Ponte Genova, tutti gli inghippi di Fincantieri e Italferr (Fs)

di  startmag.it 22,9,18

Torna in campo Autostrade anche per il governo nella ricostruzione del Ponte di Genova?

E’ quello che si stanno chiedendo in queste ore addetti ai lavori e uomini della politica e delle istituzioni dopo le notizie che riguardano le due società statali che l’esecutivo Conte aveva indicato come le aziende in prima fila per la ricostruzione del Ponte Morandi crollato il 14 agosto.

GLI INGHIPPI DI FINCANTIERI E ITALFERR

Ma oltre ai dubbi giuridici e normativi sull’assegnazione senza gara a Fincantieri e a Italferr (gruppo Fs) dell’opera, c’è un’altra novità: né Fincantieri né Italferr hanno le caratteristiche tecniche per realizzare un’infrastruttura di questo tipo.

Infatti, secondo quanto ha svelato il giornale digitale Edilizia&Territorio del Sole 24 Ore, le controllate di Fincantieri e Fs non hanno le “Attestazioni Soa”, strumento previsto dal nostro codice appalti per certificare la capacità di realizzare opere pubbliche (nelle diverse tipologie e importi), nello specifico non hanno la categoria OG3 “strade, ferrovie, ponti e viadotti”.

IL RUOLO DI FINCANTIERI

Eppure, per la ricostruzione, Fincantieri finora è sempre stato il “piano A” del governo, almeno nella sua componente grillina. Sia il vicepremier Luigi Di Maio che il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli hanno infatti più volte dichiarato l’indisponibilità ad affidare i lavori ad Autostrade, la concessionaria considerata co-responsabile del disastro, in particolare per la presunta inadeguatezza dei controlli sulla struttura.

Fino a qualche giorno fa in pole position sembrava ci fosse Fincantieri Infrastructure srl, una controllata di Fincantieri fondata nel 2017 con pochissima esperienza nel settore come sottolineato in questo articolo di Start Magazine. E Toninelli aveva indicato anche la controllata delle Ferrovie italiane, Italferr, come un’altra società statale oltre a Fincantieri che sarebbe stata coinvolta nella ricostruzione del Ponte.

CHE COSA HA SCRITTO EDILIZIA&TERRITORIO DEL SOLE 24 ORE

Ieri Edilizia&Territorio, quotidiano digitale del gruppo Sole 24 ore, ripreso dall’Ansa, ha scritto che Fincantieri guidata dallì’ad, Giuseppe Bono, non vata alcune qualifiche per completare il “Morandi 2”. “Ne Fincantieri né Italferr hanno le capacità tecniche per realizzare un’infrastruttura di questo tipo – ha svelato il Sole – mancano infatti le attestazioni Soa, autorizzazioni previste dal codice degli appalti per realizzare opere pubbliche”.

Dunque, secondo il Fatto Quotidiano, il governo starebbe lavorando per coinvolgere proprio Autostrade, laddove in un primo momento sembrava orientato ad escluderla nel decreto per la ricostruzione.

LE FRASI DI BONO (FINCANTIERI)

Una parziale conferma di questa seconda tesi sembra arrivare dal Foglio, che venerdì 21 settembre ha intervistato Giuseppe Bono, ad di Fincantieri: il capo azienda del gruppo controllato dallo Stato ha dichiarato di essere «già allineato con Autostrade sul da farsi». Bono ha sottolineato di aver incontrato Giovanni Castellucci (amministratore delegato di Autostrade per l’Italia del gruppo Atlantia-Benetton) alla presentazione del disegno del nuovo ponte firmato da Renzo Piano. Ha ribadito che Fincantieri sarebbe «orgogliosa di contribuire alla ricostruzione».

E a chi solleva dubbi sulla capacità, da parte di un’azienda il cui core business sono le navi, di costruire un ponte, Bono ha così replicato: “Navi e industria dei ponti non sono così distanti, è carpenteria pesante”. Inoltre “il progetto di Piano richiama lo scheletro di un’imbarcazione”.