La sfida delle banche per far crescere la città

Mauro Spignesi caffè.ch 2.9.18

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C’era un tempo in cui la piazza finanziaria ticinese, in particolare le sue banche, era gonfia di soldi. Denari che arrivavano ininterrottamente dall’Italia. E che garantivano a Lugano un gettito fiscale attorno a 55 milioni di franchi. Ma soprattutto creavano un indotto che ricadeva sui negozi, e non solo di via Nassa, sui ristoranti e nel settore immobiliare, dove molti investitori, in particolare lombardi, avevano puntato acquistando appartamenti. Poi, progressivamente, la piazza finanziaria si è ridimensionata. Diverse banche hanno chiuso, molti posti di lavoro sono stati tagliati. “E così oggi la sfida per noi è quella di mantenere sul territorio le nostre attività e continuare a garantire un servizio di qualità ai nostri clienti”, spiega Alberto Petruzzella che quegli anni d’oro li ha vissuti prima lavorando all’Ubs e poi a capo di Credit Suisse in Ticino, sino a diventare presidente dell’Associazione bancaria ticinese.
E Petruzzella continua: “Oggi la piazza finanziaria, dove la stragrande maggioranza dei nostri clienti hanno lasciato i soldi dichiarandoli in maniera trasparente, può aiutare Lugano, può dare una spinta allo sviluppo della città se verrà trovato un accordo con l’Italia. Un accordo che secondo noi deve prevedere la possibilità di continuare a gestire i clienti in Ticino, mentre Roma vuole che le nostre banche aprano sedi operative nel suo territorio”.
In pratica, se dovesse passare quest’ultima ipotesi, ci sarebbe da una parte il trasferimento soprattutto a Milano di personale qualificato e poi dal punto di vista fiscale, si assisterebbe inevitabilmente a un ulteriore impoverimento del gettito di imposte destinato alla città. Oggi Lugano, terza piazza dopo Zurigo e Ginevra, ospita 54 banche e 6.000 aziende attive nel settore fiduciario, immobiliare e finanziario. “Per questo – nota Petruzzella – è importante vincere questa battaglia. Senza dimenticare, poi, che noi qui assicuriamo stabilità, qualità e le nostre banche sono una garanzia per i clienti italiani”.

m.sp.