazioni, ha causato al nostro Paese un immenso danno finanziario, negli anni passati. È anche un signore che è ricercato da alcuni Stati europei, come l’Ungheria e la Russia, nei quali il suo ritratto figura sulle segnalazioni dei delinquenti pericolosi e notori, e, se osasse mettere il naso da quelle parti, verrebbe immediatamente arrestato e processato. Soros è uno dei più grandi criminali della finanza mondiale, però questo non viene detto dai nostri mass-media, forse perché, in tema di migrazioni e di globalizzazione, parla lo stesso linguaggio del signor Bergoglio, l’altro grande impostore, colui che sta distruggendo scientemente la Chiesa cattolica, per eseguire lo sporco lavoro che gli è stato affidato dalla massoneria ecclesiastica. Ma per i nostri mass media, padroni incontrastati del discorso perché operanti in regime di monopolio, non solo senza concorrenza, ma anche senza il minimo contraddittorio, Bergoglio è già santo adesso, in vita, e Soros è un grande filantropo, un amico dell’umanità.

La faziosità sistematica dei media è sotto gli occhi di tutti, purché si sia disposti a vederla. Si parla del viaggio del papa in Irlanda; si riportano le sue “parole forti” contro gli abusi sessuali avvenuti ad opera di membri del clero. Non si dice che costui sapeva, e ha coperto, alcuni dei più vergognosi predatori sessuali vestiti, o meglio travestiti, da vescovi, come Barros in Cile, o come McCarrik negli Stati Uniti: uomini così spregevoli che hanno abusato di un numero imprecisabile di ragazzini e di giovani seminaristi, in un arco di tempo di molti e molti anni. Secondo la narrazione dei nostri media, tuttavia, il signor Bergoglio è un paladino della moralità e un fiero custode del buon nome della Chiesa. Altro esempio: la narrazione della vicenda della Diciotti. Si è descritta la situazione dei clandestini a bordo come difficilissima, pressoché insostenibile; il trattamento da essi ricevuto come inumano, crudele, contrario a tutte le leggi internazionali. Ma è falso, completamente falso. Si è dato il massimo spazio ai Martina, alle Boldrini piombati a Catania come miserabili avvoltoi, ai quattro manifestanti pro-clandestini; si è detto che i poveri migranti non ce la facevano più, che poteva succedere di tutto se non fossero stati autorizzati a sbarcare: chi lo sa?, perfino una epidemia. Ma la “linea Salvini”, se vogliamo chiamarla così, è quella voluta da milioni e milioni di italiani: la schiacciante maggioranza. Per questo Salvini e Di Maio hanno avuto una valanga di voti, per questo è nato il governo Conte. Eppure, a questa maggioranza non è stata data voce. Si  è fatto in modo che parlassero tutti, tranne i rappresentanti del governo. Si è voluto far credere che la durezza e l’insensibilità di un uomo solo tenessero in ostaggio dei poveracci che già tanto avevano sofferto; e sull’ignobile comportamento dell’Unione europea, che non ha voluto saperne di prendersi uno solo di quei poveracci, neanche una parola di biasimo. Al contrario, di è detto e ripetuto che l’Italia, per colpa di Salvini e del governo Conte, si stava giocando la faccia davanti al mondo, che stava perdendo credibilità davanti all’Europa: davanti a questa Europa. Un’Europa così fetente che, dopo vent’anni che l’Italia si prende in carico tutti i clandestini che vogliono venire dall’Africa e da altre parti del mondo, essa la lascia ancora una volta sola, perché nessuno è disposto a prendersene dieci o quindici in casa propria. L’Europa dei prestanome come Juncker, dei tecnocrati come Moscovici, dei banchieri come Draghi, delle euro nullità come Tajani: davanti a questa Europa, massonica e usuraia, noi tutti, come italiani, dovremmo vergognarci e domandare scusa, perché la politica xenofoba e populista di Salvini e Di Maio ci ha fatto perdere credibilità. E intanto, personaggi moralmente inqualificabili, come la signora Bonino, che si è vantata di aver eseguito personalmente migliaia di aborti clandestini, salgono sui più alti pulpiti (è proprio il caso di dirlo, perché vanno a parlare nelle chiese, su invito dei preti di sinistra ammiratori di Bergoglio, grande ammiratore della grande italiana) per scagliare terribili anatemi contro Salvini e per ammonirci tutti quanti, per metterci in guardia dalla pericolosissima deriva verso il populismo e il razzismo, di cui stiamo dando al mondo segnali preoccupanti.

Qualcuno si ricorda ancora, per caso, la signora Poggiolini, moglie di Duilio Poggiolini, la quale graziosamente disse ali microfoni: Italiani, finirete male; io vi maledico? Ecco, stanno tornando quei tempi; solo che a minacciare maledizioni contro il popolo italiano sono i suoi uomini di governo, o meglio ex uomini di governo, quelli politicamente corretti, quelli che piacevano tanto a Obama e alla signora Clinton, e che piacciono tuttora a Soros e ai Benetton;  i suoi giornalisti, i suoi magistrati, i suoi intellettuali, i suoi vescovi, il suo papa. Italiani state attenti, non siete più brava gente come un tempo; avete preso una brutta piega, frequentate cattive compagnie; vi siete messi su una strada pericolosa, guardate di non finire male. Italiani siete sul punto di diventare cattivi, di diventare xenofobi; volete difendere i confini della (vostra) Patria, dunque siete egoisti, disumani, sequestratori di persone innocenti e inconsapevoli, siete fomentatori dell’odio razziale. Italiani, che delusione: da tanti anni vi facevate mungere e spremere così bene, in maniera tanto pulita, in silenzio, senza fiatare, dicendo persino “grazie”, tanto che era una soddisfazione mungervi e spremervi; da decenni leggevate i nostri giornali, guardavate i nostri telegiornali, ascoltavate e credevate tutto quel che vi dicevano i Monti, i Napolitano, i Renzi e i Mattarella, i Letta e i Gentiloni; e adesso, guardate cosa siete diventati. Nessuno vi vuole più bene; Macron, Merkel, Juncker, ce l’hanno tutti con voi, e sì che quelli sono fior di galantuomini; non è possibile che  non proviate nemmeno un poco di vergogna. Questa, senza esagerazione alcuna, è la situazione odierna: una narrazione del discorso che è tutta in mano a quel meno dell’1% della popolazione che trae vantaggio dalla globalizzazione e dall’immigrazione; e microfoni spenti per quel più del 99% della popolazione che sta pagando un prezzo salatissimo, che si sta svegliando, che vorrebbe vederci chiaro, e che ha perfino l’impudenza di voler far sentire la sua voce. Ma dove andremo a finire, di questo passo, come direbbe la signora Botteri. Mah! Ci sarebbe veramente da ridere, se non ci fosse piuttosto da piangere.

