Francesco Amodeo per Scenari: Giornalista d’inchiesta svela i piani del Cartello finanziario contro il Governo del cambiamento.

scenarieconomici.it 25.9.18

Di cosa tratta il suo libro inchiesta La Matrix Europea ?

Francesco il suo libro/inchiesta La Matrix Europea è diventato molto popolare sul web a 4 anni dalla sua pubblicazione. Anche noi di scenari economici ne abbiamo pubblicato un estratto sulle privatizzazioni degli anni 90 a proposito del caso di Autostrade per l’Italia. Su you tube il video/inchiesta  da cui è nato il libro ha addirittura superato 7 milioni di visualizzazioni e come kindledi Amazon ad Agosto risultava tra i più scaricati. Come mail i media main stream lo hanno totalmente censurato?

Se avessi scritto di “bunga bunga” o dei legami tra Berlusconi e le olgettine conseguendo i numeri che ho raggiunto sul web con La Matrix Europea, oggi sarei trattato dal main stream come una star televisiva. Anche se avessi scopiazzato qualche articolo sul Cartello camorristico come ha fatto qualcuno oggi divenuto multimilionario. Ma io ho toccato il Cartello finanziario e l’ho fatto in maniera analitica in modo che non potesse essere smentito e ancor meno bollato come teoria del complotto. L’unica cosa a cui potevano ricorre è la censura. Ed è quello che è accaduto. Ma a 4 anni di distanza la rete mi sta dando giustizia.

Parlaci di quello che definisci il Cartello finanziario internazionale:

Molti pensano che il termine “cartello” sia troppo forte ma io non saprei come altro definirlo dato che è formato da uomini ed organizzazioni che sono strettamente collegate tra loro e che operano a vari livelli con l’unico obiettivo di sottrarre sovranità agli stati, bypassare le costituzioni nazionali e indebolire le democrazie. Ed è quello che hanno fatto. Nel libro dimostro in maniera incontrovertibile e documentata che essi hanno preso da anni il controllo dei Governi in Europa in particolare in paesi come l’Italia strumentalizzando le crisi economiche funzionali agli interessi del Cartello stesso.

Come è nata l’idea di dedicare anni a questa ricerca pur sapendo che andava incontro al rischio della censura così com’è avvenuto.

Io mi ero reso conto che l’Italia era passata dall’essere una delle prime potenze economiche del mondo negli anni 80 ad essere considerata un Piigs (ossia un maiale) dopo l’entrata nell’euro e nell’Unione Europea. Una recessione del genere potrebbe essere giustificata dopo una guerra mondiale dalla quale il paese esce distrutto o da una grossa calamità naturale che ha messo in ginocchio il suo comparto economico e industriale. Ma queste due cose, negli ultimi trent’anni non sono avvenute. Allora ho capito che c’era qualcosa che non quadrava.

Non si decide, infatti, di creare una moneta unica in un’area valutaria non ottimale ignorando che essa causi forti squilibri per le economie più deboli. Non si decide di separare il Ministero del Tesoro dalla Banca d’Italia ignorando di consegnare il Paese alle speculazioni finanziarie con lo Stato che viene lasciato in balìa dei mercati finanziari e delle banche che lo costringeranno a pagare loro interessi sempre maggiori per collocare il proprio debito.

Non si può remare contro la divisione tra banche commerciali e banche speculative pensando di favorire l’economia reale invece che gli speculatori.

Non si decide di privatizzare le banche nazionali ignorando di togliere potere agli Stati. Non si decide di cedere sovranità politica e monetaria ignorando di rendere nulle le Costituzioni nazionali.

Non si decide di aderire ad un cambio fisso con economie più forti ignorando che si andrà in deficit nella bilancia dei pagamenti. Non si decide di introdurre in Costituzione il pareggio di bilancio senza sapere che si stia firmando una definitiva condanna a morte per gli Stati; non si firma il fiscal compact ignorando che si stia firmando un programma di macelleria sociale mirato alla svalutazione interna dei salari; non si firma il Mes ignorando che sia un ente sovranazionale con pieni poteri nato per salvaguardare i potentati bancari e non certo gli Stati.

