LA PACCHIA EUROPARLAMENTARE

il nord.it 25.9.18

BRUXELLES – I soldi – che sono pubblici, però – non si toccano, nè i cittadini devono sapere come li spendono, quando si tratta di europarlamentari. La Corte di Giustizia Ue ha stabilito infatti che il parlamento europeo ha il diritto di mantenere riservati i documenti relativi alle spese di viaggio e alle indennità percepite dagli eurodeputati, respingendo il ricorso presentato nel 2015 da vari giornalisti e associazioni di giornalisti. Il Tribunale dell’UE, riferisce un comunicato, conferma il rifiuto del Parlamento di accordare l’accesso a tali documenti (indennità giornaliere, indennità per spese di viaggio, indennità di assistenza parlamentare), stabilendo che il Parlamento era legittimato a invocare il fatto che i documenti interessati contengono dati personali e i richiedenti non hanno dimostrato la necessità del trasferimento di tali dati. Tre anni fa, giornalisti e associazioni di giornalisti hanno chiesto al Parlamento l’accesso ai documenti relativi alle indennità giornaliere, alle indennità per spese di viaggio e alle indennità di assistenza parlamentare degli eurodeputati. Tutte le domande sono state respinte dal Parlamento, così come le domande di conferma che sono seguite. Le persone interessate hanno adito il Tribunale dell’Unione europea per chiedere l’annullamento delle decisioni del Parlamento.