Nelle società democratiche, la funzione della stampa e delle reti radiotelevisive sarebbe appunto quella di fungere da contraltare al potere politico e a quello giudiziario, informare correttamente l’opinione pubblica ed evitare che decisioni importanti passino sopra le teste dei cittadini, senza che questi se ne rendano conto. Ebbene, quel che sta accadendo in Italia e in questa Europa fetente dei Soros e dei Juncker, è l’esatto contrario: giornali, radio e televisioni, tutti rigorosamente sul libro paga delle grandi banche e delle multinazionali, fanno di tutto perché il lavaggio del cervello dei cittadini sia completo, perché i popoli siano ridotti a una massa bruta di mucche da mungere senza pietà, e perché la loro umiliazione sia spinta fino a indurli a ringraziare i loro carnefici per le politiche spietate che li stanno massacrando, tagliando sempre più il costo del lavoro e importando nuovi schiavi negri da far lavorare per quattro euro al giorno al posto degli operai europei troppo sindacalizzarti, che hanno l’ardire di voler lavorare solo otto ore al giorno e di rifiutare persino il paterno bracciale elettronico, che l’azienda vorrebbe mettere loro al braccio per poterli seguire amorevolmente in tutte le incombenze della giornata. In una società democratica, quindi, l‘informazione, e specialmente quella pubblica, cioè le televisioni Stato, dovrebbero svolgere la funzione di dar voce a chi governa, e mostrare correttamente quel che sta facendo per il proprio Paese; e dar voce anche a chi è all’opposizione, affinché possa criticarlo e contestarlo, ma sempre nel rispetto della volontà popolare: che è, fino a prova contraria, quella uscita dalle urne. Ora, le urne il 4 marzo scorso hanno sancito che otto italiani su dieci non volevano più saperne di governi a guida Pd, che non erano d’accordo con le politiche della sinistra, che non erano d’accordo con la linea della neochiesa bergogliana dell’accoglienza indiscriminata. E invece che cosa fanno i mezzi d’informazione, praticamente al cento per cento? Danno voce e spazio all’opposizione, ma non danno né voce, né spazio a chi sta al governo; cioè a chi è stato votato da otto italiani su dieci (e che, se si tornasse a votare domani, prenderebbe ancora più voti, soprattutto la Lega, precisamente perché sta facendo le cose che sta facendo, e che sono, caso raro nella nostra tradizione politica, proprio le cose che si era impegnato a fare in campagna elettorale). Non si creda che le cose vadano molto diversamente nel resto del mondo. Nella madre di tutte le democrazie, gli Stati Uniti d’America, il presidente Trump, eletto regolarmente e con un netto margine di voti, subisce, fin dal giorno della sua elezione l’ostracismo generalizzato dei mass media, che lo dipingono come una specie di pazzo criminale e che fanno di tutto per delegittimarlo, per ridicolizzarlo, per ridurlo all’impotenza; fra le altre cose, danno il massimo risalto alle procedure per l’impeachment con cui i suoi avversari politici vorrebbero levarlo di mezzo per via giudiziaria. Non importa quel che dice Trump; non gli si concede spazio sulle reti televisive; importa solo quel che dicono i suoi più accesi detrattori. Noi, da parte nostra, paghiamo lo stipendio a giornalisti come Giovanna Botteri, che stanno a  New York per raccontarci non quel che accade negli Stati Uniti, ma quel che essi vorrebbero che accadesse, cioè la caduta ignominiosa di Trump, il suo processo, la sua condanna alla berlina, la distruzione del suo programma, la dissoluzione di ciò che egli rappresenta. Alla faccia del piccolo dettaglio che decine di milioni di cittadini americani lo hanno votato; e che lo hanno votato esattamente per fare quel che ora sta facendo, o sta cercando di fare. Oppure prendiamo la Francia. Qualcuno si ricorda che in quel Paese, pur di impedire che la volontà popolare mandasse al governo, pacificamente e democraticamente, la signora Le Pen, tutti gli altri partiti, d’accordo con le grandi banche, fecero una grande ammucchiata e tirarono fuori da qualche casa di cura psichiatrica il signorino Macron? Una cosa mai vista e mai udita in nessun Paese democratico: destra e sinistra che si uniscono per impedire il responso legale delle urne, per calpestare la volontà popolare. Almeno, fino a qualche anno fa, si badava a salvare le apparenze. Ma ora i poteri forti si sentono minacciati, e diventano feroci; mostrano i denti, e non per finta. Si preparano ad azzannare. Non sia mai che gli italiani abbiano l’impudenza di voler sapere, e perfino capire, come ha fatto il ponte Morandi a venir giù in quel modo; e chi e come, adesso, dovrà fare la relativa inchiesta. Non sia mai che vogliano sapere e capire come mai la Diciotti è andata a rimettersi, e a rimettere il nostro Paese, nella stessa identica situazione di un mese e mezzo fa, cioè sotto ricatto morale e con i riflettori di tutto il mondo puntati addosso, per vedere quanto cattivi saremmo stati con i poveri profughi. Non sia mai che i cattolici vogliano sapere e capire che ci fa in Vaticano un signore argentino il quale, oltre  ad aver protetto e coperto i peggiori predatori sessuali e i più abominevoli sodomiti che infangano, con la loro pestilenziale presenza, la Chiesa cattolica, sta demolendo scientemente, giorno per giorno, mese dopo mese, la dottrina e la morale  cattoliche. Infine, non sia mai che agli italiani venga il capriccio di sapere e capire chi comanda sul serio, qui…

[L’analisi] L’assegno da quasi 4 miliardi che finisce nelle tasche dei Benetton. Ecco i dettagli del grande affare autostrade

Maurizio Ricci, editorialista notizie.tiscali.it 2 8.18

La convenzione, infatti, garantisce agli azionisti di Autostrade dividendi per un totale di 560 milioni di euro l’anno fino al 2038, ovvero 14 miliardi di euro per l’intera durata della concessione. Volete sapere quanto di questi soldi finirà effettivamente nelle mani dei numerosi componenti della famiglia Benetton? Hanno il 30 per cento di Atlantia, la capogruppo che controlla l’88 per cento di Autostrade. Quindi, più o meno, 150 milioni l’anno, 3 miliardi 750 milioni da qui al 2038

La famiglia Benetton
La famiglia Benetton

Profitti fuori mercato, concessioni inamovibili, controlli, di fatto, impossibili. Fare e gestire autostrade, in un paese congestionato e montagnoso come l’Italia, è un mestiere difficile, ma è un affare d’oro. La pubblicazione della convenzione fra le Autostrade dei Benetton e lo Stato, combinata con i dati sul sistema autostradale, comunicati al Parlamento dal ministro Toninelli fornisce un quadro desolante dei rapporti fra il potere pubblico e i gruppi di potere privati, impegnati – i Benetton, come gli altri concessionari, titolari di contratti presumibilmente non diversi – a sfruttare il ricco fiume dei pedaggi. Ne esce fuori l’immagine di una rincorsa fra governi di centrosinistra (a trazione Pd) e di centrodestra (con Lega annessa) ad accontentare colossi internazionali come i Benetton, come consorzi di respiro assai più ridotto, ma di cospicua influenza regionale, in particolare al Nord. Il filo che ci guida è la convenzione con Autostrade. I numeri sono rivelatori, ma puramente indicativi. La convenzione traccia, infatti, i parametri finanziari dei successivi 25 anni di durata del contratto, ma risale al 2013, cinque anni fa. In realtà, l’azienda aveva prospettato un aggiornamento, ma, l’anno scorso, in un soprassalto di fermezza, il ministro Del Rio e il governo Gentilonilo hanno bocciato. Ne sappiamo poco: l’unica cosa certa è che i Benetton volevano di più.

La gallina dalle uova d’oro

Vent’anni fa, vendendo Autostrade, lo Stato incassò l’equivalente di 8 miliardi di euro. Oggi, la percentuale che ricava dei pedaggi è il 2,4 per cento, una cinquantina di milioni l’anno. Più o meno un decimo di quello che si mettono effettivamente in tasca gli investitori privati. La convenzione, infatti, garantisce agli azionisti di Autostrade dividendi per un totale di 560 milioni di euro l’anno fino al 2038, ovvero 14 miliardi di euro per l’intera durata della concessione. Sono soldi distribuiti in Borsa sulla base dei risultati di bilancio, quindi (a parte le imposte personali da pagare successivamente, come l’Irpef) al netto di oneri, fiscali e non, a carico dell’azienda.Volete sapere quanto di questi soldi finirà effettivamente nelle mani dei numerosi componenti della famiglia Benetton? Hanno il 30 per cento di Atlantia, la capogruppo che controlla l’88 per cento di Autostrade. Quindi, più o meno, 150 milioni l’anno, 3 miliardi 750 milioni da qui al 2038.
Come si arriva a queste cifre? Il calcolo è complesso. Il punto di partenza, comunque, è la fissazione preventiva e garantita di un guadagno sul capitale investito pari al 10,21 per cento. Lordo, però. Tolte le tasse che l’azienda deve pagare al momento di formulare i bilanci si riduce al 6,85 per cento dei ricavi netti. E’ tanto? E’ poco? Giudicare sembrerebbe difficile per i non addetti ai lavori. E, invece, no. E’ semplice e anche i profani possono farsi un’idea. Secondo i tecnici dell’Unione europea (a cui le concessioni vanno sottoposte) quei soldi, infatti, sono troppi. A Bruxelles giudicano che il rendimento lordo non dovrebbe superare il 4-6 per cento, altro che il 10. Insomma, circa la metà. E’ un punto cruciale, perché se le concessioni, invece di essere eterne, venissero rimesse periodicamente a gara, come previsto in teoria, la base del rendimento garantito all’investitore sarebbe quella indicata dalla Ue, non certo il 10 per cento spuntato nella concessione attuale. E questo spiega nitidamente perché le concessioni non vengono mai rimesse a gara. A Roma, tuttavia, hanno scelto di non seguire il parere della Ue. E Autostrade ha serenamente rilanciato: nella concessione aggiornata – ma rimasta in sospeso dopo la bocciatura del ministero – il ritorno garantito sull’investimento non era più del 6,85 per cento, ma del 7,98 per cento, sempre al netto della tasse.

