Genova: Procura, sequestrate decine migliaia di pagine

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il pool della Procura di Genova è al lavoro senza sosta – e non sospenderà il proprio lavoro neppure nel corso del fine settimana – per cercare di digitalizzare “nel minor tempo possibile” l’ingente materiale acquisito nei giorni scorsi durante alcune perquisizioni negli uffici di Atlantia, delle sue controllate e del Ministero dei Trasporti, nell’ambito dell’indagine avviata a seguito del crollo del viadotto Morandi avvenuto a Genova il 14 agosto scorso.

“Non si parla di un fascicolo di 50 o 100 pagine, bensì di decine di migliaia di pagine sequestrate”, ha dichiarato il procuratore Francesco Cozzi nel corso di un incontro con la stampa per fare il punto della situazione sulle indagini, quantificando la mole dei documenti raccolti. “Dovranno essere tutti esaminati e controllati. Non sarà un’attività breve, né facile”, ha ammesso. A ciò si aggiungerà inoltre il lavoro di catalogazione delle corrispondenze, ossia in prevalenza le numerose mail e i messaggi sui telefoni cellulari, spediti e ricevuti dai dirigenti che sono stati interessati dai sequestri dei giorni scorsi.

Nel frattempo, ha aggiunto Cozzi, in Procura non è ancora pervenuta alcuna richiesta da parte di Autostrade per l’Italia o dalla Regione Liguria, per eseguire ulteriori sopralluoghi lungo i due tronconi del ponte crollato, ritenuti necessari dai tecnici delle parti prima di procedere alla loro demolizione. I tronconi sono al momento sotto sequestro, ma dal Palazzo di Giustizia non sembrano arrivare particolari impedimenti che rischierebbero di far slittare le operazioni.

La fase di demolizione dovrà partire “immediatamente dopo la concessione del dissequestro dell’area, per evitare che non si cada in un limbo, in uno stallo, che produrrebbe incertezza”, ha aggiunto il Procuratore. Inoltre, la demolizione potrebbe inizialmente non essere concessa per l’intera struttura sopravvissuta al crollo. “Potremmo chiedere di salvaguardare il più possibile alcune parti che – pensiamo – possano servire come elemento probatorio”, nelle indagini, ha infatti chiarito il magistrato.

La priorità in questa fase, ha aggiunto il Capo della Procura ligure, è di “accelerare il più possibile il ripristino della viabilità terrestre e ferroviaria”. Su quest’ultimo fronte, in particolare, Cozzi si è auspicato che le macerie del viadotto “vengano rimosse il più presto possibile a partire dalla linea ferroviaria, per evitare l’impatto del traffico pesante”, negli ultimi giorni costretto dagli eventi a riversarsi lungo le dorsali stradali che conducono al capoluogo ligure. Un movimento di autoarticolati e camion che “crea anche un problema di sicurezza pubblica, oltre che di traffico”.

ofb

(END) Dow Jones Newswires

August 31, 2018 11:40 ET (15:40 GMT)