Unicredit, dietrofront sul dossier Parnasi

di G.I.monitoimmobiliare.it 30.8.18

Dietrofront. Unicredit, secondo indiscrezioni di mercato, ha deciso di congelare il dossier relativo alla vendita degli asset che facevano riferimento all’immobiliarista romano Luca Parnasi. Nello specifico, riferisce MF-Milano Finanza, nelle settimane scorse dai piani alti della banca guidata dall’amministratore delegato Jean Pierre Mustier sarebbe arrivato l’input di mettere nel cassetto il processo di valorizzazione delle proprietà in portafoglio al veicolo Capital Dev (100% di Unicredit ) gestito da Claudio Calabi, che era stato affidato un paio di mesi fa all’advisor Kpmg.

 

Una decisione improvvisa, si legge su MF, che i potenziali compratori non hanno saputo interpretare, visto che proprio a inizio agosto, a Kpmg erano arrivate le proposte non vincolanti di Cale Street, Gvm, Blackstone,York, Auchan e di un gruppo australiano del settore immobiliare.

 

L’elemento che ha portato Unicredit a bloccare il processo di valorizzazione é rappresentato dalla distanza tra il valore delle offerte presentate e la valutazione degli asset di Capital Dev. Quest’ultimo è un veicolo creato alcuni anni fa in seguito alla definizione del processo di ristrutturazione (ex articolo 67 della legge fallimentare) del gruppo Parsitalia della famiglia Parnasi e successivamente, nel novembre del 2016, era stato rilevato integralmente da Unicredit, principale creditore degli immobiliarista, esposto complessivamente verso la banca di piazza Aulenti per circa 700 milioni (450 milioni l’indebitamento della sola Capital Dev).

 

Nel veicolo erano stati conferiti i progetti immobiliari dei Parnasi: Cave Nuove (il centro commerciale Pescaccio e altre attività business per uno sviluppo totale di 245 mila mq a Roma), Parco della Acacie (un’area di oltre 15 mila mq in via di sviluppo in zona Pietralata a Roma), Samar (area Fleming, sempre nella Capitale), Pisana (diritti commerciali sull’area Pescaccio), Parsec (centro commerciale Laurentino) e Istaca Istica (terreni e immobili a Catania).

 

Ad attirare l’attenzione dei potenziali investitori erano stati in particolare il centro Pescaccio e il Maximo Shopping Center (60.500 mq di sviluppo, con 135 negozi, un ipermercato e un cinema multisala e altre attivitá ricettive). A questo punto, però, toccherà capire quali sono le reali intenzioni di Unicredit e se verraffidata una nuova mission a Calabi. Il processo é comunque destinato a slittare ulteriormente e potrebbe rappresentare un grattacapo per la banca di Mustier, visto l’ammontare dell’esposizione maturata nel corso degli anni con i Parnasi (il rapporto risale ai tempi di Capitalia) e le necessita’ di liquidità di Capital Dev. Tra l’altro il nome di Luca Parnasi, ancora in carcere in seguito all’inchiesta sulla realizzazione dello stadio della Roma a Tor di Valle, é finito al centro dello scontro tra il primo socio di Carige Vittorio Malacalza (24%) e l’ad della banca Paolo Fiorentino, che é stato a lungo top manager di Unicredit.

 

Era stato proprio Malacalza, al momento di dimettersi da vicepresidente della banca, a far riferimento a una conversazione telefonica tra Fiorentino e Parnasi. Argomento che é tornato d’attualità, anche durante l’interrogatorio del primo socio di Carige avvenuto nei giorni scorsi nella caserma della Guardia di Finanza di Genova nell’ambito dell’inchiesta per abuso di mercato avviata di recente.