I profitti nascosti

Il guadagno dei concessionari, peraltro, è più alto di quello garantito dal testo della concessione. Il profitto assicurato, infatti, risulta dal confronto fra ricavi e investimenti previsti per la manutenzione o l’ampliamento. Ma a chi vanno i soldi che vengono investiti? Il codice degli appalti prevede che solo il 20 per cento dei lavori previsti venga effettuato direttamente dal concessionario. Ma per le autostrade (l’emendamento fu proposto dal Pd) si è fatta un eccezione. I lavori realizzabili in proprio sono non il 20, ma il 40 per cento. E’ una differenza cruciale per quanto riguarda i ricavi. Autostrade, ad esempio, (come i Gavio e gli altri concessionari) può affidare quel 40 per cento dei lavori all’azienda che controlla nel settore (Pavimental) che a sua volta appalterà la commessa a ditte più piccole, con risparmi anche del 30 per cento sulla cifra stanziata. I quattrini in ballo sono tanti. Sempre Autostrade si è impegnata ad effettuare, entro il 2038, investimenti sull’ampliamento della rete per 10,3 miliardi di euro, che dovranno essere appaltati. Analogamente, dovranno essere appaltati 7,3 miliardi per la manutenzione ordinaria. Vuol dire 6-7 miliardi di lavori appaltabili da parte di Pavimental.
Una concessione ricca come questa delle autostrade consente anche altre vie di guadagno. Superata la fase iniziale, infatti, la strada per la concessionaria è in discesa. Il flusso di liquidità consente di rimborsare, via via, i debiti. Nel 2012, Autostrade, aveva debiti per 10 miliardi di euro che il fiume dei pedaggi consente, nel corso degli anni, di rimborsare, azzerando i relativi interessi. Risultato? Nel 2038, a scadenza (presunta) della concessione, Benetton e gli altri azionisti si ritroveranno in cassa, freschi e liquidi, 9 miliardi di euro, da distribuire, eventualmente, fra i soci.
Ad alimentare questo meccanismo c’è, ovviamente, lo scorrere dei pedaggi nelle casse dell’azienda. La convenzione prevede che le tariffe non possono essere adeguate all’inflazione per più del 70 per cento. Più, però, la remunerazione degli investimenti effettuati sulla rete. E’ intervenuta la Ue: l’adeguamento deve avere un tetto, pari allo 0,5 per cento oltre il tasso di inflazione. Comunque alto, quando l’inflazione viaggia, come oggi, all’1 per cento.

 I controlli inesistenti

Pronti a fare promesse quando si tratta di stilare i testi della concessioni, i concessionari hanno però il freno tirato al momento di fare questi investimenti. Fra il 2008 e il 2017 sono stati investiti sulla rete autostradale italiana 16,48 miliardi di euro, contro i 25,4 previsti nelle concessioni. “Manca il 35 per cento degli investimenti previsti” dice il ministro dei Trasporti, Toninelli. E, del resto, chi doveva provvedere a sorvegliare e pungolare questi concessionari e i loro 6 mila chilometri di rete? Fra il 2007 e il 2017 gli stanziamenti al ministero dei Trasporti per i controlli sulle autostrade sono scesi da 16,6 a 7 milioni l’anno. Servono a pagare non i 250 controllori previsti in organico, ma i 110 effettivamente in servizio.

Piano dona a Genova un progetto per il rifacimento del ponte Morandi

ATS ANS/FC tio.ch 28.8.18

Keystone / EPA Ansa

GENOVA – «Renzo Piano si è offerto volontariamente, da genovese competente nel campo, di regalare alla città un progetto per il rifacimento del ponte Morandi. Noi abbiamo accettato volentieri l’aiuto, qualche idea ce l’ha già proposta». Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti al termine dell’incontro con il noto architetto Renzo Piano.

«Spero di essere utile, lo faccio con molta convinzione. Bisogna che la città ritrovi orgoglio e riscatto, bisogna ricostruire questo ponte e ripensare l’intera area della val Polcevera. Il ponte lo costruiscono gli ingegneri, ma sono lieto di poter essere utile al progetto perché dietro al ponte c’è l’orgoglio e la bellezza della città», ha indicato Renzo Piano presentando la sua ‘idea per il ponte’.

«Mi sono fatto un’idea di come deve essere il nuovo ponte – ha detto Piano -, ma è soltanto l’inizio. Un progettista pensa e ragiona aiutandosi con oggetti e schizzi. Da qui a dire che c’è un’idea progettuale è eccessivo, c’è un impegno morale a fare in modo che il nuovo ponte porti con sé i tratti della ‘genovesità’, della qualità e un po’ della nostra parsimonia. Dev’essere un ponte che esprima tutto questo, ci deve essere il ricordo di una tragedia e il suo elaborarsi nel tempo».

Piano ha detto di non credere «ai tempi record per la ricostruzione. Credo nei tempi giusti, bisogna fare presto ma non in fretta».

Partono le richieste danni – Partono le richieste danni da parte dei famigliari delle vittime del crollo di ponte Morandi. Alcuni dei legali che li rappresentano hanno inviato, infatti, lettere tanto ad Autostrade quanto al Ministero italiano delle Infrastrutture e dei Trasporti.

«Abbiamo già inviato lettere di richiesta danni ad Autostrade per l’Italia, Atlantia e Ministero», fa sapere il legale di una famiglia coinvolta, mentre un secondo avvocato che rappresenta altre vittime del crollo precisa che alcune missive sono state inviate anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

I due avvocati sono stati tra i primi a depositare le nomine delle persone offese. Ovviamente spetterà poi alla magistratura accertare le singole responsabilità.

 

Autostrade, cade segreto su convenzioni. On line tutti gli atti

mit 27.8.18

Toninelli: “Trasparenza su numeri di chi si è arricchito gestendo beni pubblici”
toninelli audizione 27ago18

27 agosto 2018 – E’ in corso un cambiamento epocale al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: sono state pubblicate sul sito internet del Ministero, integralmente, tutte le convenzioni di concessioni autostradali attualmente in vigore.

Si tratta di un’operazione di disclosure mai messa in pratica prima d’ora e chiesta esplicitamente dal Ministro Danilo Toninelli alla direzione competente di questo Ministero. Un’operazione di piena trasparenza che riguarda le 23 convenzioni in vigore su 6 mila chilometri di autostrade.

Finora le convenzioni che erano state pubblicate su questo sito riportavano diversi omissis. Su richiesta del Ministro, invece, le convenzioni vengono ora pubblicate nella loro versione integrale, con tutti gli allegati e il Piano finanziario. Tutto ciò dopo quasi 20 anni dalla privatizzazione di quelle stesse infrastrutture.

Il piano di trasparenza messo in atto dal Ministro Toninelli è stato fatto, come sottolinea lui stesso “malgrado le fortissime pressioni interne ed esterne in senso contrario che stavo subendo e continuo a subire, compresa la diffida inviata a suo tempo da Autostrade per l’Italia a pubblicare tutto”.
Ma “l’ho fatto – aggiunge il Ministro – in modo da dare davvero trasparenza all’opinione pubblica sui numeri grazie ai quali i padroni delle autostrade si sono arricchiti gestendo beni che appartengono a tutti noi”.

Tutti gli atti delle convenzioni possono essere consultate al seguente link: http://www.mit.gov.it/documentazione/convenzioni-regolanti-i-rapporti-tra-il-ministero-e-le-societa-concessionarie

Convenzioni regolanti i rapporti tra il Ministero e le Società Concessionarie Autostradali (MIT)

mit 28.8.18

In questa sezione sono pubblicati i testi degli Atti Convenzionali che regolano le concessioni autostradali sulla rete a pedaggio. Costituiscono parte integrante degli Atti Convenzionali gli allegati tecnici che definiscono i profili specifici del rapporto concessorio. I testi di convenzione e i relativi allegati consentono l’accesso generalizzato alle informazioni di interesse pubblico sugli operatori autostradali, organizzazione e costo del servizio.

In questa sezione sono pubblicate le Relazioni annuali dell’attività di vigilanza sulle Concessionarie autostradali. Le Relazioni riportano informazioni di natura operativa, tecnica ed economico – finanziaria su l’intero settore autostradale in concessione. Le Relazioni riportano informazioni di settore e per le singole società concessionarie.

ROTHSCHILD PARLA DELLA SUA DINASTIA NEL SUO LIBRO

Politicamentescorretto.info 28.8.18

Lord Rothschild nel suo libro “L’ombra di un grande uomo” cita una lettera inviata da Davidson il 24 giugno 1814 a Nathan Rothschild,

“Finché avrai un casato come il tuo, e finché lavori insieme

con i tuoi fratelli, non ci sara` al mondo cosa grado di competere con te, di farti del male, perché insieme siete in grado di realizzare qualsiasi cosa. “

La vicinanza dei fratelli Rothschild si puo` riconoscere in una lettera di Saloman (Salomon) Rothschild a suo fratello Nathan il 28 febbraio 1815,

“Siamo come il meccanismo di un orologio: ogni parte

è essenziale.

Questa vicinanza si riscontra ulteriormente con i 18 matrimoni dei nipoti di Mayer Amschel Rothschild ,16 dei quali avvennero tra cugini di primo grado.

VISITANDO LA NAZIONE COSTRUITA DAI ROTHSCHILDS

Nel 1974, nell’estate successiva alla guerra dello Yom Kippur, questo autore ha girato Israele e ha avuto la possibilità di visitare personalmente molti degli edifici come il Knesset costruito grazie ai soldi dei Rothschild. Il Knesset è l’equivalente israeliano del Campidoglio del Congresso americano. Uno dei Rothschild nel suo testamento ha lasciato i soldi per progetti di costruzione in corso in Israele, e i Rothschild hanno l’onore di dare il nome ad una strada

a Gerusalemme.