Eppure tutte queste leggi e trattati sono stati firmati. Allora la domanda che mi sono posto è “Cui prodest” ? A chi giova ? A quel punto sono andato a documentarmi da fonti ufficiali per scoprire se ci fosse qualche legame, un trait d’union, che univa tutti i fautori e firmatari di quelle azioni politiche che hanno contribuito al quasi totale svuotamento delle sovranità nazionali dal 1981 ad oggi. Quello che mi sono trovato difronte aveva dell’incredibile: Una fittissima rete di intrecci, legami, accordi. Ma soprattutto le prove che essi appartenessero tutti alle medesime organizzazioni internazionali (ufficiali) nate per portare avanti gli interessi specifici della finanza speculativa.

E’ risultato, quindi, subito chiaro che chi ha firmato quei trattati; chi ha voluto la moneta unica a quelle condizioni; chi ha accettato i vincoli europei senza tutele; chi li ha inseriti in Costituzione,

non ha effettuato delle scelte che si sono poi rivelate sbagliate e delle quali oggi paghiamo le atroci conseguenze.

Chi ha firmato sapeva cosa stava firmando, sapeva quali sarebbero state le conseguenze. Avevano già in mano i grafici che noi sovranisti oggi sbandieriamo in Tv per mostrare gli indici di disoccupazione, di calo della produzione industriale, di diminuzione dei salari, di deficit nelle esportazioni, di aumento degli interessi pagati alle banche, di aumento esponenziale del debito pubblico. Sapevano già tutto ed è per questo che hanno dovuto decidere tutto da soli. Non rispondevano al popolo ma rispondevano ai potentati finanziari che da quegli indici negativi avevano tutto da guadagnare e che avevano imposto i propri uomini al Governo del nostro paese sfruttando le crisi.

Mi faccia un esempio di qualche avvenimento che possa dimostrare, nella pratica, come opera quello che lei definisce il Cartello finanziario:

Ne “La Matrix Europea” ho riportato a questo proposito la cronologia della dittatura finanziaria dal 1981 ma sicuramente emblematico è stato l’arrivo del Governo Monti nel 2011.

Sappiamo tutti che il Governo democraticamente eletto nel 2011 è caduto a causa di quella che hanno chiamato la crisi dello spread. Ma chi l’ha causata ? E chi ne ha tratto benefici ? e se queste due figure in qualche modo coincidessero ?

Proviamo ad analizzare nei dettagli quanto avvenuto:Un ruolo determinante nella crisi dello spread lo ha sicuramente avuto la scelta, di alcune grosse banche d’affari, di vendere in maniera massiccia e improvvisa titoli di Stato italiani. Queste operazioni, alcune delle quali ritenute ingiustificate, sono finite sotto inchiesta e sotto la lente della Consob, in particolare le scelte operate dalla Deutsche Bank, all’epoca presieduta da Joseph Ackermann, e dalla Goldman Sachs presieduta da Peter Sutherland che hanno venduto addirittura l’88% dei titoli di Stato in portafoglio. A questo si aggiunge la lettera di Draghi e Trichet (all’epoca Presidente della Bce) che ha messo il Governo alle corde chiedendo misure irrealizzabili e ritardando l’iniezione di liquidità. In ultimo, come colpo di grazia, l’ingerenza degli ispettori della Bce che in Commissione Bilancio, il giorno della chiusura della finanziaria in Italia, intimarono ai membri del Governo di sostenere un futuro esecutivo tecnico o avrebbero rinunciato ad acquistare titoli di Stato, come ha denunciato il Senatore leghista Massimo Garavaglia che era presente in quella sede.

Tutte queste azioni combinate, costrinsero il Governo Berlusconi alle dimissioni. A beneficiarne fu Mario Monti che fu incaricato come Presidente del Consiglio di un Governo tecnico.

