Atlantia, Gilberto Benetton parla per prima volta da tragedia Genova. ‘Non usciremo da business infrastrutture’

06/09/2018 13:07 di Laura Naka Antonelli finanzaonline.com

A rompere il silenzio, intervistato da Il Corriere della Sera, è il numero uno di Edizione, la holding a cui fanno capo Atlantia e la società controllata Autostrade per l’Italia. …

Atlantia positiva in Borsa, dopo che la famiglia Benetton ha parlato per la prima volta dalla tragedia di Genova, provocata dal crollo del Ponte Morandi. A rompere il silenzio, intervistato da Il Corriere della Sera, è Gilberto Benetton, numero uno di Edizione, la holding a cui fanno capo Atlantia e la società controllata Autostrade per l’Italia. I riflettori sono tutti sul futuro di Autostrade, visto il procedimento di revoca per la concessione avviato dal governo M5S-Lega a seguito del crollo del ponte, verificatosi lo scorso 14 agosto, nel tratto autostradale gestito dall’Aspi: 43 le vittime della tragedia. Quasi contestualmente, a parlare di Aspi è anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che, in un’intervista rilasciata all’Huffington Post, tona usi molto meno aggressivi nei confronti della galassia Benetton.

“Ho avviato una procedura di caducazione della concessione. Abbiamo ricevuto le repliche di Autostrade – afferma – Ma siccome non voglio esporre lo stato a inutili rischi legali, raccoglierò tutti i necessari pareri giuridici e alla fine, dopo attenta valutazione, attueremo in modo fermo e risoluto la nostra linea”. Dunque? Nazionalizzazione sì o no?

La nazionalizzazione non è l’unica risposta – dice Conte – valuteremo anche questa soluzione ma non possiamo escludere allo stato che si faccia una nuova gara. Ma io sto lavorando anche a un piano di infrastrutture che offra un nuovo quadro di regole più favorevole allo Stato. Stiamo creando una banca dati per poter assicurare massima sicurezza ai cittadini. Insomma l’approccio è questo, ed è il mio approccio: occorre perseguire la migliore soluzione avendo una visione complessiva dei problemi”.

Tornando a Gilberto Benetton, che motiva il silenzio della sua famiglia ricordando che “dalle nostre parti il silenzio è considerato segno di rispetto” e che “Edizione, la nostra holding, ha parlato meno di 48 ore dopo la tragedia”, nega le voci su una eventuale uscita dell’impero dal business delle infrastrutture. In particolare, Il Sole 24 Ore aveva parlato di come si parlasse tra gli addetti al mondo della finanza dell’ipotesi di Atlantia Minor, ovvero di un’Atlantia orfana di Autostrade.

“No. Siamo investitori di lungo termine e le infrastrutture hanno bisogno di capitale paziente. Ricordo che quando prendemmo Autostrade fatturava 2 miliardi di euro, tutti in Italia. Oggi Atlantia, con Abertis, avrà un fatturato di oltre 11 miliardi di euro e con il peso delle attività internazionali pari a oltre il 50 per cento e, facciamo bene attenzione, senza dimenticare mai gli investimenti in Italia, sulle autostrade italiane, pari a oltre 10 miliardi di euro negli ultimi 10 anni: un miliardo l’anno. Pochi mesi fa, Edizione ha acquisito dalla spagnola Abertis, Cellnex, una società di grandissimo potenziale nel settore delle torri per le telecomunicazioni presente in quasi tutta Europa. Edizione ha investito 1,5 miliardi di proprio capitale, sempre con l’idea di supportare il suo management nel processo di crescita, anche al fianco di importanti investitori finanziari internazionali interessati a questo settore. Anche questo è un comparto soggetto a forte competizione, con in più la complessità della variabile tecnologica. E diventa un primato italiano“.

Gilberto Benetton insiste sull’importanza dell’operazione con Abertis:

“Abertis è una operazione importantissima per Atlantia e per l’Italia, un’operazione che è stata chiusa e definita e che, guidata dall’amministratore delegato di Atlantia Giovanni Castellucci, proseguirà come è stato pianificato. Abertis è il frutto della volontà di costruire un campione italiano capace di competere nel mondo, nelle autostrade, negli aeroporti e in altre infrastrutture”.

E sul rischio nazionalizzazione:

“Oggi questo mi sembra sia diventato un tema politico e quindi al di fuori di ciò di cui mi occupo. Come gruppo siamo sempre stati attenti e collaborativi con le Istituzioni e le autorità, e continueremo ad esserlo nel rispetto delle proprie posizioni, dei propri doveri e dei propri diritti”.

Le parole di Gilberto Benetton, soprattutto la conferma dell’impegno nel settore delle infrastrutture, per giunta con Abertis, permettono al titolo Atlantia di salire in Borsa, in una seduta comunque già positiva per  Piazza Affari, dove soffrono però soprattutto i titoli delle banche.

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