Il popolo di Germania e di Turchia erano molto vicini. Ricordo di aver incontrato un turco Gastarbeiter ” (lavoratori ospiti) in Germania. Il lettore ricorderà che la Turchia ha combattuto dalla parte della Germania durante la prima guerra mondiale. Alcuni ebrei potenti, inclusi i Rothschild, sono stati responsabili della formulazione del

Trattato imposto alla Germania.  Il trattato diede ai Rothschild il controllo sulle ferrovie palestinesi (che faceva parte dell’Impero ottomano turco), preparando quindi la via per i Rothschild in modo da avere una leva sicura per dettare la politica riguardante la Palestina. I Rothschild fecero prestiti alla Turchia, i quali ammontavano a quasi cento milioni di sterline. Quando il governo turco è crollato dopo la Guerra Mondiale dato che stavano dalla parte dei perdenti, i Rothschild reclamarono il credito in Palestina a causa di quei prestiti turchi non pagati  Il governo britannico seguì i dettami dei Rothschild. Agli inglesi fu dato un mandato sulla Palestina e i Rothschild sono stati in grado attraverso i loro delegati nel governo britannico, di costituire i passi che porteranno alla creazione della nazione

di Israele.

I ROTHSCHILDS COME “PROFETI”

Una cosa si distingue tra tutte se una persona ascolta i banchieri internazionali e legge i loro libri. Essi credono che il denaro sia ciò che fa girare il mondo. Se hai soldi, puoi fare qualsiasi cosa. Il denaro è

“Dio”, ed è adorato e servito. Anche dopo che queste famiglie accumulano più di quanto puo` essere speso, questi devoti continuano a vendere le loro anime per questo dio falso ma potente. Il grande poeta-filosofo Heinrich Heine (il figlio di un banchiere) disse: “Il denaro è il dio del nostro tempo e Rothschild è il suo profeta”

Seguendo lo spunto dei Rothschild, Heinrich Heme, un ebreo, ha firmato il suo nome disegnando un sigillo di

Salomone Si dice che Amsel Rothschild abbia detto: “Datemi il controllo dell’economia di un paese;

e non mi interessa chi fa le sue leggi. Oggi i suoi discendenti si incontrano due volte al giorno a Londra per dettare

al mondo quale sarà il prezzo mondiale dell’oro. Inoltre dettano ciò che la “Federal Reserve” farà con le finanze dell’America.

ADORANO ANCHE UN ALTRO DIO

Secondo dei testimoni oculari, abbastanza prominenti da poter visitare una casa inglese Rothschilds, quest’ultimi adorerebbero anche un altro dio Satana. I Rothschild sono stati per molti satanisti generazioni. I Rothschild sono una parte importante nella storia del Sigillo di Salomone (noto anche come esagramma, Magen David, stella a sei punte, stella di David.) Il Sigillo di Salomone, l’esagramma, non era considerato un simbolo ebraico prima che i Rothschild cominciassero ad usarlo.9 Durante tutto il Medioevo il sigillo di Salomone era stato usato da maghi arabi cabalisti, stregoni/streghe e druidi satanisti. Una delle rare apparizioni del simbolo nell’antichità risale a 1.200 anni fa in una moschea musulmana a Tel Aviv.10 Nel dodicesimo secolo un ebreo ashkenazita di nome Menahem ben Duji, che pensava di essere il messiah, utilizzò il simbolo magico. 11 Dato che i Rothschild sono satanisti adottarono questo potente simbolo magico per il loro stemma nel 1822.

Il nome che adottarono per la loro famiglia, deriva dal fatto che nel 17 ° secolo, Amschel Mayer Bauer, iniziò ad appendere fuori dalle sue case un esagramma rosso in modo da identificarle. Mayer Amschel quindi decise di farsi chiamare red-schield (Rothschild in tedesco). Alice Bailey in A Treatise On White Magic, p. 412, afferma che la gerarchia ha tra le sue fila un gruppo speciale chiamato “gruppo finanziario”, che controlla tutto ciò che può essere convertito in energia, costruendo una dittatura sui rapporti di commercio e scambio. Secondo il luciferino Alice Bailey, il “gruppo finanziario” è l’ultimo gruppo diretto dalla Gerarchia. Nel 1836 Zevi Hirsch Kalischer avvicinò un Rothschild e propose di acquistare tutta la terra di Israele. Ci vollero molti anni prima che i Rothschild riuscissero a creare Israele. I Rothschild furono una forza primaria dietro la sua creazione, la nazione giustamente quindi ha come logo il sigillo di Salomone.

Gli ebrei ultra-ortodossi israeliani non serviranno mai l’esercito israeliano perché sanno che non vi è il loro dio dietro la creazione di Israele, ma piuttosto dei ricchi ebrei apostati. Si rifiutano di servire gli empi. Sono più saggi di uomini quali Jerry Falwell che va in giro a dire che Israele è la nazione di Dio. Per uomini come Falwell dio ha permesso a Hitler di arrivare al potere, come successe a Stalin, e ai Rothschild. Allo stesso modo quel dio governa e protegge la russia di Stalin, domina l’America e Israele.

La maggior parte degli ebrei non si preoccupa di informarsi sul significato occulto della loro preziosa Magen David (Stella di David). Re David non ha nulla a che fare con l’esagramma, ma suo figlio Salomone si, quando cominciò di fatto ad adorare Ashtoreth (stella, anche conosciuta come Astarte, Chiùn, Kaiwan, Remphan, e Saturno) .12 Salomone ha costruito altari in onore di Astarte.

Il dio Saturno è associato con la Stella ma sia Saturno che Astarte sono identificati con un certo numero di altri nomi. Saturno è molto importante per comprendere la lunga storia di questa cospirazione che risale a tempi antichissimi. La città di Roma era originariamente conosciuta come Saturnia o Città di Saturno. La Chiesa cattolica romana conserva gran parte del culto di Saturno nei suoi rituali. Saturno si riferisce anche a Lucifero. ’13 In vari dizionari occulti Saturno è associato con il male. Saturno era importante per la religione di Mitra e per i Druidi.

CO-PADRONI DEL MONDO – I collegamenti con ebrei, mormoni e il giudaismo

Si dice che tutte le strade portano a Roma. In questo articolo tutti i percorsi di indagine ci porteranno verso i Rothschild. Charles T. Russell, in una lettera al barone (Lord) Rothschild nel 1891, inviata dalla Palestina, elenca possibili scenari d’azione che potrebbero essere adottati per insediare gli ebrei in Palestina. Russell ringrazia Rothschild per i soldi che hanno permesso la fondazione di alcune colonie ebraiche. Russell scrive a Rothschild: Ciò di cui necessitiamo qui, assieme all’acqua potabile e all’igene, è un buon governo che protegga i poveri dai delinquenti e dai ricchi. Sarebbero estremamente necessari anche degli istituti bancari con basi sane e che fanno affari onestamente” Russell continua:” Che il Dio di Giacobbe ti diriga, mio caro signore e diriga tutti coloro che sono interessati alla liberazione di Israele e alla sua prosperità, e saranno benedetti coloro che, in qualsiasi misura, fungono da mezzi per il compimento dell’Opera. “(14) Quando la Chiesa mormone necessitò di un finanziamento alla fine del 19esimo secolo, andarono alla Kuhn, Loeb Co.15 Per spiegare il controllo dei Rothschild sulla Kuhn , Loeb Co. sono necessarie alcune informazioni di base.

Il metodo con cui la casata dei Rothschilds guadagnò influenza, fu lo stesso che la nobilità utilizzò per secoli, il matrimonio. I bambini dei Rothschild, ragazze e ragazzi, si coniugarono in base ad alleanze che sarebbero tornate a vantaggio della casata dei Rothschild, in questi due ultimi secoli però, avendo raggiunto il potere desiderato, decisero di consolidarlo sposandosi tra cugini. 16 Jacob Schiff crebbe nella casa che i Rothschild possedevano al 148 Judengasse, Francoforte. Jacob Schiff arrivò negli Stati Uniti con capitali Rothschild e prese il controllo di una piccola realtà bancaria ebraica fondata da due mercanti di Cincinnati Abraham Kuhn e Solomon Loeb. Sposò pure la figlia di Solomon. Nel 1885, Loeb andò in pensione, e Schiff guidò la Kuhn Loeb Co. per conto dei Rothschild fino al 1920 quando morì.17 Durante la gioventù di Russell e Brigham, Lord Rothschild veniva considerato il “leader laico della comunità ebraica mondiale.” 18 Edmund Rothschild fu presidente della Jewish Colonization Assoc, 19, il quale fu un grand egruppo sionista. Amselm Rothschild ha fatto presente che suo nonno Amschel Mayer Rothschild insistette sulla clausola 15 delle sua volontà “Che i miei figli e i loro discendenti possano rimanere costantemente fedeli alla loro ancestrale fede ebraica”. (20)

I Rothschild non sono rimasti fedeli alla fede ortodossa. Il mondo ebraico ha inondato i Rothschild di lodi, “I Rothschild governano un mondo cristiano. Nessun gabinetto di governo prende decisioni senza il loro consenso. Estendono i loro tentacoli, con la stessa facilità, da San Pietroburgo a Vienna, da Vienna a Parigi, da Parigi a Londra, da Londra a Washington. Il barone Rothschild, il capo della casata, è il vero re del regno di Giuda, il Messia tanto cercato da questo popolo straordinario …. Il leone della tribù di Giuda, il barone Rothschild, possiede più forza di David – e più saggezza di Salomone “. (21) Anche il priorato di Sion è collegato ai Rothschild in quanto fanno parte del Consiglio Ebraico degli Anziani di Sion.23 I Rothschild hanno “aiutato” il popolo ebraico alla loro maniera. Per coloro che ammirano l’avarizia, i Rothschild rappresenteranno un ottimo esempio. Ad esempio, le offerte di James Rothschild agli ebrei francesi poveri era di 5 franchi (l’equivalente di $ 1). La loro dinastia ha distrutto gli ebrei onesti così come i cristiani. Oggi, in pochi osano criticare i Rothschild.