Ora che abbiamo chiarito chi ha causato la crisi dello spread e chi ne ha beneficiato proviamo a vedere se tra loro c’erano legami. Perché questo vorrebbe dire che il secondo era stato messo li per fare gli interessi del primo con un “giochino” sui mercati che ha fatto bruciare all’Italia miliardi di euro.

Pochi mesi prima della tempesta perfetta a Giugno 2011 a Saint Moritz, il Cartello finanziario convoca una riunione (molto censurata ma ufficiale). Nel Direttivo (Steering Committee) di quel meeting c’è anche un italiano: Mario Monti, che non avevaall’epoca incarichi politici. Con lui proprio Josef Ackermann in qualità di Presidente della Deutsche Bank; Peter Sutherland come Presidente della Goldman Sachs e Jean Claude Trichet a quei tempi in veste di Presidente della Banca Centrale Europea. Che ci faceva con loro un semplice rettore di una Università italiana e che legami aveva con i presidenti di questi potentati bancari ? Monti, Trichet (BCE), Sutherland (Goldman Sachs), Ackermann (Deutsche) non erano solo membri  del Committeedi quella riunione del Bilderberg che si è svolta pochi mesi prima dell’investitura di Monti alla Presidenza del Consiglio.

Scavando bene nei loro CV notiamo che sono tutti membri della Commissione Trilaterale dello spietato uomo d’affari David Rockfeller.

Monti, Trichet e Sutherland si sono addirittura alternati alla Presidenza Europea di questa Commissione che riunisce tutti esponenti del capitalismo speculativo. Mario Monti è Presidente

onorario della lobby belga  Bruegel della quale Trichet è il Presidente.

Trichet è a sua volta Presidente del Gruppo dei 30 (30 banchieri più importanti del mondo)del quale fa parte Mario Draghinonostante il palese conflitto d’interessi con il suo attuale incarico di garanzia e sorveglianza alla BCE.

Vi rendete conto dei legami strettissimi che c’erano tra chi ha causato la crisi dello spread e chi ha beneficiato della crisi dello spread ?

Io non sono uno di quelli che crede che il Bilderberg decida le sorti del pianeta o che coloro che lo organizzano siano i padroni del mondo, come spesso sento dire. La cosa certa è che a prenderne parte è il Gotha della finanza speculativa che si riunisce per discutere dei propri obiettivi.

Non sempre chi partecipa a quelle riunioni finisce per portare avanti gli esclusivi interessi che il Gruppo rappresenta. Ma sicuramente tra loro c’è chi lo fa e in quel caso continua ad essere convocato per anni e riceve ruoli all’interno dei Committee.

A me non spaventa e non sorprende che anche la finanza speculativa abbia delle proprie “associazioni di categoria” che si riuniscono per fare i propri specifici interessi. Non mi spaventa e non mi sorprende se di organizzazioni ne hanno più di una (Bilderberg, Trilateral, Cfr, Ria, Gruppo dei 30, ecc). Succede in tutte le categorie. E non mi sorprende e non mi spaventa che i loro interessi siano diametralmente opposti a quelli dei popoli, dei lavoratori e delle democrazie. Anzi la trovo una cosa abbastanza scontata. Oltretutto lo scrivono nei loro statuti: “la democrazia non è sempre applicabile”; “ bisognerebbe stracciare le Costituzioni”.

Parliamoci chiaro, se i lavoratori raggiungessero conquiste sociali e salariali le multinazionali rappresentate in queste organizzazioniperderebbero profitti; se il diritto tornasse a prevalere sull’economia e la moneta tornasse al servizio del bene comune e della piena occupazione, avrebbe fine la finanziarizzazionedell’economia necessaria alla sopravvivenza del Cartello finanziario. Se lo Stato avesse potere di controllo sulle aziende cedute in concessione ai privati, diventerebbe difficile favorire gli interessi e gli amici del Cartello stesso.

Quindi, pur non condividendolo dal punto di vista etico, non può sorprendermi l’accanimento delle oligarchie finanziarie contro i popoli e le democrazie viste come ostacoli ai loro obiettivi.

