Soros lancia alert crisi finanziaria globale per emergenti e Ue. Intanto in Argentina è corsa agli sportelli

10/09/2018 13:00 di Laura Naka Antonelli finanzaonline.com

l trend dei mercati e delle valute emergenti sta preoccupando anche George Soros, tanto da portarlo a pronosticare una nuova crisi finanziaria globale. A suo avviso, questa potrebbe essere scatenata dal balzo del dollaro e dalla fuga dei capitali dai mercati emergenti.  Una fuga di capitali comprovata di fatto da alcuni numeri, come quelli che certificano la corsa agli sportelli che sta colpendo l’Argentina, dopo il piano di austerity annunciato la scorsa settimana dal presidente Mauricio Macri.

Così come riporta Bloomberg, che segnala anche i timori di Soros, soltanto negli ultimi due giorni di agosto gli argentini hanno ritirato dai conti bancari ben $490 milioni.

La fuga è scattata in concomitanza con il nuovo crollo del peso argentino, che è scivolato al nuovo minimo record di 41,6 per dollaro Usa.

La ritirata dai conti correnti si sta manifestando tra l’altro in un momento in cui le riserve dell’Argentina scivolano ai livelli precedenti l’accordo sul bailout concordato con il Fondo Monetario Internazionale a giugno.

Tra le valute emergenti, il nervosismo oggi è stato rinfocolato dall’ennesimo calo della rupia indiana.

La moneta è scivolata fino a -1,3% nei confronti del dollaro, mentre la borsa ha riportato la flessione più forte da agosto.

Sell off scatenati anche sui bond indiani, crollati al minimo dal 2014.

Smobilizzi anche sulla lira turca, affondata da perdite che hanno azzerato quasi la metà degli ultimi guadagni della scorsa settimana. Il risultato è che l’indice di riferimento delle valute emergenti, l’MSCI Emerging Markets Currency Index è a un passo dal crollare al di sotto della media mobile delle ultime 2o0 settimane, per la prima volta dall’inizio del 2017, come dimostra il grafico.

A scatenare il nuovo sell off sulla rupia indiana è stato il dato relativo al deficit delle partite correnti che, sebbene migliore delle attese, ha mostrato un ennesimo rialzo, confermandosi il peggiore in cinque anni.

Non è dunque sicuramente soltanto Soros a paventare che una crisi finanziaria globale possa essere scatenata dal caos che ha travolto gli asset dei mercati emergenti, che da aprile stanno scontando diversi fattori, tra cui l’escalation dei timori di nuove guerre commerciali, la fine graduale delle politiche monetarie accomodanti delle banche centrali le preoccupazioni sui loro livelli di deficit, in un contesto in cui il dollaro sta salendo sulla scia delle strette monetarie della Federal Reserve.

Ma George Soros non teme soltanto la crisi che sta investendo da parecchio i mercati emergenti. Il suo timore è anche per le sorti dell’Unione europea che, a suo avviso – sono anni che il finanziere ripete comunque lo stesso mantra – fa fronte a una minaccia esistenziale imminente.

Tra l’altro, la “fine” dell’accordo nucleare con l’Iran e la “distruzione” dell’alleanza transatlantica tra l’Unione europea e gli Stati Uniti sono secondo George Soros “destinati ad avere un effetto negativo sull’economia europea, e a creare altre turbolenze”.

Intervistato da Bloomberg, Soros se la prende per l’ennesima volta con il populismo: “Tutto quello che poteva andar male è andato male – ha detto, riferendosi alla crisi dei migranti e alle politiche di austerity che hanno portato al potere i populisti-. Sull’Ue, il filantropo ha parlato di “disintegrazione territoriale”, facendo l’esempio della Brexit, e ha concluso che ormai il pericolo esistenziale per l’Europa non è più un’ipotesi o una minaccia teorica. “Ormai è questa la dura realtà”.

Ancora una volta, vengono messi in evidenza i problemi dell’euro. “L’euro ha molti problemi irrisolti e non si deve permettere che questi finiscano per distruggere l’Unione europea”.