CO-PADRONI DEL MONDO – I collegameni alle società segrete

I Rothschild svolsero un ruolo di primo piano negli Illuminati di Baviera, (25) ed almeno uno dei figli di Amsel ne era membro. Come il lettore saprà, Amsel dispiegò i figli nelle principali capitali europee, dove ognuno mise in piedi la propria compagnia finanziaria/banca. Con il loro servizio di intelligence segreto e la loro rete mediatica possono gestire qualsiasi governo europeo. (26) La voluminosa quantità di corrispondenza inviata dai Rothschild attirò l’attenzione (27), ma nessuno impedì mai al servizio di intelligence e alla loro posta di funzionare correttamente. Dopo che gli Illuminati di Baviera vennero scoperti, il centro del potere occulto delle società segrete europee si spostò alla Carboneria aka l’Alta Vendita (28), guidata da un altro potente Rothschild, Karl Rothschild, 29 figlio di Amschel. Nel 1818, Karl partecipò alla stesura di un documento segreto che venne inviato al quartier generale della Massoneria dalla Alta Vendita. I massoni erano angosciati quando vennero a sapere che una copia di questo fascicolo venne persa, e misero una ricompensa per chiunque si fosse offerto di riportare loro la copia perduta. Venne originariamente scritta in italiano. Il titolo traduce “Istruzioni permanenti, guida per i capi dei più alti gradi della Massoneria.” (30)

Il libro di riferimento 10.000 massoni famosi, Vol. 4, p.74, indica che altri due figli di Amschel erano massoni, James Meyer Rothschild, e suo fratello Nathan Meyer Rothschild. James Rothschild a Parigi era al 33 ° del rito scozzese della massoneria, e suo fratello Nathan a Londra fu membro della Loggia dell’Emulazione. e il massone ebreo Katz indica che Solomon Meir Rothschild,venne iniziato alla Massoneria il 14 giugno 1809. (31) I Rothschild divennero potenti all’interno della Massoneria. Troviamo i sansimoniani, i religiosi millenaristi occulti precursori del comunismo, che tessono le lodi per il barone Rothschild nella loro rivista Le Globe, “Non c’è nessuno che oggi meglio rappresenti il trionfo dell’equità e del lavoro nel XIX secolo come il barone di Rothschild …. Questo ebreo nacque milionario? No, nacque povero, e se sapeste quanto genio, pazienza e duro lavoro furono necessari per costruire la House Of Rothschild, lo ammirereste piuttosto che insultarlo”. Lionel de Rothschild (il de è stato aggiunto dai Rothschild francesi) partecipò alla prima internazionale comunista. Il massone Mazzini che aiutò ad avviare il comunismo lodò i Rothschild, “Rothschild potrebbe essere re di Francia se lo desiderasse.” 32

Adoiphe Crémieux, era un massone ebreo/francese. I Rothschild diedero almeno 1, 000 sterline a Crémieux perchè andasse a Damasco con Salomon Munk, e Sir Moses Montefiore per farsi consegnare gli ebrei imprigionati in questo posto, e convince il sultano turco a dichiarare le accuse di omicidio rituale false.33 Basandosi sull’opera di tre autori ebrei, Dope, Inc., il B’nai B’rith era uno spin-off dell’Ordine di Sion e venne messo in piedi come copertura per operazioni di intelligence segrete per la House of Rothschild. I Rothschild sono molto importanti anche nel Bilderberg Group. I Rothschild erano strettamente collegati al Council on Foreign Relations (CFR). Anche se molta gente oggi non vede il CFR come una società segreta fu originariamente messo a punto come parte di una società segreta e venne tenuto segreto per molti anni, nonostante la sua incredibile potenza. Carroll Quigley, professore di Relazioni Internazionali presso la Jesuit Georgetown University, ha portato alla luce il Gruppo della Tavola Rotonda nel suo libro Tragedy and Hope (34). I Rothschild finanziariono Rhodes in modo che formasse i De Beers (35).

Rhodes istituì una società segreta sul modello di quella dei gesuiti e dei massoni per contribuire a portare in atto un governo mondiale unico che avrà il suo nucleo in Gran Bretagna.36 Il gruppo interno venne fondato nel 1891 ed era composto da Mark Rhodes , Stead, Lord Esher (Brett), e il Massone 33 * Alfred Milner. (33bb) Un cerchio secondario di “potenziali membri del Circolo degli Iniziati” consisteva nell’ebreo Lord Balfour, da Sir Harry Johnson, da Lord Rothschild, da Lord Grey e altri . Inizialmente, Lord Rothschild faceva parte del gruppo interno della società segreta di Rhode, ma venne sostituito dal suo figliastro Lord Rosebury che non era così potente come il padre. I socialisti Fabiani dominavano lo staff di Oxford quando arrivarono gli scolari di Rhodes. Questi studiosi ricevettero l’indottrinamento e la preparazione per diventare successivamente parte di un Nuovo Ordine Mondiale socialista. (38)

Il gruppo della Tavola Rotonda germogliò dal circolo esecutivo interno della società segreta Rhode. Il cerchio venne fondato subito dopo l’inizio del 20 ° secolo. Il Round Table Group venne mantenuto in vita dopo la prima guerra mondiale mettendo in piedi un’organizzazione di facciata la Royal Institute of International Affairs. Il Council of Foreign Relations fu la parte americana di questo fronte. Il cerchio interno continua a dirigere il cerchio esterno e le sue due organizzazioni di facciata la RIIA e il CFR.

CO – PADRONI DEL MONDO – Gestione della ricchezza degli Zar e della Chiesa Cristiana e la cattura di quella Ortodossa.

All’inizio del 19 ° secolo il Papa andò dai Rothschild per farsi prestare del denaro. I Rothschild furono molto cordiali con il Papa, tanto da far dire sarcasticamente ad una giornalista “Rothschild ha baciato la mano al Papa … L’ordine per lo meno è stato ristabilito.” 39 Ai Rothschild nel corso del tempo sono state affidate grosse parti delle ricchezze del Vaticano. Il ricercatore. Eustice Mullins scrisse che i Rothschild coprirono le operazioni finanziarie della Chiesa cattolica in tutto il mondo nel 1823. (40) Oggi il grande business bancario e finanziario della Chiesa cattolica è un sistema interlacciato con i Rothschild e con il resto del il sistema bancario internazionale. La grande ricchezza degli zar russi venne affidata ai Rothschild, $ 35 milioni con la Rothschild’s Bank Of England, e $ 80 milioni nella banca Rothschild di Parigi. I Rothschild finanziarono la rivoluzione russa che confiscò vaste porzioni di ricchezza alla Chiesa ortodossa. Sono stati in grado di impedire (grazie alla loro grande influenza e potere) che i legittimi eredi della fortuna degli zar non ritirassero un centesimo dei milioni depositati nelle loro banche. I Mountbattans, che sono legati ai Rothschild, portarono la battaglia in tribunale garantendo che non ci fossero più pretese su quel denaro. In altre parole, il denaro investito nella rivoluzione russa, non fu solo pagato direttamente dai bolscevichi con milioni di dollari in oro, ma appropiandosi anche delle ingenti ricchezze degli zar, con questo furto i Rothschild guadagnararono circa $ 50 Miliardi (41).

CO – PADRONI DEL MONDO – Il controllo su stregoneria e satanismo

Una delle più pure forme di satanismo può essere individuata nel frankismo/sabbatianesimo. I leader di questo movimento prima dei Rothschilds furono:

Sabbatai Zevi (1626-1676)

Nathan di Gaza (16?? -?)

Jacob Frank (1726-1791)

Rothschild

Tre collegamenti tra il satanismo, il male, e il denaro

La moneta attrae naturalmente a se il male. Per esempio, se una donna decidesse di prostituirsi riverebbe riceverebbe una grossa somma di denare, ma chi la pagherebbe perchè mantenesse la sua verginità o la sua dignità? Se sei un sicario ti vengono dati molti soldi per portare a termine l’obiettivo, qualcuno darebbe mai soldi a uno cecchino che non sa prendere la mira?

In secondo luogo, gli uomini malvagi sono disposti a vendere la propria anima al diavolo in cambio della realizzazione dei loro desideri. Utilizzeranno il male per guadagnare soldi.