Cos’è, invece, che mi terrorizza e mi sorprende. E’ il fatto che membri di spicco (non semplici invitati) di queste organizzazioni della finanza speculativa che con ogni evidenza hanno formato una sorta di vero e proprio Cartello, riescano da anni ad arrivare nei posti chiave del Governo dei paesi di cui vogliono minare gli interessi. Ed è assurdo che ciò avvenga nel silenzio generale e, nella maggior parte dei casi, proprio a causa di manovre speculative sui mercati messe in essere dalle organizzazioni e dai potentati bancari a cui essi stessi appartengono. Questo è inaccettabile. Purtroppo è la realtà di quanto è accaduto in Italia negli ultimi 30 anni dove esponenti di primo piano di queste organizzazioni ordoliberiste sono riusciti a firmare trattati e vincoli in nome e per conto del popolo italiano inchiodando per sempre il paese all’austerity e rendendolo, quindi, ostaggio di quelle organizzazioni delle quali essi stessi in qualità di membri del Committee portavano avanti gli interessi. L’ultimo caso che ha avuto tremende ripercussioni per il popolo italiano è stato quello di Mario Monti: membro del Direttivo del Bilderberg da oltre 20 anni. Presidente della Commissione Trilaterale di Rockefeller alla quale appartiene dal lontano 1983 quando era relatore al fianco di Romano Prodi e dello spietato Henry Kissinger. Presidente della lobby belga Brugel; proveniente dalla Goldman Sachs che è la banca che ha favorito la crisi sui mercati e proveniente dalla Moodys ossia una delle agenzie di rating che ha declassato l’Italia. Membro della Commissione Attali per il rilancio della Francia (il maggior competitor dell’Italia)

Monti è arrivato al Governo grazie alla crisi dello spread causata dai potentati bancari presieduti dai membri delle organizzazioni a cui egli stesso appartiene. Pensate a questo punto che sia davvero stato chiamato a fare gli interessi del popolo italiano ? Possibile ? Credibile una cosa del genere ?

Lasciamo che siano i fatti a rispondere: Com’è andata con il Governo Monti ?

Ha modificato la Costituzione inserendo il pareggio di bilancio (unico paese in Europa ad averlo inserito in Costituzione) vincolando per sempre il paese all’austerity. Ha firmato il fiscal compact che è la causa di una macelleria sociale senza precedenti. Ha sottoscritto miliardi per il Mes (meccanismo europeo di stabilità) nato esclusivamente per ricapitalizzare le banche di altri paesi europei e non per aiutare l’economia reale come vorrebbe la logica dato che porta il nome di fondo salva stati.

I futuri pensionati sono diventati esodati, i poveri sono addirittura raddoppiati passando da oltre 2 milioni del 2012 a 4 milioni e mezzo nel 2013 (mediamente questa cifra varia di poche centinaia di migliaia ogni anno invece sono addirittura aumentati di quasi 2 milioni dal 2011); il debito pubblico verso gli istituti finanziari è aumentato nonostante l’austerity; l’uso dei derivati tossici da parte dello Stato per favorire le banche speculative ha creato un buco di quasi 4 miliardi; Monti ha addirittura anticipato il pagamento di quelli della Morgan Stanley. E’ aumentata vertiginosamente la disoccupazione; gli unici Bond che portano il suo nome sono stati i Monti Bond al Monte dei Paschi di Siena; ha alzato le tariffe degli aeroporti per favorire gli amici dei potentati finanziari come i Benetton.

Tutto in favore di banche, istituti finanziari, amici di lobby. Tutto contro il popolo, contro i lavoratori, contro i pensionati, contro la crescita economica.

Potete davvero dire che la cosa vi meravigli dopo aver scoperto da quali organizzazioni provenisse, di quali potentati doveva fare gli interessi e con quali modalità avessero favorito la sua ascesa alla Presidenza del Consiglio ?

Se lei parla di Cartello vuol dire che queste organizzazioni devono aver influenzato anche le scelte di altri che in passato hanno avviato e favorito lo svuotamento delle sovranità nazionali.

