Consob: Nava lascia, i 5 Stelle esultano (MF)

Fonte: MF Dow Jones (Italiano)

Il presidente della Consob, Mario Nava si è dimesso e i 5 Stelle esultano, parlando di “un atto dovuto, conseguente al contributo informativo e alla pressione che, senza mai fermarci, abbiamo realizzato in questi mesi”. Mentre il diretto interessato, nella sua lettera di dimissioni “irrevocabili”, respinge per l’ennesima volta le accuse dei pentastellati, ricordando che “la questione legale della mia posizione amministrativa è stata decisa e validata da ben quattro istituzioni, Commissione europea, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Repubblica e Corte dei Conti, e non necessita miei commenti ulteriori. La questione è quindi solo politica”.

La richiesta di dimissioni per “sensibilità istituzionale” da parte dei “quattro capigruppo di Camera e Senato dei due partiti di maggioranza, scrive MF, sono un segnale chiaro e inequivocabile di totale non gradimento politico. Il non gradimento politico limita l’azione della Consob in quanto la isola e non permette il raggiungimento degli obiettivi sopra ricordati” e “la Consob è indipendente, ma non può essere isolata. Consob deve poter lavorare non solo con le altre autorità indipendenti, ma anche con le istituzioni politiche”.

L’attacco dei 5 Stelle a Nava è partito fin dalla sua nomina da parte del governo Gentiloni e poi si è fatto più intenso dopo l’interrogazione degli eurodeputati Marco Valli, Fabio Massimo Castaldo e Piernicola Pedicini, a cui ha risposto il commissario europeo Gunter Oettinger, spiegando che, tenuto conto “dell’importanza di potenziare la collaborazione tra la Commissione e gli Stati membri e di rafforzare lo scambio delle migliori pratiche, la Commissione ha deciso di comandare il funzionario in questione presso la Consob nell’interesse del servizio”. Tanto è bastato ai 5 Stelle per dire che Nava non poteva assolvere i suoi compiti con serenità perché vincolato a fare gli interessi della Commissione, glissando, quindi, su un’altra considerazione fatta da Oettinger, ossia che la Commissione si era accertata presso le autorità italiane che il distacco “non avrebbe inciso sulla sua indipendenza in veste di presidente della Consob e che si sarebbe mantenuta la conformità al requisito secondo cui il presidente esercita il suo mandato in regime di esclusività e a tempo pieno”. Da quel momento è iniziato il pressing continuo per chiedere la testa di Nava, a cui alla fine si è aggiunta anche la Lega, arrivando due giorni fa alla nota ufficiale dei capigruppo alla Camera e al Senato del M5S, Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli, e della Lega, Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo, che secondo Nava lo ha convinto a lasciare la Consob.

red/cce

(END) Dow Jones Newswires

September 14, 2018 02:15 ET (06:15 GMT)

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