Carige, vince Malacalza. Il titolo cade (-4,5%)

Luca Gualtieri

milano Finanza.it 20.9.18

I Malacalza hanno vinto la scivolosa sfida per il controllo di Carige. La famiglia piacentina ha incassato il consenso dell’assemblea straordinaria che ieri si è riunita a Genova per eleggere il nuovo consiglio di amministrazione. Per la Malacalza Investimenti l’esito del voto ha superato anche i più ottimistici pronostici della vigilia: la lista è stata infatti sostenuta dal 30,55% del capitale contro il 16,77% ottenuto dalla lista Mincione-Volpi-Spinelli. Un risultato che, alla luce del sistema proporzionale di voto previsto dallo statuto, ha dato ai vincitori sette posti su undici nel nuovo board, maggioranza giudicata più che sufficiente per governare la banca.

Nel dettaglio Malacalza ha espresso Pietro Modiano (presidente), Lucrezia Reichlin (vice presidente), Fabio Innocenzi (amministratore delegato che sostituirà l’uscente Paolo Fiorentino), Stefano Lunardi, Salvatore Bragantini, Lucia Calvosa e Francesca Balzani. Per la formazione promossa dal Mincione entrano invece nel board Raffaele Mincione, Bruno Pavesi e Luisa Pasotti mentre Assogestioni ha ottenuto un solo rappresentante (Giulio Gallazzi) nonostante il buon risultato registrato dalla lista (8,85%). Gli istituzionali hanno infatti dovuto rinunciare a un consigliere per rispettare la normativa sulle quote di genere, favorendo così l’entrata del board della professoressa Calvosa, candidata da Malacalza. È stato invece relativamente contenuto il numero di fondi che hanno scelto di appoggiare le due liste avversarie, segno che gli istituzionali hanno preferito mantenere una posizione di neutralità nella sfida in atto.

Come prevedibile, il clima dell’assemblea è stato infuocato fin dall’inizio. In particolare gli avvocati Carlo Pavesi e Francesco Gatti, legali della Malacalza Investimenti, hanno denunciato un presunto concerto tra la lista di Mincione e alcuni fondi esteri (Athena Capital, Eurasia Sicav e Eurasia Fund), ipotesi rispedita al mittente dal finanziere. Nel mirino degli avvocati sono finiti anche il presidente della banca di Giulio Gallazzi e il segretario Filippo Zabban, polemiche che hanno inizialmente dilatato i tempi dell’assise. Alla fine però il voto degli azionisti ha fatto chiarezza sui nuovi equilibri di potere al vertice della banca, certificando ancora un volta l’egemonia della famiglia Malacalza.

La maggioranza in consiglio dovrebbe garantire una certa tranquillità all’amministratore delegato Innocenzi che sarà da subito chiamato a gestire materie molto spinose. In primo luogo la banca dovrà rapidamente allinearsi alle richieste della Bce che nei giorni scorsi ha bocciato il piano di conservazione del capitale, chiedendone uno nuovo per novembre. Secondariamente i vertici dovranno affrontare il tema dell’aggregazione, su cui Francoforte non intende fare sconti. Sul tema il primo azionista sembra ancora piuttosto tiepido: per i due azionisti principali di Malacalza Investimenti, Mattia e Davide Malacalza, parlare di aggregazioni per Carige è infatti ancora prematuro. Tanto più che la famiglia è disponibile a investire ulteriormente nella banca e, se dovesse essere necessario un nuovo aumento di capitale, appare intenzionata a fare la propria parte come in passato. Un contributo certamente prezioso per la stabilità dell’istituto ma forse non sufficiente per Francoforte che da mesi chiede con forza un’aggregazione.

Ai nuovi vertici sono comunque arrivati gli auguri dell’uscente Fiorentino che ha guidato la banca per gli scorsi 18 mesi: “Quello appena eletto è un cda composto da alcuni professionisti di altissimo livello. Sono certo che faranno un ottimo lavoro e sapranno farsi rispettare”. Il timone operativo passerà ora a Innocenzi mentre Modiano dovrà gestire la delicata dialettica tra gli stakeholder della banca: “’Il mio impegno è quello di non far più errori, visto che in questa banca non si può più sbagliare”, ha spiegato Modiano, concludendo “Comincia una fase nuova, si volta pagina, andiamo verso una gestione serena, coesa, stabile che in un tempo ragionevole ridia a questa banca il ruolo che ha avuto tradizionalmente”.

Terminato lo scontro tra soci, con la vittoria dell’attuale primo azionista, il mercato è tornato a raffreddarsi. Il titolo Carige, infatti, ha chiuso la seduta di borsa il calo del 4,55% a 0,0084 euro.