E’ esattamente quello che è accaduto.

Facciamo un salto nel passato e pensiamo a quelle scelte che si sono poi dimostrate un errore palesemente sbilanciate a favore del turbo capitalismo e dei potentati finanziari e a sfavore dei popoli e dei lavoratori. Pensiamo all’entrata nell’euro a quelle precise condizioni. Pensiamo al fallimentare cambio lira /euro (oggi sotto gli occhi di tutti); alla fallimentare politica di privatizzazioni con la svendita dei gioielli di Stato e di quelle aziende strategiche date in concessione a chi ha fatto solo i propri interessi a discapito della collettività come il caso di Autostrade per l’Italia balzata agli orrori della cronaca.

Lei dice che anche le scelte passate che hanno palesemente penalizzato l’Italia siano state favorite da quello che lei definisce il Cartello finanziario internazionale ?

Non lo dico io sono dati ufficiali. L’entrata nell’euro, il cambio lira euro, l’adesione ai vincoli europei senza garanzie, li ha portati avanti Romani Prodi che, guarda caso, proveniva da tutte quelle organizzazioni ufficiali che fanno gli interessi propri, ossia quelli del capitalismo speculativo.

Proveniva dal Commitee del Bilderberg come Monti e come Draghi; dalla Trilaterale come Monti e come Draghi; Dalla Goldman Sachs (che ha favorito la crisi sui mercati) come Monti e come Draghi. Abbiamo già ricordato che Prodi era relatore con Monti addirittura nel 1983 alla plenaria della Commissione Trilaterale insieme ad Henry Kissinger. Potrei aggiungere che quando la Commissione Europea (Santer) di cui faceva parte Monti, fu la prima ed unica ad essere sciolta per episodi di corruzione; fu proprio Prodi che lo reintegrò nella successivaCommissione.

Le privatizzazioni furono iniziate da Prodi in qualità di Presidente dell’Iri che fu smembrato e ceduto. Draghi era Direttore Generale del Tesoro durante tutti gli anni delle privatizzazioni, per poi passare alla Banca d’Italia, che intanto era diventata indipendente dal Ministero del Tesoro proprio a causa del guru di Prodi, Beniamino Andreatta e di Ciampi entrambi membri delle medesime organizzazioni. E poi privatizzata da Amato che diventerà a sua volta Presidente del Consiglio. Tutti di quel centro-sinistra divenuto l’avamposto del Cartello finanziario in Italia. Draghi e Prodi daranno il via alla svendita delle aziende di Stato dopo la controversa riunione sul Britannia con tutti i vertici della finanza speculativa. Ciampi seguirà lo stesso iter di Monti, Prodi e Draghi. Come Draghi è stato Presidente della Banca d’Italia; come Monti è stato un Presidente del Consiglio tecnico non eletto ma nominato sfruttando uno stato di crisi del paese.Ministro del Tesoro con Prodi presidente.  Draghi si alternerà con Trichet alla Banca Centrale Europea che intanto si alternerà con Monti alla Presidenza della Trilaterale. Ora avete capito di cosa stiamo parlando ? Io dico che fanno Cartello, voi provate a trovare un’altra definizione. Guardate oggi chi comanda l’Europa ? Juncker è il Presidente della Commissione Europea e Donald Tuskdel Consiglio ossia gli unici organi che contano. Se guardate la lista dei firmatari del Trattato di Lisbona che ha inchiodato i paesi all’Unione Europea li trovate entrambi insieme a Prodi. Se la cantano e se la suonano.

Prima hai citato i fatti di Genova. Crede che ci sia un legame indiretto tra la cessione di Autostrade per l’Italia e questo “presunto” Cartello finanziario speculativo ?

Ora le lancio una sfida. In pochi minuti le dimostro che le organizzazioni e i personaggi di cui abbiamo parlato fin’ora per quanto accaduto nel 2011, e riguardo ai trattati che sono stati firmati per l’entrata nell’euro sono gli stessi dell’affare Autostrade per l’Italia e quindi, se vogliamo, indirettamente collegati al ponte di Genova.

