Nessun salvagente Cina per debito italiano, mentre Di Maio sfida Ue su deficit

28/08/2018 10:56 di Laura Naka Antonelli

Finanzaonline.com

L’obiettivo della missione è rafforzare i rapporti economici tra i due paesi, non certo cercare compratori per i titoli del debito pubblico. Non abbiamo questo problema”.

Con le ultime dichiarazioni del ministro Giovanni Tria, si può dire che i rumor che sono circolati ovunque su chi salverà l’Italia dal carico del suo debito, sono stati smentiti tutti, o quasi. Nelle ultime settimane, la stampa italiana ha riportato una carrellata di indiscrezioni relative prima a un presunto piano di Savona teso a coinvolgere la Russia e poi alla missione di Tria in Cina, volta a convincere gli investitori cinesi ad acquistare i BTP.

Negli ultimi giorni si era parlato anche di un coinvolgimento di Donald Trump, per mettere in sicurezza l’Italia in attesa del varo della legge di bilancio – perchè è questa la cosa che spaventa più di tutti gli investitori -, ipotesi su cui più di uno strategist aveva espresso diverse perplessità.

E’ stato lo stesso Tria a smentire i rumor che erano circolati qualche giorno fa sul presunto motivo della sua missione in Cina:

“L’obiettivo della missione è rafforzare i rapporti economici tra i due paesi, non certo cercare compratori per i titoli del debito pubblico. Non abbiamo questo problema”.

L’economista ha parlato nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano cinese Guangming i cui contenuti, confermati dallo staff del dicastero, sono stati rilanciati dal sito italiano di Radio China international.

Di conseguenza,  ha continuato il ministro, “gli investitori cinesi valuteranno se acquistare i titoli italiani, esattamente come gli investitori di altri paesi o italiani”.

Stando a quanto riporta il Messaggero, inoltre, Tria avrebbe espresso fiducia nei confronti dell’Italia, tanto da dire che, a suo avviso, lo spread BTP-Bund scenderà presto.

Le parole sono state proferite nel corso di “una cena in ambasciata alla quale hanno partecipato i rappresentanti della comunità d’affari italiana (tra cui UniCredit, Mps, Enel, Eni e Ansaldo Sts”. Nell’occasione, il ministro ha tenuto a precisare, anche, che chi ha sottoscritto il debito della Repubblica Italiana “fino a oggi non si è pentito”.

Lo spread dovrebbe scendere in quanto, secondo Tria, “il giudizio positivo sulla stabilità finanziaria dell’Italia si rafforzerà nel momento in cui si concretizzerà la politica di bilancio del governo“, quindi verso la metà di settembre circa.

Il titolare del dicastero dell’economia non crede dunque al rischio di un attacco speculativo nei confronti dell’Italia, legato al varo della legge di bilancio.

Anzi, proprio la manovra dovrebbe blindare i BTP. Detto questo, i mercati rimangono sull’attenti. Lo spread BTP-Bund supera la soglia di 280 punti base, a fronte di tassi sui BTP decennali inchiodati al di sopra della soglia del 3,10%, in realtà più vicini all’altra soglia del 3,20%.

Di certo, le dichiarazioni del vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico non sono di aiuto. In una intervista rilasciata al Fatto Quotidiano, Luigi Di Maio ha detto di volere “subito il reddito per tutti“, aggiungendo che la soglia massima del 3% per il deficit-Pil “si può sforare”.

“Io voglio realizzare subito le tre misure principali del contratto di governo: superamento della Fornero, reddito di cittadinanza e flat tax”.

Riguardo al reddito di cittadinanza il vicepremier ha precisato di puntare a “una riforma più ampia possibile”, puntualizzando che non intende procedere “in modo timido”. Di Maio ha espresso anche ottimismo sull’iter per revocare la concessione ad Autostrade, la società controllata dal gruppo Atlantia, dopo il crollo del Ponte Morandi a Genova, lo scorso 14 agosto.