Crisi Astaldi: serve liquidità e si tratta per il salvataggio con le banche

di Enzo Lecci, pubblicato il 12 Settembre 2018 investireoggi.com

Pronto un incontro tra Astaldi e le banche per cercare di sbloccare la difficilissima situazione che si è venuta a creare

Il crollo di Astaldi in borsa, con le quotazioni del titolo che ieri hanno nuovamente aggiornato i minimi storici  (Astaldi nel baratro: titolo aggiorna i minimi storici), riflette la profonda crisi che la società Astaldi sta attraversando. La Turchia era ritenuta una sorta di ultimo asso nella manica nell’ambito del piano di rafforzamento patrimoniale della quotata ma a causa del crollo della Lira Turca, Astaldi si è praticamente trovata del tutto scoperta. La situazione finanziaria e patrimoniale di Astaldi ad oggi è quindi delicata e complessa come dimostrato dal fatto che il valore del bond da 750 milioni di euro con scadenza nel 2020 sia crollato dal 90% di maggio all’attuale 44%. Secondo il Sole24Ore, dinanzi alla situazione di impasse che si è venuta a creare (mancata cessione della concessione sul Terzo Ponte su Bosforo significa impossibilità a procedere con l’aumento di capitale concordato), Astaldi è alla ricerca di strade alternative.

Scrive il quotidiano di Confindustria che domani dovrebbe essere in programma un vertice tra il management dell’azienda e gli istituti bancari finanziatori per fare il punto della situazione dopo che “la mancata realizzazione in tempi rapidi della prospettata iniezione di liquidità da 300 milioni ha generato nuove esigenze di cassa, oltre a quella già preventivate dal precedente piano”. Ad Astaldi serve quindi liquidità. Secondo il quotidiano finanziario le banche sarebbero disposte a concedere nuova liquidità ma solo se dovesse essere stabilito un nuovo piano. In questo contesto non è esclusa la possibilità che si vada verso l’utilizzo di alcune procedure concesse dalla legge fallimentare.