Mentre molte persone sono consapevoli di queste due ultime connessioni, una terza potrebbe sfuggire ai più. Il principale gruppo di uomini che si è infiltrato nel sistema finanziario internazionale è di matrice satanista. Questi ultimi gestiscono ora la Federal Reserve e sono coloro che acconsentono alla creazione di carta moneta da parte della Federal Reserve degli Stati Uniti. Avendo il totale controllo sula produzione del denaro contante hanno una importante leva sul mondo finanziario, senza menzionare che essi controllano la Banca Mondiale. Non è un caso poi, che dopo essere entrati in possesso del sistema finanziario mondiale, vogliano fare quanto in loro potere per conquistare e distruggere sia la fede cristiana che quella musulmana. Questi potenti banchieri si riferiscono alla fede in Dio come Caino si riferiva al fratello Abele. Che siano collegati al popolo ebraico, non significa che abbiano intenzione di proteggerlo. Sabbatai Zevi venne rifiutato da molti ebrei. La sua setta acquisì importanza nella seconda metà del XVII secolo nel sud-est della Polonia (42). Nel 1759-60, 500 ebrei, Sabbatiani, si convertirono al cristianesimo.43 Nel 1715, 109 delle 415 famiglie ebree a Francoforte prestavano denaro . Le altre erano composte da mercanti di vario genere.

CO – PADRONI DEL MONDO – Il controllo sul trattato che poneva fine alla prima guerra mondiale

Quando la Germania fu sconfitta, non solo gli agenti dei Rothschild stesero un bozza del trattato, ma concepirono anche l’idea della League of Nations, ma Max Rothschild fu uno degli 11 uomini che presero il controllo della Baviera. Max Rothschild era un Massone nella Loggia No. 11, di Monaco di Baviera, Germania.

CO – PADRONI DEL MONDO – Collegamento con l’MI5, Rockefellers, J.p. Morgan, il CFR e altri

Victor Rothschild, che lavorò per la J.P. Morgan & Co., fu anche importante nell’MI5 (i servizi segreti inglesi). Anche Victor Rothschild era comunista e membro del Apostles Club a Cambridge.45 Lord Rothschild fu uno dei membri originali del gruppo della Tavola Rotonda di Rhode, che si trasformò poi nel CFR. Furono i Rothschild, a finanziare Cecil Rhodes, quando andò in Africa. I Rothschild hanno prestato denaro a diversi loro agenti e in questo modo se ne tutelano la fedeltà, come per i Morgan e i Rockefeller. I Rockefeller erano ebrei marrani. Il primo Rockefeller fece denaro attraverso il traffico di stupefacenti. Dopo aver guadagnato un piccolo capitale la famiglia si buttò sul petrolio. Ma fu il capitale messo a disposizione dai Rothschild a rendere così potenti i Rockefeller. “Finanziarono anche le attività di Edward Harriman (ferrovie) e Andrew Carnegie Steel.” (46)

CO – PADRONI DEL MONDO – Il loro potere all’interno della cristianità

I Rothschild non esercitarono solo un grande influsso sulle società segrete, ma anche nella cristianità. L’Esercito della Salvezza sotto consiglio Rothschild ha adottato come stemma lo scudo rosso (il Roth Schild). Una storia sui Rothschild osserva, “I Rothschild si erano catapultati in una posizione di immensa influenza politica e finanziaria. Furono una forza indipendente in Europa e non rendevano conto a nessuno. “(47)

Alcuni dei Rothschild vennero coinvolti nella campagna per allentare la morale pubblica. Il segretario esecutivo del primo Forum nazionale degli studenti fu John Rothschild. Questo Forum nazionale degli studenti cambiò nome come ci si cambia di vestito. Parlando di abbigliamento, uno degli obiettivi di questo gruppo socialista fu quello di promuovere la nudità pubblica e l’amore libero. Questa organizzazione era composta dai seguenti gruppi costituenti il Radcliffe Liberal Club, l’Union Theological Seminary Contemporary Club, lo Yale Liberal Club “(48) solo per citarne alcuni. Un ulteriore sviluppo fu la Federazione della Pace della Gioventù che consisteva della Lega della Gioventù della Comunita delle chiese , della Methodist Epworth League, l’NY District, la Young Judea, e della Young People’s Fellowship of St. Phillip’s Parish 49 per citarne alcune. I religiosi influenti hanno conttati con i Rothschild, soprattutto attraverso i loro vari agenti.

Harry Emerson Fosdick, che fu pastore della chiesa di Rockefeller fu anche tra i presidenti della Fondazione Rockefeller. John Foster Dulles, CFR, fu presidente del consiglio di amministrazione della Fondazione Rockefeller, e sposò una Rockefeller, Janet Pomeroy Avery. Ricordate che John Foster Dulles fu un importante ufficiale del Consiglio Federale delle Chiese di Cristo. Tutte le strade portano ai Rothschild insomma.

L’ESTENSIONE DEL POTERE DEI ROTHSCHILD

Secondo una fonte “è stato stimato che controllano la metà della ricchezza del mondo”. (50) La Federal Reserve Bank di New York veniva controllata da 5 banche che ne possedevano il 53% delle azioni. Questi cinque banche erano controllate dalla Nathan M. Rothschild & Sons di Londra. Controllare la Fed significa sostanzialmente controllare il denaro del mondo. Questo fatto da solo dimostra quanto siano potenti i Rothschild. Se si esaminano coloro che vennero nominati capi della Fed, si possono constatare altri collegamenti importanti. Un’altra impresa privata che utilizza il nome Federal gestita dai Rothschild è la Federal Express. Qualsiasi altra persona potrebbe essere portata davanti al tribunale se facesse intendere che il suo business ha a che fare, fittiziamente, con il governo, non i Rothschild. L’adozione del nome Federal risulta opportuna, perché per mezzo dell’MI6 attraverso la CIA hanno dato ordini al govenro americano. I senatori vengono comprati o corrotti dal loro sistema, stessa cosa che accade per gli investigatori. I Rothschild furono coinvolti intimamente nella stregoneria e negli Illuminati fin dall’inizio. Il Kaiser della Germania sembrò riferirsi a loro quando disse, “i poteri magici del denaro, utilizzati alla maniera del Signor Lucro rappresentano la magia nera più oscura.” 51

Se solo la metà della ricchezza è controllata dai Rothschild, vuol dire che hanno bisogno di alleati se vogliono dominare il mondo.

ALLEATI

I Rothschild e i Rockefeller sono solo due delle tredici famiglie regnanti degli Illuminati. (52) Due famiglie ebree che sembrano essere importanti per gli Illuminati sono gli Oppenheim e gli Oppenheimer. A. Oppenheim si trovava a Colonia. Gli Oppenheimer furono tra i primi membri ad unirsi agli Illuminati di Baviera. Il Bund der Gerechten (Lega dei Giusti) fu una copertura degli Illuminati gestita da ebrei per la maggior parte satanisti. Questo bund finanziato in parte dai Rothschild servi a finanziare l’opera del massone satanista Karl Marx, il Manifesto comunista. L’ebreo Gumpel Oppenheim era nel cerchio interno del Bund. Un suo parente Heinrich Oppenheim architettò la rivoluzione comunista del 1848 in Germania. La storia ufficiale del Partito Comunista accetta la Lega, come predecessore del comunismo.

Gli Oppenheimer erano vicini ai Rothschild sono. J. Robert Oppenheimer del CFR venne accusato di essere un comunista. Harry Oppenheimer, un banchiere internazionale, è presidente del monopolio internazionale di diamanti De Beers, e presidente della Anglo-Americana Corp. Gli Oppenheimer possono essere trovati in importanti posizione della finanza statunitense. Aiutarono a gestire circa 10 fondazioni di grandi dimensioni, compresa la Oppenheimer Haas Trust di New York per la cura dei bambini ebrei bisognosi.

Il Vol. 2, a pag. 496 della Enciclopedia ebraica indica che altre famiglie “adottarono il piano Rothschild.” Queste furono i Lazards, gli Sterns, gli Speyers e gli Seligmans. Il piano dei Rothschild era quello di porre membri della sua famiglia nelle 5 maggiori capitali europee per coordinare le attività. Una delle più grandi riviste tedesche è lo Stern, ed Ernst Stern è il secondo in comando alla Banca Mondiale. “(53) Le famiglie ebree che istituirono la Frankfurt Judenloge (questa era la loggia massonica di Francoforte a cui i Rothschild appartenevo) furono gli Adler, gli Speyers, i Reisses, gli Sichels, gli Ellisons, gli Hanaus, i Geisenheimers e i Goldschmidts. Isaac Hildesheim, un ebreo che cambiò nome in Justus Hiller è il fondatore di questa loggia di Francoforte. Anche Michael Hess, preside della scuola ebraica riformata Philanthropin fu un’importante figura della loggia, come il dottor Ludwig Baruch (successivamente Borne) che aderì nel 1808. La maggior parte di questi massoni ebrei di Francoforte erano dediti al commercio (54). Questi massoni tra il 1.817 e il 1.842 furono i leader della comunità ebraica di francoforte.55

CO PADRONI DEL MONDO – I media

Eustice Mullins pubblicò nel suo libro Who Owns The Tv Networks una ricerca, mostrando che i Rothschild possedevano il controllo di tutte e 3 le principali emittenti degli Stati Uniti, oltre ad altri aspetti dell’industria discografica e dei mass media. Aggiungo che controllano anche Reuters. Altre fonti indicano che la CNN, che sfidò inizialmente il monopolio network ebraico, col tempo venne corrotta e finì a far parte del sistema. Il denaro proveniente dalla BCCI, che ha contaminato così tanti aspetti del potere pubblico negli Stati Uniti sta anche dietro alla CNN. Forse nulla domina la vita di alcuni americani come la televisione. Molto americani si siedono davanti al televisore e semplicemente assorbono ciò che viene proiettato loro. Giorno per giorno il modo che i Rothschild utilizzano per influire sulle vite di milioni di americani sono i tre maggiori network televisivi controllati appunto dalla famiglia elitaria. Per esaminare questo concetto vedremo chi gestisce questi network. La lista non è aggiornata!

