La Verità: ‘Casa di lusso con i soldi dell’Unicef. Le carte inguaiano i parenti di Renzi’

silenziefalsita.it 3.9.18

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“La casa di lusso con i soldi dell’Unicef. Le carte inguaiano i parenti di Renzi”.

Titola così oggi La Verità, quotidiano diretto da Maurizio Belpietro.

“Dal conto su cui arrivano i finanziamenti per la beneficenza,” si legge nel sottotitolo del giornale “nel 2015 parte un bonifico per il Portogallo. Pochi giorni dopo viene registrato l’acquisto del villone a Cascais del fratello del cognato dell’ex premier. E domani parte a Firenze il processo contro babbo Tiziano e mamma Laura”.

Giacomo Amadori, che ha realizzato l’inchiesta esclusiva, scrive che “la saga dei 6,6 milioni di dollari, che alcuni parenti di Matteo Renzi avrebbero sottratto ai fondi per i bambini africani si arricchisce di un nuovo capitolo”.

Leggi l’articolo di Amadori su La Verità

Il 9 agosto scorso era uscita la notizia dell’indagine procura di Firenze a carico di Alessandro Conticini, 42 anni; il fratello minore Luca, 37; e Andrea, gemello di Luca e marito di Matilde Renzi, sorella dell’ex presidente del consiglio Matteo Renzi.

Quest’ultimo è indagato per riciclaggio, per gli acquisti, a nome del fratello Alessandro, di quote di tre società: la Eventi 6 della famiglia Renzi, la Quality Press Italia e la Dot Media di Patrizio Donnini e di sua moglie Lilian Mammoliti, legati ai Renzi. Si tratta di operazioni risalenti al 2011.

Alla Eventi 6 sono arrivati 133 mila euro, alla Quality Press Italia 129 mila, alla Dot Media 4 mila.

L’ex premier aveva commentato la notizia su Facebook scrivendo che forse è meglio “prenderla sul ridere” e che si tratta di “un’indagine aperta da ben DUE anni su un fratello del marito di una mia sorella per presunte irregolarità (presunte), nel suo lavoro di dirigente della cooperazione”.

“Dopo due anni di indagini” – aveva spiegato Renzi – non risulta alcuna prova: “Le vedremo al processo. Ma tanto basta solo evocare la vicenda per andare sui giornali oggi – esattamente come due anni fa – con un’altra condanna: quella dei titoli a effetto,” aveva affermato.