DAGO-ESCLUSIVO – PERCHÉ IL BOSS DI UNICREDIT MUSTIER HA MESSO IN VENDITA MEDIOBANCA CHE HA IN PANCIA QUEL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI ASSICURAZIONI? – PERCHÉ IL MANAGER FRANCESE HA UN PROBLEMA NELL’OPERAZIONE DI FUSIONE CON SOCIÉTÉ GÉNÉRALE: FARE CASSA E DIVENTARE PIÙ ”GRANDE” FINANZIARIAMENTE PER FAR SEMBRARE CHE È UNICREDIT A PRENDERSI SOCGEN E NON VICEVERSA

Dagospia.com 30.8.18

DAGOREPORT

Da tempo il governatore della BCE Mario Draghi predica che le nostre banche di punta, Unicredit e Intesa, debbano diventare più grandi e internazionali, e quindi fondersi con altri istituti europei per contrastare la potenza finanziaria delle rivali americane. Mustier, a capo di Unicredit, ha pensato bene di puntare alla sua ex banca, Société Générale.

I colloqui sono partiti e continuano alacremente. Ma per riuscire nell’operazione, il manager francese ha un problema: fare cassa e diventare più ”grande” finanziariamente per far sembrare che è Unicredit a prendersi SocGen e non viceversa (attualmente la banca italiana capitalizza 33 miliardi contro i 32 dei francesi, quindi si tratterebbe di un matrimonio tra pari). Per fare questo ha pensato di vendere la quota in Mediobanca che ha al suo interno quel tesoretto del 13% di Generali Assicurazioni.

Mustier ha dato mano libera all’ad di Mediobanca Alberto Nagel di trovare qualsiasi tipo di compratore purché paghi. Tra i contattati, il fondo Elliott di Paul Singer. Fuori gioco, per ora, la cordata italica formata dai tre azionisti di Generali Caltagirone-Benetton-Del Vecchio, vista la tempesta di calcinacci che si è abbattuta sui magliari di Ponzano Veneto.

Segnali di distacco sono arrivati anche dal boss Luxottica: i suoi contanti preferisce investirli nella Fondazione e nello Ieo, l’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, per il quale ha già stanziato la cifretta di 500 milioni ed è pronto a ”mettere a disposizione le mie risorse” per  trasformare il centro in un polo di eccellenza globale.