GIALLO UNIPOL / A BREVE NEWS SUL RINVIO A GIUDIZIO DI CIMBRI & C.

28 agosto 2018

 di: Cristiano Mais lavocedellevoci.it

E’ iniziato il conto alla rovescia per Unipol. E sono ore di trepidante attesa per l’amministratore delegato di Unipol Sai, Carlo Cimbri e del presidente del gruppo, Pierluigi Stefanini.

Dopo tre anni di indagini sulla super discussa e intricatissima fusione tra la big delle assicurazioni Unipol e quella dell’ex re delle polizze Salvatore Ligresti, Sai-Fondiara, e dopo una estenuante attesa durata due anni per la perizia redatta da Fabrizio Dezani e Enrico Stati, ora il pm della Procura di Torino, Marco Gianoglio, ha tutte le carte e i documenti in mano. Ha avuto il tempo di studiarli e ha appena notificato alle parti la chiusura indagini.

Significa che la situazione è ormai cristallizzata, in qualche modo chiara pur nella sua estrema complessità e che adesso il pm ha solo due scelte avanti a sé: chiedere il rinvio a giudizio degli imputati o archiviare il tutto. Secondo ambienti forensi torinesi e anche secondo le prassi giudiziarie, la chiusura indagini, soprattuttto dopo un così lungo periodo di ‘gestazione’, prelude alle richieste di rinvio a giudizio.

Nella vicenda sono coinvolti altri tra funzionari e dirigenti. Roberto Giay, ex amministratore delegato di Premafin Finanziaria; Fabio Cerchiai, presidente del cda di Milano Assicurazioni; Vanes Galanti, ex numero uno del cda di UnipolAssicrazioni. In più rischiano di andare a processo un ex componente della Consob e un advisor.

Carlo Cimbri

Le accuse sono molto pesanti e si riassumono in una parola: aggiotaggio. Oltre alla maxi documentazione cartacea, il pm Gianoglio si è potuto servire anche di intercettazioni telefoniche effettuate tra il 2014 e il 2016.

Cosa sarebbe successo, in realtà? In vista del matrimonio, sarebbero stati alterati i valori dei beni preziosi e dell’argenteria che ognuna delle due famiglie portava in dote. Uscendo di metafora, sono stati falsati i valori di concambio, alterando quelli delle azioni in pancia alle due sigle. In questo modo sarebbe stato letterlamente ingannato il mercato, fornendo notizie fasulle a chi investe in Borsa.

A questo punto, da alcuni mesi Unipol tiene in stand by le principali operazioni in corso. Soprattutto l’aumento della sua partecipazione in BPER, l’importante Banca Popolare Emiliano Romagnola di cui Unipol possiede fino ad oggi il 19 per cento. Lo scopo è quel della maggioranza azionaria, entrando quindi a vele spiegate nel mondo creditizio in sempre più veloce evoluzione a base di aggregazioni e fusioni pesanti. Unipol ci aveva tentato anni fa mettendo in piedi Unipol Banca, operazione andata in flop: comunque Unipol ha provveduto a ripulirla di tutta quella ‘monnezza’ finanziaria che oggi viene tecnicamente chiamata NPL, un tempo sofferenze oppure crediti incagliati.

Vedremo allora a breve se resterà o no incagliata nelle maglie della giustizia anche la posizione del timoniere e patròn di UnipolSai, Carlo Cimbri.