Accetta la sfida ?

Autostrade per l’Italia prima di essere privatizzata era di proprietà dell’Iri (istituto ricostruzione industriale). Abbiamo già detto in precedenza che il Presidente storico dell’Iri, colui che l’ha guidata per circa 10 anni dando il via al suo totale smembramento e svendita è stato Romano Prodi.

Chi era, invece, Presidente dell’Iri ai tempi in cui si organizzava la cessione di Autostrade per l’Italia alla Atlantia Spa dei Benetton ?

Si chiamava  Gian Maria Gross Pietro.

Lo conoscevate ? Il Cartello finanziario speculativo lo conosceva bene e nel 2001 lo convocò alla riunione del Bilderberg in Svezia, indovinate insieme a chi? Insieme a Mario Draghi e ad un certo Mario Monti. Abbiamo già detto che la sporadica partecipazione al Bilderberg non è per forza indicativa del fatto che se ne portino avanti gli interessi. Ma andiamo avanti. Gros Pietro nel 1994 diviene membro della Commissione per le Privatizzazioni istituita indovinate da chi ? Da Mario Draghi.

In futuro presiederà il Comitato scientifico della società di studi economici Nomisma. Indovinate di chi ? di Prodi

Ora capite come lavora il Cartello finanziario speculativo per mettere tentacoli ovunque e per far si che ci sia sempre un proprio esponente nei ruoli chiave. Ma non finisce qui.

Quello che accade nel 2002 è veramente degno di nota. Gian Maria Gros-Pietro, andrà a presiedere per quasi 10 anni indovinate cosa? Proprio la Atlantia S.p.a, ossia la società alla quale solo tre anni prima, come dipendente pubblico dell’Iri, aveva svenduto la gestione dei servizi autostradali italiani.

Ovviamente cedere un’ azienda strategica con un fatturato in crescita esponenziale e soprattutto con introiti certi è una follia dal punto di vista economico ma come ho detto prima è una follia dal punto di vista della sicurezza perché, non avere controllo pubblico su una azienda di interesse nazionale ceduta ad un privato, vuol dire che la ricerca del profitto diventa l’unica mission aziendale a discapito della manutenzione e della messa in sicurezza. E quello che dico trova riscontro nel tragico evento di Genova.

Come se ne esce da tutto questo ?

Non voglio essere disfattista perché sono un ottimista per natura ma non basta riprendersi i ruoli chiave all’interno del Governo e delle istituzioni, come già sta avvenendo in gran parte con il Governo del Cambiamento.

L’elezione di Marcello Foa alla Presidenza della Rai è stato un grande passo avanti. Un forte segnale di discontinuità con il passato e soprattutto con le organizzazioni ultraliberiste di cui abbiamo parlato. Non dimentichiamo che il suo predecessore, Monica Maggioni era molto vicina agli esponenti della grande finanza speculativa. Nel 2014, stavo preparando un reportage per il libro La Matrix Europea ed ero con alcuni colleghi fuori al Marriot Hotel di Copenaghen dove si stava svolgendo la riunione annuale del Gruppo Bilderberg e fotografammo proprio l’entrata della Maggioni a quella riunione. Non possiamo dire che partecipò in qualità di inviata Rai perché non rilasciò mai alcuna informazione su quella riunione con i 120 uomini più influenti della finanza mondiale. Con lei vedemmo entrare anche Macronche mai avremmo immaginato che sarebbe diventato il futuro Presidente francese. All’epoca non c’erano le condizioni per prevederlo tranne il fatto che era così ben visto in quegli ambienti della finanza speculativa.

