IL CASO DEL MOSE DI VENEZIA / SONO COZZE AMARE

3 settembre 2018

 di: MARIO AVENA lavocedellevoci.it

La sapete l’ultima? O che comunque sta circolando da qualche mese tra le stupende calli veneziane?

Il Mose è un gigantesco scandalo in sé per una montagna di vicende che hanno portato in galera svariati tra dirigenti, tecnici, imprenditori, tra cui lo stesso presidente del Consorzio appositamente costitutito. L’inchiesta  mostra falle e crepe d’ogni sorta, corruzioni a mani basse, le solite scorciatoie a base di varianti in corso d’opera, revisioni prezzi e chi ne ha più ne metta, nell’ormai consueto vocabolario della corruzione, per fronteggiare la quale, del resto, è stato costituito un organismo apposito, l’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione) guidata da Raffaele Cantone.

Se ne sono dette di tutti i colori sul Mose, del quale fra l’altro si discute da decenni: serve, non serve, deve essere fatto così, deve essere fatto colì.

A quanto pare, però, nessuno si è mai preoccupato fino ad oggi di interpellare un esperto di flora e fauna marina, uno che ne capisca di mare, forse anche di flussi e correnti.

Perchè – stando ai rumors che appunto si inseguono tra le calli, con sempre maggiore insistenza – il vero problema è rappresentato dalle… cozze! Sì, avete capto bene, dal molluscone nero così saporito che ormai è noto in mezzo mondo, dalla Spagna per la dimensione, alla Sardegna per la qualità a quanto pare molto speciale, a Napoli anche per via della promozione dello chef “alla napulitana” Cannavacciuolo il cui “Spaghetto acchiappa il mare”, cozze comprese e ve ne fa sentire perfino l’aroma.

Insomma, il reale motivo per la non attivazione, dopo decenni, del fantomatico Mose sarebbe rappresentato dal “Mitile Ignoto”, la Cozza, già colpevole – o almeno accusata – 45 anni fa dell’epidemia di colera che colpì Napoli.

Allora tutti in massa al Cotugno, il presidio ospedaliero più grande al Sud per le malattie infettive. Adesso tutti al capezzale del Mose, aggredito, invaso, intrappolato da una vera invasione di cozze nere che renderebbero inagibili gli ingranaggi.

Ma i tecnici non hanno una sola parola da dire? Possibile che cozza batta scienziati tre a zero?

Che il Mose – come hanno dimostrato le inchieste – fosse poi un’opera inutile, dannosa per l’ambiente, mangiasoldi, fonte di sperperi e corruzioni continue, è un altro argomento.

Ma finirla in… cozzata è il massimo.