PONTE MORANDI, SINDACO GENOVA: “DEMOLIZIONE A FINE MESE”/ Di Maio contro Autostrade: “torni allo Stato”

Crollo ponte Morandi, pronto il decreto “Salva Genova”: ultime notizie, Governo diviso. M5s vuole esautorare Autostrade, Lega preferisce interventi a sostegno della città

Genova, crollo ponte Morandi (LaPresse)Genova, crollo ponte Morandi (LaPresse)

Il sindaco di Genova Marco Bucci ha annunciato in mattinata che il ponte Morandi verrà demolito entro fine mese: «Se ci danno tutte le autorizzazioni, i tempi tecnici per l’apertura del cantiere per la demolizione di quanto resta del ponte Morandi spero che a fine mese, prima settimana di ottobre si può cominciare la demolizione. Questo secondo le informazioni che ho disponibili a oggi». Intervistato invece a L’aria che tira, il vicepremier Di Maio non solo annuncia che il Decreto Salva Genova è quasi pronto in CdM, ma rilancia un nuovo capitolo dell’ennesima questione sulla nazionalizzazione di Autostrade. «Se parliamo di rimettere a gara le autostrade ci sono due possibilità: o tornano ad Autostrade ed è l’arte dei pazzi o ci facciamo colonizzare da un concessionario straniero. Quindi necessariamente devono tornare allo Stato, vogliamo chiamarla gestione pubblica e non nazionalizzazione?», spiega il Ministro del Lavoro che si dice «assolutamente d’accordo con Matteo Salvini. Anche nella mozione che abbiamo votato in Parlamento è prevista una gestione pubblica nel futuro».

QUASI PRONTO IL DECRETO “SALVA GENOVA”

Il Decreto Salva Genova è quasi pronto, il problema è che il Governo è diviso nel contenuto e nel merito di quanto si propone alla città ligure per ripartire dopo l’orrendo crollo del 14 agosto scorso. Di Maio e Toninelli vorrebbero esautorare del tutto Autostrade per l’Italia, togliendo la concessione e non permettendo la presenza del board di Aspi nella ricostruzione del ponte Morandi. Ieri il vicepremier M5s ha promesso «brutte sorprese nei prossimi giorni per Autostrade per l’Italia», e questo fa pensare del tutto che il decreto Salva Genova possa contenere anche la sospensione della concessione di Aspi nel tratto del Morandi. Di contro però, con il sostegno a Fincantieri che resta per entrambi i partiti di Governo un’ottima scelta, v’è da segnalare la volontà della Lega di indirizzare il decreto più verso gli interventi diretti e di sostegno alla città di Genova nell’amministrare la fase di transito dal Morandi crollato al nuovo ponte firmato Renzo Piano. Come scrive oggi il Secolo XIX, «è in corso la mediazione della Lega, consapevole che un’azione del genere potrebbe aprire un grande contenzioso e ritardare la ricostruzione del viadotto con conseguenze esiziali per Genova e la Liguria».

CALATRAVA “ESCLUSO” PER RICOSTRUZIONE PONTE

In tutto questo, la novità di ieri dell’ennesima “dimissione” di un membro della Commissione Mit – Bruno Santoro, ingegnere che aveva svolto delle consulenze presso Aspi in passato nel merito del ponte Morandi – porta il livello delle indagini sulle responsabilità ad un passo critico, con diverse polemiche specie sull’asse Di Maio-Toti, con una intensa querelle andata in scena proprio ieri sui tempi della demolizione. Intanto, ha cercato di proporre una propria idea di ponte anche l’archistar spagnolo Santiago Calatrava, il padre di alcuni dei ponti più famosi al mondo (da noi a Venezia e Reggio Emilia i più noti, il secondo proprio sopra un’autostrada). «Anche lui, disponibile a progettare il ponte sul Polcevera. Offerta, però, per il momento gentilmente declinata dall’amministrazione regionale», riportano i colleghi genovesi del Secolo XIX, con la netta risposta data proprio dal sindaco Bucci «È stato spiegato che c’è Renzo Piano e che è genovese».