Assicurazioni Generali e Mediobanca, ecco cosa si dice in Francia su Unicredit-Société Générale

Elena Dal Maso startmag.it 5.9.18

L’articolo di Mf/Milano Finanza sulle voci in Francia circa l’ipotesi di aggregazione tra Unicredit e Société Générale con i riflessi in Italia sulla filiera Mediobanca-Assicurazioni Generali

Continuano voci, commenti e analisi sull’ipotesi di un’operazione societaria fra Unicredit e Société Générale. Start Magazine ne ha dato conto da tempo, sottolineando in alcuni articoli i subbugli politici in particolare nella maggioranza di governo (più sponda Lega che M5S, al momento). Non mancano comunque gli scetticismi di analisti e tecnici su tempistica e fattibilità dell’operazione. Mentre negli scorsi giorni Michele Arnese ha raccolto informazioni e indiscrezioni bancarie sui piani dei vertici dei Unicredit, il gruppo capitanato dall’ad francese, Jean-Pierre Mustier. (redazione Start Magazine)

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Da una parte una multa americana e dall’altra i Btp italiani. Se le nozze tra Unicredit e Société Générale si celebreranno gli ostacoli non mancheranno. Il primo è una sanzione importante, già scontata negli accantonamenti, ma pur sempre di oltre un miliardo di euro che potrebbe creare qualche impedimento al progetto. Ieri mattina il terzo maggiore gruppo bancario francese per asset ha infatti quantificato in 1,1 miliardi di euro la pesante multa da pagare all’amministrazione americana.

TUTTI I TIMORI IN FRANCIA SU UNICREDIT

A Parigi invece, e questo sarebbe un altro problema, non apprezzano il bagaglio di 44,6 miliardi di Btp in portafoglio a Unicredit e per questo vorrebbero capire meglio se e come si stabilizzerà il rischio Paese, salito dal 7% di maggio al 7,9% attuale. Un dato che al momento pesa sul bilancio della banca, ancora di più in attesa che la Finanziaria venga messa nero su bianco e quindi in piena incertezza. Lo stesso ceo Mustier a maggio aveva spiegato a MF-Milano Finanza che «il gruppo ha comprato Btp, lo spread non mi fa paura, il futuro di Unicredit passa dal rafforzamento dell’identità di grande banca paneuropea».

LA SANZIONE USA A SOCIETE GENERALE

Tornando a Société Générale, la banca oltre a rendere nota la sanzione ha anche chiarito di aver messo già previsto l’esborso, valore che rientra già fra gli accantonamenti per 1,43 miliardi di euro effettuati dalla banca. Ostacoli che però non è detto che impediscano l’operazione.

COME SONO LE CAPITALIZZAZIONI DI UNICREDIT E SOCIETE GENERALE

Le due società al momento hanno una capitalizzazione simile, 27,78 miliardi per Unicredit e 28,91 miliardi per SocGen. In occasione dell’aumento di capitale da 13 miliardi di euro avvenuto agli inizi del 2017, l’amministratore delegato dell’istituto di Piazza Gae Aulenti, Jean Pierre Mustier, aveva detto al suo staff, come riportò all’epoca il Financial Times, che tra i suoi obiettivi c’era quello di sorpassare la capitalizzazione di SocGen, banca da cui lo stesso Mustier arriva. Un dettaglio importante perché molti oggi scommettono che in caso di M&A Unicredit vorrebbe fare la parte del compratore. E pensare che a giugno scorso la banca francese capitalizzava 32 miliardi, mentre quella italiana 33 miliardi.

CHE COSA SCRIVE LE MONDE SULL’IPOTESI MATRIMONIO

Ora la situazione è invertita, ma entrambe hanno perso all’incirca il 15%. Il fermento intorno alle nozze è partito dopo che il sito di Le Monde, citando una fonte vicina al nuovo direttore strategico di SocGen, Sebastien Proto, ha parlato di «grandi dossier in arrivo che il top manager dovrà gestire. Sarà chiamato a far suonare la musica con l’italiana Unicredit». Proto è stato scelto dall’amministratore delegato Frederic Oudea al quale riporta direttamente.

L’IPOTESI ALLA QUALE STANNO LAVORANDO GLI ADVISOR DELLE BANCHE

Sempre Le Monde riportava che Proto «studierà gli scenari per il futuro di Société Générale, dato che è uno specialista in fusioni e acquisizioni, lavoro che ha svolto per sette anni in Rothschild». L’idea di base alla quale starebbero lavorando gli advisor delle due banche (MF-Milano Finanza ha già anticipato che Unicredit sarebbe affiancata da Daniel Bouton, senior advisor di Rothschild, la stessa società dalla quale viene Proto) sarebbe di sfruttare le peculiarità dei due istituti, quello italiano ben impostato come banca commerciale e molto attivo anche in Germania, e quello francese da sempre forte nell’investment banking. Settore questo dove Unicredit non ha brillato particolarmente negli ultimi due anni.

COMMENTI E ANALISI

A maggio il presidente dell’istituto di credito transalpino, l’italiano Lorenzo Bini Smaghi, aveva ipotizzato un consolidamento transfrontaliero lungo 2l’asse Italia-Francia», un mese più tardi (intanto il rendimento dei Btp decennali italiani è salito di 100 punti base) l’amministratore delegato Frederic Oudea, aveva raffreddato le voci di un possibile legame con le banche straniere. «Non credo affatto» nelle fusioni transfrontaliere europee, aveva detto Oudea in una conferenza del 7 giugno a Francoforte spiegando che i requisiti patrimoniali per le istituzioni too-big-to-fail (le banche sistemiche) scoraggiano grandi fusioni nel continente. Il punto però è che a Francoforte vedono invece in maniera positiva le operazioni di consolidamento in Europa E il dazio da pagare, in questo caso, sarebbe probabilmente un aumento di capitale.

Articolo pubblicato su Mf/Milano finanza