Caffè Hag, chiude lo stabilimento italiano: 57 dipendenti verranno licenziati

silenziefalsita.it 26.9.18

Caffè-Hug

Il gruppo olandese Jde ha deciso di chiudere la fabbrica italiana, dei due storici marchi di caffè Hag e Splendid, comprata pochi anni fa nel 2015.

La multinazionale ha annunciato che dal primo gennaio 2019 chiuderà il sito produttivo di Andezeno, l’unico in Italia dove ancora venivano prodotte le due miscele.
La situazione è drastica: i 57 dipendenti verranno licenziati, ci sono state proclamazioni di scioperi, agitazioni dei lavoratori, e gli enti locali che hanno tentato di convincere l’azienda a ripensarci.

Poiché la produzione verrà trasferita in altre fabbriche europee, l’azienda ha voluto dare la colpa alle capsule e alle cialde che gli italiani apprezzano sempre di più a scapito della classica miscela. “Negli ultimi anni, la domanda di caffè tostato e macinato ha continuato a calare in tutta Europa, a causa dello spostamento delle preferenze di tanti consumatori verso i nuovi e più pratici formati a capsule e cialde. Questo elemento ha creato problemi di sovraccapacità all’interno del network produttivo europeo relativo al caffè tostato e macinato di Jde” ha detto la multinazionale che si è definita “rammaricata” della decisione.

Avendo la “consapevolezza dell’impatto che questa decisione avrà sui dipendenti locali, le loro famiglie e la comunità di Andezeno” la società si dichiara “impegnata a lavorare a stretto contatto con i rappresentanti sindacali per identificare, minimizzare e risolvere le implicazioni sociali legate alla chiusura del sito.”

I sindacati parlano invece di “scelta scellerata”, e ribattono: “È stata decisione stabilita dall’alto senza la possibilità di discutere soluzioni alternative.” Flai Cgil, Uila Uil e Rsu chiedono “l’immediato ritiro dell’apertura della procedura di licenziamento collettivo” e “di riaprire un tavolo sindacale per trovare soluzioni che prevedano il mantenimento dell’occupazione.”

L’assessore regionale al Lavoro, Gianna Pentenero, convocherà prossimamente un tavolo regionale “chiedendo all’azienda di ritirare la procedura e avviare un confronto con i sindacali e le istituzioni”