I soldi della droga circolano nelle banche occidental

ilfarosulmondo.it 31.8.18

Il ministro dell’Interno iraniano, Abdolreza Rahmani Fazli, ha criticato i Paesi occidentali per aver esercitato un doppio standard nella lotta ai narcotici, affermando che il denaro della droga circola nelle banche occidentali. Parlando a un congresso sui problemi sociali, Rahmani Fazli ha dichiarato che i Paesi occidentali si preoccupano più che altro dei loro benefici e non prendono misure serie per combattere il traffico di droghe illecite.

drogaL’Iran si trova su una rotta della droga tra l’Afghanistan, l’Europa e gli Stati arabi del Golfo Persico. L’Iran condivide circa 900 chilometri di confini con l’Afghanistan, Paese che da decenni vive nella totale instabilità a causa dell’intervento militare occidentale. Nell’ottobre 2016, l’Ufficio delle Nazioni Unite per il controllo della droga e la prevenzione del crimine (Unodc) ha riferito che oltre il 90% dell’eroina mondiale proviene dall’oppio afghano.

In un incontro con il direttore esecutivo dell’Unodc, Yuri Fedotov, Rahmani Fazli ha chiesto di fermare l’adozione di strategie “selettive” e “politiche” nella lotta al narcotraffico. “La Repubblica islamica dell’Iransupporta la Commissione sugli stupefacenti, l’International Narcotics Control Board e l’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine”, ha osservato il funzionario.

L’Iran è stato un pioniere nella lotta contro il traffico di droga. Secondo le stime ufficiali, la lotta contro il traffico di droga costa all’Iran circa un miliardo di dollari all’anno. Almeno 4mila forze di sicurezza iraniane sono state uccise negli scontri con i trafficanti di droga negli ultimi decenni. Proprio il mese scorso, una guardia di confine iraniana ha perso la vita nella lotta contro i trafficanti di droga nella provincia sud-orientale del Sistan-Balouchestan.

di Redazione