Pochi mesi dopo, la Maggioni ricevette l’incarico come Presidente della Rai. Non voglio alimentare inutili complottismi  insinuando che ci sia la possibilità che fu scelta proprio in quella riunione. Ma la sua presenza se non altro testimonia la sua vicinanza a quegli ambienti e soprattutto l’interesse che quegli ambienti nutrissero nell’avere un proprio membro come Presidente della Tv di Stato in Italia. Non dimentichiamo che la Maggioni è anche, ufficialmente, interna alla Commissione Trilaterale.  Non voglio dire che siano stati loro gli artefici ma sicuramente ne sono rimasti contenti.

Cosa che invece al populista (vicino al popolo) Marcello Foa hanno provato ad impedire in tutti i modi.

Perché allora dice che tutto questo potrebbe non bastare ?

Non basta se non avviene, contestualmente, una vera e propria bonifica sul campo minato dove si muove il Governo.

Che cosa intende con la metafora della bonifica ?

La prima cosa che deve capire il Governo del cambiamento è che in passato non sono state fatte scelte sbagliate, ma scelte voluteper favorire le persone sbagliate.  Ma soprattutto bisogna rendersi conto che quelle scelte passate, sono ancora oggi quelle cheinfluenzano e plasmano il futuro del nostro paese.

Mi permetta una metafora. A cosa serve creare una casa internamente bellissima (il Governo del cambiamento è una casa internamente bellissima) se fuori al giardino, però, c’è un campo minato e persone esterne hanno in mano il telecomando che può farla saltare in aria da un momento all’altro. A che serve aver mandato via da casa quelli che volevano controllare ogni aspetto della nostra vita se le cimici che hanno piazzato sono rimaste negli stessi punti.

Quando il Cartello finanziario riesce a piazzare un proprio uomo al Governo sa bene che non potrà restare in carica a lungo. Per questo motivo fa in modo che questi firmi, in breve tempo, trattati che vincoleranno per sempre il paese all’austerity qualsiasi sia il Governo che venga dopo. Lo abbiamo visto con Monti, che in qualità di tecnico avrebbe semplicemente dovuto traghettare il paese verso elezioni democratiche ed , invece, in pochi mesi ha addirittura modificato la Costituzione per inserire il pareggio di bilancio. Questo fa si, che ancora oggi a distanza di 7 anni, noi subiamo gli effetti del suo Governo come se a decidere ci fosse ancora Monti e i potentati finanziari che rappresenta. Il pareggio di bilancio, il fiscal compact hanno reso eterno il suo Governo così come il Trattato di Maastricht, quello di Lisbona hanno reso eterno quello di Romano Prodi. Se non siamo in grado di disinnescare le mine che hanno innescato, può cambiare veramente poco perché quel pareggio di bilancio detterà la linea economica, politica, vincolerà le scelte dei governi e di spesa dello Stato, sempre tutto in favore dell’austerity e in favore di chi da essa ne trae benefici, proprio come se i membri di quelle organizzazioni finanziarie non fossero mai stati mandati via, come invece è avvenuto grazie a questo nuovo esecutivo. In pratica ilGoverno è cambiato ma la mina piazzata dal governo Monti all’interno della nostra Costituzione è ancora li. O la disinneschiamo o decideranno sempre loro quando farci saltare in aria. Questo non è chiaro quasi a nessuno. La priorità di questo Governo, deve essere quella di fare una mappatura completa delle le “mine” inserite nei trattati, nelle leggi e nei vincoli da chi doveva fare gli interessi del Cartello speculativo, prima che tutto salti nuovamente per aria.

Bisogna far passare questo messaggio cruciale per il futuro del paese e sensibilizzare gli italiani su questa priorità che nessun media mainstream ci direbbe mai. Solo quando gli italiani avranno ben chiara la realtà del plotone di fuco che è piazzato davanti a questo Governo capiranno perché molte azioni indispensabili per uscire da questa Matrix europea sono state rimandate e perché alcune scelte risultano spesso contraddittorie. Bisogna fare tutti quadrato intorno al nuovo esecutivo sostenendolo senza se e senza ma. Certe cose non si cambiano in 100 giorni e forse neanche in 5 anni. Certe cose si cambiano se il popolo viene reso consapevole.

Approfondimenti nel libro/inchiesta La Matrix Europea.