Vittime di BPVi e Veneto Banca scrivono a presidente@pec.governo.it come consigliato da fondosocibanchevenete@vicenzapiu.com

Di Giovanni Coviello (Direttore responsabile VicenzaPiù) 24.9.18

Gentile Presidente Giuseppe Conte, come saprà, il Governo Gentiloni ha “salvato” le banche venete. Gesto lodevolissimo, peccato che lo abbia fatto anche con i nostri soldi“: così inizia la lettera firmata per esteso che un risparmiatore obbligazionista, S.F., ha inviato al presidente del Consiglio dei Ministri, su nostro consiglio, che ripetiamo da qui a tutti (mail: presidente@pec.governo.it), come da scambio di mail dall’indirizzo da noi riservato a informazioni e consigli ai soci truffati da BPVi e Veneto Banca ma anche dalle 4 banche risolte (fondosocibanchevenete@vicenzapiu.com) e di sotto riportate per il caso specifico. S. F. aggiunge a Giuseppe Conte quanto riportiamo di seguito.

Siamo infatti tra gli obbligazionisti subordinati che potremmo non ricevere alcun rimborso in quanto i bond da noi acquistati non hanno i requisiti richiesti fino ad ora dalla legge per avere un ristoro. Siamo risparmiatori, non speculatori della “City”, come qualcuno vuole far credere. Ci siamo purtroppo fidati di istituti che credevamo solidi e che invece, a causa di pluriennali gestioni a dir poco discutibili, si sono rivelati autentiche scatole vuote.

Le nostre famiglie stanno affrontando una difficile situazione economica e psicologica. Spero ci sia ancora la possibilità di poter prevedere a livello normativo un indennizzo per tutti i titolari di obbligazioni subordinate senza discriminazioni di sorta. Abbiamo infatti acquistato questi titoli tramite home banking (non quindi presso uno sportello bancario) e questo, al momento, ci preclude ogni possibilità di avere un ristoro.

Il Decreto, con cui le banche sono state salvate, ha stabilito dei limiti così stringenti per avere un risarcimento che davvero in pochi potranno sperare di riavere indietro qualcosa; e ciò ci fa pensare che i troppi vincoli normativi che regolano i rimborsi siano stati dettati dalla volontà di risarcire, con somme simboliche, solo una ristretta platea di investitori. Questo conferma la nostra sensazione di essere vittime di un’ingiustizia perpetrata dalla finanza prima, e dalla politica poi.

La nostra fiducia nel sistema bancario nazionale vale ormai quanto i titoli veneti che abbiamo in portafoglio. Non Le neghiamo che anche la fiducia nella politica si sta rapidamente azzerando. Speriamo che almeno Lei, quale Presidente del Governo del Cambiamento, voglia continuare a dar voce ai tanti risparmiatori che si ritrovano con un pugno di mosche in mano.

La ringraziamo se ha avuto la pazienza di ascoltarci e speriamo nella possibilità che un Suo intervento sia in grado di porre rimedio a una grave ingiustizia.

Con stima

S. F.

Il 07 set 2018 10:46 PM, ….. ha scritto:

Gentile Direttore, La ringrazio tanto della gentilezza. Come può immaginare si tratta di situazioni difficili da gestire, sia per il dispiacere dovuto alla perdita dei risparmi, sia per la difficoltà nel reperire informazioni utili all’ottenimento di un’auspicabile quanto improbabile ristoro.

La ringrazio in anticipo se vorrà tenermi informato su eventuali notizie che possono riguardare il mio caso.

S. F.

Il 07 set 2018 6:02 PM, Direttore VicenzaPiù <direttore@vicenzapiu.com> ha scritto:

Gentile sig. S.F. ,

scusi, intanto, per il ritardo nella risposta e grazie per aver seguito il nostro lavoro giornalistico.

In linea di massima anche lei dovrebbe essere compreso in chi la 205 “vuole” ristorare perché questa legge prevede (comma 1106)

“l’erogazione di misure di ristoro in favore di risparmiatori che hanno subito un danno ingiusto, riconosciuto con sentenza del giudice o con pronuncia degli arbitri (Anac, ndr) in ragione della violazione degli obblighi di

– informazione, – diligenza, – correttezza e trasparenza

previsti dal testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria,di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, nella prestazione dei servizi e delle attivita’ di investimento relativi alla sottoscrizione e al collocamento di strumenti finanziari emessi da banche aventi sede legale in Italia sottoposte ad azione di risoluzione ai sensi del decreto legislativo 16 novembre 2015, n. 180, o comunque poste in liquidazione coatta amministrativa, dopo il 16 novembre 2015 e prima della data di entrata in vigore della presente legge”.

Mi informerò meglio sul suo profilo, perché, da investitore autonomo con l’home banking, ci potrebbe essere qualche diversità ferma restando la sua annotazione che lei ha sottoscritto bond ma sulla base di informazioni fasulle.

Chi non ha un lodo, come previsto dalla 205, lo dovrà attivare tramite l’ANAC, come sa, e poi, per quanto si legge, fare istanza. Ma siccome i nuovi lodi saranno espletati da Anac penso e spero che stilerà una procedura onnicomprensiva. Tecnicamente potrà presentare l’istanza senza supporto, bisogna però valutare i tipi di passi che dovrà compiere per chiedere il lodo e poi fare istanza (sarebbe augurabile, ripeto, che l’ANAC fissi una modulistica per quanto possibile semplice)

Ovviamente tutto ciò vale se verrà emanato il decreto attuativo con incrementi di dotazioni e non con gli emendamenti presentati in questi giorni da due parlamentari, dispiace dirlo, del M5S che tendono a rinviare e a dotare in tutto il fondo di meno di mezzo miliardo in tre anni!.

Ogni azione che spinga verso l’emanazione del decreto attuativo, con dotazione crescente, rende possibile contare su un ristoro.

Scriva ad esempio appelli ai giornali o, meglio, direttamente, al presidente del consiglio che deve bloccare il decreto:

presidente@pec.governo.it

Rimango a sua disposizioneGiovanni Coviello

Giovanni Coviello

Direttore responsabile VicenzaPiù Magazine, VicenzaPiù.Tv, www.vicenzapiu.com

Il 04 set 2018 2:52 PM, ….  ha scritto:

Gentile Direttore, ho letto l’articolo con il quale si fa chiarezza sui possibili, futuri ristori per i risparmiatori truffati delle banche venete. In questo, come in altri articoli, si fa riferimento ai soci delle banche. Cosa ne sarà invece di chi ha acquistato obbligazioni subordinate, anche queste azzerate? Per chi, come me, ha acquistato bond subordinati facendo l’operazione da solo tramite home banking, quali scenari sono ipotizzabili? Nessuno mi ha costretto o convinto ad acquistare quei titoli, l’ho fatto semplicemente nella convinzione che le banche fossero solide. Il problema è che poi i bilanci hanno rivelato una realtà ben diversa che ovviamente al pubblico dei risparmiatori era stata taciuta.

La ringrazio dell’attenzione

S. F.