Mediobanca: al mercato piace contendibile (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

A settembre i grandi soci di Mediobanca potranno dare una disdetta anticipata al Patto di sindacato e blocco rispetto alla sua scadenza naturale a fine 2019. Chi decidesse di uscire in anticipo avrà le mani libere a partire dal 31 dicembre, come ha fatto l’anno scorso Pirelli abbandonando il salotto per tornare a concentrarsi sul core business.

Se quasi tutti i pattisti sembrano orientati a restare, si legge su MF, diversi osservatori ritengono probabile un’uscita di Unicredit, che oggi è primo azionista all’8,42%. L’a.d. Jean Pierre Mustier, che in passato non ha nascosto insofferenza verso gli equilibri della finanza italiana, nutre infatti l’ambizione di proiettare la banca verso un’operazione internazionale, probabilmente con Societe Generale.

Gli advisor Rothschild e Jp Morgan sarebbero al lavoro ormai per stabilire se questa ambizione sia ben fondata e verso la metà del mese di settembre il banchiere potrebbe scoprire le carte su Mediobanca.

Un’eventuale proposta di disdetta potrebbe anche non passare dal Cda di Unicredit (sul tema le deleghe di Mustier sono ampie) per poi essere formalmente comunicata al presidente del sindacato, il commercialista milanese Angelo Casò, che ne informerà gli altri pattisti. Mediobanca non sarà insomma parte attiva del processo, anche se i vertici della banca non temono esiti destabilizzanti. Se Unicredit uscisse e il patto sceso sotto il 25% venisse meno nella forma attuale, i grandi soci potrebbero costituire un nuovo patto che blindi per un anno il 20% del capitale. In questo modo il percorso verso un assetto da public company sarebbe più graduale e il rischio di manovre ostili verrebbe temporaneamente ridimensionato.

Secondo un report di Banca Imi, una Mediobanca senza patto non spaventa il mercato, anzi ne incontra l’indiscusso favore.

red/ofb

(END) Dow Jones Newswires

August 28, 2018 02:53 ET (06:53 GMT)