Rally BTP, tassi a due anni dimezzati da agosto. Ma occhio a DWS: sono italiani che vendono, non stranieri

 

In quella che è la “Chart of the Week”, ovvero il grafico della settimana, vengono mostrati i detentori dei BTP nel corso degli anni, esattamente dall’introduzione dell’euro. Complessivamente, il debito …

Effetto Tria sui titoli di stato italiani, i rally scatenati portano i tassi dei BTP a due anni addirittura a dimezzarsi in poche settimane, dall’1,44% del 31 agosto allo 0,73%. Tutto merito delle dichiarazioni del ministro dell’economia e delle finanze che, nel discorso proferito in occasione del Forum Ambrosetti di Cernobbio, ha rassicurato ulteriormente i mercati.

Tria ha ribadito inoltre di avere fiducia sul calo dei rendimenti, una volta che gli investitori conosceranno il contenuto della manovra. Lo spread BTP-Bund a 10 anni è sceso così oggi fino a 233,5 punti base, a un livello inferiore di ben 55 punti base rispetto ai livelli più alti della scorsa settimana.

Ipotizzando un recupero ai valori di aprile, stando a quanto viene messo in evidenza dal grafico sottostante, i BTP a 10 anni avrebbero di conseguenza un margine di rialzo del 7-8% circa.

Il rally di oggi è poderoso, se si considera che i rendimenti (per la relazione inversamente proporzionale) calano tra gli 11 e i 17 punti base lungo la curva dei rendimenti, capitolando ai valori più bassi delle ultime sei settimane.

Allo stesso tempo, lo spread tra Italia e Germania, che gli investitori spesso utilizzano come termometro del sentiment verso l’Eurozona, rimane elevato, se paragonato ai livelli precedenti il mese di maggio, quando era sceso anche fino a 114 punti base.

Detto questo, un’analisi di DWS mette in evidenza un particolare che forse dovrebbe attrarre l’interesse di Tria & company. In quella che è la “Chart of the Week”, ovvero il grafico della settimana, vengono mostrati i detentori dei BTP nel corso degli anni,esattamente dall’introduzione dell’euro.

Complessivamente, il debito pubblico finanziato con le emissioni di BTP è aumentato da 1.880 miliardi a 1.995 miliardi di euro.

Di questo aumento, le banche centrali hanno acquistato bond italiani per un valore di 314 miliardi, le istituzioni finanziarie e banche italiane hanno fatto acquisti per 417 miliardi e gli investitori stranieri hanno aumentato la loro esposizione di 373 miliardi di euro.

Gli altri investitori italiani, praticamente famiglie e imprese, hanno invece ridotto i loro investimenti in BTP di 289 miliardi.

DWS arriva a una conclusione:

“Sembra che siano stati i risparmiatori italiani, non gli investitori stranieri, a non avere fiducia nel loro stesso Stato. Probabilmente hanno una buona ragione per agire in questo modo, e non necessariamente attinente solo alla politica. Viene in mente la diversificazione del rischio“. Qualsiasi rally dei BTP potrebbe dunque non essere sufficiente a cambiare questo dato di fatto.