AMMINISTRATORI NBC/CONNESSIONI ROTHSCHILD/ALTRE CONNESSIONI NBC

-John Brademas : Direttore Rockefeller Foundation, amministratore delegato della Fed Reserve Bank di N.Y. che controlla tutte le altresuccursali.

-Cecily B. Selby direttrice Girl Scout (l’occulto fa ora

parte del programma delle Scout Girl) direttrice di Avon Products e Loehmann.

-James Cole, presidente Bowdoin College

-Peter G. Peterson ex capo della Kuhn-Loeb Ex segretario al commercio

-Robert Cizek direttore First City Bancorp direttore RCA, amministratore delegato Cooper Industries

-Thomas O. Paine Presidente della Northrup.

Donald Smiley direttore di molte imprese Morgan direttore della Ralston-Purina,

Irving Trust, Metro-Life e US Steel e amministratore delegato della Macy Co.

Thornton Bradshaw, direttore dell’Aspen Instute per gli Studi Umanistici, direttore del Fondo Rock.Bros.

Brandon Tartikoff (Capo della NBC Entertainment)

CBS

-Harold Brown, ebreo. ex-segretario all’aereonautica ed segretario alla difesa. Ex direttore della Trilaterale.

-Roswell Gilpatric, direttore della Federal Reserve Bank di NY.

-Henry B. Schnacht, diettore della Chase Manhattan, direttore AT & T, amministratore delegato della Cummins, CFR, Brookings Institute, Engine Co., Comitato dello Sviluppo Economico

-Michel C. Bergerac, amministratore delegato della Revlon direttore Manufactures

-Newton D. Minow direttore Rand Corp

-Franklin A. Thomas, capo del Fondo Ford.

-Marietta Tree, diettore del fondo Winston Churchill, Direttore della Salomon Bro. Foundation

DOVE SI INSERISCE IL NAZISMO NEI PIANI DEL DEMONIO?

Dalla battaglia di due poli contrapposti emergerà una sintesi. Dal chaos della battaglia uscirà un nuovo ordine che ci ricorda lo slogan massonico “Order out of Chaos”. Se la tesi è come un martello e l’antitesi come un’incudine, ciò che starà in mezzo verrà distrutto o rimodellato. Tre guerre mondiali consentirebbero al piano di funzionare. Il martello è stato quindi costruito dandogli una base sicura in Russia. E’ ciò che chiamiamo comunismo. La prima incudine si verrebbe a creare dal caos economico in Germania. Sarebbe stata chiamata nazionalsocialismo. Questa incudine sarebbe stata poi distrutta in una Seconda Guerra Mondiale, ma solo per sostituirla con un’altra chiamata democrazia. Le prime due guerre mondiali fecero proprio ciò che erano destinate a compiere. I risultati della prima guerra mondiale furono:

(1) Una sicura dittatura satanica in Russia, in modo da garantire una solida base per future rivoluzioni.

(2) La famiglia satanica dei Rothschild acquisirono un controllo parziale sulla Palestina, preparando la strada al futuro governo luciferino di Gerusalemme

(3) Armi di distruzione di massa e di terrore.

(4) La Società delle Nazioni.

Quelli invece della seconda guerra mondiale furono:

(1) L’ampliamento delle loro solide basi facendo diventare la Russia una potenza mondiale.

(2) Il controllo completo sulla Palestina da parte dei Rothschild.

(3) Potenza aerea, tra cui missili a lungo raggio, jet, oggetti volanti segreti, potenti sottomarini, tutti elementi che non potevano essere prodotti individualmente. Chi li produce controlla le vie aeree e d’acqua di un paese.

(4) La guerra fredda e un’era di terrore per convincere le persone della necessità di un Nuovo Ordine Mondiale satanico.

(5) Le Nazioni Unite.

Il risultato della terza guerra mondiale sarebbe stato invece la nascita di un nuovo sistema relgioso. La terza guerra mondiale dovrà essere modellata in modo che sia simile all’Armageddon biblico, disse ai suoi schiavi più elevati Satana, in quanto se assomiglierà all’Armageddon, allora la gente avrebbe creduto che egli fosse il Messia, giungendo alla fine. Dovrà essere terribile, in modo che possa intervenire e ottenere un ordine miracolo dal chaos di un mondo logorato dalla peggior guerra mai avvenuta. Anche in questo caso sarebbe “ordine dal caos”, come i documenti massonici proclamano ripetutamente. La terza guerra mondiale sarebbe dovuta avvenire in un periodo di tribolazione di 7 anni dal 1992 fino al 1999. Proprio come la seconda guerra mondiale emergendo dalla grande depressione mondiale.

Satana disse ai suoi discepoli che questa tribolazione di 7 anni avrebbe riproposto su larga scala le piaghe d’Egitto, vendicando ciò che successe all’Egitto per mano di Dio (e di Mosè). Per una mente controllata dal male avrebbe un suo senso questa vendetta, soprattutto quando il risultato finale sarà la salvezza del mondo da parte del Portatore di Luce, la Stella del mattino, anche conosciuto come Lucifero.

Al centro del nuovo sistema unico globale vi è il satanismo. Si nasconde dietro a delle facciate quali, la finanza ebraica, il socialismo, l’arianesimo, l’Israelismo britannico, il sionismo e la Massoneria che sono strumenti per portare le grandi masse al servizio del piano. La “cospirazione” per creare un unico sistema mondiale sia è avvalsa della collaborazione di quasi tutti. Questo perchè ai vertici di molti sistemi religiosi ci sono dei satanisti che sanno benissimo quale è la loro missione e conducono il popolo verso una determianta direzione. Il nazismo era un sistema religioso gnostico pagano dove l’alto sacerdote Hitler sapeva cosa stava facendo per conto di Satana. Il popolo ebraico è stato costantemente sfruttato.

Nel 1952, James Larratt Battersby in Inghilterra, pubblicò The Holy Book of Adolf Hitler for the German World Church in Europe. Fatta eccezione per alcune su idee pro tedesche, scritte appunto per accattivarsi l’audience, il libro è una descrizione esatta di ciò che sarebbe accaduto nei successivi 50 anni per traghettare il mondo verso un Nuovo Ordine Mondiale. Il motivo per cui alcuni dei pronostici pro-tedeschi, non hanno valdiità è che la gerarchia satanica non è realmente interessata al popolo tedesco, se non per sfruttare la loro collaborazione per portare avanti il Piano. Secondo Battersby il libro venne scritto in modo “Che dio aprisse gli occhi ai pagani e mostrasse loro la verità, portando il suo Vangelo fino ai confini della Terra”.

Il libro è una sintesi eccellente di ciò che Satana pianificò nel 1952 e successivamente effettuò in larga misura. I Rothschild finanziarono un massone ebreo e satanista di nome Karl Marx perchè scrivesse il suo Das Kapital. I satanisti controllavano i principali gruppi massonici e diedero il via al comunismo. L’idea sembra essersi originata da Satana, e fu pronunciata nei minimi ad una Feast of the Beast ai più alti gradi della gerarchia satanista. Albert Pike e Giuseppe Mazzini furono due personaggi a cui vennero svelati i piani di azione.

Dopo la creazione del socialismo internazionale (il comunismo) una antitesi temporanea venne trovata nel nazionalsocialismo (nazismo). Il processo per creare il nazionalsocialismo fu quello di rivolgersi nuovamente alle logge massoniche ed ad altre società segrete esoteriche.Pertanto, le società gnostiche segrete e i satanisti fornirono un notevole aiuto nel fondare “la Thule Gesellschaft” (in inglese la Società Thule). Adolf Hitler era membro della Thule Society, insieme a molti altri uomini che in seguito sarebbero diventati leader nazisti come Rudolf Hess. La Società Thule usò il simbolo massonico / Hindu della svastica, che venne poi preso in prestito anche dal partito nazista. In altre parole, le nonne del partito nazista furono le logge massoniche tedesche.

Il Vril fu un altro gruppo occulto a cui appartennero molti nazisti. Hitler fu anche membro della Società Teosofica, che ha forti legami massonici e satanici. Sia Bailey che Hitler studiarono la cultura Tibetiana, Indù da occultisti e stregoni. Studiarono anche gli gnostici, e tutti i principali sistemi religiosi pagani/occulti.

Il libro sacro di Hitler ci fornisce anche il perchè la Società Teosofica abbia lavorato così duramente per distruggere l’impero britannico. Tutto questo mi ha sempre lasciato con un punto interrogativo, mi chiedevo perchè i leaders della Società Teosofica, collegati alla gerarchia satanica vorrebbero rovinare l’Impero Britannico. Il motivo per cui mi sembrò strano è che la Gran Bretagna è la madre patria del satanismo e della stregoneria. Il centro del potere politico segreto è ancora in Inghilterra. E ancora, una grossa copertura per il satanismo viene fornito dall’israelismo britannico. Il motivo per cui l’Impero Britannico venne distrutto da Satana era che quest’ultimo ne aveva già deciso le sorti dal 1870 volendo dividere il mondo in 9-10 blocchi continentali. L’Unione dell’Europa, non si sarebbe mai vista se l’Inghilterra fosse stata concentrata sul suo impero. Fintanto che avesse avuto un impero non si sarebbe mai unita all’Europa. Infatti tutte le nazioni europee vennero convinte di abbandonare le loro colonie, per questo motivo il Potere Globale cercò ovunque aiuti per sconfiggere il Portogallo in Angola.

La Società Teosofica è la responsabile per l’indipendenza dell’India dalla Gran Bretagna. In primo luogo, la Società Teosofica riuscì a cambiare la politica britannica in modo che gli Inglesi divenissero impopolari. Successivamente la presidentessa della società Teosofica, Besant, pubblicò fortemente la corona britannica e infine venne arrestata. Gandhi e altri leader indiani vennero coinvolti nella salita al potere della Besant come presidentessa del Partito del Congresso indiano. Tale partito politico governa ancora l’India. Il teosofista Mahatma Gandhi, seguendo i passi di Annie Besant, condusse il popolo indiano contro il dominio britannico.

Il colpo finale però venne inferto da un altro teosofo – Adolf Hitler. E’ noto che i potenti attacchi dell’Asse nella Seconda Guerra Mondiale diedero il colpo di grazie all’impero britannico, o almeno così ci viene detto. La verità è che l’élite volle far morire l’impero britannico, e cercò di convincere in ogni modo i nativi britannici e gli indigeni che l’Impero era troppo debole dopo la seconda guerra mondiale per previnire l’indipendenza delle sue colonie. E’ difficile per la gente capire che gli Illuminati controllarono la Russia, la Gran Bretagna, la Germania e la Francia durante la seconda guerra mondiale. Churchill, Roosevelt, Stalin erano tutti massoni. De Gaulle di Francia era strettamente collegato con diversi gruppi esoterici, il priorato di sion e il Grande Oriente lo aiutarono nella sua salita al potere nel ’50. Churchill era un sionista e un socialista pro-Fabiano. Stalin era un satanista. Roosevelt era uno sionista, pro-comunista e socialista. Sia Churchill che Roosevelt provengono da 2 importanti linee di sangue. A quanto pare, Stalin era indipendente, ma fece sostanzialmente ciò che si aspettava da lui.

Chi era Hitler? Il padre di Hitler fu il risultato di una discendenza programmata dai Rothschild, partendo da sua nonna. Dalle informazioni disponibili risulta, che Hitler venne addestrato per il suo ruolo, senza rendersi conto inizialmente del ruo rettaggio. Sembra che Hitler apprese della sua “discendenza ebraica” solo dopo aver preso il controllo della Germania. Hitler ebbe molte donne. Era molto rigoroso nelle sue pratiche New Age come l’essere vegetariano.

Hitler venne come il Messia, lo Spirito Santo, il Salvatore del suo popolo. Il blasfemo Santo Libro di Adolf Hitler afferma, “Salve a Cristo di Dio e al prescelto Adolf Hitler … Signore dei signori, Re dei Re, l’Eterno Adolf Hitler”. Lo spirito demoniaco di Hitler e la sua eredità vivono ancora oggi. Verrà ancora utilizzato questo potente ramo della Rothschild dal Nuovo Ordine Mondiale? In ogni caso è chiaro che Hitler ricevette un sacco di supporto dalle forze demoniache. Esse si manifestarono nel nazionalsocialismo e nel socialismo internazionale (il comunismo) demonizzando gran parte dell’Europa.

Tanto che l’Europa si ritrae ufficialmente come la Bestia con Venere nei francobolli in commemorare della seconda elezione del Parlamento europeo, ricordando anche i progetti per la “Nuova torre di babele”/Parlamento europeo. Non solo sono gli stessi demoni condussero i leader comunisti e nazisti al potere, ma dove vi sono questioni morali vi saranno sempre eserciti pronti a combattere per difendere le proprie idee. Si può dire senza dubbi che, l’uomo che governerà il “Nuovo governo Unico” deriverà i suoi poteri da una fonte demoniaca soprannaturale. Secondo le rivelazioni, Dio starebbe per far aprire ad un angelo la porte degli abissi per far scatenare legioni di demoni sulla Terra. La mia conclusione è che Satana ha così tanti anti-cristi potenziali a disposizione che Hitler, non è necessario al Nuovo Ordine Mondiale.

Per dimostrarvi che la religione pagana del nazismo fosse un esempio per i satanisti e i new agers, riflettiamo su Anton LaVey (capo di una Chiesa di Satana visibile) e alla sua iniziazione presso il castello all’Ordine oscuro delle SS. Le SS a quanto pare portarono il Santo Graal in Germania, e lo nascosero prima della fine della guerra. Il 2 maggio 1945, un gruppo selezionato di ufficiali delle SS, quelli di grado più elevato nella religione, nascosero il Graal nel ghiacciaio Schleigeiss ai piedi della montagna Hochfeiler alta circa 3.000 metri . I ricercatori della zona sono stati ritrovati decapitati o mutilati. La zona è ancora custodita dall’Ordine Nero in vista del giorno in cui il Graal verrà rivelato al mondo. Si pensò che il 1995 fosse la data giusta, ma ciò si rivelò pura speculazione. In ogni caso prepariamoci alla controffensiva del Nuovo ordine Mondiale.

Fonte: https://neovitruvian.wordpress.com/2018/08/27/illuminati-la-famiglia-rothschild/

Autostrade ai Benetton, Di Maio: «Chi ha aiutato i ‘PRENDITORI’ sarà denunciato»

silenziefalsita.it 28.8.18

Se chi ha fatto la concessione regalo ad Autostrade e chi non l’ha annullata ha causato un danno alle casse dello Stato sarà denunciato alla Corte dei conti per danno erariale: siamo già al lavoro per questo”.

Così Luigi Di Maio in un post per il Blog delle Stelle.

Il vicepremier scrive che da oggi tutti i cittadini finalmente sanno che “la concessione di autostrade ai Benetton è stata un regalo clamoroso”.

Questo – aggiunge – ha “consentito loro di fare gli imprenditori non con il loro capitale, ma con quello dei cittadini” in quanto il contratto sottoscritto dallo Stato con l’azienda della famiglia trevigiana “prevedeva infatti una rendita garantita del 7%: una rendita spropositata!”.

“L’imprenditore a rischio zero – prosegue “è un’invenzione tutta italiana. Di solito è amico di quelli che furono i partiti di governo, non disdegna di assumere nelle sue aziende uomini di partito (trombati o meno), finanzia lautamente in maniera opaca o meno i partiti e i giornali a loro collegati infatti il suo nome non compare quasi mai nella carta stampata”.

Questa figura, secondo Di Maio, deve però essere chiamata col suo nome: “PRENDITORE”.

“I prenditori – continua il leader 5Stelle – hanno preso possesso delle infrastrutture italiane, pagate dai nostri nonni e dai nostri padri, e grazie a politici compiacenti le hanno trasformate in macchinette mangiasoldideicittadini”, per anni “ci hanno fatto pagare i pedaggi molto più di quanto avremmo dovuto con il benestare della mala politica dei vecchi partiti” e “i prenditori delle autostrade hanno fatto molto meno manutenzione di quanto avrebbero dovuto”.

Di Maio ricorda anche che in cambio questi “hanno preso miliardi che fino al 2012 hanno dichiarato in una holding con sede in Lussemburgo”.

“E la cosa più grave” aggiunge “è che chi stava al governo li ha sempre protetti, addirittura fino all’anno scorso con il governo di Renzi”, che invece di “preoccuparsi dei piccoli imprenditori e dei loro drammi quotidiani, hanno pensato a prolungare, mantenendoli secretati, i privilegi dei prenditori”.

Ora – assicura Di Maio – sarà invertita la rotta: “I privilegi dei prenditori vengono pubblicati e saranno eliminati”.

Il vicepremier chiede poi ai Benetton di pubblicare i nomi di tutti i politici e tutti i giornali finanziati nel corso di questi anni. E conclude: “Fuori i prenditori dallo Stato!”